Ultimo aggiornamento 24 Gennaio, 2019, 03:05:41 di Maurizio Barra
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
DALLE 11:55 DI MERCOLEDì 23 GENNAIO 2019
ALLE 03:05 DI GIOVEDì 24 GENNAIO 2019
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Il Premio Bagutta 2019 a Marco Balzano
Riconoscimento all’opera prima per Amerighi con ‘Le ore contate’
23 gennaio 201911:55
– Il Premio Bagutta compie 92 anni e festeggia assegnando il riconoscimento per il 2019 a un autore della leva giovane, il quarantenne Marco Balzano, autore del romanzo ‘Resto qui’, pubblicato da Einaudi. Così ha deciso la giuria – presieduta da Isabella Bossi Fedrigotti – inaugurando come di consueto la stagione dei premi letterari.
Decisione quasi unanime per il premio all’opera prima, che è andato al romanzo d’esordio di Marco Amerighi, Le ore contate (Mondadori). Un libro di un trentacinquenne ambientato nella provincia toscana, dove presente e passato si intrecciano con una capacità di racconto e una sicurezza di scrittura che hanno convinto la giuria, sempre molto sensibile alla qualità dello stile.
S.Cecilia, Pappano e MozartSul podio per il Requiem. Poi il violino di Shaham per Berg
23 gennaio 201912:01
– Antonio Pappano e l’ ultimo Mozart per la stagione sinfonica di Santa Cecilia. Il maestro anglo-italiano sarà sul podio dell’ Auditorium Parco della Musica per dirigere l’ Orchestra e Coro dell’ Accademia Nazionale nel Requiem, l’ ultima e più nota composizione del genio di Salisburgo, giovedì 24 gennaio alle 19:30 (repliche sabato 26 e domenica 27 alle 18). La Messa da Requiem in Re minore K626 fu composta da Mozart nel 1791 e restò in compiuta per la morte dell’ autore, nel dicembre di quell’ anno. Nel programma delle tre serate è previsto anche il Concerto per violino ‘alla memoria di un angelo’ che Alban Berg scrisse nel 1935 negli ultimi mesi di vita su commissione del violinista americano Luois Krasner e dedicò e a Manon Gropius, morta a 18 anni, figlia di Alma Mahler e del suo secondo marito, l’architetto Walter Gropius, ai quali la famiglia Berg era molto legata. A interpretare il brano il violinista statunitense Gil Shaham che torna ad esibirsi a Santa Cecilia dopo due anni di assenza.
A teatro, Bulgakov tra Pierobon-RiondinoIn scena anche Boni-Don Chisciotte e Branciaroli ne I miserabili
23 gennaio 201912:11
– Bulgakov star tra ”Cuore di cane” con Sandro Lombardi e Paolo Pierobon a Milano e ”Il Maestro e Margherita” con Michele Riondino a Roma; e poi ”La tragedia del vendicatore” di Thoman Middleton per Declan Donnellan e gli inediti del Roma Fringe Festival, ancora nella capitale; ”I miserabili” di Victor Hugo con Franco Branciaroli e la tragedia delle deportazioni con Maddalena Crippa in ”Matilde e il tram per San Vittore”, tutti a Torino; fino ad Alessio Boni e Serra Yilmaz nel ”Don Chisciotte” di Cervantes tra Verbania, Correggio (RE) e Aosta: sono alcuni degli spettacoli teatrali in scena nel prossimo week end.
Holden Academy, 1/a Università scritturaLaurea triennale equivalente al Dams, sette le discipline
TORINO23 gennaio 201912:30
– Nasce la Holden Academy, prima Università della Scrittura. A lanciare la sfida è la Scuola Holden, fondata e diretta da Alessandro Baricco, che diventa l’unico posto in Europa (considerando la Brexit) dove si può conseguire una laurea triennale in scrittura, equipollente a quella in Discipline dell’arte, della musica e dello spettacolo.
Sette le discipline da padroneggiare: Armonia, Design della mente, Figure, Instabilità, Intensità, Linguaggi e Sequenze. Si studieranno greco antico, musica, programmazione informatica e l’inglese di Shakespeare.
