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Tokarczuk, viaggiare in un mondo aperto
La scrittrice polacca, “oggi è tutto più cupo”
17 marzo 2019 10:32
– OLGA TOKARZCUK, I VAGABONDI (BOMPIANI, PP. 384, 20,00 EURO) Il mondo non si può “più raccontare in maniera lineare, dall’inizio alla fine”. Per questo la scrittrice polacca Olga Tokarczuk ha trovato un modo nuovo per dar voce “a questa realtà dove ormai ci sono troppe cose, che è impossibile abbracciare, comprendere”. La costruzione a costellazioni de ‘I Vagabondi’, il romanzo con cui ha vinto l’International Man Booker Prize 2018, pubblicato ora in Italia da Bompiani nella traduzione di Barbara Delfino, viene da qui. “E’ come quando guardi le stelle di notte e lo sai che sono disposte in maniera caotica, ma nonostante questo la nostra mente va disegnando un senso, delle congiunzioni. Ho scritto senza seguire una struttura lineare, ma cercando sottili anelli di congiunzione fra un racconto e l’altro, come una rete” dice la Tokarczuk, scrittrice e poetessa tra le più acclamate in Polonia, tradotta in trenta lingue, al suo arrivo a Roma, dove è protagonista il 17 marzo della Festa del Libro e della Lettura, ‘Libri Come’ all’Auditorium Parco della Musica.Il viaggio, la libertà di spostarsi da un luogo all’altro, il tempo di chi non sta mai fermo, sono l’anima del romanzo dove a fare da spirito guida è una narratrice che fin da bambina ha un grande desiderio, essere in movimento. Con lei si muovono come tanti affluenti personaggi speciali, la sorella di Chopin che porta il cuore del fratello da Parigi a Varsavia, un anatomista olandese scopritore del tendine d’Achille e un popolo di nomadi slavi, i beguni, i vagabondi del titolo originale del libro.”In letteratura è vero tutto ciò che sarebbe potuto succedere” spiega la scrittrice, originaria di Varsavia, dove è nata nel 1962, appassionata viaggiatrice che è venuta a Roma in automobile dalla Polonia. “Ho guidato per due giorni. Un po’ stancante, ma non mi va in questo momento di prendere aerei” racconta. Poi spiega che ‘I Vagabondi’ è stato scritto 12 anni fa e oggi dovrebbe essere compreso da “un punto di vista storico. Molte cose sono cambiate. Era appena scoppiato il mondo globale, tutti si muovevano, non solo le classi privilegiate, anche le persone normali. Mancava pochissimo perché scoppiassero le guerre climatiche, le ondate di immigrazione. Oggi questo libro è una sorta di epitaffio a un grande mondo aperto che oggi non c’è più. Non parlo infatti di immigrati, perché è stato scritto sulla soglia del grande cambiamento” afferma. “Oggi scriverei un libro molto più cupo di quanto già non sia. Ci sarebbero ovviamente gli immigrati perché oggi non si può descrivere il mondo senza di loro, senza parlare di quello che sta accadendo in Siria e della sensazione imminente di pericolo della fine del mondo” racconta la Tocarczuk che traccia un itinerario anche con riproduzioni di mappe e disegni. “Sono eccentriche, mostrano un diverso modo di rapportarsi al mondo. Poterebbe nascere un nuovo campo di studi della letteratura delle mappe” sottolinea.Poi racconta che “anche in Polonia ieri sono scesi in piazza diverse migliaia di ragazzi giovanissimi per protestare contro i cambiamenti climatici. E’ stato molto commovente. Esiste la possibilità che ci sia un reale cambiamento, che qualcosa succeda. Finora avevamo generazioni di politici di una certa età che si muovevano su una prospettiva di quattro anni, fino alle prossime elezioni. Adesso questi ragazzi giovanissimi vedono una prospettiva di venti-trent’anni”.”Vengo da un Paese comunista. Ho viaggiato molto da adulta, quando ho avuto il passaporto. Ho potuto lasciare la prima volta la Polonia a 30 anni. Per me questo aspetto libertario del viaggio è importantissimo. Ma oggi – sottolinea – ogni volta che viaggio non posso fare a meno di pensare che altre persone della mia età, di altre parti del mondo, non lo possono fare e quindi questa mia libertà perde di fascino e attrazione” spiega la scrittrice che ha iniziato a scrivere un “romanzo epico” dedicato ai luoghi in cui vive, la Bassa Slesia. “E’ un lavoro molto impegnativo, perché devo fare un sacco di ricerche, però mi piace affrontare progetti così grandi e poi penso sia un obbligo morale perché la Bassa Slesia è una sorta di macchia vuota sulla carta geografica e voglio riempirla con la letteratura”.
