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SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

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Ultimo aggiornamento 20 Marzo, 2019, 03:58:45 di Maurizio Barra

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Scala: Sala, nessuno ha accettato fondi
‘Nostra sensibilità ci dice che ora sauditi non convengono’

MILANO19 marzo 2019 01:26

– “Nessuno li ha accettati i fondi sauditi, che infatti erano su un conto estero con un anticipo di garanzia da un notaio proprio perché nessuno ha dato mandato per staccarli”. Lo ha ribadito il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, parlando dei soldi provenienti dall’Arabia Saudita come acconto per entrare nel Cda del teatro alla Scala, di cui ieri è stata annunciata la restituzione dopo la riunione del Consiglio del teatro. “Il dialogo tra il sovrintendente Pereira e i sauditi nasce molto tempo prima e in tanti erano informati, anche il ministro Bonisoli. Da questo a un certo punto il sovrintendete ha ipotizzato un ingresso saudita nella fondazione, il consiglio si è riunito un mese e mezzo fa e ci sono tutti i verbali”. “La nostra sensibilità adesso ci dice che non è conveniente per noi avere i sauditi, e sarebbe una discontinuità perché non c’è mai stato nessuno straniero, preferiamo avere aziende”.
Sonia Bergamasco legge Italo CalvinoAl grattacielo Intesa Sanpaolo terza serata del ciclo di Letture

TORINO19 marzo 201912:44

– Sonia Bergamasco, attrice e regista di spettacoli teatrali, legge mercoledì 20 marzo, alle 21, ‘Città visibili e invisibili’, nella terza e ultima serata del ciclo Italo Calvino, tutto in un punto, nell’Auditorium del grattacielo Intesa Sanpaolo. Tra le città che si vedono c’è Torino – dove Calvino ha trascorso gli anni più fecondi della sua vita creativa adulta e ha pubblicato quasi tutte le sue opere – e, per i torinesi, l’attrice ha preparato di una sorpresa da svelare nel corso della serata. Bergamasco legge anche pagine di Palomar e Se una notte d’inverno un viaggiatore.
L’iniziativa, curata da Giulia Cogoli, è parte del programma di attività culturali realizzate da Intesa Sanpaolo presso il grattacielo. Calvino è il quarto scrittore, dopo Natalia Ginzburg, Primo Levi e Fruttero e Lucentini. Introduce Domenico Scarpa. L’ingresso è gratuito ma bisogna prenotare sul sito http://www.grattacielointesasanpaolo.com/news. E’ possibile seguire la diretta streaming collegandosi allo stesso indirizzo.
Mostre, il Grande Cretto di Burri a RomaLa più grande opera Land Art al mondo ricopre macerie Gibellina

PALERMO19 marzo 201912:48

– “La Ferita della Bellezza. Alberto Burri e il Grande Cretto di Gibellina” è il titolo della mostra che sarà inaugurata venerdì 22 marzo alle ore 18.30 al Museo Carlo Bilotti di Roma, un progetto espositivo promosso da Roma Capitale, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, curato da Massimo Recalcati e con il coordinamento scientifico di Alessandro Sarteanesi di Magonza Editore. Per la prima volta il “Grande Cretto” di Gibellina è il protagonista di una importante mostra di Alberto Burri, un’opera che il maestro ha concepito e realizzato quale sudario bianco per ricoprire le macerie della Gibellina distrutta dal terremoto del 1968, creando così l’opera di Land Art più grande al mondo. Oggi il “Grande Cretto” di Burri rappresenta un’opera dall’alto valore simbolico per la città di Gibellina e per la cultura artistica internazionale, divenendo un caso unico di opera d’arte che interviene nel contesto storico della morte e della rinascita di una città. La mostra, partendo da questo grande intervento artistico di Gibellina, analizza tutto il percorso creativo dell’artista con una selezione di lavori esemplari, letti in relazione alla poetica della ferita, tema che nell’interpretazione di Massimo Recalcati attraversa l’intera opera del maestro umbro. Culmine del percorso interpretativo sono le fotografie in bianco e nero di Aurelio Amendola sul Grande Cretto e il video di Petra Noordkamp prodotto e presentato nel 2015 dal Guggenheim Museum di New York, in occasione della grande retrospettiva The “Trauma of Painting” dedicata ad Alberto Burri.
Considerata la centralità del “Grande Cretto” la città di Gibellina, con la sua Amministrazione Comunale, ne è uno dei principali enti patrocinanti insieme alla Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri, alla Regione Lazio, alla Regione Sicilia, alla Fondazione Orestiadi, con prestiti anche dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma. La mostra rimarrà aperta al pubblico fino al 9 giugno 2019.
Arriva in Italia show dei Blue Man GroupAgli Arcimboldi di Milano e poi al Mandela di Firenze

19 marzo 201912:49

– Arriva in Italia lo spettacolo dei Blue Man Group, al Teatro degli Arcimboldi dal 19 al 24 marzo e al Nelson Mandela Forum di Firenze dal 28 al 31 marzo 2019. Lo spettacolo – dal 2017 parte della famiglia del Cirque Du Soleil e in esclusiva italiana per Show Bees – mescola con ironia arte, musica, teatro, divertimento, energia e colore.
“Il gesto teatrale, fondamentale, insieme all’aspetto musicale e all’arte del corpo, è perfettamente in grado di sopperire alla mancanza di linguaggio verbale – spiegano gli organizzatori dello spettacolo – traducendosi in linguaggio universale comprensibile da chiunque, privo di confini fisici, senza distinzione di razza e di età”.
Nato dalla mente di tre studenti americani (Matt Goldman, Phil Stanton e Chris Wink) nel fervore culturale della New York degli anni ’80, Blue Man Group, è cresciuto a dismisura trasformandosi in un collettivo di artisti e diventando un cult mondiale tanto da entrare a far parte, nel 2017, della famiglia del Cirque Du Soleil.