Per frequentare la Holden Academy bisogna avere tra 18 e 30 anni e si deve partecipare allo Scouting 2019, la campagna iscrizioni che andrà avanti fino al 30 settembre, con dieci giornate di test tra marzo e settembre. La frequenza è obbligatoria. Per la prima volta alla Holden ci saranno voti ed esami: durano una settimana a luglio e per proseguire gli studi è obbligatorio superarli.
C.Pitti,l’artefice del ghetto di Firenze’Nessuno sa di lui’, Morgese svela personaggio chiave per Medici
FIRENZE23 gennaio 201913:26
– La storia del vero artefice del ghetto ebraico di Firenze (1571) raccontata dall’archivista e paleografa Ippolita Morgese. E’ ‘Nessuno sa di lui’ (Le Lettere, 158 pagine, 14,50 euro), libro che ripercorre la vita privata e pubblica di Carlo Pitti. Grazie al ritrovamento del suo archivio privato, l’autrice compone un ritratto fino a oggi sconosciuto sul ruolo determinante di Pitti, che fu uno dei membri del Magistrato supremo, organo giudiziario per eccellenza dello Stato Mediceo, e ricostruisce cause e ragioni della creazione del ghetto.
Il volume – che sarà presentato il 24 gennaio a Firenze, alla Scuola
Fenysia, con Amedeo Spagnoletto, rabbino capo della comunità ebraica fiorentina mentre il 27 gennaio, Giorno della memoria, reading al Museo del 900 a cura di Sergio Risaliti – racconta un mondo di intrighi e destini basandosi sui diari manoscritti originali di Carlo Pitti, e anche il milieu dell’epoca, con la descrizione di abitudini, tradizioni familiari e usanze di vita nel secondo ‘500. Ripercorrendo l’intera storia del ghetto di Firenze – voluto da Cosimo I dei Medici che, per ottenere il titolo di granduca, muta all’improvviso la sua politica di accoglienza verso gli ebrei -, evidenzia il ruolo di Pitti che opera dietro le quinte, firma e produce rapporti, inchieste, richieste e memoriali: è lui a investigare sui banchieri ebrei che operano in Toscana, a ordinare il censimento di quelli che vivono nello Stato Mediceo, a stilare la bozza del decreto di espulsione. I suoi dossier porteranno Cosimo I a compiere il verdetto definitivo: la chiusura dei banchi ebraici, l’espulsione degli israeliti, l’istituzione del ghetto. Un fedele cortigiano e un astuto mediatore, per Morgese, il quale, operando nell’ombra ha navigato i corridoi del potere fino a ricoprire quasi tutti i settori della vita pubblica.
Nel 2019 Mater(i)a si fa P(i)etraUn ‘viaggio’ dalla Capitale europea della Cultura alla Giordania
MATERA23 gennaio 201913:44
– Nel 2019 – anno da Capitale europea della Cultura – nella Città dei Sassi si potrà fare un lungo viaggio nel tempo e nello spazio, partendo da Matera e arrivando, attraverso gli scatti di Carlos Solito, fino a Petra, in Giordania: due città, patrimonio dell’Umanità, scolpite nella roccia dove le storie degli uomini si intrecciano con quelle dei luoghi. La mostra “Mater(i)a P(i)etra” è stata allestita nella Sala Levi di Palazzo Lanfranchi e sarà visitabile fino al prossimo 17 marzo.
Sono 80 le fotografie – divise in 40 coppie – che il fotografo, regista e scrittore spagnolo ha scattato lo scorso anno, creando così l’accostamento tra due città millenarie. Ma non solo. Solito si è “spinto” anche in altre zone del Materano: dal Metapontino all’area dei Calanchi, dalle rovine del castello di Uggiano di Ferrandina a quelle di Craco, “il paese fantasma”.