La promessa dell’alba tra vita e finzioneDal romanzo cult di Romain Gary, con Gainsbourg e Pierre Niney
17 marzo 201911:18
– Dalla Polonia degli anni ’20 al Messico degli anni ’50, passando per il deserto africano, da Nizza a Parigi e nella Londra dei bombardamenti, raccontando un’epopea spettacolare e intima che vede protagonisti inseparabili la volitiva e pasionaria Nina (Charlotte Gainsbourg) e l’adorato figlio Romain (Pierre Niney). Insieme, madre e figlio, affronteranno mille peripezie per compiere il destino di Romain e garantirgli un ruolo di rilievo nella società francese. E’ in sala La promessa dell’alba di Eric Barbier, tratto dall’omonimo romanzo autobiografico di culto scritto da Romain Gary e pubblicato in Italia da Neri Pozza. Il film è distribuito da I Wonder Pictures e Unipol Biografilm Collection.Dalla difficile infanzia in Polonia all’adolescenza a Nizza, per poi arrivare alla carriera da aviatore in Africa durante la seconda guerra mondiale, Romain Gary ha vissuto un’esistenza straordinaria. Ma questo impulso a vivere mille vite, a diventare un grande uomo e un celebre scrittore, è merito di Nina, sua madre. E’ stato proprio il folle amore di questa donna possessiva ed eccentrica a portarlo a diventare uno dei più grandi romanzieri del XX secolo e a condurre una vita piena di colpi di scena, passioni e misteri. Ma quell’amore materno senza freni è stato anche un fardello per tutta la sua vita.”La promessa dell’alba – spiega il regista nelle note di produzione – è un racconto picaresco, un romanzo di avventura e di iniziazione che racconta 20 anni della vita di Romain Gary e di sua madre, i quali si imbattono in una vicissitudine dopo l’altra, viaggiando di paese in paese. La loro vita è un susseguirsi di occasioni afferrate o mancate, di incontri, di azzardi finiti bene e di azzardi finiti malamente. È una sovrabbondanza di situazioni. La materia prima del romanzo batte l’immaginazione e ci mette davanti ad una molteplicità vertiginosa di scene. Per riuscire a mantenere l’essenza del romanzo è necessario pensare a una divisione per scene, riducendone la lunghezza di almeno due terzi. Ho sezionato il romanzo in piccole unità d’azione: alla fine del libro, ero arrivato a selezionare qualcosa come 876 unità… Era assolutamente necessario ridurre il tutto. O meglio, concentrarlo. Non ho smesso nemmeno un minuto di chiedermi fino a che punto fosse considerato accettabile o meno il tradimento nei confronti dell’originale. Volevo essere il più fedele possibile allo spirito del romanzo”. La Gainsbourg parla così del personaggio di Nina: “Mi sento divisa in due: da un lato sento di amare moltissimo questa donna, dall’altro lato non nego di aver pensato, a volte, che fosse una maledizione perché condanna il figlio a convivere con un enorme peso sulle spalle. Allo stesso tempo, però, gli ha fatto dei bellissimi doni: un carattere forte, un insaziabile appetito per la vita… Non me la sento di giudicarla, non ho voglia di mettermi a riflettere se lei sia un bene o un male per il figlio. Che sia ingombrante è evidente. Non si può però non avvertire l’intensità dell’amore e della passione che questa donna ha verso il figlio. Mi sono fatta travolgere anche io dal suo amore, non volevo – e non potevo – fare retromarcia”.
