Ultimo aggiornamento 7 Marzo, 2019, 11:46:45 di Maurizio Barra
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
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Torna ‘Tragedia reale’ di Patroni Griffi
Su morte di lady D al Sannazaro di Napoli, regia di Saponaro
NAPOLI06 marzo 2019 13:50
– Metti una notte a Buckingham Palace, quella della morte di lady Diana, e una Regina che parla un irresistibile napoletano: succede in ‘Una tragedia reale’ l’ultima opera scritta da Giuseppe Patroni Griffi che a 20 anni dalla stesura, e dall’unica messa in scena, viene riproposta al Teatro Sannazaro di Napoli (8-10 marzo) con la regia e le scene di Francesco Saponaro. Il cast unisce le vere sorelle Lara e Ingrid Sansone (nei ruoli della Regina e della Principessa sorella), Andrea Renzi (il Principe Carlo e Tony Blair) e Luciano Saltarelli (che, en travesti, sarà Molly, la dama di compagnia della Regina).
“La vicenda si ispira alla tragica fine della principessa Diana, mito planetario dell’immaginario pop con derive da rotocalco – spiega Saponaro nelle sue note di regia – e ritrae con gusto dissacrante la reazione convulsa e aspra della Regina che qui si esprime in un napoletano sguaiato e plebeotto. Siamo di fronte a un sagace divertissement parodistico, arricchito da un lessico popolare e virulento”.
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Carmen, mio messaggio per violenza donne
L’8 marzo esce “Più forti del ricordo”, con il brano Non è amore
06 marzo 201914:18
– “L’8 marzo ha un significato diverso dall’uscita con le amiche, l’8 marzo deve ricordare a tutti, soprattutto agli uomini, l’importanza che hanno le donne”. A soli 20 anni, Carmen, giovane cantante uscita dalla scuola di Amici, ha le idee chiare. Il suo nuovo disco, il secondo, dal titolo “Più forti del ricordo”, esce proprio l’8 marzo per Virgin Records. E non è un caso, soprattutto se tra i 10 brani dell’album c’è anche Non è amore, un messaggio chiaro e forte per dire no alla violenza sulle donne. “Un messaggio destinato soprattutto alle ragazze più giovani, che devono capire come amore e violenza non possano convivere nella stessa frase. Anche io ho avuto i miei amori e quando mi sono resa conto che c’era qualcosa che non andava ho lasciato stare”. Il nuovo disco “è un susseguirsi di emozioni e il filo conduttore è l’amore, visto da diverse angolazioni – racconta Carmen -. E’ il risultato del lavoro che sto facendo. Sono maturata, ma so che la strada da fare è ancora tanta”.
PFM celebra De André a 40 anni da tourTournée al via da Salsomaggiore e Bologna, poi in tutta Italia
BOLOGNA06 marzo 201914:20
– A quarant’anni dal mitico tour che segnò il sodalizio fra la PFM (Premiata Forneria Marconi) e Fabrizio De André, e a venti dalla morte del cantautore genovese, il gruppo di Franz Di Cioccio celebra quell’evento con una lunga tournée che parte dall’Emilia-Romagna (Teatro Nuovo di Salsomaggiore, 9 marzo) e (Europauditorium di Bologna, 12) e poi toccherà tutta Italia fino al 31 maggio. La data di Bologna è già sold out da tempo per questo è già stato programmato un nuovo appuntamento per il 27 maggio.
Per rinnovare l’abbraccio fra il rock e la poesia, alla scaletta originale saranno aggiunti anche brani tratti da “La buona Novella”, completamente rivisitati dalla band. PFM canta De André Anniversary avrà sul palco una formazione spettacolare, con ospiti Flavio Premoli, il fondatore del gruppo, con l’inconfondibile magia delle sue tastiere, e Michele Ascolese, chitarrista storico di Faber.