Green Book, l’amicizia antirazzistaEsce il 31/1 film con Mortensen e Mahershala Ali, 5 candidature
23 gennaio 201920:06
Con cinque candidature ‘pesanti’ tra cui Miglior film, Miglior attore (Viggo Mortensen) e Miglior attore non protagonista (Mahershala Ali) Green Book di Peter Farrely, in sala dal 31 gennaio con Eagle Pictures, già vincitore di tre Golden Globe e del premio del pubblico a Toronto, è certamente tra i film dell’anno e tra i favoriti alla Notte degli Oscar il 24 febbraio. Per la storia e per quello che rappresenta, in tema di inclusione razziale e diversità.E’ la storia della vera storia dell’amicizia, durata tutta la vita, nata nel 1962 fra un virtuoso afroamericano del pianoforte, Don Shirley (Ali) e il buttafuori italo americano Tony Vallelonga (Mortensen), ingaggiato dal musicista per fargli da autista e ‘risolviguai’ durante un tour negli Stati Usa del sud, dove il razzismo era ancora profondamente radicato. “Green Book non ti dice cosa devi pensare, ascoltare o vedere – ha detto Viggo Mortensen, notoriamente poliglotta, in un ottimo italiano, che gli ha anche consentito di interpretare al meglio la lingua ibrida parlata dagli italoamericani come Vallelonga -. Secondo me è un invito a fare un viaggio, a ridere, a piangere e se vuoi forse a riflettere sui limiti delle prime impressioni. Non è una lezione forzata, è una bella storia condivisa del passato che può aiutarci a capire il presente”.L’attore newyorchese di origini danesi, che aveva presentato il film alla Festa di Roma 2018, pensa che “queste storie ti permettano di conoscere un po’ di più chi è diverso da te. Sono molto importanti in questo momento – sottolinea – perché si vede in giro tantissima misoginia e ignoranza, ad esempio su temi come la crisi dei migranti o la religione. Mi spavento soprattutto quando vedo che persone di potere, dai politici ai sindacalisti, sono ignoranti nella stessa maniera o fingano di esserlo, per arrivare o rimanere al potere. D’altronde il percorso dell’umanità non è diretto, ma pieno di deviazioni e a volte si fanno dei passi indietro, come sta succedendo in tante parti del mondo, Italia compresa”.Il progresso dell’umanità “viene anche dai piccoli gesti quotidiani, come chiedere scusa se urti qualcuno per strada”. Green Book è basato sulla sceneggiatura scritta dall’attore Nick Vallelonga (figlio di Tony, morto nel 2013, come Shirley) con Brian Currie e il regista Peter Farrelly, uno dei re della commedia Usa in coppia con il fratello Bobby, qui al primo film da solo e alle prese con un genere diverso, la dramedy. Tony Vallelonga, detto Tony Lip, padre dei famiglia del Bronx, molto innamorato della pazientissima moglie Dolores (Linda Cardellini) si mantiene con lavoretti e scommesse. Risoluto e affabulatore, quando il club dove lavora viene momentaneamente chiuso, accetta di lavorare per Don Shirley, raffinato e riservato pianista che vive in un lussuoso appartamento al primo piano della Carnegie Hall. Il musicista ha bisogno di un uomo come Tony per risolvere eventuali problemi legati al doversi spostare in stati fortemente razzisti e infatti gli ostacoli e le situazioni rischiose non mancheranno.Tra i due uomini, però nei lunghi spostamenti in macchina, nasce una reciproca comprensione e voglia di conoscenza. Mortensen, che per il ruolo è ingrassato una quindicina di chili (“quello è stato piacevole e facile, basta mangiare, ma ci è voluto un po’ per perdere quel peso”) ha definito la sceneggiatura di Green Book (nomination all’oscar) come “una delle più belle e meglio scritte che abbia mai letto – ha detto -. Ho trovato la storia incredibile, mi ha fatto ridere e piangere. Ero un po’ teso perché non sono italiano e sentivo molto la responsabilità di rendere al meglio, senza trasformarlo in una caricatura, questo personaggio. Mi ha molto aiutato la famiglia di Tony, con cui ci siamo capiti subito, a tavola, mangiando insieme per cinque ore. Quando poi li ho visti commuoversi sul set, ho capito che era andata”. E’ stata molto importante anche l’alchimia con il premio Oscar Mahershala Ali, che Mortensen stima molto: “E’ una persona di grandissima generosità”.
Gerini conduce Amori e altri rimediSu FoxLife dall’11 marzo, coppie in crisi si mettono alla prova
23 gennaio 201914:18
– Claudia Gerini torna in tv in un nuovo programma di cui sarà conduttrice assoluta, dall’11 marzo, in prima visione su FoxLife (canale 114 di Sky): ‘Amore e altri Rimedi’, che mette al centro le coppie in crisi e i loro problemi.