Gioele Dix-Bahrami, teatro meglio del GFPianista ai giovani, vi conquistiamo con Bach e Manganelli
17 marzo 201912:04
– Il 20 marzo il pianista Ramin Bahrami, massimo esperto di Bach, si esibirà insieme a Gioele Dix al teatro Dal Verme di Milano in uno spettacolo che abbina le variazioni Goldberg con l’umorismo della Centuria di Giorgio Manganelli. Che cosa hanno in comune il compositore austriaco e uno degli scrittori più caustici del Novecento? “L’ironia” spiega Bahrami, che lancia un appello ai ragazzi a vedere lo show. “Venite a divertirti con la musica di Bach e con la grande letteratura. I ragazzi sono smart, amano ridere e e scherzare e questi sono gli ingredienti dello spettacolo – sottolinea -. Per questo li invito: è bello vedere il Grande Fratello o la Grande Cugina o Sanremo Young, ma è importante avvicinarsi alla grande arte, che in questo caso parla la loro lingua”.
Il titolo è ’30×100′. Il numero trenta sta per il numero delle Variazioni Goldberg scritte da Bach, il cento invece fa riferimento ai cento romanzi in una pagina scritti da Manganelli nel suo ‘Centuria’.
Leonardo cosmetologo, ricette beautyCosmetica Italia e Bologna fiere espongono codici e idee inediti
BOLOGNA17 marzo 201912:22
– Leonardo da Vinci inventore di ricette di bellezza, acconciature e rimedi per fare più belle le più importanti figure femminili delle corti rinascimentali. Un aspetto poco noto di uno dei più grandi artisti e scienziati, è svelato grazie alla sorprendente mostra allestita alla fiera di Bologna per il Cosmoprof Worldwide, manifestazione per l’industria cosmetica in corso fino al 18/3. L’allestimento, ‘Leonardo Genio e Bellezza’, è a cura della ricercatrice leonardista Maria Pirulli ed è stato realizzato dall’associazione nazionale delle imprese cosmetiche, Cosmetica Italia, da Accademia del Profumo e dal Cosmoprof per rendere omaggio al genio a 500 anni dalla scomparsa. Sul percorso si svelano codici, innovazioni, studi e idee, rimedi e ricette di distillati per ‘li capelli di neri gialli’ o ‘a fare biondo li capelli’ con zolfo nero, allume di feccia e mele, oppure per ottenere una nuance ‘tané’ che si avvicina al colore fulvo. E ancora formule per creare ‘odori soavi’ per le dame rinascimentali.
Sepe, 21/3 esce The cat with the hatOmaggio a sassofonista Gato Barbieri, poi tour di presentazione
17 marzo 201912:53
– Esce il 21 marzo il nuovo album di Daniele Sepe, The cat with the hat: il numero 28 per il musicista e compositore napoletano. Il disco è un omaggio al sassofonista Gato Barbieri, realizzato con brani che non fanno parte del repertorio dell’artista argentino, ma, per dirla con le parole di Sepe, “nello scegliere cosa suonare non ho avuto dubbi: inutile ripercorrere brani suoi, giusto un paio, dopo tutto se uno vuole sentirli sente le sue versioni. Ma ho voluto scegliere una serie di brani, molti tradizionali, che ho sempre cercato di immaginare come li avesse suonati lui”.
Nel disco, decine di musicisti, provenienti dai quattro angoli della Terra. Ospiti dell’album sono il batterista statunitense Hamid Drake, già collaboratore di artisti come Herbie Hancock, Archie Shepp, Bill Laswell, Don Cherry, il talento di Stefano Bollani e di Roberto Gatto, Daniele Sansone (voce dei Foja), la cantante Lavinia Mancusi.
