Aggiornamenti, Cinema, Notizie, Spettacoli Musica e Cultura, Ultim'ora

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Tempo di lettura: 23 minuti

Ultimo aggiornamento 19 Marzo, 2019, 01:28:19 di Maurizio Barra

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

TUTTE LE NOTIZIE SEMPRE AGGIORNATE

DALLE 14:48 DI LUNEDì 18 MARZO 2019

ALLE 01:26 DI MARTEDì 19 MARZO 2019

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Esce “Arberia” sugli albanesi d’Italia
Film di Francesca Olivieri su eredità culturale della comunità

COSENZA18 marzo 2019 14:48

– Arriva nelle sale “Arbëria”, il film opera prima della regista calabrese Francesca Olivieri che indaga i legami forti e l’eredità culturale delle comunità arbëreshë, gli albanesi d’Italia, che ancora sopravvivono in alcuni piccoli borghi di Calabria e Basilicata. Il film è stato presentato a Cosenza. Prodotto dalla Open Fields, in collaborazione con Lucana Film Commission e Calabria Film Commission, con il sostegno di Mibac e Siae nell’ambito dell’iniziativa “Sillumina” e di Bcc Mediocrati e Echoes, è interpretato dall’attrice romana di origini calabresi Caterina Misasi.
Attraverso gli occhi della protagonista Aida, la regista, la cui famiglia ha origini nel piccolo borgo arbëreshë di Santa Caterina Albanese, affronta il tema della riscoperta delle proprie origini e, soprattutto, della ricucitura degli strappi con essa e i suoi stringenti vincoli. Tutto questo ricordando un’intera comunità, quella degli arbëreshë, che ha dato origini al territorio dell’Arbëria, enclave albanese in Italia

Da Bonhams asta caricature di Harper LeeDisegni anni del college rivelano lato umoristico “pre-Buio”

NEW YORK18 marzo 201915:22

– Ha veramente lasciato solo un romanzo, “Il Buio oltre la siepe” mentre il secondo, scritto prima e pubblicato decenni dopo, “Va’, metti una sentinella”, ha provocato mille polemiche, tra congetture sulle vere volontà della autrice di darlo alle stampe e la rivelazione choc che il leggendario Atticus Finch era razzista. Anche dalla tomba, comunque, Harper Lee non finisce di stupire: un lato nascosto della scrittrice di Monroeville, Alabama, morta nel 2016 a 89 anni, e’ venuto in luce in un’asta di Bonhams. E’ un lato “pre-Buio”, come lo definisce il catalogo, che risale a quando la Lee studiava letteratura all’Università dell’Alabama e dirigeva la rivista satirica del campus “Rammer Jammer” e che rivela un inedito aspetto umoristico nel complesso carattere della scrittrice. L’asta ha incluso una serie di caricature del suo compagno di studi Charles Waldon Carruth vestito nei panni di vari personaggi di Shakespeare. L’asta include studi realistici e una serie di lettere all’amico

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Francesco Cuomo, i suoi colori per l’industria 4.0
La sfida della modernizzazione nelle nuove illustrazioni dell’artista campano

18 marzo 201915:36

La lampadina, archetipo dell’idea, con accanto il simbolo del wireless da cui nasce un fiore, a indicare lo sbocciare di una nuova vita per l’azienda. Il missile che porta la piccola società su un altro pianeta, quello dell’innovazione. La calcolatrice, a testimoniare l’importanza di calibrare gli investimenti, anche nella tecnologia. La mano che sorregge il nuovo mondo, in cui tutti gli uomini hanno scelto la via del rinnovamento.E’ l’industria 4.0 la nuova sfida di Francesco Cuomo, artista contemporaneo campano, impegnato da anni nella sperimentazione di nuovi linguaggi che traducono la creatività in lavori da ‘vivere’ e da ‘toccare’. Le ultime illustrazioni di Cuomo celebrano, pur nella semplicità del tratto e nel colore, forza propulsiva e tratto distintivo delle sue opere, le opportunità del piano nazionale Impresa 4.0, che vanno ancora colte soprattutto dalle piccole e medie imprese, nel cammino verso la modernizzazione e la rivoluzione dei processi produttivi.Classe 1973, nato a Eboli (Sa), l’artista ha creato nel 2015 ‘Crea by Francesco Cuomo’, startup innovativa premiata nel 2014 da Invitalia che si fonda su un modo rivoluzionario di concepire “l’arte contemporanea trasformata in pregiati oggetti di design da collezione”, puntando sulle nuove tecnologie nel processo produttivo e sull’e-commerce come veicolo per diffondere il racconto ironico e variopinto del quotidiano.”La mia visione dell’arte – spiega Cuomo – sposa a pieno la filosofia delle imprese pronte a cogliere l’innovazione quale strumento di crescita e valorizzazione per le risorse umane. La creatività, da sempre, rappresenta per me un elemento che trova applicazioni pratiche nella quotidianità. In questo caso si fa espressione di una nuova idea aziendale, dove le persone diventano il vero valore aggiunto grazie alla capacità di dialogare con le macchine”.