Salone Libro ricomincia da Cortazar e Gioco del mondo Ecco tema edizione 2019, ospite lo spagnolo. A Torino 9-13 maggio
TORINO07 marzo 201909:36
Il ‘numero zero’ del nuovo Salone del Libro di Torino, quello della rinascita e dell’orgoglio tutto torinese di essersi riappropriato del marchio mettendone al sicuro il futuro, riparte dal grande scrittore spagnolo Julio Cortazar e dal suo romanzo ‘Il gioco del mondo’. E’ questo infatti il tema della 32esima edizione, la prima dopo il salvataggio dal fallimento della buchmesse, in programma al Lingotto di Torino dal 9 al 13 maggio. Ad annunciarlo nella conferenza stampa di presentazione, oggi nella Student Zone dei Murazzi, è un instancabile Nicola Lagioia, il direttore editoriale a cui sono andati i ringraziamenti di tutti per la “tenacia e l’energia profusa in questi mesi turbolenti”.In prima fila, ad ascoltarlo, anche il presidente dell’Aie, Ricardo Franco Levi, e di Adei, Marco Zapparoli, gli editori che dopo le divisioni degli ultimi anni tornano sotto la Mole. “Cortazar ha fatto della mescolanza di culture la propria forza – spiega Lagioia – è nato in Belgio da genitori argentini, ha girato l’Europa per poi trasferirsi in Argentina a 5 anni e quindi a Parigi. Una vita che fu al centro della sua creazione fantastica. Cortazar – aggiunge – fu ed è tuttora, perché dei classici bisogna sempre parlare al presente, se non al futuro, un ponte tra due continenti e tra diverse culture”. L’entusiasmo e la ritrovata fiducia in una manifestazione “che appartiene alla comunità torinese che ha lottato per salvarla e rilanciarla”, come dichiara la sindaca Chiara Appendino, è la nota dominante.”Vorremmo un Salone come il festival di Sanremo, in cui si parla di cantanti e canzoni e non della macchina che organizza”, scherza Silvio Viale, deus ex machina del nuovo Salone e presidente dell’Associazione Città del Libro, il gruppo di fornitori che si è ricomprato il marchio per poi riconsegnarlo al Salone stesso. Fiduciosi si dicono anche la direttrice e il presidente del Circolo dei Lettori (che cura il progetto del nuovo Salone insieme all’Associazione Città del Libro), Maurizia Rebola e Giulio Biino. “Ringrazio la Regione Piemonte per la fiducia dataci – dice Biino – e Lagioia perché lavorare con lui è un piacere. E’ un uomo pieno di energie ed empatia. Spero non cambi mai”. Molte le novità di quest’anno, oltre all’utilizzo dell’Oval come spazio incontri. Ospite d’onore non sarà un Paese, come in passato, ma una lingua, lo spagnolo.”Partendo dal presupposto che i Paesi hanno un confine, ma la cultura no – spiega Lagioia – abbiamo deciso di ‘ospitare’ la lingua più parlata al mondo, lo spagnolo, che declineremo con un ampio programma pensato anche in collaborazione con l’Istituto Cervantes”. Le Marche, la terra di Giacomo Leopardi, saranno invece la Regione ospite. Quest’anno si celebreranno inoltre molti anniversari: il trentennale della caduta del Muro di Berlino, i 100 anni dalla nascita di Primo Levi, i 30 dalla morte di Leonardo Sciascia, i 100 di J.D. Salinger, i 50 dall’addio a Jack Kerouac e i 200 dalla nascita di Melville, il papà di Moby Dick. Ma anche molti anniversari di case editrici, come i 50 anni della Sellerio e i 20 di Fandango.
A Palazzo Pitti il Lessico femminileRassegna con opere, disegni e oggetti in vista 8 marzo
FIRENZE06 marzo 201914:52
– Una mostra dedicata al ‘Lessico femminile. Le donne tra impegno e talento’ per celebrare la Festa della donna raccontando l’universo femminile tra Ottocento e Novecento. La rassegna, presentata oggi, sarà aperta al pubblico da domani, 7 marzo, fino al 26 maggio nella Galleria di arte moderna a Palazzo Pitti a Firenze. Opere d’arte, fotografie e oggetti di vario genere mostrano le diverse forme di operosità del mondo femminile: da quello delle contadine fino alle borghesi. La mostra si sviluppa intorno a un nucleo centrale di opere di grandi dimensioni e propone anche una proiezione multimediale dedicata alle donne nei loro ambienti di lavoro. L’arco temporale è racchiuso tra due eventi simbolici: l’iscrizione di alcune lavoratrici alla fratellanza artigiana nel 1861 e il premio Nobel a Grazie Deledda nel 1926.
Addio a Behrakis, Bologna proroga mostraCondizione infanzia nei processi migratori dal Sud del mondo
BOLOGNA06 marzo 201915:20
– Resterà aperta fino al 30 marzo a Bologna la mostra ‘Paths of hope and despair’ del fotoreporter premio Pulitzer 2016 dell’agenzia di stampa Reuters, Yannis Behrakis, morto di cancro ad Atene, nei giorni scorsi, a 58 anni. La proroga è stata decisa dall’Università, che ospita la mostra al Dipartimento di Scienze dell’Educazione.
Le sue foto hanno messo in luce, meglio di qualsiasi racconto, la condizione dell’infanzia nei processi migratori dal Sud del mondo verso l’Europa. Lo scatto simbolo è quello di un padre che attraversa a piedi il confine tra la Repubblica di Macedonia e la Grecia con la figlia in braccio, e la bacia.
