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Guzzanti, social fonte di degrado
Suo laboratorio su satira a La Sapienza e scrive nuovo film
02 marzo 2019 03:17
– Sui social “prendono forma manifestazioni di rabbia aberranti, li lascio perdere. Sono strumenti che hanno contribuito enormemente al degrado umano e culturale che stiamo vivendo e che hanno impoverito il dibattito politico”. Lo ha detto Sabina Guzzanti, nell’incontro con il quale ha introdotto all’Università La Sapienza di Roma il laboratorio su comico e satira che curerà da aprile per ‘Arti e scienze dello spettacolo’. Per l’attrice “ci fanno solo sottrarre tempo alla partecipazione attiva, allo scendere in piazza, al parlare con altre persone. Il web è importantissimo ma i social sono dannosi a livello umano e sociale”.
Venendo ai temi del laboratorio, l’autrice di ‘Raiot’, “su cui 15 anni fa si è abbattuta una delle censure più pesanti compiute in Rai”, la satira “è un genere che si deve praticare parallelamente a altre attività. Dedicarsi solo a quella ti fa il sangue cattivo” e “non deve servire a odiare ma a dire ‘io non ho paura di te perché mi fai ridere'”. Intanto, “sto scrivendo un nuovo film”.
Insieme a Pulce, per vivere una fiabaArriva ‘La bambina che somigliava alle cose scomparse’ di Perroni
02 marzo 201911:12
SERGIO CLAUDIO PERRONI, LA BAMBINA CHE SOMIGLIAVA ALLE COSE SCOMPARSE (La nave di Teseo, pp.176, 13 euro. Disegni di Leila Marzocchi). “Come tutti gli animi romantici, Pulce adorava gli arcobaleni: ogni volta che ne vedeva uno sognava di farci l’altalena”. Che bel regalo camminare al fianco della piccola Pulce, la prodigiosa protagonista de “La bambina che somigliava alle cose scomparse”, favola dolceamara scritta con una fantasia al tempo stesso matura e giovane da Sergio Claudio Perroni per La nave di Teseo, in libreria dal 28 febbraio. Dopo il viaggio nei sentimenti di “Entro a volte nel tuo sonno”, in questo prezioso, piccolo libro lo scrittore dà vita a un personaggio tenero e irresistibile, una bimba tutto pepe di 7 anni che ha ricevuto il dono di potersi trasformare in chiunque e in qualunque cosa. Una fiaba senza tempo e senza età, che accoglie dentro di sé lo sguardo di grandi e piccini, e in cui la storia di Pulce è un misto di magia e attitudine alla cura degli altri: il lettore non si pentirà di stare al fianco della bimba perché sarà uno spasso condividerne i pensieri e vivere con lei avventure indimenticabili.
Tutto ha inizio quando Pulce decide di “prendersi una vacanza” dalla sua famiglia, per non sentire più le lamentele dei genitori e della nonna sui suoi comportamenti sbagliati e le sue presunte mancanze. Iniziando a girovagare, la piccola peste dagli “occhi color tatuaggio” incontra lungo il suo cammino tanti personaggi. C’è la ragazza che ha perso il suo aspetto dopo averlo troppo criticato, il medico che non essendo riuscito a curare la moglie non ha più fiducia in se stesso, il ragazzo che non riesce a dipingere l’arcobaleno perché non ricorda più il blu, il vecchietto che per l’ennesima volta ha smarrito le chiavi di casa. Tutti coloro in cui la bimba si imbatte hanno conosciuto la perdita e quindi il dolore: ma per ognuno Pulce compie il suo piccolo miracolo, e, trasformandosi in quello che non c’è più, offre consolazione e rimedio.
Mentre la fiaba procede e la protagonista dispensa le sue cure, tra le righe per il lettore nasce un desiderio prepotente di afferrare ancora l’innocenza, di sentire il sapore dolce dei sogni ancora possibili, di accarezzare l’anima con la bellezza delle cose semplici. Quando il senso della perdita – di una persona, di un oggetto, di un sogno, di una speranza – si fa più forte ed è la nostalgia a farla da padrona, la Pulce di Perroni diventa un po’ più saggia. Se è vero che tutti fanno i conti più volte nella vita con la sofferenza, la bimba, tra una domanda pungente e una riflessione assennata, tende la mano e offre il suo aiuto, semplicemente con il suo mettersi in sintonia con l’altro, per ascoltare e provare a comprendere. Il suo segreto è la fantasia, unita a un pizzico di testardaggine e a una sorta di buonsenso “adulto” scaturito da esperienze dirette o vissute e raccontate da figure a lei vicine.