Tassa soggiorno, nel 2018 quasi 540 mlnE si prevede che quest’anno si supereranno i 600 milioni
17 marzo 201912:59
– Ben 538 milioni di euro, cioè 29 in più di quanto previsto e 70 oltre gli incassi del 2017. E’ un vero tesoro quello incassato in Italia nell’anno appena trascorso grazie all’imposta di soggiorno secondo i calcoli dell’Osservatorio nazionale sulla tassa di soggiorno della società di consulenza turistica Jfc. “Questo fenomeno – spiega Massimo Feruzzi, amministratore unico di Jfc – si deve sia ai 155 Comuni che hanno introdotto l’imposta nel 2018, sia all’aumento alle tariffe apportato da diverse amministrazioni locali (circa dal 16%)”. Per quanto riguarda l’incremento tariffario, la media è stata pari al +29,7%, naturalmente facendo riferimento ai soli Comuni che hanno variato l’imposta. Tra questi si segnalano Firenze (che raggiunge la cifra record di 41 milioni), Genova, Riccione, Matera, Jesolo. Per il 2019, anno in cui ben 51 Comuni l’hanno introdotta ex novo, “le prime previsioni di incasso indicano una cifra complessiva pari a 604 milioni”.
In tv il lato oscuro di R.KellyArriva in Italia la serie sul rapper accusato di violenze
17 marzo 201913:00
– E’ diventato una star internazionale con il brano I believe I can fly. Ha collaborato con Michael Jackson, Celine Dion e Lady Gaga. Ha venduto milioni di album e vinto diversi Grammy. Ma R. Kelly, cantante e produttore musicale, nasconderebbe un lato oscuro. A svelarlo la docu-serie R. Kelly: vittime di una popstar, in onda dal 18 marzo alle 22.00 su Crime+Investigation (Sky, canale 119) dopo il successo della messa in onda negli Usa.
R. Kelly è stato spesso al centro dell’attenzione dei tabloid americani. Giovani donne, alcune minorenni, vivevano controllate a vista, aggredite verbalmente e punite fisicamente dal cantante qualora non gli avessero obbedito. Dalle pagine di gossip la vita di R. Kelly si è trasferita nelle aule dei tribunali, dove però le accuse di violenza, molestie sessuali e pedofilia non hanno trovato conferma.
Ora, per la prima volta in tv, familiari, colleghi e stretti collaboratori di Kelly si sono fatti avanti con nuove accuse contro il comportamento violento del cantante.
E’ morto Mario Marenco, indimenticabile negli show di Renzo ArboreDa Mr.Ramengo a Riccardino, tanti i suoi personaggi
17 marzo 201915:14
E’ morto l’attore e umorista Mario Marenco, indimenticabile protagonista della tv di Renzo Arbore, che dà
la notizia della scomparsa. Nato a Foggia nel 1933, aveva 85 anni, era ricoverato da qualche tempo al Policlinico Gemelli di Roma per complicazioni legate al suo stato di salute. Mr.RamengoVolto di personaggi come il colonnello Buttiglione, la Sgarambona, l’astronauta spagnolo Raimundo Navarro, il dottor Anemo Carlone, il professor Aristogitone, Verzo, Ida Lo Nigro, il poeta Marius Marenco, l’attore è stato legato da un lungo sodalizio con Arbore e Gianni Boncompagni.
RiccardinoDopo il debutto in tv con Cochi e Renato e Enzo Jannacci nel programma Il buono e il cattivo, raggiunse il successo nel 1970 con in radio con Alto gradimento. Fu l’inviato Mr Ramengo dell’Altra domenica, protagonista di programmi come Odeon, Sotto le stelle e soprattutto Indietro tutta dove interpretava il personaggio di Riccardino.
E’ stato anche attore per il cinema (Il Colonnello Buttiglione diventa generale, Von Buttiglione Sturmtruppenführer, Il pap’occhio, I carabbinieri, Vigili e vigilesse, Sing – Il sogno di Brooklyn) e autore di libri umoristici editi da Rizzoli.
