Ultimo aggiornamento 22 Febbraio, 2019, 11:19:16 di Maurizio Barra
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
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Musica: a Bologna concerto Trail of Dead
Unica data in Italia per la band americana di indie rock
BOLOGNA21 febbraio 2019 09:31
– Unica data italiana, il 23 febbraio al Covo Club di Bologna, per la band americana di indie rock Trail of Dead, che celebra i vent’anni dall’uscita dell’album ‘Madonna’. Il disco sarà suonato per intero, insieme ad una selezione di altri brani tratti dalla propria discografia.
Il gruppo – il cui nome completo è ‘…And you will know us by the Trail of Dead’, da un antico canto rituale Maya – è una potente combinazione di furia post punk, indie rock e prog.
Prende forma nel 1994 da un’idea di Jadon Reece e Conrad Keeley e la prima ed omonima release è datata 1998 (Merge Records), seguita nel ’99 da ‘Madonna’. Arrivano poi diversi altri album in studio con Interscope Records, con i quali Trail of Dead raggiungono la popolarità, per tornare nel 2007 alla produzione indipendente. Da qui in poi il gruppo ha cambiato varie volte formazione sia in studio sia live, continuando a pubblicare parecchio materiale. La band ha la capacità di trasportare il pubblico in una ‘trance musicale’ fino all’ultima nota.
Irama e Emis Killa coach a Future LegendQuattro star protagonisti del talent targato Coca-Cola
21 febbraio 201910:55
– Quattro coach d’eccezione per scoprire il nuovo talento della musica italiana. Emis Killa, Annalisa, Irama e Charlie Charles sono gli artisti scelti da Coca -Cola per guidare la quattro squadre di giovani talenti che si sfideranno a colpi di musica in ‘Future Legend’, il progetto che ha l’obiettivo di fare scegliere al pubblico chi sarà la nuova promessa della musica. I quattro cantanti guideranno i 12 talenti nella registrazione di un brano inedito con cui si sfideranno in una ‘battle’ in lattina. Il progetto si concluderà a dicembre del 2019 con la proclamazione del vincitore. In tutte le fasi il pubblico potrà ascoltare i brani in gara grazie alle speciali lattine di Coca-Cola che saranno disponibili dalla primavera.
Attraverso il Qr code presente sulle lattine, inserendo il codice promozionale, si potranno ascoltare in esclusiva gli inediti delle Future Legend e scegliere il futuro della musica esprimendo il proprio voto per l’artista preferito.
Dillon, io psicopatico nell’inferno di Von TrierDal 28 febbraio in La casa di Jack, con ‘l’ultimo’ Bruno Ganz
21 febbraio 201912:45
– Con La casa di Jack (The House that Jack Built) si entra, più che in un film, nell’inferno personale di Lars Von Trier, nel suo aristocratico nichilismo pieno di riferimenti culturali. Il film, a Cannes 2018 fuori concorso, arriva in sala dal 28 febbraio distribuito da Videa, si ispira liberamente a Jack lo Squartatore (interpretato da Matt Dillon), un serial killer artista con una mission: rendere l’omicidio un’opera d’arte. “Più che un semplice serial killer – spiega oggi a Roma l’attore – il mio Jack è uno psicopatico a cui manca completamente ogni tipo di empatia, ma è anche un artista fallito”.
Un’opera comunque brutale, La casa di Jack, che mescola le immagini di Glenn Gould mormoreggiante al pianoforte alle prese con le sue variazioni Goldberg, i quadri luciferini di William Blake, psicopatia e la mostruosità horror dei delitti di Jack, ovvero: donne squartate, picnic con morti (come in un quadro), assemblamento di cadaveri di bambini in pose artistiche, donne trascinate con una corda dietro la sua auto, dieci teste di uomini vivi, perfettamente allineate, per una multi uccisione in contemporanea con una pallottola da guerra rinforzata e, ancora, un Jack bambino che si diverte a tagliare con una tenaglia una delle gambe di un piccolo anatroccolo che nuota in uno stagno.
E questo fino al capolavoro finale: una casa, quella del titolo, con tanto di tetto composta dai cadaveri delle molte vittime che lui ha conservato, con estrema pignoleria (virtù diabolica), in una grande stanza frigorifera. Il fatto è, come si ascolta nei cerebrali e colti dialoghi con il suo alter ego/Virgilio, Bruno Ganz (nella sua ultima interpretazione sul grande schermo), che il male di Jack deriva dall’aver morso troppo la mela della conoscenza. Diventa poco importante allora considerare la crudeltà degli atti, contano alla fine solo le opere dice a certo punto Jack. E questo in un mondo in cui al grido di aiuto “nessuno accorre davvero, c’è solo un silenzio assordante”. “Certo il personaggio di Jack è stato difficile da accettare, ma ammiravo da sempre Lars Von Trier e la sceneggiatura era poi molto interessante”, spiega Dillon. “Sono molto triste per Bruno Ganz – aggiunge l’attore nel giorno del suo compleanno (è nato a New Rochelle nel 1964) – era un grande attore e mi sento davvero fortunato ad aver lavorato con lui. Ero un suo grande fan da quando avevo 17 anni. Lui, tra l’altro, ha visto La casa di Jack prima di me e mi diceva è la cosa più bella che ho mai visto, vedrai ne sarai orgoglioso.
Comunque – conclude- è un film che va masticato bene e digerito”.
Nel cast del film diviso in cinque capitoli: Uma Thurman, Siobhan Fallon Hogan, Sofie Grbl e Riley Keough.
Barbara Bouchet premiata ad AssuanPremio dell’Aiwff per l’attrice, citato ‘Gangs of New York’
IL CAIRO21 febbraio 201915:07
– Barbara Bouchet, una delle attrici più apprezzate della prima generazione della commedia sexy all’italiana degli anni Settanta, ha ricevuto un premio alla carriera nell’ambito della terza edizione del Festival internazionale cinematografico di Assuan dedicato alle donne. La rassegna “ha reso omaggio” a Bouchet, spiegano dall'”Aswan International Women Film Festival” (AIWFF) che si svolge fino a martedì nella città meridionale egiziana.
La nota ricorda le partecipazioni dell’attrice statunitense “in oltre 80 film” citando “Gangs of New York” di Martin Scorsese del 2002 e “Scarlatto e nero”, miniserie televisiva in due puntate del 1983.
Tiziano Ferro, ‘Accetto miracoli’Esce il 22 novembre, l’annuncio nel giorno del 39/o compleanno
21 febbraio 201913:04
– ‘Accetto miracoli’: è questo il titolo del nuovo album di inediti di Tiziano Ferro, in uscita il 22 novembre per Virgin Records (Universal Music), con la produzione di Timbaland.
Il 21 febbraio, nel giorno del suo trentanovesimo compleanno, l’artista ha postato sui suoi canali social un video nel quale indossa una t-shirt che svela ufficialmente il nome del nuovo progetto discografico.
Ghemon sarà a festival ‘indie’ a BolognaAnche Masamasa, Gazzelle e Gemitaiz in cartellone 12-13 luglio
BOLOGNA21 febbraio 201913:33
– Ci sarà anche Ghemon, reduce dal successo ottenuto a Sanremo con ‘Rose viola’, nella line up di ‘Indimenticabile’, festival dedicato alla ‘nuova’ musica italiana che si terrà il 12 e 13 luglio all’Arena Parco Nord di Bologna, all’interno di ‘Bologna Sonic Park’. Lo hanno annunciato oggi gli organizzatori. Dopo ‘Mezzanotte’, il rapper e cantautore è al lavoro sul sesto disco in studio, la cui uscita è prevista per la fine dell’estate.