Con una penna lieve ma efficace, che crea immagini delicate e potenti, Perroni permea la pagina del ricordo tangibile del mondo dell’infanzia rendendolo vero. E ci dimostra quello che già sappiamo, ossia che sarebbe più semplice, ma anche più poetico e divertente, vivere in compagnia di quel bambino che eravamo, scrollargli la polvere di dosso e prenderlo per mano.
Animali Pinocchio nei disegni di SassoliAl Museo della Grafica di Pisa fino al 20 maggio
PISA02 marzo 201913:08
– E’ dedicata agli animali che incontrano Pinocchio nelle sue avventure la mostra ospitata fino al 20 maggio prossimo al Museo della Grafica di Palazzo Lanfranchi a Pisa. ‘Una zoografia per Pinocchio. Disegni di Filippo Sassòli 2009-2019’, il titolo dell’esposizione che raccoglie 35 disegni eseguiti dall’artista romano Sassoli.
Realizzati a penna con inchiostro nero, steso anche a pennello più o meno diluito e con rifiniture a punta metallica, i disegni sono divisi in due formati: il più grande dedicato agli ‘animali personaggi’ e il più piccolo agli ‘animali comparse’, ovvero a quelli definiti dallo stesso Sassoli “senza nome proprio, in minuscolo e non dialoganti”.
I disegni non sono illustrazioni di commento al testo di Collodi, ma frutto, si spiega, di una “precisa scelta di riproporre gli animali nella loro vivida concretezza, senza l’aggiunta di nessun particolare attributo che ne snaturi l’essenza, cercando di porre in risalto il loro personale incontro con Pinocchio. Non manca un tocco d’ironia, peculiarità espressiva di tutta l’opera di Sassoli”.
All’edizione pisana della mostra farà seguito quella romana prevista per l’autunno presso le sale del Museo dell’Istituto Centrale per la Grafica, alla Fontana di Trevi.
Fernández e Mauro finalisti del TerzaniNella cinquina anche Franklin Foer, Sunjeev Sahota e Yan Lianke
TRIESTE02 marzo 201913:09
– Nona Fernández per La dimensione oscura (gran vía), Franklin Foer per I nuovi poteri forti (Longanesi), Ezio Mauro per L’uomo bianco (Feltrinelli), Sunjeev Sahota per L’anno dei fuggiaschi (Chiarelettere) e Yan Lianke per I quattro libri (nottetempo) sono i cinque finalisti della quindicesima edizione del Premio letterario internazionale Tiziano Terzani, istituito e promosso dall’associazione culturale vicino/lontano di Udine insieme alla famiglia Terzani.
“Anche quest’anno – afferma la presidente della giuria, Angela Terzani – abbiamo cercato di candidare al premio opere che aiutino a far luce sui retroscena umani, storici o politici delle questioni di maggiore attualità nel mondo. Questo, per restare fedeli allo spirito di Tiziano, alla cui memoria il premio è dedicato”. Il vincitore sarà protagonista il 18 maggio, al Teatro Nuovo Giovanni da Udine, della serata-evento per la consegna del premio, appuntamento centrale del festival vicino/lontano, in programma dal 16 al 19 maggio a Udine.
Scavi Ercolano, restauro aperto pubblicoDal 5 al 10 marzo ingresso gratis per Settimana dei Musei
ERCOLANO (NAPOLI)02 marzo 201913:23
– Dal 5 al 10 marzo, nell’ambito della Settimana dei Musei promossa dal Mibac ad ingresso gratuito, turisti e visitatori che si recheranno al Parco archeologico di Ercolano potranno assistere anche alle operazioni di restauro di un dipinto murale all’interno dell’Antiquarium. In un laboratorio dal vivo, infatti, i visitatori osserveranno il riaffioramento delle pennellate originali di due frammenti di pittura appartenenti molto probabilmente all’apparato decorativo di Villa dei Papiri, riscoperti nell’ambito delle campagne di riordino dei depositi e ritrovati nel corso degli scavi del 1996-98. I frammenti – spiegano dal Parco – potrebbero essere riferiti al II stile ed essere stati dipinti tra il 50 e il 25 a.C. Pareti con pitture di questa fase sono presenti ad Ercolano prevalentemente nell’area della Villa dei Papiri e delle dimore più prestigiose i cui proprietari volutamente non avevano aggiornato le decorazioni alla moda in auge al momento dell’eruzione del Vesuvio.