Manu Invisible e la trovata multa-invitoPer vernissage a Cagliari street artist usa parabrezza di auto

CAGLIARI19 marzo 201913:16

– Ha le sembianze di una “multa” ma sul retro compare l’invito ad una mostra. Se lo sono trovati sul parabrezza diversi automobilisti di Cagliari. La trovata originale, che ha provocato sulle prime irritazione ma poi un sospiro di sollievo e un sorriso, è di Manu Invisible. Dal suo studio di Milano e dalle strade di mezza Europa, lo street artist torna in Sardegna per esporre alla Galleria The AB Factory, a Cagliari. La personale si intitola “NotteFONDA” e sarà allestita dal 23 marzo all’1 giugno nei locali di via Alagon. Cinquanta opere inedite in cui “l’artista mascherato” rivisita, in chiave Street art, la tecnica dell’affresco appresa a Firenze in due intensi anni di studio.
Quando è all’opera Manu Invisible indossa solo una tuta nera con tracce evidenti di pittura di diversi colori e una maschera nero lucido dalle forme taglienti, ispirata alla geometria e alla notte. Lungo il percorso espositivo di “NotteFONDA” si possono ammirare oltre agli “affreschi” messi dentro cornici anche opere a smalto, acrilico e spray su materiali di recupero, fumage su legno per gli “Smoke”, opere su box in plexiglass e infine “Guascio”, ovvero una pittura acquerello su arazzo in lino. La mostra è un tributo a Cagliari, la città che lo ha accolto, come artista, sin dai suoi primi graffiti. “NotteFONDA è l’essenza della Street Art di Manu Invisible, la sua visione dell’arte che va oltre il muro – spiega Andrea Concas, fondatore della Galleria AB Factory – Un esempio di arte collettiva, partecipata, sostenibile. I suoi ‘strappi di affresco’ possono essere esposti ovunque, le sue ‘parole’ raccontate in ogni dove, restano scolpite nella memoria, poggiate sulle pareti di una casa, un museo, un negozio, un bar. Protette da un guscio, da una tecnica antica, da colori permanenti, da terre e impasti.
Indelebili”.

Leo Gassmann, esce Cosa sarà di noi?Nuovo brano del figlio d’arte, che ha partecipato a X Factor

19 marzo 201914:09

– Esce, venerdì 22 marzo, “Cosa sarà di noi?”, il nuovo singolo di Leo Gassmann, un brano scritto e prodotto dallo stesso giovane artista e arrangiato da Matteo Costanzo. Leo, che ha partecipato all’ultima edizione di X Factor arrivando alle semifinali, ha anche realizzato l’illustrazione per la copertina del singolo.
“Un brano che nasce sotto un cielo stellato di notte quando il resto del mondo dorme e ci si trova a confidarsi con le uniche cose che rimangono: se stessi, la luna e il cielo”, racconta Gassmann, figlio di Alessandro e Sabrina Knaflitz.
In occasione dell’uscita verrà reso disponibile il video ufficiale del brano per la regia di Riccardo Cesaretti.
Mario Lavezzi festeggia 50 anni carrieraSua prima composizione pubblicata il 21 marzo 1969 per i Dik Dik

19 marzo 201914:36

– Mario Lavezzi, 71 anni, festeggia 50 anni di musica d’autore. Compositore, musicista, cantautore, produttore, arrangiatore, talent-scout, promotore: una carriera di successo, costellata di hit e da numerose collaborazioni con artisti per i quali ha spesso contribuito a decretarne la celebrità. La sua prima composizione fu pubblicata il 21 marzo 1969 grazie all’incontro con Battisti e Mogol, che segnò gli inizi: “Il primo giorno di primavera”, scritta con Cristiano Minellono e lo stesso Mogol, per i Dik Dik, raggiunse il primo posto della hit parade nel settembre successivo. Da lì una carriera che lo ha portato a scrivere, cantare, produrre, arrangiare, suonare canzoni e dischi tra i più conosciuti della nostra musica: Vita (per Lucio Dalla e Gianni Morandi); Stella Gemella (Eros Ramazzotti); E La Luna Bussò (Loredana Bertè); Varietà (Gianni Morandi); E’ Tutto Un Attimo (Anna Oxa), solo per citarne alcuni.
Bonisoli, 8,5mln per il Teatro RegioFondi stanziati per opere di ristrutturazione

TORINO19 marzo 201914:39

– Il ministero dei Beni Culturali investirà 8,5 milioni per il Teatro Regio di Torino da utilizzare per interventi strutturali. Lo ha annunciato il ministro Alberto Bonisoli al termine dell’incontro con la sindaca Chiara Appendino e i vertici dell’ente lirico.
“Avevo già discusso con la sindaca di un possibile investimento – spiega Bonisoli -. Abbiamo visto il piano industriale e a questo punto sono contento di dirvi che lo abbiamo accettato. Siamo quindi pronti ad investire 8,5 milioni, che verranno destinati per diverse opere di ristrutturazione, in particolare della scena teatrale, per poterla meccanizzare, il che farà sì che il teatro risulti essere molto più efficiente e moderno”.
Il ministro spiega che il finanziamento è stato approvato ieri “ed è mio interesse che i fondi vengano spesi, questa è la mia preoccupazione principale. Per quanto riguarda i lavori – conclude – mi raccomando la giusta celerità, vogliamo spendere i fondi nel giro di 18 mesi”.

Torna ‘Regina madre’ di SantanelliIn tournée con Imma Villa e Fausto Russo Alesi ora a Napoli

19 marzo 201914:43

– Torna “Regina madre”, testo ormai quasi classico premio Idi nel 1984 di Manlio Santanelli, e torna in una versione di grande modernità e forza, grazie a una regia misurata e ben congeniata di Carlo Cerciello e a due grandi interpreti, una eccezionale Imma Villa cui tiene ottimamente testa Fausto Russo Alesi. Dopo le repliche romane al Piccolo Eliseo debutta il 19 marzo al Teatro Nuovo di Napoli, dove resta sino al 24 marzo, per andare poi a Cosenza al Teatro dell’Università il 27 e a Casalecchio di Reno al Teatro Laura Betti il 29 marzo. La Villa e Russo Alesi ripropongono Regina, anziana donna di carattere affetta da una grave malattia ma i cui effetti ancora non sono visibili, e suo figlio Alfredo, un cinquantenne che torna a casa dicendo che lo fa per assisterla ma in realtà per trovare riparo ai suoi fallimenti di lavoro e famigliari. Lo fanno con emozionante essenziale incisività, lei asciutta, senza una sbavatura come un’incisione al bulino, lui intenso come un’acquaforte nella sua inadeguatezza.
Una serie sulle start up in onda su SkyE’ ‘B Heroes’ realizzata con il sostegno di Intesa Sanpaolo

19 marzo 201914:45

– Una docu-serie sulle start up andrà in onda dal 25 marzo su Sky Uno. In 15 puntate (dal lunedì al venerdì alle 18.50) le telecamere di ‘B Heroes’ seguiranno 20 imprese innovative per raccontarne bisogni ed esperienze. Il 12 aprile sarà svelato chi si aggiudicherà un investimento di 500 mila euro. Il programma è ideato da Fabio Cannavale, fondatore di lastminute.com, e realizzato con Intesa Sanpaolo. B Heroes infatti è anche un percorso di tutoraggio per far crescere le imprese. “Le start up hanno bisogno di un terreno di confronto – ha spiegato Cannevale -. Con B Heroes vogliamo metterle in contatto con importanti imprese del settore, in un percorso di accelerazione in cui potranno verificare se la loro idea di business funziona”. Al suo fianco Teresio Testa, responsabile sales and marketing imprese Intesa e dg Mediocredito Italiano, che ha ricordato che Intesa ha erogato 1,8 miliardi a progetti innovativi sostenendo 2.500 start up.