Nel cartellone della rassegna – la due giorni è ancora in fase di definizione – anche Masamasa, nuovo fenomeno della scena ‘street-pop’ che unisce rap e indie; Gazzelle, di cui è uscito a fine novembre il secondo album ‘Punk’, che sta affrontando un tour da record con il ‘sold out’ ad Assago; Gemitaiz, uno dei nomi di punta del rap italiano, protagonista dell’album ‘Davide’ e del ‘Paradise Lost Tour’; gli emergenti Eugenio in Via di Gioia (il nuovo album ‘Natura viva’ è in uscita l’1 marzo) e Postino, autore dell’album ‘Latte di soia’.
Arriva il quaderno delle rivoluzioni delle Bambine RibelliIl 26 febbraio per Mondadori Ragazzi
22 febbraio 201909:39
– Le Bambine Ribelli diventano protagoniste. Arriva un libro speciale, che si può personalizzare fin dalla copertina con il proprio nome e dove si possono esprimere liberamente le proprie idee di libertà e di ribellione. E’ ‘Io sono una Bambina Ribelle-Il quaderno delle mie rivoluzioni’ di Francesca Cavallo ed Elena Favilli, con illustrazioni di Martina Paukova, Kate Prior e Camilla Rosa, che sarà in libreria il 26 febbraio per Mondadori Ragazzi nella traduzione di Marta Casini. Puoi raccontare i tuoi sogni, le tue paure, le cose di cui sei orgogliosa. Scrivere lettere a chi vuoi tu, annotare le tue parole preferite e le regole che vorresti infrangere. Disegnarti mentre cavalchi un unicorno, scali una montagna o stai a testa in giù.”Con questo quaderno vogliamo offrirti uno specchio per esplorare la tua identità senza paura. Possiamo raggiungere l’uguaglianza soltanto se smettiamo di privilegiare in maniera ossessiva le parti di noi accettate dalla società e ci concediamo il diritto di vederci come individui a tutto tondo. Questo quaderno è un luogo dove puoi confessare senza riserve le tue ambizioni, amare il tuo corpo senza vergogna, organizzare gare, pianificare i tuoi affari e immaginare in libertà i dettagli della tua vita avventurosa” scrivono Cavallo e Favilli nella prefazione.Il quaderno illustrato propone 100 attività pensate per aiutare ad allenare il proprio spirito ribelle, dalle battaglie che si vogliono combattere alla lettera a un’esponente politica, a quelle più ironiche, come il poema per i miei peli e le parti del corpo che preferisco. Il libro esce dopo lo straordinario successo dei due volumi di ‘Storie della buonanotte per bambine ribelli’ che in Italia hanno venduto 850.000 copie e 3.200.000 in tutto il mondo, con traduzione in 48 lingue. Libri più finanziati nella storia del crowdfunding, i due volumi di ‘Storie della Buonanotte per Bambine Ribelli’ raccolgono 200 storie di donne coraggiose di tutte le epoche e altrettante illustrazioni originali fatte da 75 illustratrici da tutto il mondo ed ha portato alla nascita di un movimento di piccole e grandi lettrici e anche di lettori.Del primo volume è uscito anche l’audiolibro con letture di Paola Turci, Luciana Littizzetto, Levante, Jasmine Trinca e Paola Cortellesi. In ‘Io sono una Bambina Ribelle’ sono le lettrici a raccontare la loro rivoluzione perché “A ogni bambina che sogna in grande dico: Sì, puoi essere tutto ciò che vuoi. Anche Presidente” come dice Hillary Rodham Clinton. E “Sei tu che devi capire qual è la tua meta e la via migliore per raggiungerla, perché nessun altro conosce la strada” come afferma Nadia Comaneci. Insomma, “dal momento in cui hai tra le mani questo quaderno, sai che non sei sola. Sedute a tante altre scrivanie e tavoli della cucina, o accucciate su un treno o un autobus, ci sono tante altre ragazze e donne che, proprio come te, stanno sognando, disegnando, costruendo un mondo diverso” come sottolineano Cavallo e Favilli.
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Luchini, un uomo da ricostruire
Nella dramedy Parlami di te, in sala dal 21 febbraio
febbraio 201914:04
– Non poteva che essere un affabulatore, maestro e amante della parola come Fabrice Luchini, a incarnare un uomo che le parole, dopo un ictus, si trova a perderle, confonderle, cercarle, riscoprirle. E’ il protagonista di Parlami di te, la dramedy di Hervé Mimran, in parte ispirata alla vera storia di Christian Streiff, ex amministratore delegato del gruppo PSA Peugeot Citroen, che dopo aver tentato di nascondere nel 2008 per mesi le reali conseguenze dell’ictus di cui era stato vittima, è stato licenziato in tronco e ha imparato a ricostruire la sua capacità di parlare e la sua vita su basi diverse.
Il film, che traccia con delicatezza e ironia la storia di una rinascita fisica e emotiva, ha fra gli interpreti anche la sempre intensa Leila Bekhti e la talentuosa Rebecca Marder, 23enne componente della Comédie Francaise. Dopo aver debuttato in autunno a France Odeon (Festival del cinema francese a Firenze) dove ha vinto il premio del pubblico, arriva nelle sale italiane il 21 febbraio con Bim.
Unesco, Ville Tivoli ‘super protette’In caso di conflitto armato. Così anche la Biblioteca di Firenze
21 febbraio 201914:12
– L’Istituto Villa Adriana e Villa d’Este – Villae, comunica che Villa Adriana, patrimonio Unesco dal 1999, è stata iscritta nella lista dei beni culturali sottoposti a protezione rafforzata in caso di conflitto armato, prevista dal II Protocollo del 1999 della convenzione Unesco dell’Aja del 1954. La decisione, riferiscono da Villa Adriana, è stata presa durante i lavori del XIII Comitato per la protezione dei beni in caso di conflitto armato, che si è svolto a Parigi nella sede dell’Unesco il 6 e 7 dicembre 2018.
Nella stessa lista sono stati inseriti la Biblioteca Nazionale di Firenze, il Monastero di Geghard e Alta Valle dell’Azat in Armenia e la villa Tugehghat nella Repubblica Ceca.
L’iscrizione nella lista comporta l’immunità in caso di conflitto armato: i siti debitamente contrassegnati con lo scudo blu della Convenzione – fanno notare da Villa Adriana – non possono essere oggetto di attacchi né essere utilizzati per fini militari.
“Il riconoscimento dell’immunità è significativo dell’enorme importanza che il nostro patrimonio riveste e del suo profondo valore simbolico – sottolinea il direttore Andrea Bruciati – Si tratta per noi, che viviamo un’epoca e un contesto geografico di relativa tranquillità, di un’occasione per ribadire i valori della pace e della convivenza civile, ricordando come la guerra, oltre a mietere vittime talora inermi, produca spesso un ulteriore male, la distruzione della memoria e della storia, patrimonio non dei singoli popoli, ma dell’umanità intera”.
Festival Concertando 2019 al viaStagione concerti del Pontificio Istituto di Musica Sacra Roma
21 febbraio 201914:20
– Al via la quinta edizione del Festival Concertando 2019, stagione dei concerti del Pontificio Istituto di Musica Sacra di Roma, che vede la presenza di un evento unico nel panorama musicale romano, un festival di musica da camera con concerti e masterclass per un periodo di lavoro intenso e concentrato nel tempo, a partire dall’1 marzo per una settimana, per far sì che musicisti provenienti da tutta Europa s’incontrino e si uniscano in un serrato confronto cameristico che porta alla produzione di cinque eventi di altissimo interesse. Tema ispiratore è “La fucina delle idee”, ovvero, come dall’intuizione di un momento, attraverso il lavoro, l’opera musicale prende forma e giunge a compimento.