Via oggetti Jackson da museo bambini UsaCappello e guanti bianchi dopo doc abusi Leaving Neverland

NEW YORK18 marzo 201915:43

– Il museo dei bambini più grande al mondo ha deciso di rimuovere alcuni oggetti di Micheal Jackson da una mostra. The Children’s Museum a Indianapolis ha detto che rimuovera’ il famoso cappello di feltro e i guanti bianchi appartenuti alla popstar da una mostra dedicata al pop tuttavia terrà delle foto del King of Pop per una mostra dedicata ad un giovane malato di Aids morto nel 1990. La decisione è in seguito alle accuse di abusi sessuali su minori da arte di Michael Jackson di cui si parla nel controverso documentario ‘Leaving Neverland’. Le foto della mostra dedicate a Ryan White, il giovane dell’Indiana diventato famoso negli anni ’80 per aver contratto l’Hiv durante una trasfusione di sangue, sono state lasciate invece perchè sono parte di una riproduzione della stanza da letto del ragazzo.
Michael Jackson, di cui il giovane era un fan appassionato, fu tra le celebrity che parteciparono al suo funerale.
A Matera in scena la Passione di CristoSarà itinerante e sarà presentata anche in versione inglese

18 marzo 201916:23

– La Passione nello spettacolare scenario dei Sassi di Matera: è la performing art – con personaggi, interpreti, costumi, scenografia, regia e organizzazione delle comunità italiane ed europee del Teatro della Passione – che andrà in scena il 30 marzo. La Capitale europea della Cultura 2019 e Patrimonio Unesco dal 1993 è stata la location indimenticabile de “Il Vangelo secondo Matteo” di Pier Paolo Pasolini e, più di recente, ambientazione per The Passion of Christ (2004) di Mel Gibson.
La Passione sarà itinerante e si articolerà in diverse stazioni localizzate nei punti più suggestivi dei Rioni Sassi di Matera. Una guida-attore accompagnerà i partecipanti e gli spettatori lungo tutto il percorso facendo da raccordo, commento e narrazione della rappresentazione. La passione verrà ripetuta per 3 volte, una delle quali sarà in lingua inglese, con partenza da piazza Sedile per un totale di 18 scene, dall’Ultima Cena fino alla Resurrezione e alla pietra dell’Unzione.
L’iniziativa, che rientra nelle manifestazioni previste in occasione del grande evento “Matera Capitale Europea della Cultura 2019”, è promosso da Europassione per l’Italia, la rete dei 40 sodalizi italiani che operano in quasi tutte le regioni italiane e rientra in un più ampio progetto di carattere culturale e di valorizzazione delle arti e tradizioni del nostro Paese. Europassione per l’Italia, dal 2013, è impegnata in un percorso di valorizzazione nazionale e internazionale sul tema della Settimana Santa, finalizzato alla presentazione di una proposta di candidatura Unesco.
Accusata stregoneria, risponde con fiabaParenzan, un ‘Alfabetiere’ del mondo dopo polemica con Pillon

18 marzo 201916:23

– Poco meno di un anno fa era stata accusata di stregoneria, per aver portato ‘Fiabe e racconti dal mondo’ in una scuola primaria del bresciano, donando amuleti ai bambini coinvolti nel progetto. Un laboratorio che non era piaciuto a qualche maestra o a qualche mamma, tanto che era rimbalzato sui media locali, fino a diventare oggetto dell’attenzione del senatore leghista Simone Pillon, che aveva annunciato “un’interrogazione parlamentare sulla stregoneria nelle scuole”. Oggi l’educatrice Ramona Parenzan annuncia la pubblicazione di un ‘Alfabetiere interculturale’ “che non è una risposta diretta a Pillon – precisa – ma una reazione a quello che è successo. In pochissimo tempo ho perso tanti lavori nelle scuole, ero distrutta, ma poi ho utilizzato questo brutto evento e ho colto la sfida: se non vogliono l’intercultura, mi sono detta, io scrivo un altro libro”. E’ nata così – insieme a Silvia Bertussi – l’idea di questo Alfabetiere illustrato per bambini che celebra la diversità culturale e la sua ricchezza.
Rai in campo per la Giornata delle vittime della mafiaDon Ciotti, debito riconoscenza. Foa-Salini, promuovere legalità

18 marzo 201919:33

– “Abbiamo un debito di riconoscenza verso le vittime delle mafie, che grazie al nostro ricordo restano ancora vive. Nessuna regione italiana può considerarsi libera da questo fenomeno, anche nel nord est la mafia si è radicata”. Così don Luigi Ciotti, presidente di Libera, in occasione della XXIV “Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie”, promossa da Libera e Avviso Pubblico, che quest’anno si terrà a Padova il 21 marzo.La cerimonia si sposta in una città diversa, da Nord a Sud, ad ogni edizione ma mantiene al centro il senso della memoria attraverso la lettura di oltre novecento nomi di vittime innocenti. Anche la Rai seguirà la Giornata, con un palinsesto dedicato, come ricordato in una conferenza stampa a Viale Mazzini. “E’ un momento di dovere civico – ha detto il presidente Rai Marcello Foa -. Le mafie si sono ormai infiltrate anche nel Nord Italia ed è un fenomeno che va contrastato con forza anche in quelle zone”. “Come previsto dal contratto di servizio, abbiamo il dovere di promuovere la legalità – ha sottolineato l’ad della tv pubblica, Fabrizio Salini -. Non dobbiamo avere paura di accendere i riflettori in tutte le zone d’Italia, anche dove le voci sono meno urlate”.Il 20 marzo, sarà Rai3 la prima ad occuparsi del ricordo delle vittime con “Geo”, a partire dalle 17. Il giorno successivo, le reti Rai garantiranno un’ampia copertura al corteo. Il primo appuntamento sarà con “UnoMattina” su Rai1 per una lunga intervista a Don Ciotti, a seguire collegamenti e testimonianze raccolte dagli inviati di “Storie Italiane”. Rai2 approfondirà l’argomento all’interno della rubrica “Tg2 Italia” e con la trasmissione “I Fatti Vostri”. Rai3 invece ci sarà con “Agorà”. Nel pomeriggio, la rete ammiraglia offrirà una intervista a Emanuele Schifani, figlio di Vito Schifani, vittima della strage di Capaci, ospite a “Vieni da me”. A seguire, la “Vita in Diretta” darà ampio spazio alla Giornata e, in terza serata, ne parlerà anche “Sottovoce” di Gigi Marzullo. Su Rai3 è previsto invece un approfondimento pomeridiano, in onda alle 15.20, in “La Grande Storia – anniversari”, dal titolo “Donne e coraggio, voci contro la mafia”. I telegiornali daranno ampio risalto alla cronaca della Giornata. RaiNews24 seguirà in diretta la manifestazione con gli inviati a Padova e in altre piazze d’Italia rappresentative della lotta alla criminalità. La TgR dedicherà spazi informativi all’interno di tutte le edizioni dei Tg regionali. Rai Movie ricorderà la Giornata con pellicole d’autore come “Il giudice ragazzino” e “Gente di rispetto”. Anche Rai Storia con “Diario Civile” e Rai Gulp, con il cartone animato “Giovanni e Paolo e il mistero dei Pupi”, si occuperanno dell’evento.Il portale web di Rai Scuola ospiterà uno speciale con i documenti filmati che ricostruiscono l’elenco delle morti per mafia. Radio1 dedicherà grande parte della programmazione alla Giornata; Radio2 si mobiliterà ospitando Don Luigi Ciotti a “Caterpillar”; Radio3 racconterà le diverse manifestazioni attraverso “Tutta la città ne parla” e “Fahrenheit”. Oltre a uno spot istituzionale, la Giornata impegnerà anche il sito e i canali social di Responsabilità Sociale Rai.