“Sono scatti di vita, scatti di verità – commenta la direttrice del Dipartimento, Roberta Caldin – che impongono di capire, di aprire gli occhi, di non voltare lo sguardo dall’altra parte rispetto al valore dell’essere umano e ai sentieri epocali di speranza e disperazione che in tanta parte del mondo, fino a ‘casa nostra’, si stanno percorrendo”.
Angiolini e Pasotti, la prima volta insieme sul setIl silenzio dell’acqua: indagano su scomparsa adolescente. 4 puntate dall’8 marzo
07 marzo 201909:48
Un piccolo borgo di mare vicino Trieste, una comunità tranquilla dove si conoscono tutti, ma dove in tanti hanno qualcosa da nascondere, due investigatori dal carattere opposto, un uomo radioso, benvoluto da tutti, e una donna dal carattere coriaceo ma dall’esperienza di lungo corso, e che alla fine avranno inevitabilmente bisogno uno dell’altra per risolvere lo strano caso di una ragazza improvvisamente scomparsa. Il Silenzio dell’Acqua, vede per la prima volta recitare insieme Ambra Angiolini e Giorgio Pasotti. Il crime in onda da venerdì 8 su Canale 5 (per un totale di 4 prime serate) con la regia di Pier Belloni è ambientato a Castel Marciano, un tranquillo paesino vicino a Trieste dove scompare Laura Mancini (Caterina Biasol), una ragazza di 16 anni figlia di Anna (Valentina D’Agostino), titolare del bar locale e donna dal passato controverso. Il vicequestore Andrea Baldini (Pasotti), uomo nato in quel contesto, di cui conosce tutte le persone sin dall’infanzia. Le piste sono tante, tra cui, la fuga volontaria. Ma quando la giovane viene ritrovata cadavere in mare dopo una telefonata anonima e una ricerca in mare cui partecipano in tanti con le barche del paese, dalla Questura di Trieste si unisce una giovane ed esperta collega, Luisa Ferrari (Ambra), i cui metodi risultano subito incompatibili con quelli di Andrea. La loro collaborazione sembra destinata ad esaurirsi presto ma non sarà così. Angiolini: “Nonostante sia nata con la tv, questa è la mia prima parte da protagonista in una serie. Avevo fatto un micro ruolo in una fiction con la Gardini ma se la sono dimenticata tutti. Io volevo fare le serie sono una malata di serie! Quando ho ottenuto la parte, e io di cose ne ho fatte nella mia carriera, ero molto felice. Ho fatto il provino e mi sono preparata prima, andando anche al poligono con mio padre che ha il porto d’armi per imparare a tenere in mano una pistola. Ma finisce qui, e se ne ho fatte di lezioni per essere credibile”. E poi aggiunge “Sia con gli sceneggiatori che con Pier Belloni abbiamo lavorato sul pathos. Preferendo non mostrarlo troppo, per non caricare il personaggio rischiando di farne una maschera. Guardando le prime due puntate, ho visto un’altra donna. Sono orgogliosa di aver insistito così tanto per fare questa serie”.
Pasotti sul suo ruolo spiega: “Andrea è un vice questore di un piccolo paese dove non avviene mai nulla in una comunità dove lui è assolutamente vigile. Il mio personaggio è come se fosse un equilibrista che potrebbe esplodere da un momento all’altro. Le indagini, inoltre, si trasformano anche in un affare familiare. Ho cercato di dare vita a questo personaggio con fermezza. Il tipo di conflitto di questo personaggio è facile da comprendere”.
Il direttore della fiction Mediaset, Daniele Cesarano tiene a sottolineare che Il Silenzio dell’Acqua è una serie originale “Non è un adattamento di Broadchurch come qualcuno ha ipotizzato, per quanto riguarda gli omaggi a Twin Peaks, non voglio commettere nessun errore e non citerò Twin Peaks!”.
Pasotti: “C’è anche qualcuno che ha detto che mi vesto come True Detective!”. Angiolini: “E’ un gioco da tavolo: trova le serie nella serie!. Je Jean Ludwigg, autore della sceneggiatura insieme a Leonardo Valenti ammette: “La ragazza scomparsa nella serie si chiama Laura come la Palmer! E’ un nostro omaggio a Twin Peaks”.
Nel cast anche Carlotta Natoli, Thomas Trabacchi, Camilla Filippi, Fausto Sciarappa, Mario Sgueglia e Caterina Biasol, Giordano De Plano, Sabrina Martina. Una produzione Rti e VelaFilm i associazione con Garbo Produzioni e il sostegno di Friuli Venezia Giulia Film commission e Mibac, girata tra Trieste, Duino e Muggia.