Artefici di questo “cammino attraverso la creazione dell’opera d’arte” saranno quest’anno: Hrachya Avanesian e Nikita Boriso Glebsky, violinisti; Yuval Gotlibovic e Vladimir Mendelssohn, violisti; David Cohen, violoncellista; Thorsten Johanns, clarinettista; Claudio Trovajoli, pianista, oltre molti altri artisti.
Postorino tra più venduti in FranciaPremio Campiello 2018 è secondo in classifica bestseller
21 febbraio 201914:58
– Rosella Postorino conquista la Francia e tallona Michelle Houellebecq nella classifica dei più venduti realizzata da Edistat, uscita il 20 febbraio. ‘Le assaggiatrici di Hitler’, il romanzo pubblicato da Feltrinelli con cui ha vinto il Premio Campiello 2018, è nel podio della classifica dei bestseller francesi, al secondo posto subito dopo ‘Serotonina’ di Michelle Houellebecq. Un risultato clamoroso per i libri italiani che in tempi recenti non avevano mai raggiunto posti così alti in classifica.
Uscito in Francia il 2 gennaio per Albin Michel con una tiratura iniziale di 12.000 copie, ‘La Goûteuse d’Hitler’ (Le assaggiatrici di Hitler’) ha avuto un successo immediato e, a un mese e mezzo dalla pubblicazione, è alla nona edizione (8 ristampe) per una tiratura complessiva di oltre 70.000 copie. In Italia, a oltre un anno dall’uscita, il romanzo della Postorino è ancora tra i libri di narrativa più venduti, sempre presente nelle classifiche dei best seller.
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La Stagione della caccia, Camilleri storico su Rai1
Il 25 febbraio con Francesco Scianna, regia di Roan Johnson
22 febbraio 201909:29
Francesco Scianna ben si adatta a Fofò La Matina, il personaggio uscito dalla penna di Andrea Camilleri protagonista di uno dei suoi romanzi storici, La stagione della caccia – C’era una volta Vigata, film in prima visione assoluta in onda il 25 febbraio in prime time dopo gli straordinari ascolti dei due nuovi episodi del commissario Montalbano, dopo il film tv del 2018 La Mossa del Cavallo. Ma qui l’ironia la fa da padrona, anche se i morti si susseguono come in una sorta di effetto domino ( dovrà arrivare uno da Saint Vincent fino in Sicilia a fare quadrare i conti). Siamo sempre a Vigata, ma alla fine del 1800. Qui Fofò, farmacista di umili origini, si muove seguito da una scia di di sangue e di passioni.
Dietro la macchina da presa Roan Johnson, per una produzione Palomar in collaborazione con Rai Fiction, realizzata da Carlo Degli Esposti e Nicola Serra con Max Gusberti.
Nel cast Miriam Dalmazio (la marchesina ‘Ntontò), Tommaso Ragno (Don Totò Peluso), Ninni Bruschetta (padre Macaluso), Giorgio Marchesi (il gendarme Emiliano Saint Vincent), Alessio Vassallo (Nenè Impiduglia) e con la partecipazione di Donatella Finocchiaro (Donna Matilde). Il tv movie, tratto dall’omonimo romanzo storico edito da Sellerio, riporta alla ribalta l’immaginaria cittadina siciliana, resa unica dalla fantasia di Camilleri, in un’appassionante saga familiare tra brama di potere, omicidi, follia e amori impossibili, tutti paradossi di un mondo nobiliare che comincia a sgretolarsi e che volge inesorabile al declino. La direttrice di Rai Fiction Eleonora Andreatta sottolinea: “E’ una storia cadenzata da morti misteriose con un intreccio ininterrotto di generi. Camilleri con i suoi romanzi e con le traduzioni televisive è diventato un autore-Paese, sinonimo di un racconto popolare che scava nella realtà e entra in sintonia con lo spettatore”. Francesco Scianna, che interpreta il farmacista Fofò, spiega: “La bellezza del personaggio è che si muove in un mondo irrazionale. E’ un uomo che torna dopo un viaggio completamnte trasformato, istruito si è fatto una posizione, e ci tiene che la gente non lo riconosca, ha lottato tanto per diventare quello che è. Ha una sorta di complesso di onnipotenza, come dicesse: guardate chi sono diventato, proprio io…”.
“Finalmente sono una donna di Camilleri – sottolinea la siciliana Donatella Finocchiaro – Questo libro è un capolavoro di scrittura magistralmente adattato, diretto e anche ben interpretato dai burattini che siamo noi, ma i personaggi erano cesellati alla perfezione. Nel film non solo dramma, giallo ma anche tanta comicità. Con Tommaso Ragno non mi sono trattenuta dalla risate, anche noi attori siamo rimasti ‘vittime’ di questa storia. Il mio personaggio è una donna schiacciata nel letto dal marito perché doveva fare il figlio masculo. Poi va fuori di testa ma solo che grazie alla follia riesce a essere una donna moderna che può dire basta”. Tommaso Ragno confessa di essersi molto divertito: “Non essendo siciliano, ho temuto per un momento di essere cacciato dal set, invece è andato tutto bene”. Il regista Johnson spiega: “Quando ho parlato con Tommaso Ragno del personaggio di Federico, il miglior paragone che sono riuscito a fare è stato: ‘Pensa come se i Peluso fossero i Sopranos del XIX secolo, come se tu fossi il James Gandolfini di Vigata’”.
E Camilleri racconta l’inizio della fine di questa nobiltà.
Una nobiltà che riproducendosi sempre fra i suoi componenti aveva introiettato il seme della pazzia. Infatti uno dei tanti temi di questo film è anche la follia. Il vecchio marchese non si lava, la marchesa impazzisce alla morte del figlio, un figlio che è tonto e ha come fidanzata una capretta. Si potrebbe parlare per ore dei personaggi di Camilleri, perché sono così complessi, così poco semplificati che sfuggono perfino alle categorie di protagonista o antagonista.