S. Cecilia, Yefim Bronfman in recitalIl pianista russo-israeliano con Schumann, Schubert, Debussy

18 marzo 201916:27

– Un omaggio al contributo massiccio che Robert Schumann e Franz Schubert hanno dato alla letteratura pianistica dell’Ottocento, e poi Claude Debussy. Ha scelto questi tre compositori il pianista russo-israeliano Yefim Bronfman per il recital in programma martedì 19 marzo per la Stagione da Camera di Santa Cecilia (Auditorium Parco della Musia, ore 20:30). In apertura Bronfman eseguirà Humoreske di Schumann: stati d’animo trascritti in musica, composti a 29 anni a Vienna. Di Schubert si esibirà nella Sonata D 958, una delle ultime tre scritte nel settembre del 1828, due mesi prima della morte. Tra le due composizioni si inserisce la Suite Bergamasque di Debussy, completata nel 1890, omaggio alle Suite di danza barocche. Venerdì 3 maggio (con repliche il 4 e e 5) Bronfman tornerà a S. Cecilia , questa volta nel cartellone sinfonico, insieme con l’Orchestra dell’Accademia Nazionale sotto la direzione di Daniele Gatti con un programma interamente dedicato a Brahms.
Musica: Arbore il jazz a Foggia un sognoFestival promosso da Puglia Sounds si terrà da 11 a 14 aprile

FOGGIA18 marzo 201916:29

– “Finalmente si corona il mio più grande sogno, quello che avevo da ragazzino, ovvero il jazz a Foggia”. Lo ha sottolineato Renzo Arbore nel corso della presentazione del ‘Medimex Spring’ promosso da Puglia Sound, che si svolgerà a Foggia dall’11 al 14 aprile. L’evento anticipa l’edizione di Medimex a Taranto, dal 6 al 9 giugno. “Il Medimex corona la vita lunghissima del jazz a Foggia – ha rilevato Arbore – una città che ha un legame importantissimo con questa musica. Ancora oggi ci sono locali a Foggia che ospitano il jazz e dove si esibiscono musicisti di fama internazionale”. Per Arbore il jazz italiano “è il secondo del mondo, e abbiamo un rappresentate barese, Gianluca Petrella, che è il più grande trombonista del mondo”. Venerdì 12 aprile sarà Arbore a coordinare un live inedito nel quale saranno coinvolti alcuni tra i più rappresentativi esponenti del jazz italiano tra cui Enrico Rava, Dado Moroni con Rosario Bonaccorso e Roberto Gatto, Stefano Di Battista, Enrico Zanisi e la cantante Nicky Nicolai.
Trent’anni moda maschile, mostra a PittiOspitata a Museo costume Firenze in occasione 96/o salone

18 marzo 201916:38

– Trent’anni di moda maschile, dal 1989 ai giorni nostri, visti attraverso la lente di Pitti Uomo. E’ ‘Romanzo breve di moda maschile’, la mostra che sarà inaugurata al Museo della moda e del costume di Palazzo Pitti a Firenze in occasione di Pitti Immagine Uomo 96, in programma dall’11 al 14 giugno, e che festeggerà il 30/o anniversario di Pitti Immagine.
Presentata dalla Fondazione Pitti Immagine Discovery, ideata e curata da Olivier Saillard l’esposizione, visitabile dal 12 giugno al 29 settembre, racconta la storia e l’evoluzione del menswear incrociando il Made in Italy con i guest designer, i talenti della moda della scena contemporanea internazionale con le esperienze della grande imprenditoria dell’abbigliamento. In mostra ci saranno i capi degli stilisti che hanno dato vita agli eventi speciali di Pitti dal 1989 al 2019 con un look della collezione presentata a Firenze, e quelli di una trentina di aziende che hanno rappresentato i punti di svolta del salone nello stesso periodo, per circa 150 brand.
Aldo, senza G. e G. viaggio in solitaria’Scappo a casa’, ma in agosto reunion. Zalone? Vorrei suoi incassi