Guenzi, razzisti non seguitemi su socialIn un post rivela che sua canzone legata a ragazza etiope
BOLOGNA06 marzo 201916:31
– “Ho scritto la storia di ‘Niente di speciale’, una delle canzoni più amate della band. È legata a una ragazza di origine etiope, non l’avevo mai raccontato questo dettaglio perché non faceva alcuna differenza. Mi sono ritrovato con della merda razzista sotto al post. Internet è quello che è e non mi importa di un paio di falsi profili che sparano…”, “però voglio cogliere l’occasione per chiedere a qualunque razzista di non avere a che fare con me”. Così si è espresso Lodo Guenzi, voce solista degli Stato Sociale, in un post sul suo profilo personale su Instagram (@influguenzer) in cui chiede “gentilmente ai razzisti di non seguire questa pagina”.
Netflix farà Cent’anni di solitudineDopo successo “Roma” sara’ in spagnolo come voleva Marquez
NEW YORK07 marzo 201909:34
“Cento Anni di Solitudine” arriva su Netflix: a cinque anni dalla morte del suo autore, il colosso dell’entertainment in streaming ha annunciato oggi di aver acquistato i diritti del capolavoro di Gabriel Garcia Marquez.La saga della famiglia Buendia il cui patriarca José Arcadio fondo’ la immaginaria citta’ colombiana di Macondo andra’ in rete in spagnolo, proprio come avrebbe voluto “Gabo”. Sara’ la prima volta che il romanzo pubblicato nel 1967 verra’ adattato per lo schermo. Non per mancanza di interesse, nota il New York Times, tra i media che danno la notizia dell’accordo. In una recente telefonata con il giornale, Rodrigo Garcia, il figlio dello scrittore che sarà produttore esecutivo con il fratello Gonzalo, ha rivelato che il padre, pur avendo ricevuto molte offerte, aveva sempre rifiutato di portare il romanzo al cinema, convinto che il suo lavoro non avrebbe funzionato se tradotto in un singolo film.Garcia Marquez era anche determinato a che la storia venisse raccontata in spagnolo e dunque molte offerte non erano mai decollate. “Cento Anni di Solitudine” e’ considerato un capolavoro della letteratura latino-americana: il romanzo che ha popolarizzato il genere del realismo magico ha venduto 50 milioni di copie dalla pubblicazione ed e’ stato tradotto in 46 lingue.L’adattamento su Netflix sara’ girato in Colombia e gli interpreti saranno scelti tra i migliori attori latino-americani. La decisione degli eredi di accordare con Netflix e’ basata sulla considerazione che “negli ultimi tre-quattro anni il livello, il prestigio e il successo delle serie in streaming e’ cresciuto a dismisura”, ha detto Garcia, secondo cui “Netflix e’ stato il primo a dimostrare che “la gente e’ piu’ pronta che mai a vedere serie prodotte in altre lingue con i sottotitoli”. Quello che prima sembrava un problema non e’ piu; un problema”. Concorda Francisco Ramos, vice presidente del colosso di Internet che ha additato al successo di serie come “Narcos” e di film tre volte premio Oscar come “Roma”: “Ci hanno dimostrato che possiamo produrre contenuti in spagnolo per il mondo”.
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Tornano in Messico 495 ex voto trafugati
Ministro Bonisoli, ‘nostro obiettivo annullare mercato illegale’
06 marzo 201916:45
– Ci sono tutti i simboli della devozione popolare e della fede che si unisce alla gratitudine nei 594 dipinti ex voto sottratti al patrimonio culturale messicano che questa mattina a Roma sono stati ufficialmente restituiti dal ministro per i beni e le attività culturali Alberto Bonisoli alla Segretaria di cultura degli Stati Uniti Messicani Alejandra Frausto Guerrero. Le opere, databili tra il XVIII e il XX secolo ed eseguite da artisti anonimi, sono state trafugate tra il 1960 e il 1970 da numerosi luoghi di culto del Messico, e poi esportate illegalmente in Italia. Nel 2016, grazie a un’indagine condotta dal Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Monza, gli ex voto sono stati individuati e sequestrati su disposizione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano. “Abbiamo l’ambizione di disincentivare il mercato dei beni d’arte trafugati e renderlo nullo”, ha detto il ministro Bonisoli, dopo la cerimonia di restituzione tenutasi al Mibac.
Tadao Ando all’Armani/SilosNella retrospettiva oltre 50 progetti architetto giapponese
06 marzo 201917:20
– Apre in occasione del Salone del Mobile, il prossimo 9 aprile, la prima mostra dedicata all’architettura dell’Armani/Silos: si chiama ‘The Challenge’ e ripercorre la carriera di Tadao Ando – architetto dell’Armani/Teatro – attraverso le sue realizzazioni più significative.