Tintoretto superstar a WashingtonTre mostre a 500 anni dalla nascita

WASHINGTON19 marzo 201920:03

– Tintoretto superstar alla National Gallery of Arts (Nga) di Washington, una delle massime istituzioni museali americane, che dedica contemporaneamente tre mostre al genio veneziano nel 500/o anniversario della nascita. La prima, e la più attesa, è “Tintoretto: artista del Rinascimento veneziano”, unica altra tappa dopo l’esposizione nel Palazzo Ducale della città lagunare. Sarà inaugurata il 24 marzo, dopo la presentazione alla quale hanno preso parte tra gli altri la neo direttrice del museo, Kaywin Feldman, l’ambasciatore d’Italia negli Usa Armando Varricchio, il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, e i due curatori della mostra, Frederick Ilchman e Robert Echols, tutti ospiti poi di una serata di gala nella residenza dell’ambasciatore.Organizzata in collaborazione con la Fondazione dei Musei Civici di Venezia e le Gallerie dell’Accademia, sarà la prima retrospettiva di Tintoretto nel nord America, con 46 dipinti, 20 dei quali da Venezia e parecchi mai visti prima in Usa, come la straordinaria Ultima cena per la chiesa di San Trovaso e la Madonna dei Camerlenghi. Alcuni, come il San Marziale in Gloria nell’omonima chiesa di Cannaregio, sono stati restaurati e preservati da Save Venice. In esposizione anche una dozzina di disegni. Tra le opere più importanti la Vergine e Gesù con i Santi, la Conversione di San Paolo, Venere e Marte sorpresi da Vulcano, il Miracolo dello schiavo, la Deposizione di Cristo, la Creazione degli animali e il bozzetto per il Paradiso.Una galleria sarà dedicata ai ritratti, in cui Tintoretto eccelleva (ci sono anche due autoritratti). Un percorso che consente di avere una panoramica a tutto tondo dell’artista, ritenuto uno dei più grandi e influenti pittori occidentali, cimentatosi con innumerevoli soggetti e generi. La mostra sarà affiancata da altre due esposizioni. ‘Drawing in Tintoretto’s Venice’ (24 marzo-26 maggio 2019), in arrivo dalla Morgan Library di New York, avrà come focus il lavoro dell’artista come disegnatore e disegni anche di predecessori e contemporanei, tra cui Tiziano, Veronese e Jacopo da Bassano. In tutto una ottantina di opere. Infine ‘Venetian prints in the time of Tintoretto’ (stesso periodo della precedente) proporrà circa 40 stampe, in prevalenza dalla collezione della Nga: dalle acqueforti di Parmigianino alle incisioni di Giuseppe Scolari, fonti importanti della formazione artistica del maestro veneziano. “Grazie all’opera del Tintoretto, l’America celebra l’Italia, il suo genio creativo, la sua cultura e la sua storia”, ha osservato Varricchio, annunciando anche un simposio internazionale sull’artista dopodomani all’ambasciata.”Una storia viva – ha aggiunto – che continua a ispirare ed affascinare generazioni di americani che guardano all’Italia come ad un faro di creatività, innovazione e tradizione, di cui Tintoretto e Venezia sono un vivido esempio”. “Nelle opere di Tintoretto c’è la forza della storia di Venezia, simbolo della difesa della Cristianità e dei valori occidentali”, ha osservato Brugnaro, ricordando che la Serenissima è stata una delle prime repubbliche a riconoscere gli Stati Uniti.

Maxi opera land art omaggio a Xi JinpingRealizzata su un terreno di 20mila metri quadri in Veneto

VERONA19 marzo 201916:23

– A pochi giorni dalla visita in Italia di Xi Jinping compare nella campagna veronese una maxi-opera di land art che omaggia il presidente della Repubblica Popolare Cinese. L’artista Dario Gambarin ha realizzato, con trattore ed aratro, un monumentale ritratto di Xi Jinping, su un terreno di 20.000 metri quadrati a Castagnaro (Verona). Ritratti di land art erano già stato dedicati da Gambarin in passato ai presidenti americani Obama, Kennedy, Trump, al sudafricano Nelson Mandela, a Vladimir Putin, ma anche a Papa Francesco, Martin Luther King. Tutte opere realizzate a ‘mano libera’, senza aver segnato in precedenza il terreno.
L’opera sarà visibile per alcuni giorni, dice l’artista, “sperando che il presidente Xi Jinping dall’alto la possa vedere”.

Marinelli, io tra ricordi e futuroL’attore con Linda Caridi nel film di Mieli in sala dal 21 marzo

19 marzo 201919:55

– Solo ‘Lui’ e ‘Lei’, niente nomi nel film ‘Ricordi?’ di Valerio Mieli, che racconta, tra mille suggestioni, un’intricata storia d’amore, dalla A alla Z. Una storia d’amore attraversata dal tempo e dai ricordi dei due protagonisti. Lui è il cupo Luca Marinelli, con un trauma infantile mai davvero superato, e Lei, figlia di un famoso artista, è la più solare Linda Caridi. Il loro destino sarà appunto quello di innamorarsi, ridere, scherzare, disamorarsi, amarsi ancora e vedere la fine della loro storia con il disincanto di chi sembra uscito da una malattia.’Ricordi?’ di Valerio Mieli, già presentato alle Giornate degli Autori, sezione autonoma e parallela della Mostra del Cinema di Venezia (dove ha vinto il premio del pubblico Bnl) e ora in sala dal 21 marzo distribuito da Bim, non è un film qualsiasi. Più che raccontare una storia, sembra voler rappresentare, tra passato e presente, il flusso di coscienza dei due protagonisti, che si raccontano e si raccontano ancora. Ma ci sono un po’ tutte le tappe dell’amore in ‘Ricordi?’ come nei ‘Frammenti di un discorso amoroso’ di Roland Barthes raccontati con sole immagini. Per questo film prodotto da BiBi Film Tv, Les Films d’Ici e Rai Cinema in collaborazione con Cattleya, spiega Marinelli, “è stato fondamentale il lavoro iniziale con Valerio per ‘mappare’ la direzione dei personaggi nei diversi punti della storia. Ci sono milioni di punti di vista, ma non era difficile, è l’esatto meccanismo che noi adoperiamo nella vita, è quel flusso di emozioni che ci riproponiamo secondo per secondo”.”Quanto la nostra percezione del mondo dipenda dal nostro stato d’animo, quanto si possa essere realmente felici è un tema che mi ossessiona da tanto – spiega invece Mieli, alla sua opera seconda dopo ‘Dieci inverni’ per la quale aveva vinto il David Di Donatello e il Nastro d’argento come miglior regista esordiente -. ‘Lui’ nel film deve imparare ad essere felice e ‘Lei’, che all’inizio è serena, deve confrontarsi con la complessità dei rapporti, con il dolore. La percezione che abbiamo del passato è molto meno semplice di quella che possiamo immaginare, non è un flashback, un file che apriamo e vediamo come sono andate le cose, è uno strano magma, che ho cercato di rappresentare”. Ci sono aspetti “che mi accomunano sia al personaggio che a Valerio – dice ancora Marinelli -. C’è qualcosa di simile tra di noi. Sono una persona che ama il ricordo, che a volte ne è vittima, a volte ne trae grande gioia”.Per Linda Caridi, che proprio per questo ruolo ha ricevuto il premio Imaie come miglior talento emergente, “non è stato difficile interpretare Lei. Bastava solo entrare nelle tante piccole situazioni del quotidiano. Essendo poi stata innamorata più volte, bastava solo unire tanti pezzetti di ciò che avevo vissuto”.Frase cult del film, che ha nel cast anche Giovanni Anzaldo e Camilla Diana, quella che dice Marinelli: “Già all’inizio di questo amore c’era la sua fine”.

