Ultimo aggiornamento 29 Gennaio, 2019, 03:46:44 di Maurizio Barra
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Incassi: Creed in testa, La Favorita 3/a
Slitta seconda Mia e il leone bianco, Compromessi sposi 6/o
28 gennaio 2019 06:19
Creed II debutta balzando in testa alla classifica dei film più visti al botteghino italiano con 3 milioni 691 mila euro di incassi nel week end (3 milioni 734 mila in 4 giorni) e la media di 7046 euro su 524 sale. Cala del 18% e perde una posizione la favola africana di Mia e il leone bianco: l’incasso è 1 milione 594 mila euro e la media di 2842 euro su 561 schermi per un totale di 3 milioni 867 mila in 15 giorni.
Esordisce terzo La favorita, pellicola di Yorgos Lanthimos con Olivia Colman, Emma Stone e Rachel Weisz che racconta la storia della turbolenta corte della regina Anna. Mette a segno 1 milione 62 mila euro in 4 giorni con una media di 3484 su 305 schermi.
Slitta dalla seconda alla quarta piazza Glass. Gli altri debuttanti della top ten sono Ricomincio da me (Second Act) al quinto posto e Compromessi sposi al sesto. Da segnalare il ritorno al cinema in occasione dei 25 anni dall’uscita e del giorno della memoria di Schindler’s List: l’incasso è stato di 43 mila euro in 4 giorni.
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Sanremo: Arisa, sono cambiata e “Mi sento bene”L’8 febbraio esce l’album “Una nuova Rosalba in città”
28 gennaio 201910:31
“Una nuova Rosalba in città” è il titolo del nuovo album di Arisa, in uscita l’8 febbraio per Sugar. Un titolo programmatico, un titolo che rende subito l’idea. Sì, perché Rosalba (nome all’anagrafe di Arisa) si è davvero rinnovata, “perché il cambiamento, passa prima dalla persona e poi dal personaggio”, dice. E lo farà sentire già dal brano sanremese, Mi sento bene (altro titolo che non lascia dubbi), tra atmosfere disneyane e sonorità da musical. “Mi sento bene – spiega la cantante – è la giusta via di mezzo, il giusto mezzo di trasporto, il Caronte che trasporta l’Arisa di prima all’Arisa del futuro. Non so quale sarà esattamente. Io ho molta fiducia nella vita, perché la vita sa già in che direzione andare, e dunque sarò quello che mi è dato essere”. Il brano è un tuffo nella musica fine anni ’70 inizi ’80, c’è Raffaella Carrà, c’è Giuni Russo e ci sono anche gli Abba. “E i Blondie. Quel mondo mi appartiene”. Non per caso accanto sul palco, nella serata dei duetti ci sarà Tony Hadley, ex Spandau Ballet. “E’ un’icona di quel periodo. Saremo immersi nella magica atmosfera creata dai Kataklò: la loro danza acrobatica mi ha sempre affascinata e mi piace molto il loro impegno nel portare avanti progetti e attività per i giovanissimi. Vi faremo ballare”, promette Arisa che vede nell’indie italiano di oggi la stessa freschezza di allora: “Gente come Calcutta, Ex Otago, Zen Circus hanno svecchiato la tradizione italiana, che sembrava essersi fermata. Ora il pop è più uptempo”. Al suo di rinnovamento, invece, Arisa ha lavorato più di un anno e mezzo, passando in Sugar e facendosi affiancare da un gruppo di lavoro che fosse capace di raccontarla: in campo 6 producer e ben 17 autori (tra i tanti Niccolò Agliardi e Cristiano Malgioglio). “E’ stato interessante vedere come mi hanno interpretato. Mi hanno aiutato a capire me stessa, a vedere da vicino certi miei comportamenti. E’ stata una sorta di terapia”. Due brani portano anche la sua firma, “ma è poca roba, io scrivo cose molto diverse, sono malinconica e non voglio per forza fare una cazzata solo perché è mia”. Superati anche i momenti di sconforto che in passato l’avevano fatta dire che avrebbe smesso con la musica. “L’ho detto e mi succede ancora di pensarlo: almeno due volte al giorno. Ma a chi non capita di avere momenti di cedimento? La forza è rialzarsi e continuare. Nascondere le proprie fragilità è disumano”. Dunque si riparte da Sanremo, dove giusto 10 anni fa vinceva tra le Nuove Proposte con Sincerità, per poi trionfare tra i Big nel 2014. Si è anche tolta lo sfizio di essere al fianco di Carlo Conti come co-conduttrice nel 2015. “Ma non si può dire che il festival mi ha dato tutto, per dire di avermi dato tutto dovrebbe darmi la direzione artistica, dovrebbe invitarmi come ospite. E poi mi manca vincere l’Eurofestival”. Ma per andare all’Eurofestival bisogna vincere il festival. “Mah…”, sospira, lasciando intendere che forse un pensierino ce lo ha fatto. A dieci anni di distanza, comunque, l’emozione di quella prima volta è ancora sempre viva: “Il ricordo di Sanremo è legato a Paolo Bonolis e a quando, a Sanremo Lab, gli vennero gli occhi lucidi quando mi ha sentito cantare. Penso a come ero io, a come vedevo le mie scarpe salire sulle scale”, e la voce tradisce l’emozione della nuova Rosalba.
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Museo Egizio Cairo, rinascita a ItaliaEgizio Torino capofila progetto dell’Unione Europea
TORINO28 gennaio 201912:24
– Il Museo Egizio del Cairo si affida all’Italia per delineare il proprio sviluppo futuro e realizzare nuove aree espositive. L’Egizio di Torino è infatti capofila di un progetto triennale dell’Unione Europea – in collaborazione con alcuni tra i più importanti musei del mondo – che si propone di avviare una riflessione condivisa sulle modalità espositive della collezione. E di supportare la predisposizione della candidatura del museo a Patrimonio Unesco.
“Nel Cinquecento – ricorda la presidente del Museo Egizio di Torino, Evelina Christillin – ai Savoia lo storico di corte attribuì un’antica discendenza egizia per accreditarsi nel modo migliore agli occhi dell’intera Europa. Siamo orgogliosi di tornare, con Torino e col nostro Museo, nel cuore dell’Egitto per vivere un’esperienza di collaborazione scientifica e professionale nel Paese che ci ha consentito di essere quello che siamo: un centro di ricerca e di saperi legati sempre di più alla splendida civiltà fiorita sull’altra sponda del Mediterraneo”.
Colla fa la Bella addormentata in araboRitorna lo spettacolo della compagnia marionettistica milanese
28 gennaio 201912:28
– La storica compagnia marionettistica Carlo Colla & figli di Milano ripropone nel proprio Atelier di via Mantegari dal 3 febbraio al 10 marzo lo spettacolo La bella addormentata, quest’anno anche con una rappresentazione (il 9 febbraio) in arabo.
La compagnia ha infatti iniziato una collaborazione con il Royal Opera House di Muscat, ed è anche andata in più occasioni in Oman dove è andata in scena la versione araba.