L’attrice torna su FoxLife dopo il successo personale nel talent show Dance Dance Dance. Tutti prima o poi affrontiamo un momento difficile nella vita di coppia e spesso serve un confronto esterno per risolvere i problemi relazionali. Grazie al contributo di due psicoterapeuti (Gianluca Franciosi e Laura Duranti), ‘Amore e altri Rimedi’ offre aiuto e sostegno reale alle coppie che vivono un momento di crisi. Guidati da Claudia Gerini seguiremo il percorso che le coppie faranno per analizzare la loro relazione nella speranza di risolvere i loro problemi. Le coppie dovranno mettersi alla prova in un esperimento che porterà alla luce dubbi, paure e cose che non hanno mai avuto il coraggio di confessarsi. Per decidere se dare un’altra chance alla relazione o dirsi addio.
Laurea honoris causa a Rosita Missoni”Con Ottavio mai rinunciato al nostro stile, ne vado fiera”
NAPOLI23 gennaio 201915:31
– “Mi ritengo una persona fortunata, sia per le mie radici che il lavoro che ho fatto in una vita.
Con Ottavio non abbiamo mai rinunciato al nostro modo di intendere la moda, e di ciò vado fiera”. Così Rosita Missoni Jelmini nel corso della cerimonia di consegna della laurea honoris causa conferitale al complesso borbonico del Belvedere di San Leucio dal rettore Massimo Paolisso dell’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli. Una scelta non casuale quella dell’ateneo, presa per dare prestigio alla neonata Officina Vanvitelli, la nuova sede per la formazione post-laurea a disposizione degli studenti del Dipartimento di Architettura e Design Industriale di Aversa, inaugurata proprio con l’arrivo della Missoni e del ministro Bussetti.
Skoglung, a Torino prima mondiale WinterA Camera cento opere dell’artista contemporanea americana
TORINO23 gennaio 201915:53
– Sandy Skoglund, tra le artiste contemporanee più note al mondo per le sue opere a colori dedicate alla vita quotidiana, spesso di grandi dimensioni, espone dal 24 gennaio al 24 marzo a Torino. Si intitola ‘Visioni ibride’ la mostra allestita a Camera, il Centro italiano per la fotografia che nel 2018 è stato visitato da 53 mila persone.
Curata dal celebre Germano Celant, si compone di 100 opere, compresa l’inedita ‘Winter’, alla quale l’artista ha lavorato per 10 anni. In mostra opere icone dell’arte negli anni ’80-’90 come ‘Radioactive cats’ (1980) e ‘Revenge of the goldfish’ (1981), ‘Fox games’ (1989) e ‘The Green House’ (1990). Lavori che riportano scene di vita vera abitate da essere fantastici e animali colorati. “Skoglund lavora sulla serialità e sull’emozione, lavorare con lei è un privilegio”, dice Celant. “L’idea di Winter – spiega l’artista – è nata dall’emozione che da sempre suscitano in me l’inverno e i fiocchi di neve, come quelli che cadono oggi a Torino”.
Una targa per il Signor G su casa nataleMilano continua a ricordarlo, anche con intitolazione del Lirico
MILANO23 gennaio 201916:07
– Una targa sulla facciata della casa di via Londonio, a Milano, in ricordo degli ottant’anni della nascita del Signor G. Sarà posta venerdì 25 gennaio, alle 18.00.
In quella casa, il 25 gennaio del 1939, nasceva Giorgio Gaber, proprio a pochi passi dalla sede milanese della Rai che, solo vent’anni dopo, giovanissimo, l’avrebbe reso popolare a livello nazionale come interprete di Rock’n’Roll assieme a Mina e Celentano con la trasmissione “Il Musichiere”. Gaber, allora Gaberscik, ha vissuto in via Londonio con il padre Guido, la madre Carla e il fratello Marcello fino al 1963.
L’iniziativa, nata da una proposta del condominio, ha subito incontrato l’entusiastico favore della Fondazione Gaber – è scritto in una nota – che si è immediatamente adoperata per la realizzazione e la posa della targa il cui testo è: “Qui nacque nel 1939 GIORGIO GABER. Inventore del Teatro – Canzone. La sua opera accompagna vecchie e nuove generazioni sulla strada della libertà di pensiero e dell’onestà intellettuale”.