Al Met di NY Il mondo tra gli imperiPassato e presente, arte e identità nel Medioriente antico

NEW YORK19 marzo 201916:50

– Una statuetta di divinità femminile nuda di alabastro con le braccia mobili, quasi una Barbie vecchia di 2000 anni, fa gli onori di casa: ha il corpo sinuoso di una Venere nella tradizione classica occidentale, ma gli occhi e l’ombelico di rubino vengono dal Myanmar. Oggi al Museo del Louvre, la Ishtar simbolo di una nuova mostra al Metropolitan viene originariamente da Babilonia: è la testimonial plurimillenaria del “Mondo tra gli Imperi”, un viaggio in 190 oggetti in una delle regioni più incandescenti del pianeta. Dal I secolo avanti Cristo alla metà del III secolo due superpotenze – l’impero romano e i Parti – si scontrarono in un’alternanza di guerre e fragili fasi di pace per il controllo delle vie commerciali tra oriente e occidente. La mostra incrocia passato e presente puntando i riflettori su cosa stava in mezzo: in quelli che oggi sono Iraq, Israele, Giordania, Siria, Libano e Yemen, si parlavano lingue simili, si commerciava lungo le stesse strade, si adoravano divinità consorelle.
130 buyers tv a Torino per ScreeningsBogi, unici al mondo a organizzare questo evento, +40% adesioni

TORINO19 marzo 201917:05

– Operatori del mercato televisivo, nazionale e internazionale, rappresentanti delle istituzioni del cinema, molti volti noti e celebrities del piccolo e del grande schermo si ritrovano a Torino, dal 3 al 5 aprile, per la 23/a edizione degli Screenings, promossi da Rai Com per presentare in anteprima le novità Rai sul mercato. Sono attesi oltre 130 buyers di programmi televisivi provenienti da tutto il mondo.
La manifestazione, che si terrà al Museo del Risorgimento, è sostenuta da Film Commissione Torino Piemonte, Fip e Regione Piemonte. E avviene a ridosso di un altro evento internazionale legato alla programmazione tv, Cartoons on the Bay, dall’11 al 13 aprile.
“Siamo l’unica tv al mondo ad organizzare un evento del genere – dice Davide Bogi, responsabile di Sviluppo Business Rai Com – un momento importante per noi, che quest’anno ha visto un aumento del 40% di adesioni”. Tra i programmi che verranno presentati anche le serie inedite ‘Pezzi unici’ con Sergio Castellitto e ‘Mentre ero via’ con Vittoria Puccini, oltre a serie evento quali Il nome della rosa o L’amica geniale. “Una manifestazione di caratura internazionale”, sottolinea Antonella Parigi, assessore alla Cultura della Regione Piemonte.
200 sale per La gabbianella e il gattoCapolavoro di D’Alò top incassi film d’animazione italiana

19 marzo 201917:37

– Sono oltre 200 le sale che da giovedì 21 a domenica 24 marzo proietteranno “La gabbianella e il gatto” il film di Enzo d’Alò, con i disegni di Walter Cavazzuti e le ambientazioni di Michel Fuzellier. Un vero e proprio evento cinematografico, distribuito da CG Entertainment in collaborazione con RTI, Infinity e con ECI Consorzio Esercenti Cinema. Per i nuovi piccoli spettatori sarà una sorpresa di cui innamorarsi per la prima volta. “La gabbianella e il gatto” affronta temi di grande attualità ancora oggi, come la libertà, l’accoglienza, l’accettazione di sé, l’integrazione e l’inquinamento. Uscito nel Natale 1998, è ancora oggi il cartoon italiano più visto di sempre. Ispirato al capolavoro bestseller di Luis Sepúlveda “Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare” (Salani Editore e Guanda Editore) il film venne premiato con il Nastro d’Argento e ricevette il Premio del Pubblico al Festival di Montreal del 1999. Tra le ‘voci’: Carlo Verdone, Antonio Albanese lo stesso Sepúlveda.

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Nuove nomine alla narrativa Mondadori
Minuto responsabile della straniera, Gelsumini alla young adult

19 marzo 201917:38

– Donatella Minuto è la nuova responsabile della narrativa straniera di Mondadori.
Contestualmente ad Alberto Gelsumini, già responsabile editoriale della Varia, viene affidata anche la linea narrativa Young Adult. Entrambi rispondono a Francesco Anzelmo, direttore editoriale della casa editrice.
Donatella Minuto, nata a Milano nel 1971, laureata in Lettere moderne all’Università Statale di Milano, dopo esperienze editoriali in Fazi, Bur e Il Saggiatore, dal 2010 al 2017 ha lavorato in Giunti Editore, dove negli ultimi anni ha diretto la narrativa italiana e straniera. Alla fine del 2017 è entrata in Mondadori come senior editor della Narrativa Straniera. Alberto Gelsumini, nato a Prato nel 1978, è laureato in scienze della Comunicazione all’Università di Bologna e, dopo esperienze nel giornalismo e nella televisione, è entrato in Mondadori come editor nel 2003. Dal 2015 è il responsabile editoriale della Varia.
Giffoni, numeri record per giurieSaranno 5800, per loro happening musicale il 18 luglio