Gazzelle fa cantare Forum di MilanoSold out ad Assago per la prima del Punk Tour
MILANO02 marzo 201916:43
Cori e ovazioni degni da rockstar hanno accolto la tappa del ‘Punk tour’ di Gazzelle in un Mediolanum Forum di Assago sold out. Dopo una data zero, il romano Flavio Pardini ha fatto il suo debutto tra i fenomeni del nuovo pop indipendente capaci di radunare grandi masse. A richiamare migliaia di persone, per lo più ventenni, sono le melodie malinconiche e contagiose con le quali Gazzelle veste storie di sventure sentimentali.
La messa in scena essenziale da show rock (con qualche scintilla e coriandolo a condire il tutto) è stata accompagnata da un lungo racconto cinematografico trasmesso sul maxischermo, immagini di palazzoni, marciapiedi, ponti a mo’ di lettura narrativa per le canzoni emotive in una scaletta che ha pescato anche dal precedente album. ‘Tutta la vita’ (ripetuta nel bis), ‘Sayonara’, ‘Scintille’, ‘Nero’ e ‘Sopra’ sono state le più acclamate, insieme con ‘Quella te’, proposta sul finale solo voce e chitarra da un palchetto al centro dell’arena.
Sindaco Amelia porta solidarietà a EmmaEra stata insultata da consigliere con frase sessista
AMELIA (TERNI)02 marzo 201914:25
– Incontro tra il sindaco di Amelia, Laura Pernazza, ed Emma Marrone, in occasione del concerto tenuto dalla cantante al Palalottomatica di Roma. Il sindaco ha portato all’artista la propria solidarietà dopo il commento sessista nei confronti dell’artista postato su Facebook da un consigliere comunale di maggioranza, Massimiliano Galli della Lega (per il quale è stata avviata la procedura di espulsione dal partito). Ha quindi invitato Emma Marrone in città.
“Emma – spiega il sindaco – è stata molto contenta del gesto e lo ha apprezzato. Le abbiamo detto che la nostra amministrazione crede molto nelle donne: la giunta è a maggioranza femminile, e prendiamo le distanze da quelle affermazioni. Amelia non è una città né omofoba, né razzista, né sessista”.
Ad Emma Marrone Pernazza ha donato un libro sulle bellezze storico-culturali di Amelia e un altro di don Pierino Gelmini, invitandola ad incontrare i ragazzi della Comunità Incontro di Molino Silla.
Carboni: ‘quel disco di Lucio mi cambiò’Sold out lo show per ricordare l’album del 1979 della svolta
BOLOGNA02 marzo 201916:16
– Uno show sold-out per un omaggio che dura ininterrotto da 7 anni. Bologna non sa dimenticare Lucio Dalla: il cantautore morì l’1 marzo 2012, a 69 anni, tre giorni prima del compleanno reso celebre da uno dei suoi capolavori. La sua città lo ricorderà nuovamente lunedì con un concerto (già tutto esaurito) al teatro Comunale dove amici e colleghi interpreteranno con l’accompagnamento dell’orchestra le canzoni di ‘Lucio Dalla’, l’album del 1979 che segnò una svolta nella carriera dell’artista.
Tra questi, anche Luca Carboni, a cui toccherà ‘Tango’. “Una canzone bellissima, di speranza”, spiega
: “Quel disco mi ha aperto il mondo: io avevo già una band, ma canzoni come ‘L’anno che verrà’ o ‘Anna e Marco’ furono una rivelazione”.
Insieme a Carboni, tra gli altri, saliranno sul palco anche Gaetano Curreri, Lo Stato Sociale, Ron, Marco Masini e Iskra Menarini.