18 marzo 201919:16

– Aldo Baglio, per la prima volta senza Giovanni e Giacomo, spezza il trio e fa “il suo viaggio in solitaria” con una commedia sul razzismo e la diversità dal titolo Scappo a casa di Enrico Lando, in sala dal 21 marzo con Medusa in 400 copie. Ma niente paura, nessuna rottura dello storico terzetto: “In agosto cominceremo a girare il prossimo film” dice Aldo con tono rassicurante. Perché questa voglia di assolo? “Con il trio mi esprimo in un certo modo, ma a un certo punto ho sentito l’esigenza di mettermi in primo piano. Devo dire che l’ho fatto con un certa paura, ma alla soglia dei sessanta anni certe cose vanno fatte. Ci siamo insomma presi un anno sabbatico, una parentesi – spiega Aldo -, così Giacomo ha fatto uno spettacolo teatrale e Giovanni ha scritto un libro”.Protagonista del film Michele (Aldo), un meccanico per cui conta solo l’apparire, le belle donne, guidare macchine di lusso non sue. Usa poi il parrucchino, qualche farmaco stimolatore ed è soprattutto razzista: per lui, se non sei un italianissimo maschio alfa con fisico palestrato e non hai un Rolex, sei disprezzabile e da allontanare. Ma tutto si ribalta quando Michele va a Budapest per lavoro e si ritrova vittima di tutta una serie di incidenti che lo rendono solo un migrante tra i migranti. Uno che ha tanta voglia di poter rientrare in patria, ora che è considerato un tunisino che si spaccia per italiano, insieme a un gruppo di quei neri che fino a poco prima disprezzava con tutte le sue forze.”Michele si ritrova all’estero, senza documenti, senza cellulare, insieme ad altri immigrati – spiega l’attore palermitano -. Quella che ho voluto raccontare non e una storia sulla immigrazione, e un tema troppo grande e delicato perche io possa occuparmene degnamente. Ho solo voluto raccontare la storia di un uomo superficiale, che scopre quanto e bello guardare oltre le proprie paure e le proprie resistenze. Fino a rischiare la vita per gli altri. Non so se diventa un uomo migliore, credo diventi un uomo più felice”. Un film sul razzismo? “Non volevo parlare di un tema cosi importante, credo che questo sia più un film sul cambiamento, un percorso interiore, di Michele che cambia punto di vista”. Aldo Baglio non crede comunque che i muri possano risolvere i problemi del razzismo:”Mettere su un muro non risolve nulla e non ferma certo questa valanga di persone che migrano”.Tra i migranti del film in cerca di Italia anche l’attore francese Jacky Ido: “Questo è un film estremamente politico – dice -, ma una delle ragioni che mi ha spinto a farlo è il fatto che affronta tutti questi problemi, ma si concentra poi sull’umanità, cosa che spesso manca ai politici”.Infine, chiude il film ‘Scappo a casa’ la canzone ‘Chiedimi come’ degli Oblivion che ha come frase tormentone “Viva la fuga, siamo tutti esterosessuali” che ricorda molto anche nel ritornello gli ‘Uomini sessuali’ di Checco Zalone. Da qui la domanda a Baglio se in questa sua impresa in solitaria abbia guardato al comico pugliese: “No – replica senza nessun imbarazzo Aldo -, ma vorrei fare i suoi incassi”.

Noi..non erano solo canzonette in mostraA Torino la storia d’Italia attraverso la musica d’autore

18 marzo 201917:48

– Da Domenico Modugno a Fabri Fibra, la storia d’Italia in 100 canzoni, in un racconto parziale, ma senza pregiudizi né esclusioni, leggero ed emozionante come solo la colonna sonora di una vita può essere. E’ così ‘NOI…non erano solo canzonette’, un viaggio sull’autostrada di un paese che si scopre via via impegnato e frivolo, bigotto e spudorato, intellettuale ed edonista, e lo dice cantando. Per riviverlo basta attraversare il percorso della mostra aperta dal 22 marzo al 7 luglio alla Promotrice delle Belle Arti di Torino, curata da Giampaolo Brusini, Giovanni De Luna e Lucio Salvini, patrocinata da Regione Piemonte, Camera di Commercio di Torino, Rai, Siae, Fimi e Scf, prodotta da Bibibus Events con il supporto di Intesa Sanpaolo. Quindi note, oggetti, memorabilia, in un percorso cronologico e multisensoriale in cui musica, società, stili di vita, mode, si intrecciano l’uno con l’altra.
Cannes: Variety, niente NetflixStarebbero negoziando ma non ci sono film “pronti” per 14-25/5

18 marzo 201917:59

– Non ci sarebbero film Netflix al festival di Cannes neppure quest’anno, almeno secondo le indiscrezioni raccolte da Variety. Il tema lo scorso anno fu dominante e con ricadute polemiche, dalla Mostra del cinema di Venezia fino agli Oscar in virtù del fatto che ad esempio Roma di Alfonso Cuaron, prodotto dal colosso dello streaming, è stato tra i super premiati dell’anno. Netflix e il direttore del festival Thierry Fremaux starebbero negoziando “un potenziale accordo”, rivela Variety. Ted Sarandos di Netflix e Fremaux sarebbero stati a cena insieme una settimana fa a Los Angeles, ma il sito di cinema anticipa che “il gigante dello streaming sarà di nuovo assente dalla Croisette quest’anno senza film in o fuori concorso”, se non altro perché a quanto pare Netflix “non ha un film pronto per il festival da presentare”, in programma dal 14 al 25 maggio.
Arèvalo, orgoglio di profugo-scrittorePoeta cileno in Sardegna per docufilm Moretti “Santiago, Italia”