SALERNO19 marzo 201917:40

– E’ record di numeri per le giurie della 49/a edizione del Giffoni Film Festival, in programma a Giffoni Valle Piana (Salerno) dal 19 al 27 luglio, con 200 posti in più rispetto allo scorso anno. In totale 5800 giurati: 3200 Elements, 420 Masterclass, 400 Parental Experience e 1780 Generator. Già il 18 luglio i giurati potranno vivere – in attesa dell’inizio della manifestazione – un happening musicale, maratone cinematografiche e una grande festa durante la quale incontreranno per la prima volta i loro coetanei e compagni di giuria. Sono migliaia le richieste giunte da ogni angolo del mondo, e in pochissime settimane, all’Ufficio Giurie, per le sezioni Elements, Generator, Masterclass e Parental Experience, e da tutta Italia per il nuovo progetto Ambassador.
Maraini, tascabili ma perfetti, 70 anni con BurDa Apuleio a Gogol, i preferiti della scrittrice

19 marzo 201920:00

– Emily Dickinson e la creatività femminile negata, Conrad e il doppio, Lucrezio e la natura, Gogol e la caricatura, Hawthorne e l’abuso del potere nei confronti delle donne, Apuleio e la trasformazione, Erodoto e l’immaginazione che si mescola con la storia. Sono gli autori scelti da Dacia Maraini per festeggiare i 70 anni della Bur, la mitica collana di tascabili su cui la scrittrice Premio Strega e Campiello si è formata. “Ho indicato questi autori non solo perché mi hanno aiutato a formarmi, mi hanno dato delle emozioni e sono stati importanti, ma perché i temi dei loro libri sono tutti universali” dice la Maraini dei suoi sette Bur del cuore: ‘Storie’ di Erodoto, ‘L’asino d’oro’ di Apuleio, ‘La natura’ di Lucrezio, ‘I racconti di Pietroburgo’ di Gogol, ‘Il compagno segreto’ di Joseph Conrad, ‘La lettera scarlatta’ di Nathaniel Hawthorne e ‘Le poesie’ di Emily Dickinson.”Con grande dispiacere ho dovuto scegliere, perché sette sono pochi, di libri che mi interessano ne ho tanti. Tra gli italiani avrei messo Giacomo Leopardi. Avevo incluso anche il romanzo picaresco Lazzarillo del Tormes di autore Anonimo, ma non è al momento disponibile nel catalogo Bur e allora ho pensato a ‘Il compagno segreto’ di Conrad, un romanzo breve, poco conosciuto, che ho anche tradotto, sul tema del doppio, della somiglianza, di chi è l’Altro” sottolinea la Maraini. “La mia prima formazione con i classici è stata con il catalogo Bur. Erano libri molto piccoli, non grandi come sono adesso. Li tenevo in tasca quando andavo a scuola e mi sono stati utilissimi, perché erano accompagnati da un apparato critico semplice ma profondo, ben fatto, adatto per i ragazzi. La Bur era straordinaria. Tutto era fatto bene, la traduzione, l’introduzione esemplificativa” dice la scrittrice della collana nata nel 1949 che è arrivata al traguardo dei 70 anni con un catalogo che supera i 5 mila titoli, non più limitato ai soli classici, ma aperto alla narrativa contemporanea, alla non fiction, alla saggistica e ai manuali. Come recitava la quarta di copertina di alcuni dei primi volumi, la Bur ha offerto “a tutti, anche ai meno abbienti, l’opportunità di possedere, integralmente, i testi principali delle letterature di tutti i tempi”.Una storia di successo che sin dall’inizio si è intrecciata e ha contribuito all’evoluzione culturale del paese. “Erodoto per me è stato importante – racconta la Maraini – perché mescolava la fantasia e l’immaginazione con la storia. Non è uno storico alla Tucidide che si tiene attaccato ai fatti. E’ un narratore. Apuleio, che ci racconta di un uomo che diventa asino, affronta un tema che a me interessa molto, quello della metamorfosi e del rapporto uomo-natura, uomo-animali. Di Gogol, che ci narra di un naso che viaggia da solo per Pietroburgo, mi piace l’aspetto surreale. Lucrezio ci porta al nostro rapporto malato con la natura. E’ importante che i ragazzi oggi dicano: ‘state distruggendo il pianeta'” spiega la Marini facendo riferimento a Greta Thunberg. E anche la ‘Lettera scarlatta’ di Hawthorne fa capire tante cose sul rapporto sessuale tra i due generi. “E’ un po’ come il caso del movimento #MeToo. Lui ha il potere, lei è stata sedotta, la verità si saprà alla fine”.La Bur festeggerà il settantesimo anniversario per tutto il 2019 con eventi e incontri tra cui 10 appuntamenti in librerie Mondadori che prenderanno il via il 23 marzo in contemporanea alle 17.30 nei Mondadori Store di Roma, Milano, Bologna e Palermo con 4 grandi scrittori: oltre a Dacia Maraini, Paolo Mieli, Maurizio De Giovanni e Silvia Avallone che racconteranno il loro Bur preferito. La collana di classici per il grande pubblico che Luigi Rusca, allora direttore editoriale di Rizzoli, e Paolo Lecaldano, convinsero l’editore a lanciare nel 1949, aveva tre i criteri fondamentali: un costo alla portata di tutti (50 lire ogni cento pagine), quando un libro di narrativa costava tra le 400 e le 500 lire, testi rigorosamente integrali e una veste grafica molto sobria. Il primo titolo pubblicato nei cosiddetti “grigi” sono ‘I promessi Sposi’ di Alessandro Manzoni.

Pitt e DiCaprio bulli per TarantinoC’era una volta a Hollywood verso Cannes? In Italia a settembre

NEW YORK19 marzo 201918:10

– Due bulli in stile anni ’60. Brad Pitt e Leonardo DiCaprio sono i volti della locandina del nono film di Quentin Tarantino, l’atteso ‘C’era una volta a Hollywood’. La pellicola, nelle sale cinematografiche dal prossimo luglio (a settembre in Italia con WarnerBros), racconta una storia ambientata nella Los Angeles del 1969, al culmine della Hollywood hippy e in cui si racconta anche dell’assurdo massacro a Bel Air in cui fu uccisa Sharon Tate (interpretata da Margot Robbie). Secondo indiscrezioni potrebbe avere l’anteprima mondiale al festival di Cannes a maggio.
“Ho lavorato alla sceneggiatura per cinque anni e ho vissuto nella contea di Los Angeles per la maggior parte della mia vita, compreso il 1969 – ha detto Tarantino -. Sono davvero entusiasta di raccontare la storia di una Los Angeles e di una Hollywood che non esistono più e non potrei essere più felice di avere DiCaprio e Pitt nei ruoli di Rick e Cliff”.
E’ stata l’ultima interpretazione al cinema di Luke Perry, scomparso il 4 marzo