Claudia Gerini: “Roma ‘spremuta’ ma la amo sempre”Attrice tra Suburra, ‘Amori e altri rimedi’ e cinema
02 marzo 201919:57
Nella “Roma livida” di Suburra – La serie, tornata con la seconda stagione su Netflix dal 22 febbraio, le donne hanno ruoli chiave e uno dei personaggi più emblematici è la cinica Sara, interpretata da un’intensa Claudia Gerini. “Nelle varie incarnazioni della mia carriera – spiega
– da Jessica in poi, ho raccontato spesso la romanità, che mi appartiene profondamente. Soprattutto negli ultimi anni mi sono attaccata tantissimo alla mia città, come fa una madre con un figlio più fragile. La vedo sofferente, negli anni è stata mal gestita e spremuta come un limone. Ma nonostante tutto ne continuo a vedere la struggente bellezza e il romanticismo”. Suburra è solo una delle sfide lavorative per l’attrice: sarà in tv anche su Foxlife, dall’11 marzo in prima serata come narratrice di Amore e altri rimedi, inedito ritratto di coppie in crisi e il 4 aprile tornerà in sala con Dolce Roma di Fabio Resinaro. Ha girato poi A mano disarmata di Claudio Bonivento, dov’è Federica Angeli, la giornalista ora sotto scorta che ha scritto inchieste su mafia Capitale e il clan Spada e presto inizieranno le riprese di Hammamet, il film di Gianni Amelio su Bettino Craxi (Pierfrancesco Favino), con l’attrice nel ruolo di Ania Pieroni, a lungo legata al leader socialista. Tornando a Suburra, il suo personaggio, Sara che nella prima stagione ha perso il potere in Vaticano e il suo status di moglie, in questa seconda si lancia nel business dell’accoglienza dei migranti: “Si sporcherà un po’ di più le mani, dovrà andare fino in fondo e non si spaventa – spiega -. E’ un personaggio freddo, si permea di determinazione per raggiungere ciò che vuole. Non si lascia trascinare via da nessuna emozione”. A volte servirebbe un po’ più di cinismo alle donne per affermarsi? “Non penso, dobbiamo mantenere tutte le nostre caratteristiche di accoglienza, di persone che procreano e proteggono. Da Sara certo non vanno presi l’opportunismo e il cinismo, ma la determinazione nel concentrarsi su un obiettivo e perseguirlo”. L’attrice, anche da spettatrice è una grande fan di Suburra “come lo sono anche le mie figlie. Mi affascina la contraddizione continua nei personaggi – dice -. Non ho mai frequentato il mondo di fiction e serie, sono sempre sfuggita a questi impegni così lunghi. Ho abbracciato Suburra perché amo raccontare la mia città in modi diversi. Qui c’è una Roma livida, è protagonista la sua parte più dark, un intreccio unico al mondo fra Vaticano, politica e criminalità. Poi mi interessava poter raggiungere con un progetto in lingua italiana, e un personaggio così complesso, 140 milioni spettatori potenziali e 190 Paesi del mondo. Il linguaggio è totalmente nuovo. Su queste piattaforme c’è una libertà narrativa che alza un po’ l’asticella della qualità”. Tra pochi giorni l’attrice debutterà anche ‘Amori e altri rimedi’ su FoxLife: “Anche lì sto nel mio perché ho il compito di fil rouge, di complice del pubblico, che un po’ commenta, un po’ riassume e un po’ si confronta con quest’esperimento”. Al centro in ogni puntata ci sono due coppie in crisi, nelle quali per una settimana, l’uomo della coppia A va a vivere con la donna della coppia B e viceversa: “A fine settimana devono decidere se rivalutare la loro unione o lasciarsi, coadiuvati da due psicologi”. Dal programma “sono uscita con uno sguardo sorprendentemente ottimista sui rapporti di coppia. Tirando le somme, si valutano in modo diverso le cose che si danno per scontate”.
ritorno in sala ci sarà dal 4 aprile con Dolce Roma di Fabio Resinaro, tratto dal romanzo di Pino Corrias, Dormiremo da vecchi. “E’ un progetto unico, molto bello – sottolinea -. Fabio ha un grande talento, e utilizza un linguaggio affascinante”. La storia è “particolarissima: c’è una Roma delle feste, dell’apparire, della falsità di tante cose, del cinema, di chi cerca un posto al sole”. Protagonista è Oscar un produttore cinico di fiction e reality show (Luca Barbareschi). Claudia Gerini interpreta sua moglie Elga.