Poco tempo dopo il ritorno in paese di Fofò La Matina, farmacista e figlio del defunto Santo La Matina, geloso custode dei segreti di piante miracolose, “camperi” del marchese Peluso, la famiglia Peluso viene sconvolta da una serie di morti che sembrano dovute a cause naturali o a accidentali disgrazie: muore il vecchio Peluso che, pur essendo ormai completamente svanito e quasi paralizzato, se ne va carponi ad affogare in mare; muore avvelenato dai funghi il tanto desiderato figlio maschio Rico, che il marchese era riuscito a procreare grazie all’arte farmaceutica del padre di Fofò; muore, fuori di senno, la marchesa Matilde; muore anche lo stesso marchese Peluso che era riuscito a divenire padre per la seconda volta, sia pure per vie “traverse”, di un figlio maschio; muore, insieme alla moglie americana, lo zio Totò, che aveva fatto fortuna in America ed era ritornato a Vigata dopo lunga assenza; muore anche Nenè un cugino che aveva invano cercato di accasarsi con ‘Ntontò, figlia del marchese. Che ne sarà di lei, sempre più sola in quel palazzo in cui non vi sono ormai che lutto e desolazione? Il film trae origine dal romanzo del 1992: Camilleri si ispirò a una battuta dell’inchiesta sulle condizioni sociali ed economiche della Sicilia (1875-1876)
Alice e Bianconiglio danzano con i MomixPrima mondiale a Roma per il nuovo spettacolo di Moses Pendleton
22 febbraio 201909:32
– Alice, di bianco vestita e con i lunghi capelli biondi, forse l’unica capace di leggere il mondo anche sottosopra. Il Cappellaio Matto, che arriva danzando al buio, con le sole scarpe illuminate. E ancora un nugolo di conigli e, quasi ipnotico, lo Stregatto, che si trasforma fino a diventare drago. È un mondo che vola disegnando l’aria, ma anche inquietante, fatto di incubi e ossessioni, quello di ”Alice”, ovvero la favola di Lewis Carroll ripensata, creata e coreografata da Moses Pendleton, genio inventore della compagnia americana dei Momix, che anche questa volta ha scelto l’Accademia Filarmonica Romana e il Teatro Olimpico di Roma per il debutto in prima mondiale della sua ultima creatura, in scena per la 9/a edizione del Festival Internazionale della Danza di Roma fino al 3 marzo (dopo la capitale lo spettacolo sarà al Rossetti di Trieste dal 6 al 10, al Ponchielli di Cremona il 16-17 e all’Alfieri di Torino dal 20 al 24).Un incontro, quello tra la favola di Carroll e la fantasia di Pendleton, che forse non poteva non accadere prima o poi. La prima volta, un anno fa, quando il coreografo e la sua compagna e co-direttrice Cynthia Quinn erano stati invitati dal calendario Pirelli a creare e un piccolo show sul tema Alice (cui erano dedicati i 12 mesi). Oggi protagonisti, tra grandi applausi e anche il vicesindaco Luca Bergamo in platea, sono sette ballerini-acrobati (Heather Conn, Gregory DeArmond, Seah Hagan, Hannah Klinkman, Sean Langford, Jade Primicias, Colton Wall) a raccontare non l’intreccio della storia che Carroll inventò per la piccola Alice e le sue due sorelline, ma un viaggio nell’inconscio, immaginato dal coreografo.”Vedo Alice come un invito a inventare, a fantasticare, a sovvertire la nostra percezione del mondo, ad aprirsi all’impossibile”, aveva spiegato lui alla vigilia del debutto. E la promessa è mantenuta, mentre Alice scende nella tana del Bianconiglio e incontra subito la Pool of tears, lo stagno di lacrime. E’ un mondo sotterraneo ma capace di volare, come la rossa Regina di Diamanti. Che seduce, come le Regine di cuori e picche nelle loro tute di tulle, o dove le Aragoste danzano la quadriglia. Metamorfosi da sogno ma anche nere, fino al quadro da cui è nata l’idea dello spettacolo: il grande Bruco blu, formato dai palloni da palestra, che nelle mani dei ballerini si moltiplicano, corrono, raddoppiano.E’ la cifra dei Momix, quella che strappa anche gli applausi maggiori, e che nella fusione fra corpi e oggetti, danza e luci, costumi e proiezioni, ritorna ancora nelle mille gambe degli specchi rotti, nel Giardino dei fiori viventi o nei castelli di carte che cadono come pioggia. Mentre il corpo di Alice cresce, si restringe, diventa ragno e poi si allunga di nuovo, cercando la luce. Il tutto, lungo una colonna di note ed effetti sonori, tagliata e cucita da Pendleton. A fine spettacolo accolto in scena da vera ovazione.
Scala, viaggio in Russia con ChovanscinaAmbientazione futuristica per il kolossal con Gerviev e Martone
21 febbraio 201915:36
– Chovanscina – l’opera che debutterà alla Scala il 27 febbraio per la regia di Mario Martone e Valery Gergiev sul podio – è un kolossal, oltre che essere una delle opere più importanti del repertorio russo. Musorgskij vi ha dedicato (senza completarla) l’ultima parte della sua vita, raccontando la Russia del ‘600 e l’ambiente in cui lo zar Pietro il grande è cresciuto. Un’epoca di trasformazioni, di pulsioni fra nuovo e vecchio, tradizione e riforma, di lotta di potere che, secondo Gergiev, ha un valore attuale e che sarà attuale anche “nel XXII secolo”. Per questo Martone ha deciso di ambientare il nuovo allestimento voluto dalla Scala in un futuro distopico. E la scena finale, con i vecchi credenti che si danno fuoco, mostra un pianeta in fiamme. Una scena da kolossal, appunto, alla fine di quattro ore di musica (l’orchestrazione è quella di Sostakovic) che impegna il coro e un folto cast guidato da Mikhail Petrenko. “Per me italiano – ha detto Martone – questo significa compiere un viaggio in Russia”.
Nuovo album per Peppe FonteSarà presentato sabato all’Antica Stamperia Rubattino di Roma
CATANZARO21 febbraio 201915:59
– Esce “Io non ci sono più”, terzo album di Peppe Fonte, musicista da quando aveva 15 anni, complici l’incontro con Piero Ciampi e la frequentazione con il suo principale collaboratore, Pino Pavone, come lui calabrese e avvocato di professione. L’album, pubblicato da “Squilibri”, racconta la confusione del dubbio che agita le anime salve, costi quel che costi, senza nessun resto, con l’irresistibile inclinazione ad essere espliciti senza guardare in faccia nessuno, ma senza neanche cedere ad inutili strepiti.
E’ la storia di un uomo ammalato di libertà che srotola il filo delle proprie esperienze, raccontandole in musica.
Nell’album di Fonte la melodia italiana si sposa con la poesia del quotidiano e la musica, riecheggiando tra Livorno, Parigi e New Orleans.
“Io non ci sono più” sarà presentato nel corso di un concerto che Peppe Fonte terrà a Roma il 23 febbraio all’Antica Stamperia Rubattino. Fonte, piano e voce, sarà accompagnato dalla tromba di Rocco Riccelli. Ospite “speciale” Pino Pavone.
Corpo, drammaturgia, Europa a BiennaleAl via 21/6 con Leoni Danza a Sciarroni e Mercier-Michel
21 febbraio 201916:12
– Il tema del corpo al centro della Danza. Il drammaturgo per il Teatro. L’Europa per la Musica. Con tre mesi di spettacoli, masterclass e college corre lungo un filo di ricerca comune, il rapporto con il pubblico e il suo coinvolgimento, la Biennale di Venezia Danza Musica Teatro 2019, al via il 21/6 con il Leone d’oro al performer Alessandro Sciarroni e d’argento a Theo Mercier e Steven Michel.
Un’edizione dalla forte ”intersettorialità”, racconta il presidente Paolo Baratta. ”Con 2 milioni e 400 mila euro – dice – un piccolo miracolo che sono riusciti a costruire tre direttori e un’istituzione” trasformando l’appuntamento in ”un luogo di transito tra quel che accade nel mondo e il nostro paese”.
Dopo la Danza, diretta da Marie Chouinard, è la volta del Teatro guidato da Antonio Latella con i Leoni a Jens Hillje e Jetse Batelaan (da 22/7). Chiude la Musica, con il programma di Ivan Fedele, i Leoni a George Benjamin e Matteo Franceschini e l’omaggio ai Solisti aquilani a 10 anni dal sisma (da 27/9)
E’ morto Gabriele La Porta, volto storico di RaiNotte Giornalista e filosofo, pubblicò anche diversi libri
21 febbraio 201918:44
E’ morto Gabriele La Porta, volto storico Rai, dove ha lavorato per 42 anni. A darne notizia è il figlio Michele sul sito Radio Colonna.La Porta, che aveva 73 anni, iniziò la sua lunga carriera nel servizio pubblico a 23 anni, prima come programmista, poi come giornalista e editorialista. Nel 1994 è stato nominato direttore di Rai 2, prima di diventare nel 1996 direttore del palinsesto di Rai Notte, divenendo noto al pubblico come conduttore di trasmissioni culturali. Nel 2010 è andato in pensione e ha lasciato la Rai.
