Ultimo aggiornamento 21 Marzo, 2019, 01:59:08 di Maurizio Barra
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SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Giornata della Poesia, versi per tutti
Direttore Unesco, ventesima edizione contro le ingiustizie
20 marzo 2019 18:42
– Incontri e reading, nuove collane, presentazioni ufficiali ma anche feste diffuse ed eccezionali scorribande nei caffè, nei bar e nelle osterie. Cerca di arrivare a tutti la Poesia, entrando in luoghi inusuali, nella Giornata Mondiale che la celebra, il 21 marzo. E nella ventesima edizione l’Unesco “vuole porre l’attenzione sulla poesia autoctona e sul suo ruolo nella lotta contro la marginalizzazione e l’ingiustizia” come dice il direttore generale dell’Unesco, Audrey Azoulay.
Alda Merini, nata il 21 marzo, viene ricordata nel 2019 in modo speciale con la nascita a Milano dell’Associazione Culturale Alda Merini, su iniziativa delle figlie Emanuela, Flavia e Simona. A ‘Poesia e viaggio’ sono dedicate le giornate del 22 e 23 marzo all’Accademia Mondiale della Poesia di Verona, che vedrà Daniel Cundari interpretare ‘Marriage’ di Gregory Corso. Parte da Roma l’iniziativa ‘Caffè, cornetto e poesia. 50 bar per 50 poesie’, proposta dal gruppo arti performative di ‘Grande Come una città’, del terzo municipio.
Nadir, in era algoritmi serve più poesiaPoeta tunisino
per Giornata Internazionale
20 marzo 201918:50
– Abbiamo “più che mai bisogno di poesia”. Lo dice
Shams Nadir, pseudonimo del poeta e scrittore tunisino Mohamed Nadir Aziza, che ha ricoperto vari incarichi per l’Unesco ed è cancelliere-fondatore dell’Accademia mondiale della poesia di Verona dove presenterà ‘Il canto delle sirene’ (Edizioni Lavoro), un omaggio alle donne di ogni cultura ed epoca, nella Giornata Mondiale della Poesia.
“L’immagine e l’algoritmo hanno invaso lo spazio dell’immaginario nel mondo di oggi. La pratica del ‘breve termine’ in politica, l’onnipotenza del denaro e l’affermazione dell’individualismo hanno seriamente distrutto l’equilibrio della vita nella società. Solo la poesia sa come porre una benda sulle ferite dell’anima ricordandoci il bisogno imperativo di imparare di nuovo a vedere nei petali di un fiore che si apre alla rugiada il miracolo di un sole che rinasce ogni giorno, non arrendendosi all’oscurità” spiega Nadir.
Cannes: Variety, tornano Tarantino, Loach e DardenneRocketman su Elton John, Malick e per Italia favorito Bellocchio
20 marzo 201919:27
Il cartellone del festival di Cannes (14-25 maggio) sarà annunciato a Parigi il 18 aprile, ma intanto cominciano ad arrivare indiscrezioni sui possibili film selezionati. Sembra fatta per il nuovo atteso film di Quentin Tarantino C’era una volta a Hollywood che riporterebbe così sulla Croisette due divi assoluti come Brad Pitt e Leonardo DiCaprio e l’emergente Margot Robbie. Variety dà per altamente probabili anche il biopic su Elton John Rocketman e il thriller Against All Enemies che racconta di come l’Fbi abbia sorvegliato Jean Seberg (interpretata da Kristen Stewart) quando si è schierata per i diritti civili durante il suo periodo a Los Angeles (sembra che l’agenzia investigativa, scrive Variety, abbia fatto pressioni sullo studio e sul festival per evitare il lancio a Cannes).
Torna sulla Croisette Terrence Malick con il suo dramma sulla seconda guerra mondiale Radegund, che vede tra i protagonisti Bruno Ganz recentemente scomparso. Atteso anche l’ultimo film del due volte Palma d’oro Ken Loach con Sorry We Missed You, un altro ritratto contemporaneo su quel che resta del proletariato con un uomo che cerca di provvedere alla sua famiglia diventando un autista di delivery. Tornano anche altri grandi come i Dardenne con Ahmed, sul tema scottante del fondamentalismo in Europa. Film Netflix, notizia di qualche giorno fa, non dovrebbero esserci e così a Cannes non si vedrà l’attesissimo nuovo Martin Scorsese The Irishman (a Venezia per un bis del caso ‘Roma’ di Cuaron?). Per l’Italia Variety come pure Hollywood Reporter puntano sul nuovo film di Marco Bellocchio su Tommaso Buscetta Il Traditore con Pierfrancesco Favino. Ma, stando alle indiscrezioni raccolte all’Anica ieri per Moviement, “due o tre” potrebbero essere i film tricolore al festival.