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Pescatori Fano, da noi casa per Lisippo
Statua ora in California, pescatore la recuperò in Adriatico
FANO (PESARO URBINO)02 marzo 201917:02
– Una casa per il Lisippo. La cooperativa di pescatori Coomarpesca di Fano dà la sua disponibilità ad accogliere la statua del Lisippo, che ora si trova al Getty Museum di Malibù, in California. L’Italia ne ha chiesto la restituzione e la confisca è stata confermata dalla Cassazione. La candidatura ad ospitare ‘l’Atleta’, approvata all’unanimità dal consiglio d’amministrazione di Coomarpesca, nasce dal fatto che fu un socio pescatore nel 1964 a recuperare l’atleta vittorioso nel mare Adriatico. Coomarpesca lo propone a Fano con una lettera aperta al sindaco Massimo Seri. “Dopo il rigetto del ricorso presentato dai legali dei Getty Museum per la restituzione della statua all’Italia – afferma il cda di Coomarpesca -, pensiamo sia indispensabile dare un nuovo segnale di accoglienza e di stimolo al rientro dell’opera che crediamo debba essere collocata in città. La nostra casa, cioè la cooperativa, è pronta ad accoglierla in una sede adeguata al suo incommensurabile valore artistico e storico”.
Lawrence Ferlinghetti, un Little Boy di 100 anniIl poeta, artista e editore dei Beat li festeggia il 24 marzo
02 marzo 201919:56
”Little Boy, cresciuto da romantico contestatore, ha conservato la sua giovanile visione di una vita destinata a durare per sempre, immortale come lo è ogni giovane, convinto che la sua identità speciale non morrà mai”: si conclude così, con una dichiarazione di innocenza mai perduta, l’autobiografia che quel fanciullino di Lawrence Ferlinghetti, uno dei padri della Beat generation, scopritore di Ginsberg, Kerouac, Burroughs, Corso e tanti altri, ha scritto e pubblica in America in occasione dei suoi 100 anni, che festeggia il 24 marzo, non a caso intitolata ”Little Boy” (Piccolo Ragazzo) e che è come chiudesse un cerchio, collegandosi stilisticamente ai suoi inizi.
Certo, con il suo secolo addosso, pur non sentendolo, a concludere quell’affermazione scrive che tutto ciò lo crede ”a dispetto dell’irrefrenabile destino dell’umanità tutta di cui gli scienziati predicono una rapida fine con la Sesta Estinzione della vita su questa terra. Per questo ora il verso degli uccelli non è un grido di gioia, ma di disperazione”. Del resto il poeta ”è un funambolo, scala rime / fino all’altissimo filo fatto di sua mano / e in equilibrio sulla trave degli sguardi / al di sopra di una marea di facce / passo passo arriva / all’altro capo del giorno …. perché lui è il super-realista / che deve per forza percepire la verità tesa” nel suo presunto avvicinamento a quella piattaforma più alta ”dove Bellezza sta e aspetta / con gravità / di spiccare il salto che sfida la morte”, come si leggeva in una delle poesie della sua raccolta più famosa ”A Coney Island of the mind” del 1958, poeta che lì definisce ancora ”ometto chapliniano”. Non a caso la sua celebre libreria e casa editrice fondata nel 1953 a San Francisco si chiamava ”City Lights” (Luci della città), come il film di Chaplin.
In un gruppo di artisti dalla vita dissoluta e spesso disperata, tra un po’ di fumo e tanto alcol, lui era quello che si vestiva a modo, teneva i capelli corti: ”dovevo essere a posto e in me per mandare avanti tutto e aprire ogni mattina la libreria”. Così vede chiaro quando ascolta Allen Ginsberg recitare ”Howl” (Urlo) e gli chiede il testo per stamparlo, cosa che gli costerà un arresto e processo per pubblicazione oscena nel 1956, da cui fu assolto difendendosi da solo davanti al giudice che gli riconobbe libertà di parole e di stampa.
Sono anni di giovinezza e libertà (Ferlinghetti si è sempre proclamato ammiratore dell’ideale anarchico) e in quella scia è sempre vissuto fedele ai suoi principi e alla letteratura, così sono quasi un ritorno alla scrittura di ”Her”, il suo debutto nella narrativa nel 1960, le pagine oggi di ”Little Boy”, lungo monologo interiore con pochissima punteggiatura, uno scorrere con momenti impetuosi di parole ora liriche ora razionali, tra sogni, riflessioni, ricordi, confessioni, citazioni da Dante a Flaubert e naturalmente il Joyce di ”Finnegans wake” il cui eco si avverte spesso in questo diario visionario e realista.