Il percorso narrativo – progettato dall’architetto giapponese con il suo studio e in collaborazione con il Centre Pompidou – si articola intorno a quattro temi principali: Forme primitive dello spazio, Una sfida urbana, Genesi del paesaggio, Dialoghi con la storia. Fanno parte della retrospettiva oltre 50 progetti, illustrati da schizzi, modelli originali, video installazioni, disegni tecnici, taccuini di viaggio e fotografie scattate da Tadao Ando. “Mi piacerebbe – ha dichiarato Tadao Ando – realizzare architetture che possano durare per sempre, non nella sostanza o nella forma, ma come un ricordo indelebile nel cuore degli uomini”.
Medimex: anche Bryan Ferry e Patti SmithEmiliano presenta International Festival a fiera turismo Berlino
BARI06 marzo 201917:21
– Renzo Arbore e Bryan Ferry a Foggia, Patti Smith a Taranto. Il Medimex raddoppia in Puglia e annuncia da Berlino, nell’ambito della ITB Berlin, principale fiera europea del turismo, i primi nomi dell’edizione 2019, che da giovedì 11 a domenica 14 aprile propone per la prima volta un’edizione Spring a Foggia, dove Renzo Arbore coordinerà un progetto speciale creato per il Medimex con alcuni grandi jazzisti italiani mentre il fondatore dei Roxy Music terrà l’unica data italiana del tour. Le anticipazioni sono state date in una conferenza stampa di Pugliapromozione nello stand ENIT, dal presidente della Regione, Michele Emiliano, con l’assessore al Turismo, Loredana Capone, che hanno presentato la strategia turistica pugliese alla platea internazionale della fiera tedesca. Il Medimex tornerà a Taranto dal 5 al 9 giugno e con Patti Smith celebrerà i quarant’anni dei leggendari concerti di Bologna e Firenze del 1979, che con l’artista americana sancirono il ritorno in Italia dei grandi raduni rock.
Ford Foundation apre a giustizia socialeA due passi dall’Onu l’arte che sfida lo status quo
NEW YORK06 marzo 201918:15
– Un’istituzione di New York e un’icona all’architettura del ‘900, la Ford Foundation disegnata da Kevin Roche ha riaperto i battenti in città con una nuova galleria di arte ispirata alla giustizia sociale. Di Mahwish Christy, pachistano, “Hellfire II” è una pioggia di missili in miniatura, tanti quanti i civili uccisi da droni americani nel suo paese. Una Fiat 500 compare nei paesaggi urbani con cui Mohamed Hafez, un architetto siriano che vive negli Usa, ha evocato la vita quotidiana perduta della sua Damasco.
L’americano Derek Scott, in “The Blue Wall of Violence”, mostra sei bersagli umani che tengono in mano l’oggetto per cui sono stati uccisi o feriti dalla polizia. La mostra inaugurale aperta fino all’11 maggio si intitola “Perilous Bodies”: fotografie, sculture video, installazioni e performance in cui gli artisti incorporano tradizioni culturali per affrontare il tema dell’oppressione, dalla crisi dei profughi alla violenza delle armi da fuoco e allo stupro.
La prima volta di Leidi in ItaliaPersonale dell’artista morto in Svezia nel 2008
GENOVA06 marzo 201919:05
– Sarà il museo di Sant’Agostino a ospitare la prima personale italiana dell’artista Franco Leidi, nato a Milano nel 1933, ma cresciuto a Genova e morto nel 2008 in Svezia, dove ha vissuto dagli anni ’70. La mostra, dal titolo ‘Franco Leid-Return’, realizzata da Art Commission con il Museo di Sant’Agostino e con il patrocinio dell’ambasciata di Svezia, verrà inaugurata il 16 marzo (visitabile fino al 21 aprile).
La mostra si configura in due sezioni: quella dei disegni, delle foto e delle sculture e quella delle installazioni e degli acquarelli. Nei disegni di Leudi il corpo umano diventa protagonista. I suoi ritratti diventano icone dove l’influenza espressionista si mischia al classico rinascimento italiano.
Leidi è artista che mischia gli stili e i linguaggi, passando dal disegno alle installazioni, dove utilizza vari materiali che si integrano tra loro. Tra le opere esposte anche la grande installazione intitolata Departure (Partenza), opera che è una summa degli attrezzi del suo universo artistico.
I 70 anni di Antonello VendittiDonne, politica e amore. Festa sul palco per il ‘core de Roma’
ROMA06 marzo 201919:22
– Ormai è una tradizione: festeggiare il compleanno davanti a migliaia di persone. Per Antonello Venditti non c’è 8 marzo che si rispetti che non sia sul palco, con la sua musica, il suo pubblico, la sua Roma. E quest’anno l’anniversario è tondo, perché il “core de Roma” compie 70 anni e i concerti, rigorosamente nella capitale, raddoppiano (8 e 9 all’ex Palalottomatica). “Elemento fondamentale sarà la festa, la mia e quella della Donna. Si sommano tante cose. Ci dobbiamo divertire”, dice. Nato l’8 marzo 1949, “Sotto il segno dei Pesci”, come ha fissato in uno dei suoi album più significativi, Venditti è stato figlio e rappresentante di quel fermento musicale dei primi anni ’70, partito dai locali underground che a Roma aveva casa e cuore al Folk Studio. La politica, l’amore, le donne i temi più spesso trattati nei suoi brani. Gli anni ’80 e ’90 segneranno l’apice del successo: In questo Mondo di Ladri, nel 1988, vende 1,3 milioni di copie, Benvenuti in Paradiso, tre anni dopo, quasi 1,5 milioni.