Filosofo, pubblicò anche diversi libri tra cui: La Magia, Coincidenze miracolose, Storia della magia, e la trilogia di A come anima, A come amore e C come cuore. “Quel giorno era l’altro ieri – scrive il figlio -. Impenetrabile e buio. Sei stato il mio maestro. Il mio eroe. Il mio Re. Sono onorato d’esser stato tuo figlio. Sangue del tuo sangue”.L’amministratore delegato della Rai, Fabrizio Salini, e il presidente, Marcello Foa, esprimono il cordoglio per la scomparsa di Gabriele La Porta, professionista che per 42 anni ha lavorato nel servizio pubblico: “Filosofo, autore, curatore, giornalista e conduttore radiotelevisivo Gabriele La Porta è stato un uomo e un dirigente di cui dobbiamo custodire il ricordo e l’esempio”. “Per anni alla direzione di Rai Notte, oltre che direttore di Rai2 – proseguono Salini e Foa – e conduttore di tanti programmi ha offerto agli spettatori percorsi sospesi tra intrattenimento, approfondimento culturale, filosofico e indagine della dimensione interiore dell’animo umano. Alla famiglia e agli amici vanno le nostre sincere condoglianze”, concludono.
Fratelli Preti, talenti a confrontoA Palazzo Barberini 12 tele, anche Allegoria dei cinque sensi
21 febbraio 201916:52
– Ruota attorno alla monumentale tela di impronta caravaggesca “Allegoria dei cinque sensi”, la nuova mostra con cui le Gallerie Nazionali di Arte Antica di Roma mettono a confronto i fratelli Preti, pittori calabresi attivi nel 1600. Allestita a Palazzo Barberini dal 22 febbraio al 16 giugno e intitolata “Il trionfo dei sensi. Nuova luce su Mattia e Gregorio Preti”, l’esposizione è curata da Alessandro Cosma e Yuri Primarosa e presenta in tutto 12 lavori, alcuni realizzati a doppia mano dai due artisti, altri invece firmati singolarmente. Il percorso inizia dalla grande Allegoria, dipinta insieme dai fratelli Preti negli anni ’40 del ‘600, su commissione dei Barberini, tela rimasta per anni in deposito presso il Circolo Ufficiali delle Forze Armate. La mostra ora la restituisce al pubblico dopo un attento restauro durante il quale sono state svolte anche importanti indagini diagnostiche.
A Bologna ‘Atlas of transitions’Performance e spettacoli su reciprocità culture diverse
BOLOGNA21 febbraio 201916:54
– Indagare sulle trasformazioni culturali del fenomeno migratorio, sperimentando modelli di reciprocità tra culture diverse, tra cittadini europei e nuovi arrivati. E’ ‘Atlas of transitions’ progetto biennale promosso da Emilia-Romagna teatro fondazione, in partnership con sei paesi europei (Polonia, Belgio, Francia, Svezia, Albania e Grecia), dall’1 al 10 marzo a Bologna, al DamsLab ed in altri spazi. Il titolo del festival è ‘Home’, che si declina, spiega la curatrice Piersandra Di Matteo, in relazione alla condizione di ‘lasciare casa’ o di ‘essere-a-casa’, di ‘sentirsi o non sentirsi a casa’, guardando alle rappresentazioni dello spazio domestico.
Attraverso performance che chiamano in causa gli abitanti di Bologna, debutti nazionali di artiste provenienti dall’Africa sub-sahariana, esperienze corporee condivise e workshop, concerti e film, incontri e seminari, un convegno internazionale, una residenza di creazione, una masterclass per attori. Il programma su http://www.atlasoftransitions.eu.
Lapone firma manifesto Cartoon Club 2019Festival in programma a Rimini dal 13 al 21 luglio prossimi
BOLOGNA21 febbraio 201916:58
– Ha la firma di Antonio Lapone, grafico, illustratore e fumettista di caratura internazionale, il manifesto della 35/a edizione di Cartoon Club, il Festival del cinema d’animazione, del fumetto e dei games in programma a Rimini dal 13 al 21 luglio. Nato a Torino e belga d’adozione Lapone, 48 anni, ha dato vita, per il manifesto della kermesse, ad una ‘Wonder Woman’ chic adagiata su una poltroncina a forma di ‘R’ che richiama Rimini.
L’artista sarà tra gli ospiti del Festival romagnolo – che lo omaggerà con una mostra personale – dal 18 al 21 luglio. Artista plurale, Lapone crea immagini, serigrafie, quaderni di schizzi e portfolio in parallelo e trova fonte di ispirazione in molte pagine di riviste degli anni ’50 e ’60.
The Voice, Fremantle si sfilaIl talent è atteso su Rai2 il 16 aprile
21 febbraio 201917:00
– Nuova tegola sul cammino di The Voice of Italy, il talent atteso su Rai2 il 16 aprile. Dopo l’altolà dell’ad Rai Fabrizio Salini sulla presenza di Sfera Ebbasta tra i quattro giudici del programma, Fremantle – si apprende da ambienti della produzione – si è sfilata dal progetto. La decisione sarebbe legata al fatto che la società di produzione aveva raggiunto un accordo con la Rai sul cast, Simona Ventura alla conduzione e i quattro coach (oltre a Sfera Ebbasta, Gué Pequeno, Morgan, Elettra Lamborghini). Non a caso per oggi, 21/2, era previsto uno shooting fotografico a Milano con la conduttrice e la squadra di giudici. Il 20 febbraio il ripensamento su Sfera Ebbasta, chiesto da Salini perché, dopo la strage nella discoteca di Corinaldo, il rapper non ha fornito chiarimenti ai parenti delle vittime che lo hanno accusato di non mostrare cordoglio di fronte alla tragedia, anzi ha risposto di voler andare avanti sulla sua strada. A destare perplessità – secondo Viale Mazzini – anche i testi delle canzoni.
Bolle in anteprima italiana a Trieste24 aprile étoile in scena con i Solisti del Teatro alla Scala
TRIESTE21 febbraio 201917:12
– Torna a Trieste con una prima italiana Roberto Bolle. Il 24 aprile l’étoile porterà in scena al Teatro Rossetti The Seasons, nuova produzione finora allestita soltanto per l’apertura dei lavori del World Economic Forum di Davos (gennaio 2018), con coreografie di Massimiliano Volpini su musiche di Antonio Vivaldi e dell’americano Edwaard Liang su Astor Piazzolla. Ad aprire la serata – divisa in due parti – la tradizionale formula del Gala ‘Roberto Bolle and Friends’, con una serie di passi a due e assoli tratti dal repertorio classico e contemporaneo, per poi proseguire con l’esibizione corale “The Seasons”. Accanto a Bolle sul palco saliranno alcuni solisti e primi ballerini del Teatro alla Scala.
Ai Weiwei, “Hollywood mi censura””Tagliato segmento da ‘Berlin, I Love You’ per piacere a Cina”
NEW YORK21 febbraio 201917:19
– “Io vittima della censura di Hollywood”: l’artista dissidente cinese Ai Weiwei ha accusato i produttori di “Berlin, I Love You” di aver tagliato per ragioni politiche un segmento da lui girato che doveva far parte del film a episodi uscito qualche giorno fa negli Usa. Il timore di incorrere negli strali di Pechino avrebbe indotto a rifiutare il contributo di Ai, girato nel 2015, quando il dissidente era ancora agli arresti domiciliari in Cina, dando istruzioni al produttore tedesco del film Claus Clausen, ha sostenuto l’artista su Twitter. Clausen e un’altra producer, Edda Reiser, hanno confermato, attribuendo però la censura alle riserve di alcuni distributori internazionali: “La Cina fa paura”, ha detto Clausen. Emmanuel Benbihy, il produttore esecutivo basato a Shanghai che ha i diritti della serie “Cities of Love”, a sua volta ha negato qualsiasi proposito censorio, parlando solo di ragioni artistiche: “Il segmento di Ai – ha detto a Variety – non era all’altezza del film”.