Artista persiana guarda mondo di DanteOpere di Tannaz Lahiji in varie parti della città

FIRENZE19 marzo 201918:21

– Si intitola ‘Riflessioni su Dante’, l’installazione d’arte a più tappe di Tannaz Lahiji dal 20 marzo a Firenze dove l’artista persiana vive da oltre dieci anni, e ora ha deciso di rendere omaggio al legame profondo tra la città e la Persia, e in particolare a Dante Alighieri. Il progetto itinerante prevede la collocazione di alcune opere (pittoriche e non) in un percorso che coinvolge Palazzo Vecchio, Museo Casa di Dante, Palazzo Bastogi e il Mercato centrale. La mostra è stata presentata in Palazzo Vecchio alla presenza dell’artista, del sindaco Dario Nardella, del presidente del Consiglio regionale Eugenio Giani e della curatrice Manuela Antonucci.
Il percorso parte nella sala d’Arme di Palazzo Vecchio con un’installazione che si estende per oltre 300 mq, fino al Mercato centrale dove Lahiji ha voluto chiudere con una installazione ispirata a Ulisse e al suo amore per la ‘virtute e canoscenza’.
Firenze celebra Isadora DuncanDue sedi, villa Bardini e museo Stefano Bardini, con 170 opere

FIRENZE19 marzo 201918:25

– Sarà a Firenze, a villa Bardini e al museo Stefano Bardini, la prima mostra italiana dedicata alla danzatrice americana Isadora Duncan e al suo rapporto con le arti figurative italiane. Circa 170 opere tra dipinti, sculture e documenti, fra i quali fotografie inedite, ripercorreranno il legame con l’Italia della Duncan, che rivoluzionò le teorie accademiche della danza, per avviare una moderna e innovativa visione del corpo femminile, e del suo movimento, nello spazio, prendendo le mosse dall’influenza che ebbe nel contesto internazionale. L’esposizione, a cura di Maria Flora Giubilei e Carlo Sisi, è in programma dal 13 aprile al 22 settembre.
Ginsburg simbolo lotta donne e icona popRaccontata da Una giusta causa con Felicity Jones e Armie Hammer

19 marzo 201918:27

– Notorious RBG: è il soprannome, in stile idolo rap, con il quale molti dei suoi estimatori chiamano Ruth Bader Ginsburg, classe 1933, giudice della Corte Suprema Usa, diventata una figura pop molto amata e rispettata, grazie al suo carisma e a una vita dedicata a combattere le discriminazioni, in primis quelle subite dalle donne. Il suo percorso, che negli ultimi anni l’ha vista in prima fila anche per opporsi alle ingerenze del presidente Trump, viene in parte raccontato da Una giusta causa di Mimi Leder, con Felicity Jones come protagonista e Armie Hammer, nel ruolo del marito Marty (scomparso nel 2010), anche lui avvocato, che l’ha sempre sostenuta. Il film, in sala dal 28 marzo con Videa, si concentra sui primi anni dell’attività di Ruth Bader Ginsburg. “Le sue battaglie le abbiamo dovute combattere anche noi in Italia” ha ricordato la giudice e scrittrice Paola Di Nicola, in apertura della serata dedicata al film organizzata a Roma dall’associazione Women in Film, Tv & Media Italia.
Antonacci-Pausini, nuovo singoloDa venerdì 22 marzo “In questa nostra casa nuova”

19 marzo 201918:29

– Venti anni di amicizia e di collaborazione. Ma ciò che non era mai successo finora tra Biagio Antonacci e Laura Pausini è che un brano venisse ideato e composto dallo stesso cantautore per unire le loro due voci.
Succede ora con “In questa nostra casa nuova”, brano disponibile dal 22 marzo.
La canzone (su etichetta Iris distribuita da Sony Music) nasce dal desiderio dei due artisti di continuare a percorrere insieme un momento di condivisione, proprio come accadrà in occasione del tour che terranno negli stadi italiani la prossima estate “Laura Biagio Stadi 2019”. Il via il 26 giugno dallo Stadio San Nicola di Bari, poi il 29 giugno all’Olimpico di Roma, il 4 e il 5 luglio a San Siro a Milano, l’8 luglio all’Artemio Franchi di Firenze, il 12 luglio al Dall’Ara di Bologna, il 17 luglio all’Olimpico di Torino, il 20 luglio allo Stadio Euganeo di Padova, il 23 luglio all’Adriatico di Pescara, il 27 luglio al San Filippo di Messina e l’1 agosto alla Fiera di Cagliari.
Marillion, 2 date in Italia per 40 anni12 dicembre a Roma, 13 a Padova. Elementi d’orchestra su palco

19 marzo 201919:02

– I Marillion, band della seconda generazione del prog-rock made in England, torneranno a suonare nel Regno Unito e in Europa nel 2019 per festeggiare i 40 anni di carriera. Tappa anche in Italia: il 12 dicembre a Roma, all’Auditorium della Conciliazione, e il 13 a Padova, al Gran Teatro Geox. Sul palco anche elementi orchestrali: il quartetto d’archi “In Praise of Folly”, oltre a Sam Morris al corno francese ed Emma Halnan al flauto.
La band suonerà brani tratti dalla sua quarantennale carriera, senza contare che il 2019 è l’anno delle celebrazioni per i 30 anni di presenza del frontman Steve Hogarth nel gruppo.
“Sono passati davvero 30 anni?!”, ha dichiarato Hogarth, per poi aggiungere: “Steve Rothery mi ricorda che ricorre anche il suo 40/o anniversario, quindi si tratta di una doppia celebrazione.
Aggiungeremo questi sei meravigliosi musicisti alla band per l’intero tour: splendidi professionisti nonché buoni amici, e abbiamo già dato prova della chimica che abbiamo insieme sul palco”.
Ciak per Hammamet, Amelio racconta CraxiFavino protagonista racconto più privato che pubblico

19 marzo 201914:13

Sono iniziate le riprese di ‘Hammamet’, il nuovo film di Gianni Amelio, sceneggiato dallo stesso con Alberto Taraglio e prodotto da Pepito Produzioni con Rai Cinema.
Il film, che sarà distribuito in Italia da 01 Distribution, ricostruisce con personaggi ispirati alla realtà e con personaggi di fantasia, la caduta di un uomo di Stato italiano (ispirato a Bettino Craxi, ndr), nella prospettiva di un racconto più privato che pubblico, dove si scava nei sentimenti per illuminare i fatti.
Il film è interpretato da Pierfrancesco Favino, Renato Carpentieri, Claudia Gerini, Livia Rossi e Luca Filippi.
Nasce progetto per cinema tutto l’anno60 titoli d’estate, tutta l’industria del settore compatta

