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SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

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Ultimo aggiornamento 24 Marzo, 2019, 03:26:15 di Maurizio Barra

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Buon esordio per ‘La Corrida’, e c’è Massimo che fa il rumore della Moka
4 milioni di telespettatori. Venerdì lo show è tornata in prima serata su Rai1

23 marzo 2019 02:39

Buono l’esordio per “La Corrida” con più di 4 milioni di telespettatori che venerdì è tornata in prima serata su Rai1. Lo show, condotto da Carlo Conti, dedicato ai “dilettanti allo sbaraglio”. Tra le più apprezzate c’è quella della Moka, esibizione di Massimo Gasparini di Perugia, detto Il Lallo, un soprannome che deriva dal nonno. Di professione fornaio, il rumorista umbro si è presentato con un abito “noleggiato”… leggermente stretto. Massimo lo ha scelto perché si ispira ai vari attori della cultura italiana come Totò, gli piace far ridere la gente e secondo lui è adeguato allo spettacolo che fa.

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Bocelli incanta alla cena di gala al Quirinale
Il Maestro esegue, tra gli altri, “O sole mio” e “Nessun dorma”

23 marzo 201915:31

La prima giornata di Xi e Peng si è conclusa con una cena di gala italiana chiusa dalla musica di Andrea Bocelli. Nel menù del pranzo di Stato, tortelli ripieni di carbonara, vitello al tartufo e, come dessert, babà alla frutta. Due le tavolate allestite per la coppia presidenziale e gli altri 170 invitati: la prima a forma di un lunghissimo ferro di cavallo che occupava tutto il perimetro della sala e la seconda posta all’interno della prima, al centro del Salone delle Feste. L’ESIBIZIONE DI BOCELLI

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Un anno senza Frizzi, la Rai lo ricorda
Omaggio al gentiluomo della tv. Il 26 messa in suffragio a Roma

23 marzo 201916:40

– Il 26 marzo sarà passato un anno dalla morte di Fabrizio Frizzi, per tutti il gentiluomo della tv, uomo gentile e sempre con il sorriso. Una perdita che ha commosso il mondo dello spettacolo e il pubblico italiano. La Rai ha deciso di omaggiare uno dei conduttori più amati di sempre: Frizzi, scomparso a 60 anni, sarà ricordato in diretta nel corso dei principali programmi, dai tg di tutte e tre le testate, speciali ma anche in radio. Martedì 26 alle ore 12 una messa in suffragio verrà celebrata nella chiesa del Cristo Re dal cappellano della Rai don Walter Insero (lo stesso che aveva celebrato i funerali di Frizzi – trasmessi in diretta su Rai1 – nella chiesa degli Artisti di Piazza del Popolo gremita dentro e con migliaia di persone all’esterno). Frizzi ha condotto nella sua carriera 73 programmi.
Luc Tuymans a VeneziaA P.Grassi 80 opere artista belga,a Punta Dogana “Luogo e segni”

VENEZIA23 marzo 201916:40

– Luc Tuymans, 61 anni, artista belga tra i fautori della “rinascita” della pittura negli anni ’80 è protagonista con una ottantina di dipinti della sua prima personale in Italia a Palazzo Grassi, a Venezia fino al 6 gennaio. Con 60 opere insinua dubbi, scava nel profondo della “banalità del male”, sia essa il nazismo, il colonialismo o un atroce delitto, come quello compiuto dal giapponese Issei Sagawa, che nel 1981 a Parigi aveva ucciso e cannibalizzato una compagna di studi, attraverso immagini a volte sfocate, a volte composte di pochi segni, a volte monumentali o grandi come una pagina di quaderno.
Bobulova e Porcaroli, duello femminileTutte le mie notti in sala dal 28 marzo fra dramma e noir