Umbria jazz promuove musica nelle scuoleCon il percorso didattico Uj4Kids e sezione in festival luglio
PERUGIA21 febbraio 201917:29
– Compiere azioni strutturali per introdurre il jazz nelle scuole di ogni ordine e grado per arrivare così anche ad una striscia quotidiana di appuntamenti durante il festival di luglio dedicata ai più piccoli: nasce con queste finalità il progetto ‘Uj4Kids’, nuovo percorso didattico e sperimentale di Umbria jazz presentato a Perugia dalla Fondazione Uj e Regione.
Era il 21 febbraio di un anno fa – è stato ricordato – quando è stata costituita la Federazione italiana del jazz, e con un evento simbolico è stata sancita l’adesione sostanziale di Uj al primo punto programmatico fissato dal neonato organismo nazionale in accordo con il Mibac, per portate il jazz nelle scuole.
La Fondazione Umbria Jazz, in accordo con la Regione e con l’istituto comprensivo 2 di Perugia, ha ideato così, per la prossima primavera, un percorso didattico e sperimentale di tre mesi che farà da prologo alla realizzazione di una intera sezione del Festival dedicata ai bambini, con laboratori e intrattenimento esperienziale.
Una canzone per gli abitanti del ponte MorandiDisco per raccolta fondi con 25 artisti, nato da idea Kessisoglu
21 febbraio 201919:09
“È un progetto nato dalla pancia, un brano scritto di getto poche ore dopo il crollo. Ero a San Francisco, ho trovato un piano e l’ho buttato giù, sono orgoglioso anche della risposta degli altri cantanti”: così Paolo Kessisoglu, genovese, presentando alla stampa ‘C’è da fare’, la canzone scritta e composta dopo la tragedia del Ponte Morandi di Genova. Ad inciderla insieme all’attore che fa parte del duo Luca e Paolo, 25 artisti: Annalisa, Arisa, Boosta, Fiorella Mannoia, Gianni Morandi, Gino Paoli, Giorgia, Giuliano Sangiorgi, Ivano Fossati, Izi, J-Ax, Joan Thiele, Lo Stato Sociale, Luca Carboni, Malika Ayane, Mario Biondi, Massimo Ranieri, Mauro Pagani, Max Gazzè, Nek, Nina Zilli, Nitro, Raphael Gualazzi, Ron e Simona Molinari. Tutti i proventi saranno devoluti all’associazione Occupy Albaro che, in accordo con Regione Liguria e Comune di Genova, destinerà i fondi raccolti ad un progetto mirato alla riqualificazione territoriale e alla migliore vivibilità della Valpolcevera.
Mastandrea e Giallini all’ultimo addioIn sala Domani è un altro giorno, comedy-drama di Spada
22 febbraio 201909:30
– Tra ironia e dramma arriva con ‘Domani è un altro giorno’ di Simone Spada, in sala con Medusa dal 28 febbraio in 400 copie, l’ultimo addio tra Giuliano (Marco Giallini) e Tommaso (Valerio Mastandrea). La collaudata coppia di attori romani si misura questa volta in un remake spagnolo dai toni drammatici, ‘Truman’ di Cesc Gay. Solo quattro giorni sono quelli che ha Tommaso, che vive da tempo in Canada dove insegna robotica, per dare l’ultimo saluto all’amico Giuliano, un disincantato attore, malato incurabile, che ha deciso di farla finita con le cure. Quando Tommaso arriva a Roma bastano poche battute e i due rientrano in perfetta sintonia come trent’anni prima. Da qui poi quattro intensi giorni in cui tutto si gioca sulla differenza di carattere: Giuliano esuberante come sempre e pieno di quella vita che sta per perdere, Tommaso più sornione e responsabile.Per Giuliano c’è poi un figlio da salutare a Barcellona, Leo (Andrea Arcangeli), qualche amante da tranquillizzare e Paola (Anna Ferzetti), un’affettuosa sorella da gestire. Ma nella vita dell’attore c’è anche una presenza non da poco, quella del suo cane Pato, un bovaro bernese dallo sguardo triste, che per Giuliano è praticamente un figlio. E sembra che la sua preoccupazione principale sia proprio quella di trovare una sistemazione a questo ingombrante cane. Improvvisazione? “Non ne abbiamo fatta molta – spiega Giallini -. Certo qualcosa c’è sempre quando recito con Valerio. Il film spagnolo – aggiunge – non l’ho visto. O meglio ho visto solo il trailer”.Dice invece Valerio Mastandrea: “Io Truman l’avevo visto, ma non posso dire di essermi fatto influenzare più di tanto”. “Oscar Wilde disse: se un amico non mi invita al suo compleanno non importa, ma se non condivide con me un grande dolore allora mi offendo penso che questa frase – spiega il regista Simone Spada – possa racchiudere il senso di tutto il film che è un lavoro sull’amicizia, sul suo senso profondo e, soprattutto, sul panico che si impossessa di noi quando la vita ci pone davanti alla malattia”. Infine una curiosità su come è nato il progetto italiano di “Domani è un altro giorno”. Giampaolo Letta della Medusa e Maurizio Tedesco di Baires, dopo aver visto, ma in giorni diversi, Truman nello stesso cinema di Roma (il Caravaggio di via Paisiello), e dopo essersi informati entrambi sull’acquisto dei diritti di rifacimento, hanno deciso di produrre insieme il remake di questo film spagnolo interpretato da Ricardo Darín e Javier Cámara e dominatore dei premi Goya del 2016. La canzone ‘Domani è un altro giorno’ che chiude il film è cantata da Noemi.
Tuttoapposto ciak per Luca ZingarettiPrimo film dell’attore e autore palermitano Roberto Lipari
21 febbraio 201918:12
– Sarà battuto lunedì 25 febbraio a Catania il primo ciak di “Tuttoapposto”, il primo film dell’attore palermitano Roberto Lipari, prodotto da Tramp Limited e diretto da Gianni Costantino, che vede protagonisti lo stesso Lipari e Luca Zingaretti. Lipari, autore del soggetto e della sceneggiatura insieme a Ignazio Rosato. Il lungometraggio, che sarà distribuito da Medusa Film in autunno, racconta la storia di Roberto, studente universitario in un ateneo in cui i docenti vendono esami, assumono solo amici e parenti e sono dediti alla raccomandazione. Il padre di Roberto è anche il magnifico Rettore, interpretato da Luca Zingaretti. Roberto, con i suoi amici, decide di combattere questo modus operandi.