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Strega, i 12 titoli in gara nel 2019
Annunciati a Libri Come
17 marzo 201920:14
Questi i dodici autori e libri in gara al Premio Strega 2019, annunciati a Libri Come:Valerio Aiolli, Nero ananas (Voland), proposto da Luca Formenton;Paola Cereda, Quella metà di noi (Perrone), proposto da Elisabetta Mondello;Benedetta Cibrario, Il rumore del mondo (Mondadori), proposto da Giorgio Ficara;Mauro Covacich, Di chi è questo cuore (La nave di Teseo), proposto da Loredana Lipperini;Claudia Durastanti, La straniera (La nave di Teseo), proposto da Furio Colombo;Pier Paolo Giannubilo, Il risolutore (Rizzoli), proposto da Ferruccio Parazzoli;Marina Mander, L’età straniera (Marsilio), proposto da Benedetta Tobagi;Eleonora Marangoni, Lux (Neri Pozza), proposto da Sandra Petrignani;Cristina Marconi, Città irreale (Ponte alle Grazie), proposto da Masolino d’Amico;Marco Missiroli, Fedeltà (Einaudi), proposto da Sandro Veronesi;Antonio Scurati, M. Il figlio del secolo (Bompiani), proposto da Francesco Piccolo;Nadia Terranova, Addio fantasmi (Einaudi), proposto da Pierluigi Battista.
Scala: Fontana, Pereira da licenziamentoPresidente Regione, ‘in qualsiasi cda, in qualsiasi latitudine’
MILANO17 marzo 201915:00
– Il comportamento del sovrintendente della Scala Alexander Pereira, che avrebbe accettato fondi sauditi (tre milioni più centomila euro per l’Accademia) prima che il cda si riunisse “provocherebbe il suo licenziamento”, “in qualunque cda, a qualsiasi latitudine” secondo il presidente della Lombardia Attilio Fontana. Insomma, in vista della riunione del 18 marzo del consiglio di amministrazione, il manager austriaco rischia ben più che il non vedersi rinnovato l’incarico per i prossimi cinque anni.
Dopo le notizie apparse sui giornali, che parlano di fondi depositati su un conto in accordo con la Regione, Fontana precisa che “il signor Alexander Pereira ne ha fatto cenno per la prima e unica volta, e quasi involontariamente (“…forse adesso dovrò rimandare indietro i soldi!”), durante la conversazione avvenuta nel mio ufficio l’8 marzo scorso.
Nonostante la sorpresa ho ritenuto di non rendere pubblica in quel momento tale informazione, per rispetto della principale istituzione musicale del Paese”.
Il professore, il matto e l’Oxford DictionaryIn sala dal 21 marzo la storia vera con Mel Gibson e Sean Penn
17 marzo 201920:08
– Parole, storia, orgoglio britannico e melodramma. Con ‘Il professore e il pazzo’ di P. B. Shemran, tratto dal bestseller di Simon Winchester, non ci si annoia, come capita quasi sempre quando si parla di una storia vera a cui si aggiunge la performance di due attori premi Oscar in stato di grazia: ovvero un misurato Mel Gibson e uno straordinario Sean Penn in versione matto. La storia, che sarà in sala dal 21 marzo con la Eagle Pictures, è davvero incredibile quanto poco nota. Ovvero il racconto dell’amicizia tra il serioso professor James Murray (Gibson), filologo britannico a cui venne affidato nel 1857 l’incarico di redigere l’Oxford English Dictionary, e William Chester Minor (Penn), un assassino folle rinchiuso in un manicomio criminale londinese.Come questi due mondi così lontani si sono incontrati? Semplice, tramite la gloriosa posta britannica. Un incontro davvero fortunato perché James Murray, conoscitore esperto di decine di lingue e dialetti, al quale venne affidata la redazione del primo dizionario al mondo di lingua inglese, non trovò affatto facile l’impresa. Così, insieme al suo staff, decise di coinvolgere la gente comune invitandola a mandare, via posta, il maggior numero di parole possibile. Ma in realtà a salvare Murray fu proprio William Chester Minor, ex chirurgo militare, in manicomio per aver ucciso un uomo in un attacco di schizofrenia, che, maniacalmente, riempì la sua cella con un enorme schedario pieno di voci che inviava puntualmente ogni settimana a Murray.L’impegno di Minor era lo stesso a cui si sottoposero per più di settant’anni centinaia di volontari fra Inghilterra e Stati Uniti, ovvero quello di leggere più libri possibile, segnando le parole degne di nota che man mano incontravano, insieme all’anno della prima apparizione e alla citazione che meglio definisse la parola stessa. A dare un tocco melò a Il professore e il pazzo, che potrebbe restare altrimenti solo un affascinante thriller filologico-semantico, è lo sconfinato senso di colpa del fascinoso Chester verso la vedova e i molti figli dell’uomo che aveva ucciso.Nel cast del film anche Natalie Dormer (Hunger Games, I Tudors), Jeremy Irvine (Mamma Mia! Ci risiamo, Stonewall) e Steve Coogan (Philomena). “Ciò che avevo di fronte a me era una storia intensa e molto contemporanea – dice il regista – come ‘The Social Network’ e ‘The Imitation Game’. Le speranze, le ambizioni e le lotte del professore e del suo collaboratore pazzo non hanno solo una sorprendente somiglianza con quelle di Zuckerberg, Jobs e Gates, ma sono quasi un loro presagio. Non è un film d’epoca – sottolinea ancora Shemran -, ma un’opera completamente attuale che sembra solo essere ambientata in un periodo precedente”.