“E’ la prima volta che uno spettacolo nato in Italia viene tradotto e rappresentato in arabo – sottolineano da Colla & Figli -, una finestra aperta su un’importante comunità straniera in città e una nuova prova per la Compagnia la cui presenza all’estero è sempre più frequente”.
Lo spettacolo, creato nel 2001, che porta in scena 150 marionette, ha anche una versione in inglese che è stata creata per i teatri americani e alcune delle rappresentazioni per le scuole saranno fatte in inglese.
Tabarri in mostra al Teatro La FeniceFino al 3 febbraio nella Sala Sinopoli
VENEZIA28 gennaio 201912:38
– Una mostra dedicata al tabarro veneziano sarà ospitata, da martedì 29 gennaio fino a domenica 3 febbraio 2019, all’interno della Sala Sinopoli del Teatro La Fenice di Venezia. L’esposizione sarà parte del percorso di visita con audioguida e sarà pertanto visitabile ogni giorno secondo i consueti orari e modalità di accesso al teatro.
L’uso del termine tabarro è particolarmente diffuso nel Veneto, risentendo della diretta influenza veneziana, spesso anche come sinonimo di cappa. Il tabarro è una tipologia di antico mantello, ampio, rotondo, a ruota, in tessuto pesante spesso reso impermeabile, veniva portato lungo fino al polpaccio o corto per andare a cavallo e poi in bicicletta. Di colore scuro, con bavero, ha un solo punto di allacciatura sotto il mento, un’unica cucitura sulla schiena e viene tenuto chiuso portando un’estremità sopra la spalla opposta in modo da avvolgerlo intorno al corpo.
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Sanremo, premio carriera a Pino DanieleFigura di spicco canzone autore, tradizione e sguardo sul mondo
28 gennaio 201912:52
– Il Comune di Sanremo, in accordo con il direttore artistico Claudio Baglioni, ha deciso di attribuire a Pino Daniele il Premio alla carriera Città di Sanremo a quattro anni dalla tragica e prematura scomparsa dell’artista napoletano. “In quarant’anni di incisioni discografiche e di esibizioni dal vivo – si legge nella motivazione – ha saputo imporsi come figura di spicco e completa nel panorama della canzone d’autore italiana, mantenendo un legame fortissimo con la tradizione napoletana e guardando sempre con coraggio artistico e curiosità alle musiche del mondo”. Il riconoscimento sarà consegnato durante una delle serate della 69/a edizione del festival (5-9 febbraio).
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Mostre, 2.400 visitatori per la SkoglundGrande successo primo week end mostra fotografie a Camera
TORINO28 gennaio 201912:56NE
– Sono stati oltre 2.300 i visitatori che, nei primi giorni di mostra, hanno scoperto e apprezzato i mondi surreali costruiti e fotografati da Sandy Skoglund a Camera – Centro Italiano per la Fotografia di Torino.
Pesci rossi che volano in una stanza da letto azzurra, gatti ‘radioattivi’ verde acido che animano una grigia cucina, cani viola che si rilassano in un appartamento borghese: sono alcuni dei set ideati, realizzati e fotografati da Sandy Skoglund che fanno emergere la tensione tra autentico e costruito, tra realtà e sogno delle sue opere.
In tutto sono in mostra oltre cento lavori, quasi tutti di grande formato, compreso l’atteso inedito ‘Winter’ costato anni di lavoro. L’antologica torinese, aperta fino al 24 marzo, di una delle artiste della fotografia più note in tutto il mondo, è curata da Germano Celant.
Il Giorno racconta storia del commercioIn foto fino al 28/2 le nuove imprese e le botteghe storiche
28 gennaio 201913:17
– Un racconto per immagini del commercio a Milano, dalle botteghe storiche alle nuove attività espressione dello spirito di innovazione e contaminazione. È stata inaugurata nel centro di Milano, in via Dante, la mostra ‘en plein air’ dal titolo ‘Antichi mestieri e nuovi modelli del commercio a Milano’ nata dalla collaborazione tra il Comune e il quotidiano Il Giorno, che da tempo dedicata spazi fissi tra le proprie pagine alle realtà del commercio e in particolare alle botteghe storiche.
La mostra, visibile fino al 28 febbraio, curata da Alberto Oliva e con scatti del fotografo Roberto Bettolini, racconta su grandi pannelli 14 botteghe storiche della città e altrettante attività di nuova generazione. “Il mondo delle imprese artigiane è ricco di storie virtuose e per noi è sempre un’emozione andarle a raccontare – ha commentato Sandro Neri, direttore del quotidiano -. Questa mostra è un piccolo omaggio senza retoriche ma sincero, da parte di tutta la redazione del Giorno”.
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Prima a Bologna per ‘MasNada’Collaborazione fra Orchestra Senzaspine e il MagdaClan
BOLOGNA28 gennaio 201914:57
– La collaborazione tra l’Orchestra Senzaspine di Bologna e il MagdaClan Circo di Torino ha dato vita allo spettacolo ‘MasNada’, una sinfonia circense funambolica che mette assieme musica classica e circo contemporaneo, alle prove finali proprio in questi giorni.
Scritta da Tommaso Ussardi, per la parte musicale, e da Alessandro Maida, per quella visiva, ‘Masnada’ debutterà in prima assoluta il 5 e 6 febbraio alle 20,30 al Teatro Duse di Bologna. “Lo scopo dell’unione dei due generi – ha spiegato Ussardi, anche direttore dello spettacolo – è quello di far rivivere il teatro contemporaneo. Elevare l’arte circense e dare spazio alla musica in tutte le sue forme, comprese quella jazz e rock, per parlare a un pubblico più vasto”. “Una novità nel modo di fare circo – secondo Maida – che unisce la magia degli strumenti musicali classici e l’armonia dei volteggi degli acrobati”.