23 marzo 201916:47

– Baby prostitute, ricchi imprenditori, eccessi, paure, fragilità e bugie. Elementi che vengono filtrati fra dramma e noir dall’incontro/scontro al femminile di Tutte le mie notti di Manfredi Lucibello, con Barbora Bobulova, Benedetta Porcaroli e Alessio Boni, in sala dal 28 marzo da 102 Distribution dopo l’anteprima ad Alice nella città alla Festa del Cinema di Roma.
Le protagoniste del ‘duello’ sono Veronica (Bobulova), rigido avvocato di un’importante azienda, guidata da un imprenditore pronto a tutto (Boni), e Sara (Porcaroli) 17enne che pensa di poter gestire la sua vita segreta. “Personaggi come Sara o come Baby, quello che ho interpretato nella serie Netflix – ha detto Benedetta Porcaroli – si possono affrontare solo non giudicandoli”. Veronica “non è stata facile da costruire – ha aggiunto Barbora Bobulova – è chiusa, introversa e sola. Questo incontro con la ragazza cambia qualcosa nella sua vita, nel suo essere donna”.
Streisand contro accusatori Jackson’Credo loro ma quanto accaduto non li ha uccisi, colpa genitori’

NEW YORK23 marzo 201916:50

– E’ bufera su Barbra Streisand per le critiche mosse a Wade Robson e James Safechuck, i due uomini che hanno accusato Michael Jackson di molestie nel documentario ‘Leaving Neverland’.
“Erano contenti di essere lì” e quello che è presumibilmente accaduto loro “non li ha uccisi”, dice Streisand puntando il dito sui genitori dei due allora bambini più che sul Re del Pop.
“I bisogni sessuali” di Jackson “erano i suoi bisogni sessuali, derivanti dall’infanzia che ha avuto o dal suo dna. Possiamo dire ‘molestati, ma quei bambini erano contenti di essere lì.
Ora sono sposati e hanno figli, quindi” quanto presumibilmente è accaduto “non li ha uccisi”, spiega Streisand. “Mi dispiace per quei bambini. La responsabilità ritengo sia dei genitori che hanno concesso loro di dormire lì”.
Il regista di ‘Leaving Neverland’, Dan Reed, accoglie con stupore le parole di Streisand. “Non li ha uccisi, lo ha veramente detto?'” twitta.
Anastasio, basta X FactorVincitore del talent Sky debutta live con La fine del mondo tour

23 marzo 201918:40

E’ partito da Santeria Social Club a Milano il primo tour di Anastasio, recente vincitore della versione italiana di X Factor.
Con il suo misto di rap e canzone, il ventunenne di Meta di Sorrento, con il suo ‘La fine del mondo tour 2019’, si è presentato al vero debutto live (dopo la data zero di qualche sera fa) con una scaletta di diciannove canzoni, dalla cover di ‘Another brick in the wall’ fino alla sua ‘Alla fine del mondo’, passando da ‘Costellazioni di kebab’, ‘Correre’, ‘Clint Eastwood’ e diversi altri titoli.
“Quando penso a una canzone – ha raccontato Anastasio – non penso a farla rap, ma solo a fare un bel pezzo. Quello che farò da ora in avanti non avrà niente a che vedere con X Factor e mostrerò che ho una mia identità musicale”.
Flash mob ‘Infinito’, migliaia adesioniStudenti reciteranno versi 28/5. Bussetti, genio ci parla ancora

RECANATI (MACERATA)23 marzo 201918:12

– Dopo l’annuncio ufficiale del ministro dell’Istruzione Marco Bussetti a Recanati, sono arrivati a Casa Leopardi migliaia di messaggi di entusiasmo e di adesioni all’idea nata dalla contessa Olimpia Leopardi di creare un flash mob nazionale il 28 maggio dal titolo “200 – duecento Infinito”. Gli studenti sono invitati a recitare all’unisono, alle 11.30 in tutta Italia, “L’Infinito”.
Ciò collegandosi idealmente, dalle scuole e dalle piazze, con Recanati, città natale del poeta, dove il Miur premierà le scuole vincitrici del concorso per il bicentenario della lirica leopardiana che da secoli ispira in giovani di tutto il mondo.
Le scuole e tutti gli appassionati di Leopardi sono invitati ad aderire a l’iniziativa dedicata alla poesia di Giacomo Leopardi.
“Leopardi – ha spiegato Bussetti – è stato un genio e come tale ci parla ancora, è nostro contemporaneo. Noi abbiamo il dovere di testimoniare la modernità e l’importanza del suo pensiero e della sua opera per la cultura italiana ed europea”.
“La poesia – ha osservato – non è un mero esercizio spirituale ma è una delle forme più potenti con cui l’uomo sta al mondo. E’ necessaria è una delle manifestazioni dello spirito. La scuola deve essere una sorta di ‘convivio poetico’ in cui il dialogo tra le varie forme della cultura è fondamentale per formare i ragazzi”.
“La nostra idea – ha detto la contessa Leopardi – è nata per comunicare in maniera non istituzionale la bellezza della poesia, superando i limiti dello spazio delle scuole, uscendo dalle pagine dei libri e invadendo strade e piazze” e per “avvicinare i giovani a quel meraviglioso strumento di dialogo con se stessi e con i sentimenti universali che è la poesia”. Il flash mob è un “linguaggio diverso, più attuale e vicino ai giovani, per vivere un momento di unità nazionale ‘trasversale’ nel nome del bello che lenisce le pene del cuore e dell’anima e ci permette di guardare “oltre la siepe” con coraggio verso traguardi sempre più alti, ripartendo da ciò che abbiamo”.
Colombari, ho odiato la bellezzaPer la ex Miss Italia, esordio a teatro con Montagne russe