ORISTANO18 marzo 201918:03

– “Da profugo sono diventato scrittore, sono diventato un operatore culturale e questo è un esempio di come un profugo, se gli dai la possibilità, può diventare qualcuno e può contribuire a dare un valore aggiunto al luogo dove sta”. Così il poeta cileno Antonio Arèvalo ospite al Filmfestival “Terre di confine”, ad Asuni, dopo la proiezione nel weekend del documentario “Santiago, Italia” di Nanni Moretti. Un film in cui numerosi testimoni raccontano attimi drammatici, quelli della presa di potere da parte di Pinochet e la morte di Salvador Allende, la dittatura e la fuga nell’ambasciata italiana.
Nel 1973 Arèvalo, a soli 14 anni, era divenuto la mascotte della Brigata di pittura muraria, con la quale usciva di notte per pitturare le strade. Militante della gioventù comunista, andava a lanciare volantini di protesta. Venne scoperto e si rifugiò all’ambasciata italiana per poi vedere la sua vita catapultata dall’altra parte dell’oceano. “Vivere dentro l’ambasciata è stata un’esperienza fortissima – ha raccontato lo scrittore – Arrivato in Italia, però, non volevo far sapere che ero profugo. Mi vergognavo di dirlo. Oggi ne vado fiero.
Sono cresciuto in Italia leggendo tutto quello che potevo, parlando per citazioni perché dovevo impormi”. Dal passato al presente, con il dramma nel Mediterraneo. “A volte mi vedo nei panni della gente che oggi arriva nei gommoni. Io ho vissuto un’Italia accogliente, era un’epoca meravigliosa. In confronto a ciò che succede ora la mia storia è nulla. Mi sento un privilegiato. Ma ho preso il meglio che ho avuto dall’Italia e ho cercato di restituirlo, perché mi sento responsabile del luogo che mi accoglie, sia che mi trovi a Roma, Milano o Venezia”. Arèvalo ha presentato il suo libro “Le Terre di nessuno”, titolo indicativo di una forte correlazione con il tema del festival cinematografico di Asuni, anche quest’anno diretto da Marco Antonio Pani. Un libro che sintetizza, attraverso una serie di poesie scritte tra il 1980 e il 2016, l’esperienza umana e artistica dell’autore, ormai riconosciuto tra i più attivi sostenitori e promotori della creatività latinoamericana in Europa.
Leonardo alle Scuderie, 3500 in 2 giorniOltre 300 prenotazioni per le scuole, con circa 6.000 studenti

18 marzo 201918:34

– Grande successo alle Scuderie del Quirinale, con oltre 3.500 ingressi nel solo primo fine settimana, per la mostra “Leonardo Da Vinci. La scienza prima della scienza’. A questo dato si aggiungono le già oltre 300 prenotazioni di scuole con circa 6.000 studenti coinvolti.
La mostra, aperta al pubblico fino al 30 giugno, propone un percorso conoscitivo alla scoperta del maestro toscano, raccontato nell’ambito della fitta trama di relazioni culturali e del dinamico contesto artistico che ha caratterizzato il periodo tra il ‘400 e il ‘500 italiano. L’esposizione è curata da Claudio Giorgione ed indaga l’opera vinciana attraverso preziosi disegni e manufatti originali, modelli storici e manoscritti, tra cui l’unico libro con sue annotazioni autografe. E’ organizzata in collaborazione con il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia “Leonardo da Vinci” di Milano e la Veneranda Biblioteca Ambrosiana di Milano.
Passione per l’arte di PiccioniA Forte dei Marmi dal 15 giugno al 15 gennaio

FORTE DEI MARMI (LUCCA)18 marzo 201918:45

– Arte e letteratura uniti nella mostra ‘Burri Morandi e altri amici. La passione per l’arte di Leone Piccioni’. L’esposizione è in programma a Villa Bertelli a Forte dei Marmi (Lucca) dal 15 giugno al 15 gennaio prossimi.
La mostra, curata da Piero Pananti e Gloria Piccioni, figlia del critico letterario, propone una raccolta di 108 opere realizzate dai più noti artisti italiani e internazionali – oltre Burri e Morandi Carrà, Ceroli, De Pisis, Guttuso, Maccari, Mafai, Manzù, Marcucci, Rosai, Severini, Schifano, Viani, per citarne alcuni – accogliendo anche ricordi della carriera di Piccioni e del legame che lo ha unito a ogni singolo autore in esposizione. A corredo della mostra, ci saranno scritti, foto e video, che ritraggono il critico letterario con tutti i maggiori scrittori, poeti e artisti del ‘900, con i quali intrattenne corrispondenza letteraria per gran parte della sua vita. Una preziosa documentazione, è stato spiegato in occasione della presentazione oggi della mostra, della grande considerazione in cui era tenuto il suo giudizio e una pregiata e inedita testimonianza del mondo culturale e artistico del secolo scorso.
Due poi gli eventi collaterali nel corso dell’estate prossima: uno dedicato al Quarto Platano, che fu al Forte cenacolo al Forte di artisti, critici e scrittori dagli anni Venti fino agli anni Cinquanta di cui Piccioni è stato uno degli ultimi rappresentanti.Il secondo è la presentazione del libro ‘Lungara 29. Il caso Montesi nelle lettere a Piero’ che raccoglie il carteggio che Leone Piccioni ebbe col fratello Piero, musicista e compositore, quando quest’ultimo fu detenuto per lo scandalo Montesi.
Molestie, licenziato ceo Warner StudioSuccessore Kevin Tsujihara non è stato ancora annunciato

WASHINGTON18 marzo 201918:45

– Una nuova testa cade sotto i colpi del #metoo. Il presidente e Ceo degli Studio della Warner Bros, Kevin Tsujihara, è stato infatti licenziato in seguito alle accuse di molestie sessuali.
“Kevin riconosce che i suoi errori sono incoerenti con nostri valori e possono avere un impatto sulla capacità della società di andare avanti nel suo lavoro”, si legge in una nota di WarnerMedia, il gruppo che fa parte della galassia At&t. Nessun annuncio ancora sul successore.
Restauro 51 opere arte lesionate MarcheIniziativa Anci-Pio Sodalizio Piceni, mostre a Roma e Senigallia