Banco del Mutuo Soccorso, nuovo singoloIn attesa dell’album Transiberiana, in uscita il 10 maggio
17 marzo 201916:41
– Il Banco del Mutuo Soccorso, la leggendaria progressive rock band italiana, pubblica ‘I ruderi del gulag’, primo singolo di ‘Transiberiana’, che uscirà il 10 maggio e sarà il primo album di inediti in 25 anni. ‘I ruderi del gulag’ è un brano sofisticato e concettuale, composto da Vittorio Nocenzi e dal figlio Michelangelo Nocenzi.
I testi sono stati curati dallo stesso Vittorio con l’ausilio di Paolo Logli, scrittore e sceneggiatore molto vicino al Banco sin dagli anni ’70. Il pezzo racconta di un incontro tra persone che stanno facendo un viaggio verso la meraviglia e lo stupore, con l’animo aperto ad accogliere le diversità, e trovano invece un luogo dove la diversità è stata repressa e perseguitata come pericolosa e contraria.
Il Banco del Mutuo Soccorso di recente ha annunciato la firma con Inside Out Music/Sony Music Group.
Spadini, lo scultore amato dalle starIl suo exploit negli Usa negli anni Sessanta. A Roma 80 opere
17 marzo 201917:47
– Cominciò quasi per gioco a modellare figure in ceramica subito dopo la fine della seconda guerra mondiale. In pochi anni diventò lo scultore prediletto dalle stelle del cinema americano, dai grandi nomi della moda e del jet set internazionale. Lauren Bacall, Henry Fonda, Douglass Fairbanks jr erano tra i suoi ammiratori negli States. In Italia a richiedere i suoi lavori erano Alberto Sordi, gli stilisti Alberto Fabiani e Simonetta Colonna di Cesarò, la contessa Marina Cicogna. Andrea Spadini (1912-1983) fu scultore “fuori tempo” e anticonformista per la scelta di ispirarsi ai modelli della classicità, incurante delle mode e dell’influenza esercitata dalle avanguardie. Negli anni Sessanta, quando sulla scena dell’arte soffiava il vento dell’Informale, lui guardava al Seicento, e a Bernini in particolare. A raccontarlo, dal 19 marzo al 18 maggio, è la mostra curata da Monica Cardarelli, nella sua Galleria del Laocoonte e in altre due sedi espositive di Roma, che riunisce 80 sculture e altrettanti disegni.
In 25mila a Libri Come, tanti giovaniSi chiude edizione dei 10 anni dedicata al tema della libertà
17 marzo 201917:55
– Si chiude con circa 25 mila presenze la 10/a edizione di Libri Come, la Festa del Libro e della Lettura, a cura di Marino Sinibaldi, Michele De Mieri e Rosa Polacco dedicata quest’anno al tema della libertà. Dopo l’inaugurazione in 10 Biblioteche di Roma e gli incontri per le scuole, per 4 giorni si sono avvicendati, oltre 250 scrittori, intellettuali, artisti, studiosi. Tra questi Javier Cercas, Slavoj Zizek, Franco Piersanti, Clara Usón, Antonio Pennacchi, Andrea Carandini, Tomaso Montanari, Edoardo Albinati, Mario Martone, Gianrico Carofiglio, Michela Marzano, Francesco Piccolo, Sandro Veronesi, Massimo Recalcati, Marco Missiroli, Maurizio De Giovanni, Carlo Verdelli, Alberto Angela, Michela Murgia, Nadia Terranova. “Tanti i momenti da ricordare di questa edizione: dal lavoro all’amore, alla guerra, al dolore, all’arte, ma soprattutto l’Europa”, dice Sinibaldi. “E sono stati soprattutto i giovani che hanno affollato l’Auditorium, segno che c’è una grande volontà di informarsi e una grande sete di sapere”.