3 mila spettatori per Festival FlamencoSeconda edizione all’Auditorium Parco della Musica a Roma
23 gennaio 201916:14
– Chiude con oltre 3000 spettatori il Festival di Danza Spagnola e Flamenco in programma dal 10 al 20 gennaio all’Auditorium Parco della Musica. Tra i protagonisti di questa edizione Emilio Ochando Y Compânía, Mayte Martín & Belén Maya, Antonia Jiménez, El Yiyo, Ballet Flamenco Jesús Carmona, Camerata Flamenco Project. La programmazione dedicata alla danza contemporanea della Fondazione Musica per Roma prosegue dal 10 febbraio con “Equilibrio Festival 2019 Aurora Boreale a Roma”, dedicato ai Paesi Nordici (Danimarca, Finlandia, Islanda, Norvegia, Svezia).
Pacifico, 8/3 esce Bastasse il cieloNuovo disco di inediti, al via lo stesso giorno il tour
23 gennaio 201916:17
– Pacifico è pronto a tornare con “Bastasse il cielo” (etichetta Ponderosa Music Records/distribuzione Artist First), il nuovo album di inediti in uscita l’8 marzo. E sempre dall’8 marzo il cantautore sarà impegnato con “Bastasse il cielo tour”, per presentare i brani estratti dal suo nuovo progetto discografico e i suoi vecchi successi. Queste le prime date di “Bastasse il cielo Tour”: 8 marzo a Piove di Sacco (Padova), 21 marzo a Bologna, 22 marzo a Torino, 30 marzo a Firenze, 5 aprile a Milano, 17 maggio a Bari, 18 maggio a Roma.
Alla Gam le Donne nell’arteA Roma 100 opere raccontano un secolo di immagini femminili
23 gennaio 201920:14
Sono angeli da contemplare o crudeli seduttrici, fonti di ogni peccato o muse ispiratrici, dive irraggiungibili o corpi nudi da ammirare; sono mogli e madri, non sempre felici, a volte inquiete e distanti; sono creature dubbiose e segnate dalla solitudine esistenziale, ma anche tenaci rivoluzionarie che riflettono sulla propria identità, con la determinazione a emanciparsi da una società patriarcale. Raccontano l’arte e la cultura del loro tempo le tante, affascinanti figure femminili che la Galleria d’Arte Moderna di Roma presenta nella mostra “Donne. Corpo e immagine tra simbolo e rivoluzione”, allestita dal 24 gennaio al 13 ottobre.A cura di Arianna Angelelli, Federica Pirani, Gloria Raimondi e Daniela Vasta, la mostra si focalizza sulla rappresentazione della donna e sulla sua evoluzione tra correnti artistiche e contesti culturali, in un percorso di circa 100 opere (dipinti, sculture, grafica, fotografie e video) che dalla fine dell’800 conduce fino ai giorni nostri. Dall’immagine femminile nell’amor sacro e nell’amor profano con “Le vergini savie e le vergini stolte” di Giulio Aristide Sartorio e “La sultana” di Camillo Innocenti, ai corpi nudi rappresentati da Felice Carena, Mario Ceroli e Fausto Pirandello (a quest’ultimo è dedicato un focus a parte, in una sorta di piccola mostra nella mostra); dall’indagine introspettiva resa sulla tela con i ritratti (un lungo corridoio in cui brilla per intensità e bellezza l’omaggio che Balla fa alla moglie Elisa ne “Il dubbio”) alla raffigurazione della maternità, tra Antonietta Raphael e Pino Pascali, e dell’inquietudine, con la “Susanna” di Felice Casorati, si arriva alla decostruzione e ricostruzione dell’identità femminile a partire dagli anni ’60, di cui diviene emblema “L’altra ego” di Giosetta Fioroni e Marco Delogu. Un’ultima sala infine, più politica, approfondisce le relazioni tra arte, lotte femministe ed emancipazione femminile, con materiale documentario proveniente da Archivia – Archivi Biblioteche Centri Documentazione delle Donne. Per secoli oggetti prediletti della creatività, ma drammaticamente poco considerate e quasi invisibili nel mondo dell’arte, le donne sono rappresentate in questo progetto espositivo nella complessità e nelle contraddizioni di un percorso storico che, tra cambiamenti sociali e politici e crisi dei valori tradizionali, le ha viste prima subire passivamente