ANCONA18 marzo 201918:49

– Cinquantuno opere d’arte delle Marche danneggiate dal sisma sono state restaurate e saranno riportate nei loro luoghi d’origine grazie ad un fondo di 200 mila euro coperto in parti uguali dalla Fondazione Pio Sodalizio dei Piceni e dall’Anci Marche. L’iniziativa è frutto di una convenzione stipulata il 9 maggio 2017 in accordo con la Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio delle Marche.
Riguarda tele, sculture e tavole di proprietà di 17 enti tra pubblici ed ecclesiastici che vanno dal ‘400 al ‘700, con l’aggiunta di una scultura in gesso novecentesca, La Schiava, di Gaetano Orsolini proveniente dal Palazzo comunale di Montegiorgio di Fermo. Prima di tornare ‘a casa – hanno annunciato il segretario generale del Pio Sodalizio dei Piceni Alfredo Lorenzoni e il presidente di Anci Marche Maurizio Mangialardi – le opere verranno esposte in due mostre: rispettivamente a Palazzo del Duca di Senigallia da ottobre 2019 a marzo 2020, e a Roma, presso i Musei di San Salvatore in Lauro nel 2020.
Pinocchio di Garrone, Benigni sul setPrimo ciak blindato a Sinalunga

SINALUNGA (SIENA)18 marzo 201921:04

Primo ciak a Sinalunga (Siena) per il film ‘Pinocchio’ girato da Matteo Garrone e interpretato, tra gli altri, da Roberto Benigni nel ruolo di Mastro Geppetto. Sfidando la pioggia che da questa mattina sta interessando la provincia di Siena, sono state girate le prime scene alla tenuta La Fratta dove è stato ricostruito il paese di Geppetto. Su un set blindato e protetto da un rigido cordone di sicurezza ha fatto la sua comparsa proprio il premio Oscar toscano che per le prossime tre settimane soggiornerà in una località limitrofa prima di spostarsi con tutto il cast in Puglia dove proseguiranno le riprese.
Attesi nei prossimi giorni sul set senese anche Gigi Proietti nel ruolo di Mangiafuoco, Massimo Ceccherini e Rocco Papaleo che interpretano il gatto e la volpe e il piccolo Federico Ielapi nel ruolo di Pinocchio.
Premio Wondy, vince Rosella PostorinoA Ritanna Armeni il riconoscimento della giuria popolare

18 marzo 201922:53

– È Rosella Postorino con ‘Le assaggiatrici’ (Feltrinelli), la vincitrice della seconda edizione del Premio Wondy di letteratura resiliente. Il romanzo Premio Campiello 2018 è ispirato alla storia vera di Margot Wölk, assaggiatrice di Hitler nella caserma di Krausendorf.
Ritanna Armeni, con ‘Una donna può tutto’ (Ponte alle Grazie), si è aggiudicata il premio della “giuria popolare”, assegnato dagli utenti di Facebook che hanno votato sulla pagina dell’associazione “Wondy Sono Io”. La finale del Premio Wondy, organizzata dall’associazione ‘Wondy Sono Io’, in collaborazione con Vanity Fair, si è svolta al teatro Manzoni di Milano in una serata condotta Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu con l’esibizione dal vivo di Andrea Bocelli, di Mahmood e del ballerino e coreografo siriano Ahmad Joudeh. A dare voce ai romanzi finalisti gli attori Giulia Bevilacqua, Alessio Boni, Paolo Genovese, Matilde Gioli, Valentina Lodovini e Vinicio Marchioni.
La giuria tecnica è presieduta da Mario Calabresi. Ed è composta da Diamante D’Alessio, Luca Dini, Chiara Fenoglio, Selvaggia Lucarelli, Michela Marzano, Marco Missiroli, Emanuele Nenna, Alessandra Sarchi, Gianni Turchetta e Andrea Vitali. Il Premio Wondy di letteratura resiliente è il riconoscimento letterario in memoria di Francesca Del Rosso, scrittrice e giornalista morta l’11 dicembre 2016, nota con il nome di Wondy dopo la pubblicazione del libro ‘Wondy – ovvero come si diventa supereroi per guarire dal cancro’ (Rizzoli) nel quale raccontava, con coraggio e ironia, la sua lotta contro la malattia. Il premio Wondy è rivolto alle opere edite, scritte in italiano, che raccontano come fare fronte in modo positivo agli ostacoli della vita ed è promosso e organizzato dall’associazione “Wondy Sono Io”, creata dal marito di Francesca, Alessandro Milan, insieme ai suoi amici più cari.

Simona Vinci, dentro le Fiabe dei Grimm’Mai più sola nel bosco’, torno all’infanzia e completo trilogia