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Nigiotti, ho vinto su chi mi dava per spacciato”Torno al festival da Big con Nonno Hollywood ma senza chitarra”
28 gennaio 201920:31
Non ha mai smesso di provarci. Dieci anni fa entrava nella scuola di Amici (abbandonata poi prima del tempo), nel 2015 è salito sul palco dell’Ariston tra le Nuove Proposte (arrivando terzo), nel 2017 si è rimboccato le maniche ed è ripartito di nuovo da X Factor (di nuovo terzo). Ora Enrico Nigiotti, livornese classe ’87, dopo un 2018 che ha segnato importanti collaborazioni come autore con artisti come Laura Pausini, Eros Ramazzotti, Gianna Nannini, è in gara al festival di Sanremo tra i big con il brano Nonno Hollywood.”Non ho mai vinto niente, ma ho vinto contro chi mi dava per spacciato. E ora sono di nuovo a Sanremo: e non è importante la categoria, è importante esserci”, dice il 32enne toscano, anche se non nasconde di aver pensato in passato di lasciare la musica. “Prima di X Factor, ho pensato di trasferirmi alle Canarie, di fare il barista lì e magari scrivere a tempo perso. Insomma, stavo per arrendermi. Invece ora è un anno e mezzo che faccio seriamente questo mestiere. Del resto, c’è sempre tempo per fare un lavoro che non ti piace”. Più consapevole, più sereno, si è dato anche delle regole: “non fare più cazzate, fare meno il livornese, contare fino a 10 prima di parlare, svegliarmi presto, avere sempre la chitarra in mano. Insomma… sto invecchiando”, chiosa scherzando. Il brano sanremese, che sarà contenuto nella riedizione di “Cenerentola e altre storie…”, in uscita il 15 febbraio (Sony Music), è dedicato al nonno con cui andava a lavorare in campagna, svegliandosi la mattina alle 5.30. “Una canzone nata di getto la sera d’agosto in cui è morto. Avevo già presentato la mia candidatura a Sanremo con un altro brano, l’ho cambiato in corsa. Avrei preferito non scriverlo, ma è un regalo esserci proprio con questo brano. Sono felice ed orgoglioso”.Un brano piano e voce, intimo e autobiografico, che nella sera dei duetti vedrà la partecipazione di Paolo Jannacci. “Volevo un musicista, non volevo fare un duetto su un brano così personale. E lui è un pianista della madonna. Sarà una collaborazione molto musicale, piano, voce e orchestra”, spiega Nigiotti che per la prima volta salirà sul palco senza la sua fedele chitarra. “E’ quella la vera novità, il mio nuovo vecchio stile”. Dal festival non si aspetta di vincere (“se non ho mai vinto niente, perché dovrei farlo ora?”), ma lo considera un’opportunità per far conoscere la sua musica, “per far entrare qualcuno di più nel mio mondo, in una edizione variegata, con generi diversi per tutti i gusti”. Nella riedizione dell’album uscito lo scorso anno, oltre a Nonno Hollywood, c’è anche un altro inedito: “La ragazza che raccoglieva il vento”, dedicata alla poetessa Alda Merini, che per anni visse in ospedali psichiatrici. “L’ho scoperta 10 anni fa – racconta -, con la sua storia personale assurda. Raccontava in modo dolce fatti atroci che aveva vissuto. Mi arrivava il suo malessere romantico: la mia è più una dedica alla sua anima che alla sua persona”. Da aprile Enrico Nigiotti sarà in tour nei teatri, “dove anche i silenzi hanno rumori”.
Noa, amore per Bach e pietà per migrantiIl 29 gennaio a Palermo la prima europea del suo nuovo album
PALERMO28 gennaio 201915:05
– Noa canta Bach e inaugura la stagione serale degli Amici della Musica, il 29 gennaio alle 20,45 al Politeama Garibaldi di Palermo: “Letters to Bach” è il titolo del concerto e del nuovo album, prodotto da Quincy Jones, che uscirà a marzo, presentato in prima europea nel capoluogo siciliano. In Sicilia Noa ha iniziato la sua carriera 27 anni fa. “E’ un progetto molto diverso dalle mie solite strade – spiega – ma ho deciso di inchinarmi a Bach, un genio che è un Everest, e qui il punto non è scalare la montagna, ma scalare la montagna di se stessi. Bach è assolutamente moderno, e io ero ossessionata dalla sua musica”.
Sui migranti Noa osserva: “La paura è il fondamento per i regimi, per la repressione delle libertà, quando diventa strumento per odiare l’altro cosa possiamo fare? Non cedere alla paura, non è così che si fermeranno i fenomeni migratori”. Noa ha chiamato il suo secondo figlio Enea, non conosce Virgilio, ma sa che Enea era un migrante e che è padre di tutti gli italiani.
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Mostra Mao Torino onora Anno del Maiale
Decorazioni beneauguranti e apotropaiche spiegate al pubblico
TORINO28 gennaio 201915:31
– In occasione del Chunjie, la Festa di Primavera nota in Occidente come Capodanno Cinese, il Mao Museo d’Arte Orientale di Torino inaugura il 30 gennaio, fino al 17 marzo, la mostra ‘Ricami di carta’ curata dall’Istituto Confucio dell’Università di Torino insieme con East China Normal University di Shanghai.
Il Museo saluta così il nuovo anno, l’Anno del Maiale, con l’esposizione delle ‘carte’, elementi essenziali della tradizione decorativa che accompagna questa festa, che racchiudono un numero infinito di implicazioni e di funzioni beneauguranti e apotropaiche. La Mostra è mirata anche a spiegare al pubblico i significati di queste opere artigianali all’apparenza naif, ma in realtà raffinatissime, frutto di una pratica antica inserita nel 2006 tra le forme di arte popolare diventate patrimonio immateriale dell’umanità.
Al Mao sono esposti i lavori di due figure significative della attuale tradizione delle carte ritagliate, le ‘maestre di intaglio su carta’ Xi Xiaoqin e Chu Chunzhi.
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Miss Italia: tribunale, ‘illegittimo nome Futura Miss Italia’
Patrizia Mirigliani: ‘Contrasteremo sempre i concorsi cloni del nostro’
28 gennaio 201916:13
Il Tribunale di Roma, con ordinanza del 28 gennaio 2019, si è pronunciato sancendo l’illegittimità del concorso di bellezza denominato ‘Futura Miss Italia’, organizzato dall’Accademia della Moda Maria Antonietta S.r.l.
organizzato quest’estate nella tenuta pugliese del cantante Al Bano Carrisi a Cellino San Marco. A darne notizia è lo storico concorso ‘Miss Italia’ di Patrizia Mirigliani che ha rivendicato la titolarità esclusiva del suo marchio.
Il Tribunale ha affermato che il suddetto concorso di bellezza si pone in concorrenza sleale con il più noto concorso di bellezza Miss Italia organizzato dalle società di Patrizia Mirigliani assistite dai legali Pieremilio Sammarco e Vincenzo Annibale Larocca che hanno spiegato che è stata inibita l’organizzazione del concorso ‘Futura Miss Italia’ sulla base “dell’identità delle attività poste in essere e dell’uso non autorizzato del marchio Miss Italia, vietando anche l’uso del nome a dominio http://www.futuramissitalia.com. E’ stata anche fissata una penale di 300 euro per ogni giorno di ritardo nell’esecuzione del provvedimento”.
Patrizia Mirigliani si è dichiarata molto soddisfatta della decisione del Tribunale di Roma che ha messo la parola fine al contenzioso giudiziario ed ha aggiunto: “Contrasteremo sempre con fermezza e decisione il fenomeno della clonazione del nostro concorso Miss Italia e ciò a tutela dei nostri sacrifici e per la giusta tutela delle ragazze”.