Rai, Antonacci canta Berlioz a TorinoE’ Cleopatra nel concerto trasmesso in aprile da Rai5
TORINO06 marzo 201919:22
– Il grande soprano Anna Caterina Antonacci è la protagonista del concerto dell’Orchestra Sinfonica Nazionale Rai di giovedì 7 marzo all’Auditorium Rai di Torino. Il concerto, diretto da Edward Gardner, è registrato da Radio 3, ripreso da Rai Cultura e trasmesso il 4 aprile su Rai5.
Artista di fama internazionale, nota per l’espressività drammatica e la versatilità con cui passa dal barocco all’opera contemporanea, si è esibita nei teatri e nei festival più prestigiosi con direttori quali Claudio Abbado, Riccardo Chailly e Sir John Eliot Gardiner.
Vincitrice di Concorsi quali ‘Voci Verdiane’ nel 1987, ‘Maria Callas’ nel 1988 e ‘Luciano Pavarotti’ nel 1992, è stata insignita della Legion d’onore francese nel 2009. Per il suo ritorno con l’Osn dopo il Concerto di Natale ad Assisi nel 2003, propone una pagina del suo repertorio più recente, con cui nel 2016 ha riscosso grande successo alla Scala, ‘La mort de Cléoptre’ di Hector Berlioz, di cui ricorre quest’anno il 150/o anniversario della scomparsa.
‘Muse al Museo’ ad agosto, sfida MannGiulierini: ‘Per terza edizione scommettiamo su estate in città’
NAPOLI06 marzo 201919:23
– ”Scommettiamo sull’estate in città e sulla vocazione turistica di Napoli”. Il direttore del MANN Paolo Giulierini annuncia che il festival Muse al Museo 2019, terza edizione, si svolgerà nel mese di agosto. ”Le Muse non vanno in vacanza” è lo slogan della campagna di comunicazione che accompagnerà il conto alla rovescia. L’immagine scelta per il teaser e’ quella della celebre ‘Venere in bikini’, statuetta pompeiana, versione pop. “Sarà una proposta culturale nel cuore dell’estate dedicata ai napoletani in città e ai tanti turisti che scelgono Napoli per le loro vacanze, sperando siano sempre più numerosi” spiega ricordando che date annunciate a chiusura dell’edizione 2018 (5-11 marzo) sarebbero coincise con quelle della settimana di apertura gratuita dei musei istituita dal Mibac. ”Dopo il successo della scorsa edizione con oltre 23mila presenze in una settimana – ricorda Giulierini – dobbiamo costruire un programma calibrato sulla stagione estiva”.
La traviata di Verdi al Galli di RiminiL’8 e il 10 marzo, coproduzione con Teatro Municipale Piacenza
RIMINI07 marzo 201909:52
– Archiviato il successo delle manifestazioni per la riapertura, a 75 anni dai bombardamenti della Seconda guerra mondiale, il Teatro Galli di Rimini comincia il suo percorso nel mondo della musica lirica presentando una delle opere di Giuseppe Verdi più amate di sempre, “La traviata”. Un titolo non casuale che, nel giorno della festa della donna, 8 marzo ore 20.30, con Violetta propone uno dei personaggi verdiani più battaglieri e commoventi, simbolo di riscatto in un mondo bigotto che la rifiuta.
L’opera è allestita in coproduzione col Teatro Municipale di Piacenza con i cantanti del Progetto Opera Laboratorio 2018 di Leo Nucci che cura anche la regia. Sul podio dell’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini ci sarà Pier Giorgio Morandi, mentre in scena i ruoli principali saranno sostenuti dal soprano Adriana Iozzia (Violetta Valéry), dal tenore Ivan Ayón Rivas, recentissimo vincitore del Placido Domingo (Alfredo) e dal baritono Benjamin Cho (Giorgio Germont). Unica replica domenica 10 marzo alle ore 15.30.