19 marzo 201915:59

Tutte le aziende della filiera dell’industria del cinema, major Usa incluse, sono coinvolte in Moviement, un vero e proprio movimento culturale per andare al cinema tutto l’anno. E’ la prima volta che tutta l’industria del cinema è unita e compatta si impegna per una stagione di film che duri 12 mesi, estate compresa. Da decenni si parla di come superare quello che è un tabù nel consumo culturale degli italiani e ora le associazioni di categoria, dai produttori agli esercenti, con grande appoggio del Mibac, lanciano un progetto concreto triennale. Il cartellone estivo comprende 60 titoli, dai blockbuster come Il Re Leone e Toy Story 4, ai film d’autore come le nuove opere di Wenders, Rubini, De Palma, Audiard, Neil Jordan, Ralph Fiennes, Fatih Akin e “due o tre film italiani che sono in predicato per la selezione del festival di Cannes”, anticipa Luigi Lonigro, presidente distributori Anica e grande tessitore dell’iniziativa. Il testimonial Pif ironizza: “sogno una première a Mondello con pane e panelle!”.

Marinelli, io tra ricordi e futuroL’attore con Linda Caridi nel film di Mieli in sala dal 21 marzo

19 marzo 201916:29

– Solo ‘Lui’ e ‘Lei’, niente nomi nel film ‘Ricordi?’ di Valerio Mieli, che racconta un’intricata storia d’amore, attraversata dal tempo e dai ricordi dei due protagonisti. Lui è il cupo Luca Marinelli, con un trauma infantile mai superato, e Lei, figlia di un famoso artista, è la più solare Linda Caridi.
Il loro destino sarà quello di innamorarsi, ridere, scherzare, disamorarsi, amarsi e vedere la fine della loro storia con il disincanto di chi sembra uscito da una malattia.
Il film, già presentato alle Giornate degli Autori alla Mostra di Venezia (dove ha vinto il premio del pubblico Bnl) e ora in sala dal 21 marzo distribuito da Bim, più che raccontare una storia, sembra voler rappresentare, tra passato e presente, il flusso di coscienza dei due protagonisti.
Ci sono aspetti “che mi accomunano sia al personaggio che a Valerio – dice Marinelli -. C’è qualcosa di simile tra di noi. Sono una persona che ama il ricordo, che a volte ne è vittima, a volte ne trae grande gioia”.
Cinema d’estate, stavolta l’Italia ci prova sul serio60 titoli per cambiamento culturale. Prima volta industria unita

CLICCA PER INGRANDIREDi Alessandra MagliaroROMA19 marzo 201919:39

Il ‘chiuso per ferie’ all’ingresso della sala cinematografica non ci sarà più: il cartello stavolta è “al cinema. Tutto l’anno”. Per la prima volta in Italia tutto il mondo dell’industria cinematografica si compatta per rilanciare il film in sala e guardare avanti, a cominciare dalla prossima estate. C’è da riaffermare l’importanza culturale del racconto cinematografico nel luogo di fruizione originario, riportare insomma il pubblico in sala (a Roma ad esempio hanno chiuso Royal e Maestoso per citare le ultime due) e convincerlo a varcare la soglia anche nei mesi estivi. Persuadere il pubblico sarà complicato, il presidente dell’Anica Francesco Rutelli parla di “cambiamento epocale”, del resto sono questi i tempi, ammette lo stesso Rutelli, “di cambiamenti nel contesto”. La parola Netflix è sottintesa, ma “vietata” nella presentazione alla stampa del grande progetto Moviement in cui tutta la filiera del cinema, dalla produzione all’esercizio, con il grande appoggio istituzionale del Mibac e di fondazioni come i David di Donatello e il supporto della Rai, è riuscita, nessuno escluso, a fare squadra per un obiettivo comune: far vivere il cinema 12 mesi l’anno e riuscire a portare l’Italia ai livelli europei di consumo cinematografico. “Abbiamo lavorato tanto, è uno sforzo enorme, serve il sostegno di tutti per riuscire” dice Luigi Lonigro, presidente dei distributori, grande tessitore dell’iniziativa. Il progetto parte con intenzione triennale al debutto nell’estate 2019: 60 titoli di cui distributori ed esercenti (e autori!) accettano il rischio di uscita. Il testimonial Pif ironizza: “Per quanto mi stimi, non posso spostare le masse dalla spiaggia verso la sala.
Ma certo una premiere a Mondello con pane e panelle della ‘Mafia uccide solo d’estate inoltrata’ sarebbe un sogno”. Il 21 marzo alla diretta su Rai1 della cerimonia dei David il lancio alla platea televisiva di Moviement, mentre in sala c’è lo spot, una sorta di richiamo degli affetti “per emozionarsi, fremere per vedere i grandi film, partecipare ad un’estate incredibile”.
Dice Carlo Bernaschi, presidente degli esercenti multiplex: “Non sono traguardi estremi ma possibili, ce la possiamo fare”, mentre Francesca Cima, presidente dei produttori Anica, parla di “voglia di sconfiggere un tabù che riguarda il cinema, ma non solo, perché tutto il consumo culturale rallenta d’estate”. Il cinema all’ultima spiaggia? “Urgenza ed emergenza, bisognava svoltare. Non è ultima spiaggia, perché ce ne è sempre un’altra”, commenta Piera Detassis, presidente dei David. Il Mibac ci crede: la senatrice Lucia Borgonzoni, sottosegretario al ministero, sposa Moviement e anzi spiega il grande incentivo sul cinema italiano come “un contributo fino al 40% sulla distribuzione, che può salire al 70% per film in più di 200 schermi e con un piano lancio oltre le 500 mila euro”. Tra i 60 titoli tanti blockbuster americani: Godzilla II, Toy Story 4, Men in black:International, Il Re Leone, Pets 2, X Men- Dark Phoenix, Spider-Man: Far from Home, Fast & Furious. E anche titoli d’autore: Stanlio e Ollio, I fratelli Sisters di Audiard, The Golden Glove di Fatih Akin, il Nureyev di Ralph Fiennes. E i titoli italiani? Qui emerge un po’ di difficoltà: si lanciano nella sfida Il grande spirito di Sergio Rubini e Il signor Diavolo di Pupi Avati e “i 2-3 titoli che forse andranno al festival di Cannes”. Si studiano “incentivi per fidelizzare” e altre iniziative, insomma stavolta in Italia ci si prova sul serio.
Il Nostro Pianeta, serie Netflix di storia naturaDal 5 aprile in tutto il mondo, diffuso trailer integrale