Ranieri, io e il Gabbiano di CechovIl cantante-attore tra vita e arte in uno spettacolo di Sepe
17 marzo 201920:16
– Massimo Ranieri torna in palcoscenico, lo fa raccontandosi tra arte e vita con la guida di un grande regista che firma anche l’adattamento, Giancarlo Sepe, in ‘Il gabbiano (à ma mère)’ ispirato al dramma di Cechov, dal 19 al 31 marzo al Teatro Quirino di Roma. “Quarant’anni fa Sepe mi propose di fare ‘Tom Jones’ dal romanzo di Fielding sull’onda del film di Richardson, poi ci siamo inseguiti più volte, ma solo ora siamo riusciti a lavorare assieme e costruire questo spettacolo di cui lui ha scritto molto di quel che recito io, attore che in camerino rifletto, racconto, rispecchiandomi e talvolta interagendo con chi sta interpretando in scena il lavoro di Cechov”.Ci sarà Caterina Vertova a vestire i panni di Irina Arkadina, ex attrice famosa, madre di Kostja di cui snobba e irride le velleità artistiche; il suo amante Boris Trigorin è Pino Tufillaro, letterato di successo che sedurrà e abbandonerà la giovane Nina, Federica Stefanelli, amata da Kostja che per lei a scritto un testo teatrale e cerca di rappresentarlo, se l’azione non fosse interrotta da sua madre con commenti critici. Ed è su Kostja in particolare che l’attore interpretato da Ranieri fissa la sua attenzione, sentendolo vicino. “Kostja si suicida ventenne per l’amore perduto di Nina e per lo svilimento delle sue ambizioni – racconta – e io ne sono, in questa rielaborazione drammatica, la proiezione mai esistita, quell’adulto che lui non è mai stato visto, narrato attraverso gli anni, il tempo”. “Con il tempo, con il tempo, via, tutto se ne va… sono i versi della canzone ‘Avec le temps’ di Leo Ferrè che Ranieri canta all’inizio, dopo una breve introduzione – spiega Sepe – e in questa distanza gli ho chiesto di mettere in gioco la propria vita, il proprio rapporto con la madre che, nella povertà di una famiglia con otto figli, non fu facile. Ad apertura del sipario (scene e costumi sono di Uberto Bertacca) lui sente come di tenere la propria madre sulle ginocchia in un abbraccio tenero e il gioco che deve fare per dar vita al proprio personaggio è di tipo psicanalitico, interiore, personale, portando in luce il rapporto tra la propria vocazione e carriera artistica e quello con lei e la sua vita famigliare. Per questo la dedica dello spettacolo, sin dal titolo, è à ma mère”.E l’attore, che si rivolge con le sue parole sempre al pubblico, confessa che le sue battute “agiscono a diversi livelli, talvolta le sento come pugni allo stomaco, perché varie cose mi riguardano e, pur nella distanza del tempo, mi suscitano emozioni forti a livello inconscio”. Se Ranieri recita solo alcune battute del ‘Gabbiano’, interagendo con i personaggi e gli attori che li recitano, a cominciare da Kostja, “del lavoro di Cechov resta e si ascolta molto in questa curiosa riduzione, per la quale – continua il regista – ho pensato anche a contaminazioni ardite che però Massimo ha sempre accettato con complicità e con quella assoluta professionalità che lo contraddistingue”. Per questa messinscena, che non è musicale ma in cui la musica, come sempre in Sepe e come non poteva non essere lavorando con Ranieri, ha un ruolo importante, ha avuto per scintilla i commenti, l’invito a mettere più ritmo e musicalità nella scrittura e nella recitazione che a Cechov rivolse il suo amico e critico musicale dopo il fiasco della prima rappresentazione a Mosca nel 1896. Ecco allora che ambientando tutto più o meno negli anni ’60 arriveranno anche cinque canzoni francesi in lingua originale da Becaud ad Aznavour.