il predominio del maschio e poi lottare per conquistare diritti e opportunità.Con uno sguardo femminile e femminista, la mostra ha il pregio non scontato di valorizzare le collezioni d’arte contemporanea capitoline (con opere mai esposte o non esposte da lungo tempo), ma soprattutto di offrire al pubblico tante letture, da quella più propriamente artistica a quella sociale fino a quella politica. Anche per questo, a corredo dell’esposizione, è previsto un fitto calendario di attività, fra aprile e ottobre, nel segno dell’interdisciplinarietà (letture, proiezioni, performance, incontri) con l’obiettivo di riflettere sulla questione femminile in chiave attuale. In primavera poi anche un contest, #donneGAM, attraverso il quale la Galleria inviterà il pubblico a condividere sui social network fotografie di donne protagoniste della propria storia. “Questo tema non è affatto scontato, soprattutto per i ragazzi, se pensiamo che il diritto di voto per le donne è arrivato solo nel 1946 o che durante il fascismo molti mestieri erano preclusi alle lavoratrici. Alcune conquiste sono recenti e questa consapevolezza deve uscire dalla mostra”, spiega oggi Federica Pirani, “raccontiamo l’immagine femminile dai primi del ‘900 a oggi e con un apporto interdisciplinare anche la storia dell’emancipazione. Bisogna continuare a restare vigili e provare a sensibilizzare il pubblico”.
Weitzman, poker top e foto Inez-VinoodhKendall Jenner, Yang Mi, Willow Smith, Jean Campbell
23 gennaio 201916:45
Poker di top model in posa sotto i flash di Inez van Lamsweerde e Vinoodh Matadin, nella nuova campagna di Stuart Weitzman per la collezione Primavera/Estate.
Kendall Jenner, Yang Mi, Willow Smith e Jean Campbell sono le testimonial scelte per rappresentare #SWWomen nel primo dei quattro episodi previsti per la campagna. Le immagini evocano – attraverso una palette di colori nude, il ritorno del marchio ai valori di sempre, ovvero creare modelli capaci di coniugare moda, funzionalità e comodità, che permettano alle donne di sentirsi belle. Le immagini rivelano la complicità tra le quattro modelle, che mostrano di sentirsi forti e indipendente, a proprio agio. I modelli-icona presentati nella campagna sono i sandali stiletto Nudist, i sandali kitten heel Nunakedstraight e le décolleté Any. Accanto i nuovi modelli: Nudistdisco, una variazione con plateau del best-seller Nudist, il sandalo Surray e l’ankle boot Landry.
Il Maestro e Margherita rivive in scenaRiondino grande Woland per Bulgakov di Baracco e Russo
23 gennaio 201918:26
– ‘Il Maestro e Margherita’, capolavoro di Michail Bulgakov, viene portato in scena da Andrea Baracco, nel mirabile adattamento di Letizia Russo, al Teatro Eliseo di Roma fino al 3 febbraio, produzione dello Stabile dell’Umbria, poi a Correggio (RE) il 5 e 6 febbraio e ancora in tournee.
Il romanzo fu scritto negli anni ’30 del ‘900 (ma fu pubblicato solo postumo fuori della Russia nel 1966) quale profonda critica al sistema sovietico, con la forza della poesia che fa interagire i piani del realismo e del fantastico. Tre vicende assai diverse si intrecciano: l’amore dall’ambiguo lieto fine tra Margherita e il Maestro, lo scrittore non allineato rifiutato dall’editore di stato e spedito in manicomio; il mondo di Ponzio Pilato col suo resoconto pieno di dubbi politici e morali sul processo e la condanna di Jeoshua, che sono la storia del libro cui il Maestro lavora da anni; e infine l’arrivo del Diavolo sotto le sembianze di Woland (Michele Riondino), artista esperto in magia nera.
Principessa, skeaners decorate per bimbeSono di Lelli Kelly, nei colori della primavera
23 gennaio 201918:38
– Lelli Kelly lancia le nuove sneakers per bambine modello Principessa, caratterizzata dai ricami di perline multicolori sulla tomaia, che danno vita ad allegri disegni floreali.