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Bubeníček, la mia Carmen indomabile
Prima mondiale. Coreografo, le donne dovrebbero essere come lei
28 gennaio 201920:34
“La mia Carmen è una femme fatale, ma dentro di sé ha soprattutto un elemento di indomabilità. Nessuno riesce a farle fare ciò che vuole. La sua è una storia attuale: tutte le donne dovrebbero tendere alla libertà dello spirito”. Descrive così la sua eroina Jií Bubeníek, coreografo ceco che presenta in prima mondiale al Teatro dell’Opera di Roma l’ultima creazione, il balletto Carmen, in scena dal 2 al 10 febbraio. Un nuovo allestimento a cura della Fondazione del Teatro dell’Opera (le scene sono di Gianni Carluccio e i costumi di Anna Biagiotti), che non mancherà di stupire il pubblico del Costanzi, non solo per il linguaggio molto personale del coreografo, abituato a unire armonosamente il classico al contemporaneo, ma perché questa versione affonda le proprie radici nelle origini letterarie dell’opera, la novella di Prosper Mérimée.Cambiano infatti nella storia alcuni personaggi: non ci saranno Micaela ed Escamillo, sostituito da Lucas, ed entrerà nella storia Garcia, il marito di Carmen. “In questo lavoro la Carmen che si incontra è quella del testo letterario, è una gitana”, afferma il coreografo nato in Polonia ma di nazionalità ceca, che ha una strabiliante carriera di ballerino alle spalle (nella compagnia di John Neumeier insieme al gemello Otto), “io sono cresciuto in una famiglia di artisti circensi, i miei genitori erano acrobati e nei nostri vari spostamenti abbiamo incontrato tanti nomadi. Le ho sempre viste come persone libere e indomabili, che dicono quello che pensano, che amano la vita e sono piene di istinto, come gli animali. Anche la mia Carmen è così”.”Il mio metodo è questo: torno alle fonti letterarie per conoscere la storia e poi rifarla a modo mio. Come coreografo mi definisco variopinto, perché cambio spesso colore. Il nucleo del mio lavoro è comunque la narrazione, c’è sempre una storia da raccontare anche in un balletto più astratto”, prosegue, sottolineando la sua ‘mania’ di “unire il classico al contemporaneo per combinare insieme diversi generi, stili e tradizioni. Uso un linguaggio del corpo che cambia a seconda dei ruoli: in Carmen ci sono personaggi eleganti ed altri che provengono dalla strada. Amo cucire i ruoli sui danzatori, per far sì che possano esprimersi al meglio”. Un’attitudine al racconto la sua che ha imparato fin da piccolo e ha coltivato negli anni: “vengo da Praga e quando sotto il regime comunista ci era proibito vedere i film americani, mio padre in qualche modo riusciva comunque a reperirli e portarli a casa. Credo di aver visto il Dottor Zivago almeno 50 volte”, dice. Diviso in due atti, il balletto di Bubeníek si caratterizza anche per la musica, eseguita dal vivo dall’Orchestra capitolina guidata dal Maestro Louis Lohraseb, al suo debutto come direttore: il coreografo ha infatti voluto accompagnare la celebre partitura di George Bizet con alcune composizioni di Manuel de Falla, Isaac Albéniz, Mario Castelnuovo-Tedesco e del maestro compositore Gabriele Bonolis.”So leggere la musica ma non ho una formazione da musicista: è stato importante lavorare alla struttura musicale con Bonolis, che è rimasto a Dresda con me per due mesi. Per la prima volta saranno suonate insieme nella Carmen diverse fonti musicali”. In scena il pubblico vedrà danzare l’étoile dell’Opera di Roma Rebecca Bianchi, con i primi ballerini, i solisti e il corpo di ballo diretti da Eleonora Abbagnato, e l’artista ospite Amar Ramasar, già principal dancer del New York City Ballet.
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Accademia Maiani e il barocco romano
Contaminazioni con la vegetazione tropicale per tuniche e pepli
28 gennaio 201916:35
– E’ il barocco romano, contaminato con un tocco di follia creativa chissà perché alla flora tropicale, ad animare le proposte del final work degli studenti dell’Accademia Maiani, che ha sfilato al Pratibus District ieri, 27 gennaio, in chiusura delle manifestazioni di moda di Altaroma. Dalle opere neoclassiche di grandi artisti come Bernini, Borromini, Carracci, i talenti in erba della accademia hanno tratto ispirazione per tuniche e pepli in seta cruda, raso, broccato, lino, canapa e juta, decorati con ricami d’oro e argento. Utilizzati anche spugna e sughero. Foglie esotiche dorate arricchiscono il punto vita oppure costruiscono strutture in lamina d’acciaio, che impreziosiscono lunghe vesti dai colori tenui o intensi: bianco orchidea, peonia, violetto, iris, blu notte. Piccoli corpetti nude sono celati da cappe dal colletto di tulle plissettato. Corsetti rigidi si allungano in velati cappucci che calati dalla testa possono trasformarsi in scollature.
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Ligabue superospite al festival
All’Ariston debuttò nel 2014. Poi nuovo album e tour
28 gennaio 201916:41
– E’ ufficiale: Luciano Ligabue sarà tra i superospiti della 69/a edizione di Sanremo. A quanto si apprende, il rocker è appena entrato all’Ariston per le prove, ma non è ancora chiaro in quale serata terrà la sua performance.
La partecipazione al festival – dove emozionò nel 2014, alla sua prima volta in assoluto all’Ariston – lancia il 2019 come l’anno del grande ritorno di Liga: l’8 marzo esce il nuovo album Start, il dodicesimo disco di inediti del rocker di Correggio, anticipato dal singolo Luci d’America, poi il 14 giugno parte da Bari lo Start Tour che porterà l’artista negli stadi di tutta Italia.
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Montalbano torna a febbraio
Negli episodi della fiction anche un omaggio al dottor Pasquano
RAGUSA28 gennaio 201917:12
– Andranno in onda l’11 e il 18 febbraio su Rai1 i due nuovi episodi della fiction tv ‘Il Commissario Montalbano’, girati la scorsa primavera nel Ragusano dal regista Alberto Sironi. Le due nuove puntate di Montalbano, prodotte dalla Palomar, saranno incentrate sul tema dei migranti. “Una storia del ’43’ e L’altro capo del filo” daranno vita alla tredicesima stagione e saranno anche le due produzioni celebrative dei vent’anni di vita televisiva del Commissario. Questi nuovi episodi, di cui uno sarà ambientato fuori dalla Sicilia, addirittura in Friuli, saranno l’occasione per rendere omaggio all’attore Marcello Perracchio, venuto a mancare a 79 anni dopo una lenta malattia, che ha impersonato nella fiction la figura del medico legale, dottor Pasquano. Il Commissario Montalbano omaggerà la scomparsa del medico legale, l’uomo che non voleva che gli rompessero “i cabbasisi”, che sarà raccontata e sceneggiata.