Nato a New York il 24 marzo 1919 ebbe subito una vita non facile, col padre morto prima che la madre partorisse e venisse, poco dopo, rinchiusa in manicomio, da cui esce dopo sei anni, chiedendo di riaverlo, ma lui sceglie di restare nella famiglia che lo ha accolto. Poi vive alcuni ani a Manhattan facendo lavoretti e studiando sino a quando scoppia la seconda guerra mondiale e viene arruolato in marina, finendo un giorno per trovarsi tra le rovine di Nagasaki un mese e mezzo dopo lo scoppio della bomba atomica: ”l’inferno in terra che mi rese all’istante pacifista per tutta la vita”. Dopo andrà a Parigi, studierà alla Sorbona, prima di tornare in America e stabilirsi all’Ovest nell’allora piccola cittadina di San Francisco, dove apre una libreria per poter stare dietro la cassa a leggere e scrivere in pace e comincia a frequentare quelli che saranno definiti Beat, cambiando per sempre la propria vita. ”L’universo trattiene il suo respiro / C’è silenzio nell’aria / La vita pulsa ovunque / La cosa chiamata morte non esiste” e lui continua a scrivere e lavorare, ormai quasi cieco, grazie all’aiuto e l’amicizia di Mario Zanetti. Poeta di successo, narratore, ma anche pittore, memoria di quegli anni che hanno segnato la cultura americana del dopoguerra, Ferlinghetti è stato un po’ l’imprenditore di tanti amici, l’editore di un gruppo cui letterariamente in fondo non ha mai appartenuto artisticamente, visto che la sua scrittura ha altre origini e va in altra direzione, partendo da Samuel Beckett e ”Jimmy Joyce maestro di risate dietro il farfugliare sublime di Finnegans”.
Lo testimoniano ancora le quasi duecento pagine di ”Little Boy”, in cui si parla anche dell’Italia, dei suoi soggiorni romani, del caffè Greco, paese che ama, l’unico dove abbia dato il permesso di aprire negli anni ’90 una succursale della sua City Lights a Firenze, dove ha esposto i suoi quadri a Roma e, nel 2011, ha partecipato alle celebrazioni del 150 anniversario dell’Unità, durante le quali gli è stata dedicata una grande mostra omaggio a Torino.
Londra, Nudo nel Rinascimento con paritàAlla Royal Academy of Arts la prima esposizione in era #Metoo
02 marzo 201917:21
– Apre a Londra la mostra più attesa e chiacchierata dell’anno (fino al 2 giugno): il nudo nel Rinascimento, ovvero la raffigurazione del corpo umano, tra sacro e profano. Più di 80 opere, dal 1400 al 1530 di artisti come Tiziano, Raffaello, Michelangelo, Bronzino, Leonardo, Dürer e Cranach, esposte alla Royal Academy of Arts, per raccontare la trasformazione dell’idea di bellezza nell’arte. E fin qui la grande attesa nei confronti dell’esposizione non sarebbe giustificata, se non che i curatori hanno annunciato che il criterio per la selezione delle opere esposte è stato quello della ‘parità di genere’, si potranno dunque ammirare un numero di nudi femminili pari a quelli maschili. Per questo i media inglesi hanno già definito la mostra “la prima dell’era del #metoo”. Una scelta che potrebbe apparire ininfluente, se non fosse per le recenti polemiche sul Metropolitan Museum dopo l’esposizione dell’opera di Balthus Thérèse Dreaming, accusata di riferimenti sessisti troppo espliciti e di promuovere la pedofilia.
Via archeologia in centro storico NapoliMann e ass. Pietrasanta lanciano iniziativa, biglietti scontati
NAPOLI02 marzo 201918:27
– Una Via dell’Archeologia nel centro storico di Napoli: l’iniziativa nasce dalla sinergia tra il Museo Archeologico di Napoli e l’Associazione Pietrasanta Polo Culturale Onlus. L’itinerario vuole collegare il MANN con i siti archeologici più importanti della città. ”La definizione della via dell’archeologia nel centro storico – spiega Paolo Giulierini, direttore del Mann – è la prima tappa di un importante lavoro la cui progettazione è in corso, in collaborazione con gli enti preposti, Comune, Soprintendenza, Regione. L’obiettivo è far nascere un percorso virtuoso, dalle mura greche fino al Mann, dove è presente la sezione Neapolis, che entro il 2020 sarà rinnovata. La mostra del Mann alla Pietrasanta è la prima di una serie di esposizioni che valorizzeranno anche i nostri depositi”.