19 marzo 201919:59

– Vivere in prima persona la storia meravigliosa e straordinaria della nostra terra: Netflix ha diffuso il trailer esteso della docuserie originale ‘Il nostro pianeta’, che debutterà sul colosso streaming in tutto il mondo il 5 aprile. Dall’ideatore di Pianeta Terra, questa serie in otto parti offre immagini inedite della flora e fauna selvatica e dei loro habitat, ribadendo anche l’importanza del mondo naturale per l’umanità e le indicazioni per preservarlo. Ad accompagnare Il Nostro Pianeta un backstage, disponibile simultaneamente su Netflix. Oltre a Sir David Attenborough, avrà dieci narratori locali per dieci lingue corrispondenti, tra cui Penélope Cruz per lo spagnolo iberico e Salma Hayek per quello dell’America Latina. E’ stato girato in 50 paesi, in 4 anni, in tutti continenti, con una troupe di oltre 600 membri, ed è incentrato sulla diversità degli habitat presenti sul nostro pianeta, dalle zone selvagge dell’Artico, gli abissi, gli immensi territori dell’Africa e le giungle del Sud America.

Nel primo episodio, “Un pianeta”, gli spettatori viaggeranno dalla foresta pluviale brasiliana all’arcipelago norvegese delle Svalbard, scoprendo l’interconnessione tra i fragili habitat e le ragioni per cui sono essenziali alla continuazione della vita sul pianeta. Gli episodi successivi ritraggono i principali biomi terrestri, o habitat: calotte ghiacciate, giungle, coste marittime, deserti e praterie, mari aperti, territori d’acqua dolce e foreste. Grazie a un considerevole team che comprende alcuni dei migliori direttori della fotografia, ricercatori e scienziati di natura selvaggia del mondo, e alla più recente tecnologia di ripresa in 4K, ogni episodio regala sequenze meravigliose mai filmate in precedenza.
“Su tutto il pianeta vengono continuamente interrotti collegamenti e relazioni di importanza cruciale”, fa notare Attenborough. “Quello che faremo nei prossimi 20 anni determinerà il futuro della vita sulla Terra.” E’ prodotta da Silverback Films, Ltd in collaborazione con il WWF. I produttori sono Alastair Fothergill e Keith Scholey.
Peterloo, da Mike Leigh l’elogio della democraziaAffresco storico massacro Manchester 1819, in sala dal 21 marzo

19 marzo 201914:16

E’ una riga (forse) nei libri di scuola italiani ma la data del 16 agosto 1819 è invece un punto fondamentale nella definizione della democrazia in Gran Bretagna quando un pacifico raduno a St Peter’s Field a Manchester, allora nel pieno sviluppo industriale capitalistico, di 60 mila persone che chiedevano il suffragio universale venne spazzato via dalla cavalleria e dagli Ussari della Corona inglese. E’ il grande affresco d’epoca dell’Inghilterra post Waterloo che Mike Leigh racconta in Peterloo, dal 21 marzo con Academy Two dopo l’anteprima in concorso a Venezia. La sospensione di ogni diritto (quelli non scritti dell’Habeas Corpus Act, la carta costituzionale inglese), la repressione delle istanze democratiche, le difficoltà di una stampa libera sono i temi al centro.
“Temi di grande contemporaneità: la parola democrazia, rappresentanza, voce del popolo, differenza di classe sono quanto mai rilevanti. Ogni giorno ci si pongono davanti. I film lasciano sempre cose a cui pensare: il massacro di Peterloo ci ricorda cosa c’è all’origine della democrazia, quali sono i fondamenti della politica e infine della libertà di pensiero” dice il 75enne grande regista di Segreti e Bugie, Topsy Turby, Il segreto di Vera Drake (Leone d’oro nel 2004) e di Mr. Turner.
“Spero che Peterloo stimoli nello spettatore una riflessione sul tema della democrazia senza metterne in discussione i capisaldi. Abbiamo iniziato la lavorazione nel 2014 e, mentre ci documentavamo, ci siamo resi conto che, giorno dopo giorno, accadevano intorno a noi cose che rendevano i temi che affrontavamo sempre più attuali. Non pensavamo che il mondo sarebbe cambiato tanto in cinque anni” prosegue il regista inglese. “Tendiamo a dare per scontate le caratteristiche positive della democrazia e tuttavia vediamo accadere intorno a noi cose allarmanti come il referendum sulla Brexit, le ultime elezioni presidenziali americane o ciò che sta succedendo recentemente in Italia. Questi fatti ci spingono a riflettere sui disastri a cui si può andare incontro quando la democrazia comincia a non funzionare”.
Il dramma storico, tragico che parte con la carneficina di Waterloo e finisce con morti e 400 feriti sul campo mentre a Londra pranza il principe reggente e i politici di rango, giudici di corte, responsabili della repressione, mette in scena la società inglese del 1819, le sue classi nell’epoca immediatamente precedente a quella in cui vissero Marx e Engels.
Ci sono le storie degli operai tessili affamati (inclusa la prima riunione delle donne operaie), dei contadini oltre a quella di ‘illuminati’ come John Taylor e i giovani imprenditori protestanti che proprio a Manchester fondarono The Guardian, ancora oggi una delle principali voci liberal della stampa mondiale.
Un uomo un voto si infervorano gli oratori di Peterloo mentre la povera gente chiede di abbassare il costo del pane: alto/basso Storia/storia aristocrazia/popolo l’affresco corale di Mike Leigh sono 154 minuti di epica minima.
Google lancia Stadia, il Netflix dei videogiochiPiattaforma presentata alla Game Developers Conference

NEW YORK19 marzo 201918:51

Google lancia ‘Stadia’ la nuova piattaforma di videogiochi in streaming al pari di Netflix. L’annuncio è stato fatto durante la Game Developers Conference a San Francisco. Con ‘Stadia’, il gigante del web fa ufficialmente ingresso nel settore dei videogiochi. Per Sundar Pichai, Ceo di Google, Stadia è la piattaforma per tutti in grado di fare streaming dei giochi a tutti i tipi di dispositivi. Il nuovo acquisto dell’azienda di Mountain View Phil Harrison, un ex di Sony e Microsoft, ha aggiunto che Google che porterà lo streaming di giochi ad un livello superiore usando YouTube e coloro che già realizzano clip di giochi sulla piattaforma video.Stadia inoltre offre accesso immediato al gioco senza la necessità di scaricarlo, appunto in streaming e attraverso sia i laptop, desktop, tivù, tablet e smartphone.Google non è l’unico ad avere piattaforma di videogiochi in streaming. Nvidia e Sony già ne hanno una mentre Microsoft ha in programma di lanciare xCloud e anche Amazon è pronta a seguire la stessa strada con una sua piattaforma.         [print-me title=”STAMPA”]

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