CORTINA23 marzo 201921:03

– “La bellezza è arrivata prima di me, tanto più perché sono nata con un concorso di bellezza, Miss Italia, ma a un certo punto l’ho come odiata e ho cercato di metterla in un angolo, di mortificarla. Quando incontravo qualcuno mi accorgevo che ero solo guardata, e mai ascoltata.
Una vera frustrazione”. A parlare così oggi a Cortinametraggio è Martina Colombari, nata a Riccione nel 1975 e Miss Italia nel 1991 a soli sedici anni. Nello stesso anno viene poi chiamata dall’agenzia di modelle Riccardo Gay e inserita tra le top model internazionali. “Per superare questo momento di crisi – aggiunge la Colombari -, ho cominciato a lavorare su me stessa, a studiare, a fare un percorso di crescita che mi ha fatto tornare ad amarmi”. Per la ex modella e attrice di cinema arriva ora la sfida del teatro: “Sono molto emozionata. È la mia prima volta al teatro dove sarò tra poco con Corrado Tedeschi per preparare ‘Montagne russe’, pièce di Eric Assous in cui interpreto ben quattro donne e che debutterà in autunno”.
A Cortinametraggio sbanca La gitaAlla XIV edizione del festival dei corti premiato anche Pepitas

CORTINA23 marzo 201921:10

– Alla XIV edizione di Cortinametraggio, il festival di corti diretto da Maddalena Mayneri che si chiude a Cortina sbanca ‘La gita’ di Salvatore Allocca che vince Il Miglior Corto Assoluto e anche il Premio NuovoImaie che va a Fatou Mbemgue e Filippo Scotti i due attori protagonisti. Il corto vince poi anche Il Premio Migliori Dialoghi – Cinemaitaliano.Info e il Premio Anec-Fice che darà al corto la distribuzione in 450 sale cinematografiche d’essai. Il Premio del Pubblico – Farecantine va invece a Pepitas di Alessandro Sampaoli che vince anche il Premio Miglior Attrice – Dolomia a Ariella Reggio il Premio Rai Cinema Channel per il “Corto più web”. A Pepitas vanno anche il Premio Augustus Color e il Premio Miglior Corto Commedia. Il Premio Miglior Attore – Dolomia va invece a Lino Musella per la doppia interpretazione nei corti Fino alla fine di Giovanni Dota e Il perdono di Marcello Cotugno.
Grunberg, le bugie del mio psichiatraIn ‘Terapie alternative per famiglie disperate’