I colori delle nuove calzature sono quelli della bella stagione: bianco, argento, rosa e l’immancabile fucsia Lelli Kelly. I materiali utilizzati sono ultraresistenti, le cuciture extra-strong e le allacciature danno la possibilità di scegliere tra lo strappo con lacci elastici e i lacci classici. Inoltre la soletta interna, estraibile, è rigorosamente in pelle in modo da garantire al piede il contatto con materiali naturali e la suola, realizzata in un materiale extra-light d’avanguardia, ha il battistrada antiscivolo per assicurare alla bambina una camminata in sicurezza.
Le nuove sneakers arriveranno sul mercato italiano in primavera.
Netflix entra nella lobby di HollywoodE’ la prima volta nella storia per un big del web
NEW YORK23 gennaio 201919:54
Netflix come Disney, Fox, Paramount, Sony, Universal e Warner Bros, ossia i più grandi studi cinematografici al mondo. Fresco di dieci candidature agli Oscar per ‘Roma’ di Alfonso Cuaron, Netflix ha avuto un altro riconoscimento, entrare a far parte della Motion Picture Association of America (Mpaa). Una decisione senza precedenti e che per la prima volta fa sì che nei quasi cento anni di storia dell’Associazione, che promuove gli interessi degli studi cinematografici, si aprano le porte per un big del web. “Da parte della Mpaa e dei suoi membri – ha spiegato il presidente e ceo Charles Rivkin – sono onorato di dare il benvenuto a Netflix come partner. Tutti i nostri soci sono impegnati nella promozione dell’industria cinematografica e televisiva e l’aggiunta di Netflix ci consentirà di sostenere in modo ancora più effettivo la comunità globale dei creativi. Non vedo l’ora di testare ciò che potremmo raggiungere assieme”. L’ingresso di Netflix nella Mpaa è stato sostenuto incondizionatamente da tutti gli attuali membri. “Essere soci della Motion Picture Association – ha detto da parte sua Ted Sarandos, chief content officer di Netflix – esemplifica ulteriormente il nostro impegno a sostenere la vivacità di queste industrie creative e delle persone di talento che ci lavorano in tutto il mondo”. Netflix e Mpaa non sono nuove a collaborazioni. E’ già accaduto in materia di protezione dei copyright. In particolare, l’attenzione di Netflix sull’antipirateria ben si è sposata con quella degli studios e anche con Amazon hanno presentato azioni legali appunto per la difesa dei diritti d’autore. Tuttavia, secondo quanto scrive Hollywood Reporter, la mossa di Mpaa di accogliere Netflix potrebbe irritare i proprietari di sale cinematografiche, molte delle quali hanno deciso di non mettere in programmazione i film del servizio di streaming online perché non rispettano la finestra di uscita tra quella del cinema e altre piattaforme. Inoltre, sempre secondo Hollywood Reporter, Mpaa starebbe corteggiando anche Amazon, perché la fusione tra Disney e Fox ha ridotto il numero dei membri, da sei a cinque, il che ha significato una perdita tra i 10 e i 12 milioni di quote perse all’anno
Cesar, ecco le nominationHannah di Pallaoro candidato film straniero. Redford a carriera
23 gennaio 201919:52
L’affido (Jusqu’à la Garde) di Xavier Legrand (già Leone d’Argento a Venezia 74) e 7 uomini a mollo (Le Grand Bain) di Gilles Lellouche, ciascuno con 10 nomination, dominano le candidature ai Cesar, gli oscar del cinema francese annunciate il 23 gennaio. L’italiano Hannah di Andrea Pallaoro (già premiato a Venezia con la Coppa Volpi a Charlotte Rampling) è candidato per il miglior film straniero. A Robert Redford, che si è appena ritirato dal cinema, andrà il Cesar alla carriera.
La cerimonia si terrà il 22 febbraio a Parigi. Spiccano poi con 9 candidature I fratelli Sisters, il western di Jacques Audiard con Joaquin Phoenix, John C. Reilly e Jake Gyllenhaal ed En liberté!, la commedia drammatica di Pierre Salvadori. La douleur di Emmanuel Finkiel, attualmente in sala in Italia, ispirata all’omonimo romanzo di Marguerite Duras interpretata da Melanie Thierry ha avuto 8 candidature nelle principali categorie.
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