Realizza, infatti, un’app per smartphone denominata “Tuttapposto” che valuta l’operato dei professori. Con Lipari e Zingaretti, fanno parte del cast, Monica Guerritore, Ninni Bruschetta, Sergio Friscia, Silvana Fallisi, Paolo Sassanelli, Maurizio Marchetti
a Firenze 40 opere di Venturino VenturiIn 3 sedi: museo Innocenti, Opera del Duomo e Palazzo Vecchio
FIRENZE21 febbraio 201918:50
– Una quarantina di opere ispirate al tema della maternità, sculture e dipinti, suddivise in tre sedi fiorentine: si presenta così la mostra di Venturino Venturi ‘Mater’. La mostra (fino al 5 maggio) si sviluppa al museo degli Innocenti, al museo dell’Opera del Duomo e a Palazzo Vecchio (qui fino al 14 marzo) ed è curata da Lucia Fiaschi, Stefano Filipponi, e Antonio Natali. In occasione della mostra l’istituto degli Innocenti e il museo dell’Opera del Duomo propongono, per la prima volta, un biglietto unico a 18 euro. “Questa mostra – ha commentato Maria Grazia Giuffrida, presidente dell’istituto degli Innocenti – ci dà l’occasione di celebrare due anniversari, ovvero il centenario delle nascita di Venturino Venturi e i sei secoli della fondazione dell’istituto degli Innocenti nel 1419”. Per Natali, la “mostra rinnova la tradizionale relazione tra istituto e l’espressione artistica e proprio per questo alcune opere di Venturi le abbiamo sistemate in dialogo con le opere dell’istituto”.
A Recanati scritti e cimeli LeopardiDa depositi Villa Colloredo Mels occuperanno quattro sale Museo
RECANATI (MACERATA)21 febbraio 201919:50
– Sono stati per anni nascosti nei depositi di Villa Colloredo Mels di Recanati, da cui sono usciti per essere esposti alla Mostra ‘Infinito Leopardi’ che ha portato nella città natale del poeta il manoscritto de L’Infinito e altri autografi conservati a Visso.
Da oggi cimeli e documenti di Leopardi, tra cui la maschera funebre realizzata direttamente sulla salma il 14 giugno 1847, i ritratti della famiglia, lettere, miniature e poesie, costituiranno una sezione permanente del museo, anche quando la mostra chiuderà i battenti il 19 maggio.
Inaugurata il 21 febbraio, l’esposizione permanente è suddivisa in quattro sale, ed è curata da Laura Melosi e Lorenzo Abbate, cui si deve l’allestimento della mostra. Vi si trovano due miniature raffiguranti il poeta, una delle quali una scatola dipinta a tempera su avorio, i ritratti di Pier Francesco, Adelaide e Paolina Leopardi, e quelli dello stesso Giacomo, di cui una sul letto di morte.
Il tocco british di Andrew da FerragamoNominato direttore creativo brand da cda maison fiorentina
21 febbraio 201919:55
– Lo stilista britannico Paul Andrew è il nuovo direttore creativo del marchio Salvatore Ferragamo.
La nomina da parte del cda della Salvatore Ferragamo spa non coglie di sorpresa. Paul Andrew, nato nella contea di Berkshire in Inghilterra, dove suo padre era un tappezziere reale al Castello di Windsor, era già nella Ferragamo dal 2016.
Il designer, laureato al Berkshire College of Art and Design (ora Reading College) ha fatto il suo apprendistato da un altro designer very british, come Alexander McQueen, occupandosi di calzature. Una collaborazione interrotta appena Andrew conobbe Narciso Rodriguez: trasferitosi a New York ha lavorato con Rodriguez per la sua linea di scarpe e borse per diversi anni.
Altra esperienza terminata per Andrew, per entrare nel team di Calvin Klein, per progettare scarpe da uomo e da donna. Ma anche qui dopo tre anni trascorsi con Calvin Klein, ha incontrato Donna Karan, per la quale ha lavorato dieci anni, vicepresidente di Collection Accessories Design.
Prada, anatomia del romanticismoIn passerella amore e paura, pizzo e militare, il nero e i fiori
21 febbraio 201920:44
– Anatomia del romanticismo sulla passerella di Prada, che disseziona l’idea stessa di ciò che è romantico, unendo i fiori e il militare, il pizzo e lo stivale da combattimento, la pelliccia colorata e il nero totale, in un’ideale storia d’amore dove convivono la tenerezza e la passione, il pericolo e la paura. Sulla passerella buia, rischiarata da luci cimiteriali, sfila un invito “all’unione di male e bene, forte e debole perché – spiega la stilista – sono tutti aspetti presenti nell’umanità’.
Se di asprezza se ne vede tanta, nei cappotti neri chiusi in vita da elementi metallici, nei combat boot e nei capispalla militari imbottiti, a ricordare che ” viviamo in un momento pericoloso dove la violenza ci circonda e la guerra ci spaventa”, anche “d’amore si parla molto”, come di una necessità insita in ogni essere umano, ma anche con un certo idealismo.
Luchini mattatore, è un uomo da ricostruireNella dramedy Parlami di te, in sala dal 21 febbraio
22 febbraio 201909:48
– Non poteva che essere un affabulatore, maestro e amante della parola come Fabrice Luchini, a incarnare un uomo che le parole, dopo un ictus, si trova a perderle, confonderle, cercarle, riscoprirle. E’ il protagonista di Parlami di te, la dramedy di Hervé Mimran, in parte ispirata alla vera storia di Christian Streiff, ex amministratore delegato del gruppo PSA Peugeot Citroen, che dopo aver tentato di nascondere nel 2008 per mesi le reali conseguenze dell’ictus di cui era stato vittima, è stato licenziato in tronco e ha imparato a ricostruire la sua capacità di parlare e la sua vita su basi diverse.
Il film, che traccia con delicatezza e ironia la storia di una rinascita fisica e emotiva, ha fra gli interpreti anche la sempre intensa Leila Bekhti e la talentuosa Rebecca Marder, 23enne componente della Comédie Francaise. Dopo aver debuttato in autunno a France Odeon (Festival del cinema francese a Firenze) dove ha vinto il premio del pubblico, arriva nelle sale italiane il 21 febbraio con Bim.
Al centro della storia c’è Alain Wapler (Luchini), brillante quanto brusco, iperattivo, oberato di lavoro e sempre di fretta (come evoca anche il titolo francese del film, Un Homme pressé, preso dal libro di memorie di Streiff) ad di una grande casa automobilistica. La decina di impegni ogni giorno e il sogno di produrre un’elegante nuova auto di lusso elettrica gli fanno mettere in secondo piano i rapporti umani, compreso quello con la figlia Julia (Marder). La sua vita viene rivoluzionata quando quella che sembrava una breve siesta in ufficio si rivela in realtà l’inizio di un ictus, prontamente individuato dall’autista che si precipita a portarlo in ospedale. Vengono e evitate le conseguenze più gravi, ma l’apoplessia tocca la memoria e l’area cerebrale del linguaggio. Così, all’improvviso, Alain si ritrova a cercare esprimere i suoi pensieri attraverso frasi incomprensibili fatte di sillabe spostate, parole capovolte o assonanze, a volte imbarazzanti (arancetta per lancetta, porco per porto, leccare per lasciare, ecc). Wapler, abituato a primeggiare, deve così imparare a impostare vita e scelte su tempi diversi, soprattutto dopo un ‘terremoto’ al lavoro. Gli restano come punti fermi la figlia, il cane di famiglia e la logopedista Jeanne (Bekhti) che, oltre ad aiutarlo a ritrovare l’eloquio, deve affrontare un capitolo fondamentale del proprio passato.
Il film, che perde un po’ di ritmo nella seconda parte, ruota intorno non solo alla capacità di Luchini di creare una trascinante oratoria dell’assurdo, ma anche in quella di fondere con grazia commedia e dramma nel percorso umano del protagonista, evitando il patetismo. “La ricostruzione è il tema principale del film – spiega il regista nelle note di produzione -. Un tema universale poiché riguarda sia un uomo che conduce una vita agiata, sia un impiegato che si ritrova disoccupato a 50 anni. Nella corsa sfrenata al successo, al denaro, alla riuscita, le persone dimenticano di fermarsi un istante a riflettere su quello che sono, su quello che desiderano veramente”.