Alla Basilica della Pietrasanta (piazzetta Pietrasanta, 17-18) sono già in mostra infatti reperti della collezione dedicata a Napoli antica, nell’installazione ‘Sacra Neapolis’ presso il Lapis Museum (www.lapismuseum.com)
Johnny Depp fa causa a ex moglie”diffamazione”, accuse Amber Heard fatte “in cerca pubblicita’”
NEW YORK02 marzo 201918:39
– Quasi tre anni dopo la fine del suo matrimonio con la star di “Aquaman” Amber Heard, Johnny Depp ha fatto causa all’ex moglie per diffamazione. Il divo di “Pirati dei Caraibi” chiede 50 milioni di dollari di danni.
“Non e’ vero che lei e’ stata vittima di violenza domestica, e’ stata semmai lei la responsabile”, si legge nell’azione legale che fa seguito a un op-ed dell’attrice pubblicato sul Washington Post a meta’ di dicembre dell’anno scorso.
Nell’articolo, in cui non menzionava mai Depp, la Heard scriveva di aver avuto “il raro privilegio di vedere in diretta come le istituzioni proteggono gli uomini accusati di abusi” e che, “avendo denunciato pubblicamente la violenza sessuale”, aveva subito “gli strali della nostra cultura”. I media americani tra cui la pagina di gossip del New York Post Page Six danno notizia dell’azione legale: “Il signor Depp non ha mai usato violenza sulla Heard e chiede danni compensativi e puntivi”.
PresaDiretta fa un viaggio nelle terre dei fuochi e in Costa Rica, primo paese al mondo a zero emissioniLa “terra del sole e del vento” è un grande esempio per tutto il pianeta
02 marzo 201919:29
I roghi di rifiuti sono tornati. In Lombardia, in Veneto, in Piemonte gli impianti che trattano i rifiuti sono sempre più ingolfati e gli incendi illegali si moltiplicano. Oggi su Rai 3 alle 21.45 PresaDiretta fa un viaggio nel Nord terra dei fuochi: cosa sta accadendo, sta saltando il ciclo dei rifiuti? Negli ultimi 3 anni gli incendi negli impianti per il trattamento dei rifiuti si verificano sempre più spesso e la Lombardia guida la classifica tra le regioni del nord.
Dall’inizio del 2018 a oggi, solo nella regione padana sono andati a fuoco 18 tra impianti di smaltimento rifiuti, discariche e capannoni di stoccaggio.La magistratura ha aperto varie indagini e ci sono stati i primi arresti, ma quanto di quello che sta accadendo è figlio della criminalità organizzata? E lo stress cui è sottoposto l’intero ciclo dei rifiuti a livello nazionale, ha a che fare con lo stop cinese alle importazioni di rifiuti di plastica dall’Occidente? Siamo finiti in mezzo alla guerra dei dazi tra Cina e Stati Uniti? E poi la Capitale, dove il dossier rifiuti è diventato esplosivo. Ma i rifiuti sono anche una risorsa: una storia eccezionale che spiega l’importanza dell’economia del riciclo.Ci sarà poi una seconda pagina, con Costa Rica la rivoluzione verde. Dalle terre dei fuochi PresaDiretta si sposta nella “terra del sole e del vento”, la Costa Rica, un grande esempio per tutto il mondo. Il piccolo Stato centroamericano, che possiede e protegge un vero e proprio tesoro di biodiversità, diventerà il primo paese al mondo a utilizzare solo energia da fonti rinnovabili. La prima industria del paese, quella del caffè, ha già abbassato le sue emissioni e produce il primo caffè al mondo carbon neutral, senza impatto ambientale. Ora tocca ai trasporti, che diventeranno tutti elettrici per legge. Un viaggio nel sistema di produzione di energia rinnovabile della Costa Rica, che diventerà il primo paese al mondo a zero emissioni.
7 anni senza Dalla, a Bologna il concerto-omaggioSul palco anche Luca Carboni, ‘Lucio mi aprì un mondo’
BOLOGNA02 marzo 201919:59
Un omaggio infinito. Un affetto che, pur a sette anni dalla scomparsa, non accenna a diminuire.
Lunedì, il 4 marzo ovviamente, Bologna ricorderà ancora una volta Lucio Dalla: lo farà con un concerto al teatro Comunale dove alcuni dei suoi amici più cari (come Ron, Luca Carboni, Gaetano Curreri e Iskra Menarini) riproporranno, con l’aiuto dell’orchestra diretta dall’amico Beppe D’Onghia, la scaletta di ‘Lucio Dalla’ a 40 anni dall’uscita. Fu l’album della definitiva consacrazione. Della maturità, grazie a capolavori come ‘Anna e Marco’ e ‘L’anno che verrà’.