23 marzo 201913:34

– ARNON GRUNBERG, TERAPIE ALTERNATIVE PER FAMIGLIE DISPERATE (BOMPIANI, PP 423, EURO 19). Due volte vincitore, caso unico e raro, del premio per il miglior libro d’esordio, prima con ‘Lunedì blu’ firmato con il suo vero nome e poi con ‘Storia della mia calvizie’ sotto lo pseudonimo di Marek von der Jagt, l’olandese Arnon Grunberg arriva a Roma con il suo ultimo libro ‘Terapie alternative per famiglie disperate’ (Bompiani). E nel nuovo romanzo ci racconta il rapporto di un figlio, uno psichiatra specializzato nella prevenzione dei suicidi, con l’anziana madre affidata alle cure di due ragazze nepalesi. Ma c’è anche un padre transgender, una realtà “sempre più crescente in Usa e volevo non riguardasse solo i giovani, anche un anziano che quando muore sua moglie diventa lui la moglie”, spiega lo scrittore.
“Come piccolo indizio nella copertina del libro che ho scritto sotto pseudonimo avevo messo una foto da giovane di Pessoa, però nessuno lo ha colto” racconta Grunberg che è un appassionato di Pessoa e delle migliaia di pseudonimi che ha usato.
In ‘Terapie alternative per famiglie disperate’ si realizza una serie di equivoci in cui lo psichiatra resta invischiato.
“Il protagonista mente per proteggere qualcuno a cui vuole bene, suo padre e sua madre. Se pensiamo al mentire e all’amore immaginiamo soprattutto i casi di tradimento, di infedeltà. Ma i bambini, per esempio, cominciano a mentire, non tanto per nascondere le loro malefatte ma per non deludere i genitori, perché vogliono proteggerli. La menzogna è sempre ambigua in questo senso. Kant non sarebbe d’accordo, c’è un imperativo, è sempre una cattiva condotta. Io lo trovo invece molto più ambiguo, anche di tutela degli altri” dice Grunberg tra i protagonisti di Libri Come, la festa del Libro e della Lettura all’Auditorium Parco della Musica di Roma. “La menzogna, se la metti in atto, la devi costruire bene” aggiunge lo scrittore che è partito da un’idea semplice quando ha iniziato questa storia.
“Sapevo però che oltre al rapporto madre-figlio volevo toccare altri temi. Non è un processo lineare, ma piuttosto una cosa che prende forma e si modifica in corso d’opera. Ho cominciato a scrivere a 23 anni e poi per molto tempo mi sono occupato di cronache e questioni letterarie e sentivo un po’ la mancanza di un contatto con le questioni d’attualità e ho cominciato ad aprirmi ad altro. Quando mi sono trovato a contatto con realtà molto difficili, certe volte ho avuto uno shock, ma anche emozioni vicine alla gioia”.
Per questo libro ha attinto anche alla sua esperienza per dieci giorni, da giornalista embedded in una clinica psichiatrica in Belgio. “Lo psichiatra che si occupa della prevenzione dei suicidi interviene solo per poche ore, deve prendere una decisione immediata sul ricovero o sul lasciar andare il paziente. Prima dell’esperienza nella clinica psichiatrica in Belgio sono stato con le truppe americane in Afghanistan per un reportage e ho deciso che una o due volte l’anno voglio dedicarmi a progetti di questo tipo. A volte uso questo materiale come ispirazione per un romanzo, altre no” racconta Grunberg che vive e lavora a New York dove collabora con testate come il “New York Times”. Il romanzo dà voce alla grande solitudine, al doppio e alla perdita, portando lo psichiatra a lasciarsi travolgere dalle emozioni e a rimettere in discussione la sua vita. “In America i suicidi, soprattutto della popolazione maschile, sono in considerevole aumento” spiega l’autore. E poi aggiunge: “Il territorio su cui indago è soprattutto quello della volontà di tenere qualcuno in vita. Il rapporto si complica quando il mio psichiatra si porta a casa un paziente e fa una cosa non prevista, valica un confine che non è previsto dai protocolli.
Proprio nella clinica in Belgio c’era un paziente che si lamentava del fatto che i medici nel loro approccio alla cura devono attenersi a protocolli molto stretti, quando invece lo psichiatra avrebbe bisogno di maggior libertà e creatività”.
E conclude: “Ognuno di noi ha una vita pubblica, una privata e una segreta e di nessuno poi mai dire ‘conosco questa persona’”.

Musica: Termina Ice music fest, sold out concerti sottozeroStrumenti di ghiaccio e artisti internazionali

23 marzo 201918:40

Termina l’ice music fest che si è tenuto sul ghiacciaio Presenza, a Passo del Tonale, all’interno di un teatro igloo a 2600 metri di altezza.