I nuovi film di Jim Jarmusch (uno zombie movie con Adam Driver), Xavier Dolan (Matthias & Maxime) e l’atteso Mektoub, My Love: Canto Due del franco tunisino Abdellatif Kechiche (il primo esordì a Venezia) potrebbero debuttare al festival come anche Pain & Glory di Pedro Almodóvar che sta uscendo in Spagna, con Penélope Cruz e Antonio Banderas, ma che potrebbe avere a Cannes la premiere internazionale.
Nolte e la figlia in una favola sull’AlzheimerIn sala dal 21 marzo Un viaggio indimenticabile
20 marzo 201919:34
– La fragilità di un uomo che pian piano si perde nell’Alzheimer è incarnata da Nick Nolte in Un viaggio indimenticabile, in uscita il 21 marzo con Warner Bros. Lo dirige il divo tedesco Til Schweiger, che firma qui un remake in inglese con un cast internazionale (tra i protagonisti anche Matt Dillon, Emily Mortimer e Jacqueline Bisset), del suo film Honig Im Kopf (2014), visto in Germania da 7 milioni di spettatori con circa 60 milioni di euro di incassi.Schweiger, che ha conosciuto da vicino la malattia assistendo, nell’ultimo periodo di vita, il nonno, ha deciso di affrontare il tema mettendo in scena una favola sulla famiglia. E di famiglia ce n’è tanta anche per Nolte, classe 1941, nel film: infatti ad interpretare la nipote del protagonista è la sua vera figlia undicenne, l’esordiente (e talentuosa) Sophia Lane Nolte, che il regista ha chiesto di ingaggiare, dopo una visita a casa Nolte, colpito dalla spontaneità della bambina. Il remake, pensato per raggiungere un pubblico più ampio, ha fatto flop oltreoceano, anche per le durissime recensioni dei critici Usa, che, al di là delle convincenti prove degli attori, hanno accusato Schweiger di non aver saputo dosare comico e drammatico, con il risultato di banalizzare e a tratti ridicolizzare il racconto della malattia. Curiosa e involontariamente surreale anche la visione dell’Italia (Venezia è la meta finale del viaggio dei protagonisti) messa in scena da Schweiger, tra abiti e ambientazioni anni ’50 mescolati, senza un perché, all’oggi.La storia ruota intorno a Amadeus (Nolte), veterinario rimasto da poco vedovo, diventato ormai incapace di vivere da solo, per i suoi ripetuti vuoti di memoria e comportamenti insensati. Il figlio Nick (Dillon, in un ruolo interpretato nel film originale da Schweiger, che qui invece si ritaglia solo un cameo), che da anni con la moglie Sarah (Mortimer) e la figlia Matilda (Sophia Lane Nolte) in Inghilterra, decide di portarlo a vivere a Londra. Amadeus, protagonista di un numero sempre maggiore di incidenti tragicomici, dal dare quasi fuoco alla casa nel tentativo di cuocere una torta a una prova decisamente estrema di giardinaggio, riesce a trovare un vero dialogo solo con la nipote Matilda. La bambina, trascurata dai genitori, troppo presi dal lavoro e da una crisi matrimoniale, è l’unica che ha la pazienza di ascoltarlo. E quando Nick si rassegna all’idea di mettere il padre in un casa di riposo, Matilda decide di scappare con il nonno, per intraprendere insieme un viaggio della memoria. Nolte si è preparato al ruolo “esplorando la malattia in tre stadi – ha spiegato al Pittsburgh Current -. La perdita di memoria e la ripetitività, una perdita di memoria più profonda e alla fine il vuoto assoluto”.Per lui recitare con la figlia Sophia “è stata un’esperienza straordinaria”; l’ha aiutata sul set a gestire emozioni a comando, come il dover piangere: “quando è servito è stata capace di mettere molta verità nel ruolo. E’ stata veramente fantastica”. [print-me title=”STAMPA”]