Effetti speciali con i Twenty One PilotsL’unica data italiana del tour tra auto in fiamme e palco mobile
BOLOGNA22 febbraio 201909:53
– Un’auto in fiamme in mezzo alla scena, Tyler Joseph (voce) che compare fra il pubblico delle gradinate durante l’esecuzione di un brano, talloncini di carta gialla messi a disposizione degli spettatori con l’invito di sovrapporli alla ‘torcia’ del telefonino per esprimere il proprio apprezzamento agli artisti. Due ore di effetti speciali, ieri sera, alla Unipol Arena di Casalecchio di Reno (Bologna) per l’unica data italiana dei Twenty One Pilots, ‘The Bandito Tour’. Proprio l’occasione esclusiva ha richiamato a Bologna numerosissimi giovani che non si sono voluti perdere il concerto del duo statunitense che mischia indie pop, elettronica e hip-hop; l’Unipol Arena era quasi al completo. Presenti nella scaletta le canzoni che hanno portato Josh Dun (batteria) e Tyler Joseph (come da copione con ukulele al seguito) in vetta alle classifiche di tutto il mondo.
Timm, eugenetica per un mondo miglioreUltimo romanzo dello scrittore tedesco parla di utopia e nazismo
22 febbraio 201910:56
– UWE TIMM, UN MONDO MIGLIORE (SELLERIO, pp. 522 – 15,00 euro – Traduzione di Matteo Galli).
Torna Uwe Timm, autore di un libro ”Come mio fratello” in cui narrava della sua famiglia e del loro rapporto con la morte del fratello, più vecchio dello scrittore di 16 anni, che prese parte alla seconda guerra mondiale come membro delle SS, e oggi a 78 anni scrive sempre di quegli anni e di quella Germania, costruendo un romanzo sull’eugenetica e la razza nel III Reich, che in realtà è un romanzo sulle utopie positive cui allude il titolo e la loro degenerazione in tragiche realtà sociali, come è accaduto spesso nel Novecento, e poi sulla ”banalità del male”: i nazisti ”non sono mostri, ma persone normalissime. E finché vivranno avranno mille piccoli modi per spiegare come sono arrivati a questa disponibilità ad uccidere per dovere”.
”Un mondo migliore” vede un giovane militare americano, Michael Hansen, che parla tedesco perché la sua famiglia è originaria dell’Alsazia, il quale, in una narrazione a capitoli alterni nella Germania degli ultimi giorni di guerra e i primi di pace, tra l’aprile e agosto 1945, scopre la realtà di un paese devastato e assieme svolge il proprio delicato incarico avuto dai servizi segreti di interrogare Karl Wagner, scienziato socialista e per questo chiuso a Dachau, da cui farsi raccontare tutto sul suo amico e collega di un tempo, il genetista Alfred Ploetz, una celebrità che sembrava vicina al Nobel, quando invece divenne teorico dell’eugenetica nazista e creatore del progetto ”igiene della razza” su cui si fondarono le pratiche sadiche e vili di eutanasia di stato per l’eliminazione di tutti coloro che avessero qualche menomazione o tara: ”Occorre mettere in conto più di centomila persone uccise tra il ’39 e il ’41”.
In 14 giornate di colloquio, più che interrogatorio, si scopre che, partendo da ”Viaggio in Icaria” dell’utopista Etienne Cabet letto da studenti, Ploetz era divenuto da giovane ”uno strenuo sostenitore di un comunismo che occorreva raggiungere qui e ora”. Per questo con alcuni amici si recò in America dove Cabet aveva fondato una comunità icariana nello Iowa, restandone delusi e trovandola già scissa in due e composta di filistei gelosi e maldisposti verso gli altri. Dopo tale esperienza via via Ploetz passerà dalle convinzioni sul superamento delle differenze sociali a quelle biologiche: ”ci deve essere una rivoluzione biologica che vada ad integrare quella sociale”, dando inizio a quel processo ideologico che porterà in ultima analisi alla ”soluzione finale”. E Wagner, con digressioni, attenzione ai lati umani e alla Greca, come veniva chiamata la moglie di Ploetz, interventi sulla situazione generale, conclude affermando che ”no, questa non è scienza, sono fumisterie con effetto letale”, e chiedendo con ironia se i fautori della pura razza germanica ariana ”sarebbero questi grassoni dai piedi piatti? Era questa l’annunciazione del Superuomo? Himmler con quel viso da ragioniere?”, mentre racconta la trasformazione di quest’uomo e il prevalere delle sue nuove, devastanti idee e ricerche.
Il romanzo trae la propria forza non solo dalla trascrizione dei lunghi racconti di Wagner, che hanno un loro forte interesse che sarà bene non dimenticare (”l’eugenetica interessò inizialmente anche i socialisti – annota con puntiglio Trimm – perché sembrava porre un interrogativo su come creare una forma di uguaglianza che riguardasse ogni aspetto dell’umanità, non solo quello sociale. E già prima dei nazisti, la sterilizzazione forzata di alcuni cittadini fu praticata in Danimarca come negli Stati Uniti negli anni Venti. E ancora nel dopoguerra fu praticata nella Svezia governata dai socialdemocratici”), ma costruisce un bell’intreccio con l’alternarsi di questi col viaggio e il vivere di Hansen nella Germania distrutta, le sue notazioni e pagine di diario su uomini e luoghi, il suo incontro d’amore con Sarah, a contrasto con la vita del suo commilitone George che, appena può, si dedica al birdwatching nella pace dei meravigliosi laghi e boschi tedeschi.
Bocelli, 2 date a Teatro Antico TaorminaAnche 31 agosto dopo sold out prevendita concerto 30 agosto
22 febbraio 201911:10
– Andrea Bocelli raddoppia il concerto al Teatro antico di Taormina. Dopo il sold out, in prevendita, del concerto del 30 agosto, si aggiunge la data del 31 agosto 2019. Sul magico palcoscenico siciliano Bocelli proporrà le più celebri arie d’opera e le sue hit più famose, accompagnato da voce soprano e alcune guest star.
Il nuovo concerto arriva dopo la straordinaria apparizione come super ospite al Festival di Sanremo con il figlio Matteo. Il cantante ha deciso di venire incontro alle richieste dei fan raddoppiando le date siciliane, promosse da Fondazione Taormina Arte Sicilia, con l’organizzazione di Due Punti Eventi e Live Spettacoli.
A Taormina sono attesi spettatori da tutto il mondo, con numerosi arrivi da Francia, Germania, Inghilterra, Malta e da Est Europa, Stati Uniti e Australia.
Per la data del 31 agosto i biglietti sono disponibili in prevendita dal 25 febbraio alle ore 11 online e nei punti vendita Ticketone, Vivaticket e Box office Sicilia.
Con l’ultimo album “Si”, Andrea Bocelli è entrato nella storia conquistando, in meno di dieci giorni, la n. 1 delle classifiche degli album più venduti in UK e in USA (Billboard200), primo italiano in assoluto a raggiungere questo incredibile traguardo.
Con il nuovo album di inediti pop, dodici canzoni e quattro bonus track che celebrano l’amore, la famiglia, la fede e la speranza, uscito il 26 ottobre scorso in oltre 60 paesi e sette lingue, il tenore è tornato alla pubblicazione di testi originali a distanza di 14 anni da “Andrea”, duettando con Ed Sheeran, Dua Lipa, Josh Groban, Raphael Gualazzi, ma anche con il figlio Matteo, al suo debutto discografico. [print-me title=”STAMPA”]