Storie e parole ancora attuali, tanto che Bologna ha scelto le strofe che iniziano con l’immortale ‘Caro amico ti scrivo…’ per le luminarie di Natale di via D’Azeglio, dove Dalla aveva la propria casa, oggi trasformata in museo.
“Quel disco mi aprì un mondo”, racconta
Luca Carboni, che non ha mai nascosto di dovere a Dalla la sua carriera: “C’era questa idea che avere successo ed essere nazional-popolari era una brutta cosa, invece Lucio diceva sempre che tutto quello che facciamo deve arrivare alla gente e non bisognava avere paura della popolarità”. Nel 1979 Carboni era un cantante alle prese con la sua prima band: “Ascoltai ‘Lucio Dalla’ e fu una rivelazione: i testi erano di altissimo livello e la musica piena di attenzioni”. Lunedì sera Carboni canterà ‘Tango’, “una canzone bellissima, di speranza, alla quale sono particolarmente legato”.
Sul palco salirà anche Lo Stato Sociale, la band che oggi porta avanti l’eredità della tradizione musicale bolognese: “Noi siamo un collettivo con opinioni spesso divergenti, ma Lucio è una di quelle cose meravigliose che ci accomuna tutti”, raccontano. Allo Stato Sociale toccherà ‘Cosa Sarà’: “Per qualsiasi bolognese, Dalla rappresenta la libertà, la possibilità di fare quello che si vuole: è un artista indipendente nel senso nobile del termine, perché ha smesso di cantare i pezzi scritti da altri e ha cominciato a scrivere i suoi con un’urgenza e una vicinanza molto forte”. Il concerto di lunedì è andato sold-out in poche ore, come sono andati a ruba anche i biglietti per le visite guidate speciali alla casa di Dalla. Sempre lunedì alle 18 l’omaggio della città si chiude con la proiezione in Cineteca di ‘Quijote’, il film in cui Dalla recitava la parte di Sancho Panza.
Cocaine, una storia vera di spaccio e famigliaIn sala caso White Boy Rick con Matthew McConaughey
02 marzo 201920:07
Quello che colpisce di più del noir urbano ‘Cocaine La vera storia di White Boy Rick’, diretto da Yann Demange e con uno straordinario Matthew McConaughey, oltre ovviamente alla storia di spaccio ambientata in anni Ottanta perfettamente ricostruiti, è il singolare rapporto tra padre e figlio. O meglio, la grande bravura di McConaughey nell’interpretare questo padre balordo e sempre ai confini con la galera, che vive ai margini nella periferia di Detroit e che ha però un grande senso della famiglia. E questo nonostante il suo nucleo familiare sia da anni del tutto alla deriva dopo che la moglie li ha abbandonati e la figlia, da allora, abbia scelto la strada della droga.
L’incipit del film, in sala dal 7 marzo distribuito da Warner Bros, ti porta subito dentro il cuore della storia. Troviamo McConaughey insieme al figlio quattordicenne Rick Wershe Jr (interpretato dal l’esordiente Riche Merritt) in un’enorme fiera d’armi trattare per dei mitra, spacciati per originali, ma in realtà costruiti in Afghanistan. Il ragazzino, a quanto si vede, ne sa quanto e più del padre ed è anche più bravo di lui negli affari. E se il padre vende sottobanco armi a chi non potrebbe mai acquistarle, il figlio ha un destino altrettanto singolare.
Diventa infatti, a soli 14 anni, un informatore sotto copertura per la DEA che vuole un infiltrato nell’ambiente della droga gestito principalmente da uomini di colore. Ma il ragazzino è svelto, ci sa fare, e con il soprannome di “White Boy Rick” si fa strada nell’ambiente affermandosi come spacciatore di alto rilievo. Ma quando Rick si mette in proprio e viene trovato con otto chili di cocaina, i federali lo mollano, gli fanno mancare la copertura e per lui è ergastolo. Nel cast anche Jennifer Jason Leigh, nei panni di un’agente dell’FBI, Eddie Marsan e Bruce Dern (nonno di Rick).
Gli sceneggiatori del film, presentato a Telluride e al Toronto Film Festival, sono i gemelli Noah e Logan Miller, insieme a Andy Weiss. [print-me title=”STAMPA”]