18 marzo 201915:36

– SIMONA VINCI, ‘MAI PIU’ SOLA NEL BOSCO’ (MARSILIO, PP. 155, 12,00 EURO) Racconta di sé e del suo mondo di lettrice appassionata Simona Vinci partendo dal libro più importante della sua vita, le Fiabe dei Grimm, che sono la sua infanzia e che ancora la accompagnano in quella copia tascabile consumata dal tempo, a cura di Italo Calvino. ‘Mai più sola nel bosco’, uscito per Marsilio nella collana Passaparola, è tutto questo e molto di più.”La mia idea folle era di scrivere un testo senza capitoli, una narrazione continua dove le fiabe si mescolavano ad episodi della vita e ad alcune delle percezioni. Poi, in realtà, di capitoli ce n’era bisogno e mi sono serviti a strutturare i nuclei della storia: la paura, il mistero, l’infanzia, il cibo, il femminile nelle fiabe. E’ un libro che nasce da una grande passione di lettrice che comincia nell’infanzia e dura ancora adesso” racconta Simona Vinci, a ‘Libri Come’ per presentare il suo libro con Teresa Ciabatti. “Io mi identificavo nei personaggi femminili delle fiabe e quando ho scoperto che i Grimm venivano considerati misogini, con una visione sessista, sono rimasta molto sorpresa perché – sottolinea – in realtà tutte le eroine delle fiabe, a partire da Cappuccetto Rosso o Cenerentola, che va a una festa a cui non è stata invitata, sono ribelli. Spesso sono le donne che salvano i maschi. Sono le sorelle che salvano i fratelli tramutati in animali”.Certo, “rispetto agli uomini le donne nelle fiabe partono da condizioni svantaggiate, però sanno come ribaltare la situazione, con la ribellione, la furbizia, l’intelligenza e il coraggio. Biancaneve finisce nella casa dei nani a fare le pulizie, a servire sette omuncoli, ma ci arriva perché vuole vivere. Quando il cacciatore le vuole strappare il cuore, lei gli chiede di lasciarla andare nel bosco e non sa cosa succederà, potrebbe anche morire, però accetta la sfida” dice la Vinci che ricorda come i Grimm siano stati un riferimento della propria infanzia anche per le autrici da lei più apprezzate come Margaret Atwood. Nel libro c’è anche una fiaba che non aveva letto da piccola, ‘Il ginepro’, a cui è dedicato un capitolo che si chiama ‘Di ramo in ramo’. “L’ho recuperata più avanti, perché nell’edizione che avevo, curata da Calvino, non c’era” racconta. E tra quelle che le piacciono moltissimo ce n’è una di cui curiosamente nel libro non parla, è ‘Il re Bazza di Tordo’ “che è la storia – spiega – di una principessa a cui non va bene nessun pretendente. Il padre le presenta un sacco di uomini, ma non va mai bene niente. Allora le dice: ‘Adesso ti prenderai il primo che bussa alla porta del castello’ e arriva un miserabile dietro al quale però si nasconde il principe. Ma lei deve attraversare tutta una serie di prove, deve fare la serva e vivere nella miseria prima di tornare principessa”.’Mai più sola nel bosco’, dedicato a Severino Cesari, è stato per la scrittrice, Premio Campiello nel 2016 con ‘La prima verità’, “un’occasione di chiudere un percorso come voce narrante. E’ come se fosse una trilogia partita con ‘La prima verità’ e proseguita con ‘Parla, mia paura’. Anche se sono libri diversi fra loro sono contenta di averla chiusa. Quello che avevo da dire è finito con questo. Adesso ho voglia di raccontare dei personaggi. Altri tempi, altre storie” spiega. E aggiunge: “Sto lavorando a una cosa spaventosa”. La paura è il tema forte del viaggio che Simona Vinci ha compiuto e che in fondo non vuole abbandonare. “Spero di spaventarmi di nuovo per qualcosa, perché la paura tiene in allerta e fa scoprire tante cose. Può essere molto interessante quando non ti paralizza. Penso sia uno strumento conoscitivo e anche profondamente divertente. Il gusto della paura lo conosciamo tutti: gialli, noir, horror ci piacciono e ci divertono perché ci spaventano. Per quanto riguarda l’infanzia, le fiabe hanno la funzione di far affrontare la paura e scoprire che può essere sconfitta” dice la scrittrice, nata a Milano nel 1970, e ricorda che “la raccolta dei Fratelli Grimm non è nata con in mente un pubblico di bambini. Non è una letteratura creata espressamente per ragazzi e bambini come quella che c’è adesso”. In ogni caso, scrivere per ragazzi non è nelle sue corde e crede che “sia molto difficile”.

Nesli, con ‘Vengo in pace’ chiudo un cicloEsce il 22/3 nuovo album del cantautore, in tour nei club

18 marzo 201919:23

– Nesli chiude un ciclo con ‘Vengo in pace’, album in uscita il 22 marzo. Quattro anni dopo ‘Andrà tutto bene’, il cantautore completa una trilogia che era proseguita nel 2016 con ‘Kill Karma’, dei quali il nuovo disco incorpora e sintetizza gli spunti pop, rock, rap ed elettronici, sopra un comune contesto lirico. Tra autobiografia e racconto esistenziale, la trilogia termina con una dichiarazione d’intenti precisa, come spiega Nesli parlando: “La volontà è esprimere serenità.’Vengo in pace’ non è la frase di uno sconfitto o di un buonista, ma la serenità di accettare quello che non puoi cambiare. Oggi ti dicono ‘fregatene’, ma io dico, ‘prima fatti i conti e poi alleggerisci il carico’: l’immagine che avevo in mente è di chi va in guerra, ma senza intenzione di sparare, consapevole che anche senza armi si possono cambiare le cose”.Trovare un parallelo con la parabola artistica di Nesli è facile, specie quando nella title-track dichiara “Non accettare compromessi è il compromesso più grande”: “Quella è una frase manifesto per i miei fan: in passato ho fatto scelte egoistiche, quando avrei potuto dare di più non l’ho sempre fatto, perché magari non lo ritenevo giusto o perché certe offerte non mi facevano vivere bene”. “Io ho scelto il mio percorso – prosegue Nesli – Non perché sono presuntuoso, ma perché voglio inventarmi la mia strada. Un film che ho amato diceva ‘nessuno di noi può uscire dalla propria storia’: questo disco voleva essere così, non parlare di amori, ma di vita”.Brani come ‘Maldito’, ‘Ma che ne so’ o ‘Le cose belle’, invitando a fare i conti con il passato e guardare avanti, escono quindi da una lettura strettamente autobiografica. Una traccia come ‘Viva la vita’, allora, può parlare alla collettività senza essere politica: “Io riesco meglio nelle fotografie non sociali ma individuali: è una politica umana, senza retorica”. Una poetica che tocca nell’intimo risponde anche ai tempi che viviamo: “L’intrattenimento non è più quello di una volta: questa commistione di realtà e spettacolo mi ha turbato molto, sento che la disponibilità di tutto mi ha reso in realtà più povero”.Il tour di Nesli partirà da Roma il 21 marzo (Largo Venue) per proseguire a Bolzano, Firenze, Bologna, Torino, Napoli, Bari e Catania e si chiuderà a Milano l’11 aprile (Alcatraz). E da maggio il cantautore sarà in tour nelle piazze: “Mi piace perché devi andare a conquistarti l’attenzione”.