Martani, il mio Orso struggente e feroceArriva noir ‘Come un padre’ tra inferno e amore
07 marzo 201910:25
– MARCO MARTANI, COME UN PADRE (DEA PLANETA, PP 443, EURO 16,00). Il piacere di perdersi all’interno di una storia, di far vivere i personaggi facendo dimenticare chi c’è dietro di loro. E’ stata questa la sfida di Marco Martani, sceneggiatore di successo e regista, che a 50 anni esordisce nella narrativa con il noir ‘Come un padre’, appena arrivato in libreria per DeA Planeta. E c’è già l’interesse di produttori americani per farne un film. Tra i fondatori della casa di produzione cinematografica e televisiva Wildside, che ha prodotto ‘L’amica geniale’ e ‘The Young Pope’, autore di oltre 50 sceneggiature per il piccolo e grande schermo, tra cui ‘Notte prima degli esami’, ‘La mafia uccide solo d’estate’, ‘Se Dio vuole’ e ‘In Guerra per Amore’ che ha avuto la nomination ai David di Donatello come miglior sceneggiatura originale nel 2017, Martani compie un percorso opposto a quello dell’autofiction che ha avuto tanto successo in questi ultimi anni.
“Stiamo sempre a pensare a noi stessi e a quanto siamo bravi.
Abbiamo troppo ego, come dicono gli americani. No, non mi piace l’autofiction, è autoreferenziale. Il mio obiettivo è annullarmi per poter far entrare chi legge all’interno della storia. Lo scrittore è il burattinaio. Sono un lettore onnivoro e volevo scrivere un romanzo di genere che piacesse a me, dove non ci fossero il classico commissario o investigatore. Sono sempre stato appassionato di noir, di James Ellroy, Joe R. Lansdale, Don Winslow e mi capita più spesso con gli scrittori stranieri di perdermi nelle storie piuttosto che con gli autori italiani tra i quali amo Camilleri” dice Martani. Il suo mito è il norvegese Jo Nesbo. “Ha la capacità di inventare storie che si leggono tutte d’un fiato con personaggi avvincenti. Nesbo ha fan sfegatati che aspettano con ansia il suo nuovo romanzo e per me questo è il più grande successo che possa capitare a uno scrittore, non c’è Premio Strega che tenga” sottolinea Martani la cui opera prima non a caso era un noir, ‘Cemento armato’. Nelle 440 pagine di ‘Come un padre’ ci regala un personaggio struggente, romantico, feroce, che compie una scelta terribile e si muove in un ambiente violento: è Orso, braccio destro dello spietato boss marsigliese chiamato il Rosso, che ha abbandonato la donna che amava e la figlia che ha avuto con lei per proteggerle e servire il suo spietato capo. Ha scelto di vivere all’inferno per amore, ma dopo tanti anni e dopo un un infarto che gli fa capire di non essere immortale il suo unico desiderio è rivedere le sue donne. Il Rosso però non è d’accordo, ma questa volta Orso non si ferma e va in Italia a cercare la sua donna di un tempo e sua figlia, ormai adulta, senza immaginare quando grande sia il nuovo inferno che lo aspetta.
“Volevo un personaggio complesso, con le sue contraddizioni che ne fanno una figura tridimensionale. Nonostante faccia delle cose brutte a Orso alla fine vuoi bene. Si crea un’empatia con il lettore. Lui cerca di recuperare, di espiare” dice l’autore.
Dalla trentennale esperienza di sceneggiatore di Martani viene la scrittura per immagini e una visione chiara della struttura del libro: “sai dove vuole arrivare il tuo personaggio anche se certe volte ti sorprende con svolte non previste. C’e’ maggior libertà nella scrittura di un libro rispetto a un film, ti puoi sbizzarrire. E poi rispondi solo a te stesso mentre la sceneggiatura è un continuo confronto. Per scrivere da soli bisogna avere una consapevolezza zen” racconta Martani che ha quattro figli (un maschio e tre femmine) e ha cominciato a costruire questa storia nelle notti in cui stava sveglio per cullare l’ultima nata, la piccola Alice. Lavorare a un romanzo dopo tante sceneggiature con persone diverse è stato soprattutto un modo di “riappropriarsi di se stesso” spiega Martani che ha tanti progetti per il cinema e la tv ma per ora vuole seguire “questa nuova piccola creatura” che dopo Roma sarà presentata il 13 marzo a Milano. E dice che, se si farà un film dal libro “potrebbe essere anche interessante vedere qualcun altro alla sceneggiatura e regia di ‘Come un padre'”. E poi, le avventure di Orso potrebbero non fermarsi qui: “sono affezionato a questi personaggi e ho tante storie da raccontare” non ci nasconde.
A teatro, Delbono, Rubini e Lo CascioLillo in “School of rock”, Brachetti “Solo” a Matera 2019
07 marzo 201911:09
– Pippo Delbono e la sua versione de ”La gioia” e Lillo nella versione italiana targata Massimo Romeo Piparo di ”School of rock”, entrambi a Roma; l’omaggio ad Edgard Allan Poe di Ferdinando Bruni con ”Una serie di stravaganti vicende”, ancora nella capitale, e ”Dracula” di Bram Stoker per Sergio Rubini e Luigi Lo Cascio a Firenze; la tragedia dei migranti ne ”L’abisso” di Davide Enia a Torino e i mille personaggi di Arturo Brachetti ”Solo” a Matera 2019: sono alcuni degli spettacoli teatrali in scena nel prossimo week end.