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Anteprima Wildlife Photographer a Bard
Da 2 febbraio al 2 giugno i migliori scatti naturalistici
BARD (AOSTA)28 gennaio 201917:21
– Torna al Forte di Bard (Aosta), dal 2 febbraio al 2 giugno, l’anteprima italiana della 54/a edizione Wildlife Photographer of the Year, il concorso internazionale delle migliori immagini naturalistiche. In mostra oltre 100 foto che testimoniano la bellezza e la fragilità della vita sulla terra. L’immagine vincitrice del concorso internazionale è del fotografo olandese Marsel Van Oosten con lo scatto ‘The Golden Couple’ che ritrae due scimmie dal naso dorato nella foresta temperata delle montagne cinesi di Qinling, l’unico habitat per queste specie a rischio di estinzione. Le opere esposte a Bard sono le vincitrici nelle 19 categorie del premio, selezionate tra 45.000 scatti provenienti da 95 paesi del mondo, valutati da una giuria internazionale di esperti e fotografi naturalisti.
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Subsonica, dal 9/2 tour nei palasport
In scaletta i brani dall’ultimo album “8”, ospite Willie Peyote
28 gennaio 201917:43
– Dopo aver attraversato i club d’Europa con l'”European reBoot 2018″, i Subsonica arrivano in Italia dove saranno protagonisti di “8 TOUR”, la nuova tournée in partenza il 9 febbraio nei palazzetti di otto città italiane: Ancona, Bologna, Padova, Torino (con una doppia data), Genova, Milano (doppia data), Roma e Firenze.
In scaletta i brani tratti dall’ultimo album “8”, uscito ad ottobre scorso per Sony Music, insieme ai pezzi classici della loro ventennale carriera. Ospite speciale del tour sarà il rapper Willie Peyote, che ha collaborato con la band torinese alla realizzazione del singolo “L’incubo”, unico featuring di “8”.
Queste le date: 9 febbraio Ancona, l’11 a Bologna, il 12 a Padova, il 14 e 15 a Torino, il 16 a Genova, il 18 e 19 a Milano, il 21 a Roma, il 23 a Firenze.
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Nespolo, solo la cultura salva l’arte
Lectio dell’artista piemontese sull’etica del contemporaneo
TORINO28 gennaio 201918:29
– “Solo la cultura può salvare l’arte. L’artista oggi più che ieri, deve essere un intellettuale, cioè un uomo del suo tempo, del tutto consapevole del momento che sta vivendo e delle sue dinamiche economiche e sociali. In caso contrario è una foglia nel vento del mercato e non può lasciare il segno”. Ugo Nespolo, pittore e pubblicitario fondatore della scuola Patafisico, anticipa la lectio magistralis con la quale domani gli verrà conferita dall’Università di Torino la laurea honoris in Filosofia.
“Bisogna dirlo a gran voce – aggiunge l’artista – l’arte deve ritrovare il suo senso profondo, che è provocare e ricercare la bellezza, l’arte non può essere un bene rifugio del mercato, roba da ricchi in mano ad una una cinquina di gallerie del pianeta”. La laurea in Filosofia verrà conferita a Nespolo “per aver svolto un’attività artistica che, sull’arco di mezzo secolo, si è appoggiata a una robusta riflessione teorica da cui ha tratto ispirazione, varietà e nutrimento”.
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Altaroma, glamour nomade da MRZ
Mix di tessuti e di stili diversi da Simona Marziali
28 gennaio 201918:44
– Glamour nomade, la strada, atelier a cielo aperto per trovare uno stile personale da Simona Marziali, finalista della passata edizione del concorso Who’s on next? e titolare del marchio MRZ che ieri, 27 gennaio, ha presentato la sua collezione SS 2019 con Altaroma nel Pratibus District in chiusura della manifestazione.
L’obiettivo della giovane designer è quello di creare un guardaroba composto e ricomposto creativamente attraverso l’accostamento di capi classici, trasformati in forme nuove.
Lo sportswear viene dunque mischiato con gli elementi tipici del tailoring, creando accostamenti formali ma chic e abbinamenti cromatici inediti. La silhouette punta sulla morbidezza, su proporzioni over, per bomber voluminosi, gonne sovrapposte e pantaloni decisamente larghi e a vita alta. La collezione è frutto di un lavoro di ricerca e di studi dei dettagli. Lo stile nomade viene ripensato nell’ottica del lusso con il maglione di cachemire che riporta le scritte dei cartoni da imballaggio.
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Accademia del Lusso tra cigni e bondage
In pedana 10 capsule di sei allievi sede Roma, due da Belgrado
28 gennaio 201919:26
– I nuovi talenti dell’Accademia del Lusso hanno debuttato il 27 gennaio, nel calendario di Altaroma, con una sfilata collettiva che si è tenuta nel Pratibus District in chiusura della manifestazione, titolo Innovation Catwalk. In pedana le proposte di sei allievi dell’accademia che hanno presento altrettante capsule di 10 abiti ciascuna. Quattro studenti provengono dalla nuova sede di Roma e sono Viviana Rosati, Lorenzo Papi, Mariadele Roia, Anna Voronkova.
Due vengono della sede di Belgrado, Kristina Marovic e Maja Milosevic. Viviana Rosati, laureata in psicologia, si è ispirata alle piume degli uccelli puntando a uno stile tribale. Lorenzo Papi ha preso spunto dal bondage utilizzando pelle, latex e georgette. Mariadele Roia, modellista e sarta, sperimenta nuove tecniche di lavorazione pensando a una donna viaggiatrice. Anna Voronkova, master in Ingegneria negli Usa e in Business Administration alla London Business School, si è ispirata agli Incas, ai Maya e ai Sumeri.
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Sanremo: Peppino di Capri, deluso per mancato premio carriera
“Pino Daniele è una buona scelta, ma ovviamente un po’ di delusione c’è”
28 gennaio 201919:32
“Pino Daniele è una buona scelta, ma ovviamente un po’ di delusione c’è”: Peppino di Capri non nasconde di esserci rimasto male per l’assegnazione del premio alla carriera Città di Sanremo all’illustre collega, scomparso quattro anni fa, per il quale, aggiunge, “sarebbe stato più corretto un premio alla memoria e magari anche prima di quest’anno”.La scelta da parte del Comune di Sanremo, in accordo con il direttore artistico Claudio Baglioni, “è ricaduta su Pino Daniele che al Festival è stato solo una volta da ospite, mentre io ci sono andato 15 volte in gara”, dice.Il tono di Peppino di Capri è amareggiato, non polemico. “Mi ero preparato psicologicamente al premio, ma va bene così”, aggiunge, ringraziando tutti gli ammiratori che si erano mobilitati anche sul web per sostenere la sua candidatura e i tanti personaggi che si erano esposti per lui, a partire da Maurizio Costanzo, Renzo Arbore e Carlo Verdone. Non crede che possano avere influito sulla decisione le sue dichiarazioni sui migranti semplificate in alcuni titoli giornalistici con una sintesi del tipo: “Sto con Salvini più che con Baglioni” poiché “questo non c’entra con la musica”.Quel premio alla carriera tanto desiderato potrebbe, chissà, arrivare in futuro. Lui non smette di sperarci e conclude: “Mai dire mai”.
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Dea Hedonè di Giada Curti veste couture
Ventisei abiti per una donna divina che ama il glamour e il mito
28 gennaio 201919:53
– La donna è una dea per Giada Curti la giovane couturier romana tornata a sfilare con Altaroma nel PratiBus District.