Brizzi, Le Iene: “Ombre su una teste, atti ai magistrati”Nuovi atti consegnati al giudice che ha archiviato indagine

marzo 201918:36

Nuovi atti che inficerebbero una delle testimonianze raccolte dalla difesa, nel procedimento, ora archiviato, che ha coinvolto il regista Fausto Brizzi per violenza sessuale. Li avrebbe raccolti la trasmissione Le Iene che ha consegnato nelle mani del giudice Alessandro Arturi un plico con le nuove prove raccolte dalla trasmissione che getterebbero ombre su una teste.Nel servizio, che andrà in onda domani sera, si fa riferimento alla testimonianza di una ragazza spagnola che ha affermato all’avvocato difensore del regista, Antonio Marino, di avere conosciuto ad Ibiza una delle tre ragazze, tutte aspiranti attrici, che hanno denunciato Brizzi.Ques’ultima, a detta della ragazza spagnola, le avrebbe confidato che per “avere un po’ di fama in Italia, bastava andare in tv e dire di essere stata molestata da Brizzi durante un provino”.Secondo quanto sostengono Le Iene l’attrice che ha denunciato Brizzi “nega di conoscere la ragazza al punto da non riconoscerla nel corso di un incontro organizzato dagli autori del servizio”.Al momento in Procura, in base a quanto si apprende, non sono stati trasmessi esposti o nuovi atti. “Quando arriveranno li valuteremo”, spiegano gli inquirenti. Dal canto suo l’avvocato difensore del regista preferisce non commentare.

“La mia Sofia nel Marocco maschilista”In sala il film di Meryem Benm’Barek premiato a Cannes

18 marzo 2019 23:59

– L’articolo 490 del codice penale marocchino che prevede “da un mese a un anno di reclusione per le relazioni sessuali al di fuori dal matrimonio”. Questa la premessa di ‘Sofia’, film della regista Meryem Benm’Barek, che racconta di una donna di venti anni che vive a Casablanca coi suoi genitori e che a un certo punto si ritrova incinta. Ma dov’è il marito? Il film, in sala dal 14 marzo con Cineclub Internazionale Distribuzione, ha vinto il premio per la migliore sceneggiatura a Cannes (Un Certain Regard) ed è stato designato film della Critica.Il racconto parte da un pranzo di famiglia. Sofia (Maha Alemi) ha violenti crampi allo stomaco e sua cugina Lena (Sarah Perles), studentessa di medicina specializzanda in oncologia, capisce subito la situazione: la ragazza sta per partorire. Sarà così la ricca ed evoluta Lena, con tutta la discrezione possibile, a prendere l’iniziativa di portare Sofia all’ospedale dove, dopo molti intoppi burocratici, la ragazza partorisce. E a quel punto però che cominciano le difficoltà più serie: ci sono solo ventiquattro ore per risolvere il problema dei problemi: Sofia deve sposarsi per non infrangere la legge del suo Paese ed evitare la galera. Da qui inizia davvero la storia di Sofia in cui si mescolano, oltre al maschilismo, il peso della ricchezza, delle classi sociali, quello di patriarcato e matriarcato in un paese come il Marocco tra tradizione e sviluppo.”A pagare le conseguenze di una società maschilista e patriarcale sono anche gli uomini, non solo le donne. È un problema che riguarda tutti noi”, ha spiegato Meryem Benm’Barek, ospite a Roma dell’Istituto francese Centre Saint-Louis.”Fin dall’inizio volevo che il cuore del film fosse il ritratto di un intero paese – ha aggiunto la regista, nata a Rabat nel 1994 – L’obiettivo era quello di rappresentare tutti i rapporti di potere, sia all’interno della dimensione familiare che in quella sociale. Ho voluto mostrare dei personaggi che si affannano alla rincorsa di un’ascesa sociale per raggiungere l’ambito rango dei privilegiati. E lo fanno ad ogni costo, senza preoccuparsi di schiacciare gli altri”.”Tutti noi paghiamo le conseguenze di un assetto sociale maschilista, nessuno escluso.- ha concluso la regista – La questione del patriarcato in Marocco è molto complessa. La sfera pubblica è priorità assoluta del genere maschile, ma in quella casalinga la situazione è ribaltata e tutto passa in mano alle donne”.-

Torna la Carrà su Rai3, ospite Fiorello
Dal 4 aprile ‘A raccontare comincia tu’

18 marzo 201920:14

– Raffaella Carrà torna in tv con una nuova trasmissione, stavolta incentrata sulle interviste, in onda dal 4 aprile su Rai3. Secondo quanto si apprende, il titolo, che fa il verso ad una delle sue hit più popolari, è ‘A raccontare comincia tu’. Il primo ospite Rosario Fiorello, come ha lui stesso annunciato su Radio Deejay durante il suo varietà radiofonico ‘Il Rosario della Sera’.
La Raffa nazionale, che riuscì a portare Fiorello ospite al Festival di Sanremo nel 2001, ha convinto lo showman a tornare in tv, dopo l’ultima presenza su Rai1 un anno fa, ancora ospite del Festival, con Claudio Baglioni. Stavolta la Carrà e Fiorello si ritroveranno su Rai3, con la complicità di Giovanni Benincasa, autore televisivo di entrambi.

[print-me title=”STAMPA”]

La Tua opinione è importante! Vota questo articolo, grazie!
No votes yet.
Please wait...

Vuoi scrivere, commentare ed interagire? Sei nel posto giusto!

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.