Volume Cineteca Bologna su ‘Mamma Roma’Nelle librerie dal 7 marzo, giorno compleanno di Anna Magnani
BOLOGNA06 marzo 201914:20
– Esce nelle librerie il 7 marzo, giorno in cui si festeggia il compleanno di Anna Magnani (nata il 7 marzo 1908), il nuovo volume dedicato al film di Pier Paolo Pasolini, protagonista appunto Anna Magnani, ‘Mamma Roma’. La tragedia di una madre-prostituta che sogna per il figlio un avvenire di felicità borghese, sullo sfondo di una città e di un’Italia irrimediabilmente in transito verso una corrotta e conformistica modernità. L’opera è curata da Franco Zabagli e pubblicata dalle Edizioni Cineteca di Bologna.
Genesi, lavorazione e vicissitudini di Mamma Roma sono ricostruite con documenti originali, scritti dell’autore, testimonianze dei protagonisti, la ricostruzione delle polemiche e del dibattito critico che ne accompagnarono l’uscita. ‘Mamma Roma’ è il secondo volume, dopo ‘Accattone’ di Roberto Chiesi e Luciano De Giusti, di un progetto di Cinemazero, Fondazione Cineteca, Centro Studi-Archivio Pier Paolo Pasolini, che si propone di seguire, volume dopo volume, l’intera filmografia di Pasolini.
Per i Verneuil l’integrazione si disintegraIn Non sposate le mie figlie 2 ancora problemi con i generi
07 marzo 201909:40
L’integrazione ha un ‘cuore selvaggio’ per la famiglia Verneuil, come dimostra ‘Non sposate le mie figlie! 2’ di Philippe de Chauveron, sequel del fenomeno cinematografico con oltre 150 milioni di euro incassati in tutto il mondo e in sala da domani con 01. Eravamo rimasti con i coniugi Verneuil, Claude (Christian Clavier) e Marie (Chantal Lauby), ormai rassegnati al matrimonio delle loro adorate quattro figlie con uomini di origini e culture molto distanti dalla loro: Rachid (Medi Sadoun), musulmano di origini algerine, Chao (Frédéric Chau), ateo e figlio di cinesi, l’ebreo David (Ary Abittan) e il senegalese Charles (Noom Diawara).Ma l’integrazione sembra non aver funzionato troppo per i quattro generi che sono di nuovo in crisi. Il fatto è che loro si sentono in tutto per tutto francesi, ma allo stesso tempo pensano di non essere trattati come tali e così decidono, all’insaputa l’uno dell’altro, di tornare con le mogli nei rispettivi paesi per trovare quella fortuna che in Francia non hanno trovato. Incapaci di immaginare la loro famiglia lontana e di non vedere crescere i propri nipoti, Claude e Marie sono pronti a tutto pur di trattenerli e dimostrare loro che la Francia è il posto migliore in cui vivere. Ma i problemi non finiscono qui per i Verneuil: tornano infatti in Francia anche i consuoceri Koffi per il matrimonio della loro unica figlia femmina. Nel frattempo, Marie ha assunto un giardiniere afghano che tutti pensano sia un talebano e il marito, andato in pensione, si è deciso a scrivere un ponderoso libro sulla storia di Francia.”Per ritrovare la struttura del primo film, nel quale le quattro figlie sposano simultaneamente quattro ragazzi stranieri, ho pensato che sarebbe stato interessante far vivere alle quattro coppie la stessa avventura – spiega il regista – . In quel periodo eravamo in piena campagna presidenziale e percepivo chiaramente attorno a me il timore degli estremismi. Sentivo persone dire che se ne sarebbero andate dalla Francia in caso di vittoria di un certo partito, mentre molti cittadini appartenenti a minoranze etniche si lamentavano della discriminazione di cui erano vittime”.Comunque per Philippe de Chauveron nessun messaggio politico nel film “Le persone hanno letto in questo lavoro tutta una serie di messaggi diversi – dice -, mentre la mia sola intenzione, quando l’ho scritto, è stata quella di far divertire il pubblico. Mi diverte fare dell’ironia su tutti gli argomenti possibili e non apprezzo che alla mia opera vengano dati significati diversi. Se proprio deve esserci un messaggio sarebbe che viviamo tutti nello stesso paese, tanto vale fare in modo che tutto vada per il meglio e che ciascuno di noi possa essere felice!”. [print-me title=”STAMPA”]