Artisti del calibro di Naomi Berrill, Alborada String Quartet e Cristina Donà si sono esibiti in uno scenario sottozero suonando strumenti completamente di ghiaccio costruiti dallo scultore americano Tim Linhar. Sold out tutti i 52 concerti. Fra poche settimane la natura farà il suo corso e le miti temperature della primavera e inevitabilmente faranno calare il sipario su questa manifestazione, facendo a sciogliere teatro e strumenti. “I numeri registrati in questa edizione ci hanno positivamente stupito” commenta Luciano Rizzi, presidente dell’APT della Val di Sole.“La risposta del pubblico è andata oltre le nostre aspettative. È il segno che chi sa intraprendere strade originali viene premiato. Nei tre mesi appena trascorsi, oltre 8mila persone sono salite nel nostro Mercedes-Benz Bonera Ice Dome e hanno preso parte agli spettacoli”. E per il prossimo anno, sono già pronti a replicare.

Luca Marinelli, io innamorato tra ricordi e futuroL’attore con Linda Caridi nel film di Mieli in sala dal 21 marzo

23 marzo 201913:35

– Solo ‘Lui’ e ‘Lei’, niente nomi nel film ‘Ricordi?’ di Valerio Mieli, che racconta, tra mille suggestioni, un’intricata storia d’amore, dalla A alla Z. Una storia d’amore attraversata dal tempo e dai ricordi dei due protagonisti. Lui è il cupo Luca Marinelli, con un trauma infantile mai davvero superato, e Lei, figlia di un famoso artista, è la più solare Linda Caridi.
Il loro destino sarà appunto quello di innamorarsi, ridere, scherzare, disamorarsi, amarsi ancora e vedere la fine della loro storia con il disincanto di chi sembra uscito da una malattia. ‘Ricordi?’ di Valerio Mieli, già presentato alle Giornate degli Autori, sezione autonoma e parallela della Mostra del Cinema di Venezia (dove ha vinto il premio del pubblico Bnl) e ora in sala dal 21 marzo distribuito da Bim, non è un film qualsiasi. Più che raccontare una storia, sembra voler rappresentare, tra passato e presente, il flusso di coscienza dei due protagonisti, che si raccontano e si raccontano ancora.
Ma ci sono un po’ tutte le tappe dell’amore in ‘Ricordi?’ come nei ‘Frammenti di un discorso amoroso’ di Roland Barthes raccontati con sole immagini. Per questo film prodotto da BiBi Film Tv, Les Films d’Ici e Rai Cinema in collaborazione con Cattleya, spiega Marinelli, “è stato fondamentale il lavoro iniziale con Valerio per ‘mappare’ la direzione dei personaggi nei diversi punti della storia. Ci sono milioni di punti di vista, ma non era difficile, è l’esatto meccanismo che noi adoperiamo nella vita, è quel flusso di emozioni che ci riproponiamo secondo per secondo”.
“Quanto la nostra percezione del mondo dipenda dal nostro stato d’animo, quanto si possa essere realmente felici è un tema che mi ossessiona da tanto – spiega invece Mieli, alla sua opera seconda dopo ‘Dieci inverni’ per la quale aveva vinto il David Di Donatello e il Nastro d’argento come miglior regista esordiente -. ‘Lui’ nel film deve imparare ad essere felice e ‘Lei’, che all’inizio è serena, deve confrontarsi con la complessità dei rapporti, con il dolore. La percezione che abbiamo del passato è molto meno semplice di quella che possiamo immaginare, non è un flashback, un file che apriamo e vediamo come sono andate le cose, è uno strano magma, che ho cercato di rappresentare”.
Ci sono aspetti “che mi accomunano sia al personaggio che a Valerio – dice ancora Marinelli -. C’è qualcosa di simile tra di noi. Sono una persona che ama il ricordo, che a volte ne è vittima, a volte ne trae grande gioia”.
Per Linda Caridi, che proprio per questo ruolo ha ricevuto il premio Imaie come miglior talento emergente, “non è stato difficile interpretare Lei. Bastava solo entrare nelle tante piccole situazioni del quotidiano. Essendo poi stata innamorata più volte, bastava solo unire tanti pezzetti di ciò che avevo vissuto”.
Frase cult del film, che ha nel cast anche Giovanni Anzaldo e Camilla Diana, quella che dice Marinelli: “Già all’inizio di questo amore c’era la sua fine”.         [print-me title=”STAMPA”]

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