Sono 26 le creazioni sartoriali in pedana, realizzate dalle sapienti mani delle première dell’atelier Curti di Pontecorvo. Una collezione dedicata ad “Hedonè”, divinità di straordinaria bellezza figlia di Eros e Psiche, dove la donna viene trasformata in una dea che ama le carezze della seta sulla pelle ed esalta la sua silhouette attraverso tagli sapienti, scollature e ricami dove servono ad esaltare la sua femminilità.
Mitologia e cosmologia, rivivono in segni astratti su abiti che diventano mosaici di ricordi, trionfano colori pastello dalle vibrazioni intense, che rispecchiano luminosità oniriche e rinascimentali. “La couture deve abitare il territorio del mito – dice la stilista – un mito moderno, vitale ed emozionante, dove l’istinto governa la fantasia e l’immaginazione vive in un spazio senza tempo, interiore e segreto. L’alta moda è speciale perché è fuori dal tempo”.
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Ai Sag vincono Rami Malek e Glenn Close
A premi Sindacato attori miglior film a sorpresa Black Panther
LOS ANGELES28 gennaio 201912:42
– Rami Malek e Glenn Close hanno fatto un passo importantissimo verso la conquista del premio Oscar, portandosi a casa lo Screen Actor Guild Awards come miglior attore e miglior attrice protagonista. Il premio al miglior cast in un lungometraggio, l’equivalente al miglior film per i premi organizzati dal sindacato degli attori che giudicano solo le performance attorniati, è invece andato a sorpresa a Black Panther. E’ la prima volta per un film ispirato alle strisce di un fumetto. Il protagonista del biopic sulla vita di Freddy Mercury ha sbaragliato l’agguerrita concorrenza composta da Christian Bale, grande favorito per la sua interpretazione di Dick Cheney in Vice – L’uomo nell’ombra, Bradley Cooper protagonista di A Star is Born, Viggo Mortensen per Green Book e John David Washington per BlacKkKlansman. Glenn Close, protagonista di The Wife, ha battuto Emily Blunt Mary Poppins Return) Olivia Colman (La Favorita), Lady Gaga e Melissa McCarthy.
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A Filming Italy Cardinale e Lollobrigida
29-31 gennaio quarta edizione del festival
28 gennaio 201914:52
– Saranno due dive leggendarie come Claudia Cardinale e Gina Lollobrigida le protagoniste della edizione 2019 di Filming Italy, – Los Angeles, che si terrà dal 29 al 31 gennaio 2019 all’Istituto Italiano di Cultura Los Angeles e all’Harmony Gold Theater. La Cardinale sarà la madrina di questa quarta edizione del festival mentre, ad un anno dalla posa della Stella sulla Walk Of Fame, la Lollobrigida tornerà a Los Angeles come Presidente Onorario del Festival e per iniziare le riprese di “The Last Diva”, documentario curato dal regista Giulio Base, che ripercorre la sua straordinaria carriera. Creato e organizzato da Tiziana Rocca, Agnus Dei e Valeria Rumori, Istituto Italiano di Cultura Los Angeles, Filming Italy – Los Angeles promuove l’Italia come set cinematografico e ponte tra la cultura italiana e americana.
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Joe Dante ‘star’ del Lucca Film Festival
Il regista americano riceverà il premio alla carriera
FIRENZE28 gennaio 201917:02
– Sarà Joe Dante, regista americano autore di film cult come Gremlins e Pirana, il protagonista del Lucca film festival e Europa cinema 2019, in programma dal 13 al 21 aprile a Lucca e Viareggio, dove sarà insignito del ‘Premio alla carriera’. Dante sarà omaggiato da una serie di eventi: sarà proiettata una selezione dei suoi film più rappresentativi, terrà una masterclass sulla sua carriera curata dal giornalista e critico cinematografico Paolo Zelati e presenterà in anteprima nazionale Nightmare Cinema, lavoro collettivo e antologia horror realizzato in collaborazione con altri registi. “Joe Dante – hanno spiegato Stefano Giorgi e Paolo Zelati, curatori della sezione – è uno di quei registi di genere che ha saputo, più di ogni altro, interpretare l’horror dissacrante sul grande schermo con ironia e con stile anticonformista e irriverente”. Sarà presente al festival anche Mick Garris, regista famoso anche per aver ideato la serie televisiva ‘Masters of horror’.
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Bo Peep torna in Toy Story 4
Nuovo film Diseny Pixar in sala dal 27 giugno
28 gennaio 201918:50
– Quarta avventura e reunion per Toy Story. Il nuovo film Disney Pixar Toy Story 4 sarà nelle sale italiane dal 27 giugno e vedrà il ritorno di Bo Peep, l’amica di Woody, Buzz e della banda di giocattoli. Diretto da Josh Cooley, prodotto da Jonas Rivera e Mark Nielsen, Toy Story 4 vedrà Woody e Buzz alle prese con un viaggio in compagnia di vecchi e nuovi amici. “Bo ha preso il controllo del proprio destino”, spiega il regista Josh Cooley. “Mentre Woody guardava Andy crescere, Bo era su uno scaffale a prendere polvere finché non ha deciso di avventurarsi nel mondo esterno. E quando arriva Woody, i due non riescono a credere di essersi ritrovati”.
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Rocco Siffredi vince a 54 anni tre Oscar del cinema porno
L’attore: “La passione è l’arma vincente, anche sui trucchi che usano oggi”
gennaio 201918:36
Rocco Siffredi, ha vinto sabato a Las Vegas tre diversi AVN Awards: il premio, equivalente dell’Oscar, conferito ogni anno dall’industria americana per adulti, per celebrare le eccellenze mondiali del settore. La premiazione è avvenuta durante una serata di gala a Las Vegas, in occasione dell’esposizione internazionale che ogni anno raccoglie in Nevada l’intero comparto produttivo mondiale. Il 54enne originario di Ortona (Chieti) in oltre 30 anni di carriera ha ricevuto più di una quarantina di AVN Awards diversi ed è annoverato nella “hall of fame” delle personalità che hanno contribuito alla crescita dell’intrattenimento per adulti.Sabato Rocco Siffredi ha ritirato nuovamente l’ambita statuetta come “miglior attore straniero” ed è stato anche premiato, sempre nel suo ruolo di interprete, per una scena a due insieme a una collega statunitense. “La passione è l’arma vincente. Vince sempre, anche sui trucchi che la chimica consente agli attori di oggi – ha detto Siffredi commentando i tre “Oscar del Porno 2019” -. Forse io devo lottare un po’ di più, ma alla fine i risultati sono la dimostrazione che… non conta il quanto, ma il come. Quanta è la passione che ci metti”.