Gué Pequeno, rap di fatti e poche paroleAl via da Milano il ‘Sinatra tour’. Lo aspetta giuria The Voice
17 marzo 201920:09
“Il mio è un rap di tanti fatti e poche parole e in questo ambiente non sono certo arrivato l’altro ieri”: è orgoglioso del suo percorso musicale, Gué Pequeno, che il 16 marzo ha inaugurato sul palco di un Mediolanum Forum tutto esaurito il nuovo ‘Sinatra tour’, dedicato all’ultimo album dato alle stampe.
Tanti gli ospiti sul palco, da Il Profeta fino a Sfera Ebbasta ed Elettra Lamborghini, passando per Luché in duetto su ‘Oro giallo’, Marracash che ha fatto il suo ingresso su ‘Dali’, ma anche Izi (‘6AM’), Noyz Narcos (‘Bastardi senza gloria’), Rkomi (‘Pezzi’) e Gemitaiz (‘Tanta roba’). “Ho pensato alle diverse generazioni del rap italiano che mi piace – ha spiegato l’ex Club Dogo – e agli artisti con i quali, nel corso degli anni, ho collaborato nei vari modi”. Con Mahmood, il rapper ha scelto di presentarsi in scena sulle rime di ‘Doppio whisky’, prima, e ‘Soldi’, il brano che ha vinto Sanremo. Ora lo aspetta la giuria di The Voice, con Gigi D’Alessio, Morgan ed Elettra Lamborghini.
Incassi Usa, resta al top Captain MarvelSul podio le new entry Wonder Park e A un metro da te
17 marzo 201920:05
E’ ancora Captain Marvel, il blockbuster Disney con l’eroina interpretata da Brie Larson, a dominare il box office nord americano, con 69,3 milioni di dollari nel week end, per un incasso totale di oltre 266 milioni di dollari in due settimane. Sul podio due new entry: al secondo posto si piazza Wonder Park, il nuovo film di animazione di David Feiss, nato dalla collaborazione tra la Paramount e Nickelodeon e atteso in Italia ad aprile (16 milioni di dollari), seguito da A un metro da te (Five Feet Apart), il film di Justin Baldoni che racconta dell’amore romantico e drammatico tra due giovani (13,2 milioni di dollari), in arrivo il 21 marzo sui nostri schermi. Scivola al quarto posto Dragon Trainer – Il mondo nascosto, che sfiora appena i 10 milioni di dollari nel fine settimana (per un totale di 135,6 milioni). A seguire l’ultima commedia della saga creata da Tyler Perry, A Madea Family Funeral, con un incasso di 8 milioni.
Musica morto Dick Dale, compose MiserlouRiff reso immortale da Tarantino in Pulp Fiction
LOS ANGELES18 marzo 201901:02
– È morto a 81 anni il chitarrista Dick Dale, the ‘King of the Surf Guitar’. A darne notizia il suo ex bassista Sam Bolle, che data a sabato notte il decesso. Nei primi anni ’60, Dale compose brani passati alla storia come ‘Miserlou’, con quel riff di chitarra reso immortale da Quentin Tarantino in Pulp Fiction, e ‘Let’s Go Trippin’. Dale sosteneva di essere stato lui, e non i Beach Boys, a inventare la ‘beach music’ cercando di fondere i suoni delle onde dell’oceano che si infrangono con le melodie rockabilly in voga in quegli anni. Alcuni critici musicali si sono espressi a favore di questa tesi.
Surfista appassionato, the ‘King of the Surf Guitar’ iniziò a esibirsi tra la fine degli anni ’50 e l’inizio degli anni ’60 nella vecchia sala da ballo Rendezvous di Newport Beach dove, con la sua Fender Stratocaster su misura, suonò per la prima volta ‘Miserlou’. [print-me title=”STAMPA”]