Il regista e produttore italiano, nella sua carriera, ha vinto oltre una decina di statuette in Usa come miglior interprete maschile, di cui la prima all’età di 29 anni nel lontano 1993. “Ho pensato più volte di non andare oltre i 55 anni. Ma, se continuano a premiarmi come miglior performer, devo per forza allungare la mia presenza di fronte alle telecamere. Dovrò spostare l’asticella verso… quota 60” ha aggiunto ironicamente l’attore.
Il 2019 è anche l’anno in cui Rocco Siffredi ha visto ulteriormente acclamato oltreoceano il proprio lavoro di regia: sabato 26 ha fatto bis vincendo anche l’AVN Award riservato al “miglior regista straniero”, titolo per cui già era stato premiato a Los Angeles il 18 di gennaio scorso.
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Cinema: Sag Awards a Rami Malek, Glenn Close e Black Panther
Il protagonista del biopic sulla vita di Freddy Mercury ha sbaragliato la concorrenza
LOS ANGELES28 gennaio 201919:33
Rami Malek e Glenn Close hanno fatto un passo importantissimo verso la conquista del premio Oscar, portandosi a casa lo Screen Actor Guild Awards come miglior attore e miglior attrice protagonista. Il premio al miglior cast in un lungometraggio, l’equivalente al miglior film per i premi organizzati dal sindacato degli attori che giudicano solo le performance attorniati, è invece andato a sorpresa a Black Panther. E’ la prima volta per un film ispirato alle strisce di un fumetto.Il protagonista del biopic sulla vita di Freddy Mercury ha sbaragliato l’agguerrita concorrenza composta da Christian Bale, grande favorito per la sua interpretazione di Dick Cheney in Vice – L’uomo nell’ombra, Bradley Cooper protagonista di A Star is Born, Viggo Mortensen per Green Boo e John David Washington per BlacKkKlansman. Glen Close, protagonista di The Wife, ha battuto Emily Blunt Mary Poppins Return) Olivia Colman (La Favorita), Lady Gaga e Melissa McCarthy.A Mahershala Ali, grazie a Green Book, è andato il premio come migliore attore non protagonista mentre Emily Blunt ha vinto il The Actor come migliore attrice non protagonista per A Quiet Place.Per quanto riguarda i premi alle serie televisive, i migliori attori drammatici sono risultati Jason Bateman e Sandra Oh, mentre La Fantastica Mrs. Maisel si è portata a casa ben tre premi, miglior cast, migliore attrice e attore brillanti Rachel Bresnahan e Tony Shalhoub.
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Un nuovo caso e il mondo di Schiavone
Nuovo romanzo della serie di Manzini, specchio Italia di oggi
28 gennaio 201911:07
– ANTONIO MANZINI, ‘RIEN NE VA PLUS’ (SELLERIO EDITORE. PAG. 310, EURO 14,00) – Rieccolo tra di noi il vicequestore Rocco Schiavone, con il suo nuovo caso così intricato e denso di fili connessi con la realtà della sua nuova destinazione montana raggiunta nel romanzo d’esordio, quella Pista nera (2013) in cui tutto ebbe inizio.
Il romano della Garbatella dalle immancabili Clark oramai distrutte, fa avanti e indietro nel tempo e nello spazio anche questa volta, tra il freddo della neve delle montagne di Aosta e l’aria tiepida di Roma che per lui diventa sempre più bollente quando riporta alla luce i poco chiari trascorsi del suo passato. Chi oramai ha una consolidata conoscenza con l’uomo delle forze dell’ordine più indolente della letteratura italiana contemporanea, non tornerà a scandalizzarsi del suo metodi sempre molto poco ortodossi, della sua condotta di vita sempre al limite dell’illegalità, della sua tragedia umana sempre sul filo dell’innocenza. Rocco è la personificazione dell’umanità di oggi, così poco lineare, così priva di valori ideologici e nello stesso tempo capace di sentimenti forti, di amori che prevaricano la morte come quello del vicequestore per sua moglie Marina. Con la sua capacità di accoglienza e di amicizia oltremodo esemplari Schiavone torna in questo nuova vicenda e nuovo caso, a rimanere avvinghiato in quella palude di sentimenti che gli è propria e che inevitabilmente conquista il lettore.Siamo dentro ad un caso che avvolge il Casinò di Saint Vincent, dopo il furto di un furgone portavalori, specchio di un’Italia insospettabile e corrotta, quasi barbara a volte nella sua infingarda capacità di arraffare per interessi privati dimentica troppo spesso di quelli pubblici. Lui è uomo di specchiata moralità a modo suo, tra una canna rollata in solitudine, amici piccoli ladruncoli di periferia e un omicidio che lo tormenta dal passato e sempre di più lo avvolge in una nube di incertezza e di mistero. Qui nulla si risolve ovviamente a parte il caso del giorno, e quindi restiamo ad attendere cosa uscirà dalla penna sempre più esperta di Antonio Manzini che oramai ha rotto ogni timidezza e che dopo l’assoluta prova da grande autore di ‘7-7-2007’ (2016) può permettersi anche di giocare con la versione televisiva del suo personaggio che sul piccolo schermo ha preso le sembianze del sempre bravo Marco Giallini.
Manara: Adrian? Inesattezze sul mio coinvolgimento
‘Non mi sono assolutamente occupato della lunga produzione’
28 gennaio 201920:51
“In merito alle inesattezze che, da diversi giorni, stanno circolando a seguito della messa in onda della serie Adrian – per la quale sento parlare di ‘Disegni di Milo Manara’ (o addirittura di ‘graphic novel di Milo Manara’…) – credo di dover fare alcune precisazioni”. E’ quanto scrive il disegnatore Milano Manara sul suo profilo Facebook in merito al cartoon, nato da un progetto con Adriano Celentano, in onda su Canale 5.
“Nel lontano 2009 – prosegue Manara -, accettai di partecipare al progetto di serie animata, con lo specifico ruolo di character design, in compagnia di autori del calibro di Nicola Piovani, Vincenzo Cerami, Enzo D’Alò, oltre ovviamente ad Adriano Celentano. Per quell’incarico ho realizzato, quindi, una serie di studi di personaggi, di sfondi e di ambientazioni insieme ad alcuni storyboard delle principali scene della serie”.
“Come sanno tutti quelli che si occupano di cinema di animazione, questi disegni sarebbero dovuti essere utilizzati come riferimento per la realizzazione delle animazioni vere e proprie – sottolinea il disegnatore -. Una volta consegnati i disegni, dunque, non mi sono assolutamente occupato, in nessuna fase della lunga e travagliata produzione, della realizzazione delle animazioni, essendo io un disegnatore e non un animatore. Mi rendo conto che il fatto che alcuni disegni dei miei storyboard siano stati inseriti anche nell’animazione finale, nonostante non fossero stati realizzati per questo scopo, abbia creato ulteriore confusione. Purtroppo la decisione di utilizzarli non è stata mia, e a suo tempo non ho potuto che far presente la mia forte perplessità in merito”.
“Sono di ritorno dal Festival di Angoulème – conclude Manara -, dove sono stati celebrati i 50 anni della mia carriera con l’omaggio di una bella e grande mostra che mi ha impegnato molto, ed ora sono in viaggio in Francia. Tuttavia, per la stima verso i tanti artisti italiani coinvolti e verso i miei lettori, ci tenevo a cercare di fare un po’ di chiarezza in merito a una produzione di cui, mentre ero all’estero, in Italia si è molto parlato, forse, senza la dovuta informazione sul mio coinvolgimento. Grazie a tutti per l’attenzione”.
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Fabio De Luigi ‘mammo’ in commedia
In sala dal 7 febbraio con Medusa ’10 giorni senza mamma’
28 gennaio 201920:30
Non poteva che essere Fabio De Luigi il protagonista di “10 giorni senza mamma”, la nuova family comedy di Alessandro Genovesi in sala dal 7 febbraio in 400 copie con Medusa. Gigante buono pieno di impacci e tempi comici giusti, De Luigi è davvero perfetto per questa commedia in cui è Carlo, un uomo sposato felicemente con Giulia (Valentina Lodovini) e con tre figli a carico.Capo delle risorse umane in una ditta di supermercati, Carlo si ritrova all’improvviso ad affrontare una sfida non da poco: quella di dover gestire i tre figli quando la moglie, avvocato che ha rinunciato alla carriera per la famiglia, decide di prendersi una vacanza a Cuba insieme alla sorella. Ce la farà Carlo ad affrontare la tredicenne Camilla (Angelica Elli) in piena crisi ormonale, Tito (Matteo Castellucci), sette anni e la passione per i videogiochi violenti e la piccola Bianca (Bianca Usai), due anni alle prese con le prime parole? Ma i problemi di Carlo non finiscono qui. Anche sul lavoro le cose non vanno troppo bene, deve infatti vedersela con un collega più giovane che vuole fargli le scarpe e con un capo (Antonio Catania) troppo entusiasta della sua azienda. Dalla sua parte il prezioso aiuto in famiglia di una inedita Mary Poppins (Diana Del Bufalo).”Ho cercato in questo film di cancellare il più possibile la retorica e di mettere in piedi la storia semplice e lineare di una famiglia normale, e non in crisi, che deve affrontare questa piccola emergenza” spiega oggi a Roma il regista. Spiega invece Fabio De Luigi: “Sono molto lontano nella vita reale dal personaggio di Carlo, nel senso che sono abbastanza collaborativo con i miei figli”. Difficoltà a lavorare con i ragazzi? “Non troppe – risponde l’attore con ironia – sono stati tutti molto professionali”. Alla domanda se la sua carriera sia ormai legata a personaggi fotocopia, uomini impacciati e un po’ inetti, “il fatto è che ci sono cose che funzionano sul mercato e così si tende a non uscire mai dal seminato – spiega De Luigi -. Quando l’ho fatto con un certo coraggio, a volte sono stato criticato proprio da quelli che mi avevano spinto ad osare. Comunque ci ho provato e ci proverò”.
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Quel Sordi segreto che voleva interpretare il Duce
Numero speciale ‘Bianco e nero’, i ricordi da Verdone a Veltroni
28 gennaio 201920:27
C’è la folla delle grandi occasioni ad attendere Carlo Verdone, Walter Veltroni, Felice Laudadio e lo storico del cinema Alberto Anile alla Casa del Cinema per la presentazione di un volume che è un tesoro di sorprese, inediti e “spaccati” intimi sulla vita e il lavoro di Alberto Sordi. L’occasione è l’uscita del numero 592 della più antica rivista di cinema italiana, “Bianco e Nero”, da sempre edito dal Centro Sperimentale di Cinematografia che per l’occasione dedica una monografia speciale (edita con le Edizioni Sabinae) dedicata al “Sordi segreto”.Gli strumenti per questo fantastico viaggio nel cuore di uno dei giganti dello spettacolo italiano stanno nel tesoro che l’Albertone nazionale ha messo a disposizione del Centro Sperimentale grazie alla Fondazione Sordi che ha Walter Veltroni per presidente onorario: sono 20.000 oggetti, film, copioni, appunti di lavoro, lettere, materiali filmati e sonori che Alberto Sordi raccolse meticolosamente nel corso della sua carriera tanto da – come ricorda il presidente del CSC, Felice Laudadio – mettere in contratto coi suoi produttori l’obbligo della donazione al suo archivio privato di una copia di ogni film diretto o interpretato. Così emergono inediti e sorprese anche spiazzanti: come i progetti mai portati in porto per realizzare un “Trombettiere del Generale Custer”, una mimetica reinterpretazione di Harry Kissinger, una rilettura del “Don Chisciotte” in cui ritagliarsi il ruolo di Sancho Panza a fianco di Vittorio Gassman e perfino un impossibile ritratto “da vicino” di Benito Mussolini.”Non ha senso – ricorda adesso Carlo Verdone – rivolgermi la domanda di sempre circa il fatto che io sia il suo erede: Sordi è stato un protagonista gigantesco, una maschera irrinunciabile degli italiani e come tutte le grandi maschere nella storia dello spettacolo è unico e immortale. Ci siamo frequentati e visti da vicino per più di 15 anni e di lui conservo il regalo di una straordinaria generosità, il desiderio sincero di aiutare un giovane a cui voleva fare spazio, la sobrietà quasi monacale nella vita privata, una dimensione umana che era il contrario dell’irruenza allegra e contagiosa che esibiva in pubblico. Del resto il Sordi della prima parte della carriera – continua Verdone – è stato uno straordinario avanguardista, un rivoluzionario che sovvertiva ogni regola del mestiere, che usava la sua cattiveria esibita nei personaggi per far crescere il suo pubblico, fino a bistrattarlo per generosità appunto. Poi, è vero, con gli anni ha virato verso un conservatorismo più amaro e distaccato, come tutti i grandi che, con l’età, non riescono più a capire il nuovo mondo che li circonda. Una sorte che ha condiviso con tanti altri grandi, da Fellini che mi chiamava al mattino presto per lamentarsi di nuove generazioni che non capiva, o come Balla, il grande futurista che alla fine si ripiegò nella pittura più convenzionale. Ma a uno come Sordi possiamo rimproverare questa straziante tristezza degli ultimi anni? Basta ricordare quell’attore pazzo, inventivo e unico che tanto ha dato al nostro cinema e al nostro essere italiani”.A Veltroni spetta invece il ricordo di quando, da sindaco di Roma, aprì le porte al funerale di Albertone: un caso di partecipazione popolare senza precedenti (oltre 250.000 persone a salutarlo) che testimoniano anche oggi quanto sia stato amato e quanti abbiano potuto riconoscersi nella sua maschera senza tempo. “Del resto – osserva Felice Laudadio – molte altre sorprese sono contenute nel numero di ‘Bianco e Nero’ come ad esempio il suo amore ‘impossibile’ per l’amica e compagna di lavoro Silvana Mangano – e per questo la Cineteca Nazionale prepara iniziative mirate e importanti nel suo nome per l’anniversario della nascita, nel 2020. [print-me title=”STAMPA”]
