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SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

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Ultimo aggiornamento 26 Marzo, 2019, 03:39:05 di Maurizio Barra

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Musica: Siviglia ospiterà gli Mtv Emas 2019
Il 3 novembre dal Fibes, Centro Fiere e Congressi

25 marzo 2019 01:36

Sarà Siviglia ad ospitare la 26/a edizione degli Mtv Emas, il prossimo 3 novembre. L’MTV Music Awards Show sarà trasmesso in diretta dal FIBES, Centro Fiere e Congressi della città spagnola e sarà trasmesso live su tutti i canali di MTV in circa 180 Paesi.”Siamo molto eccitati all’idea di arrivare a Siviglia per gli MTV EMAs 2019. È una città molto viva con una incredibile cultura musicale che sarà lo sfondo perfetto per un’altra epica notte di musica”, ha affermato Bruce Gillmer, EVP, Viacom’s Global Head of Music e Co-Brand Lead di MTV International.Raffaele Annecchino, presidente e Managing Director di Viacom International Media Networks per l’Europa Occidentale, del Sud, Medio Oriente e Africa, ha aggiunto: “Siamo davvero contenti di ospitare gli MTV EMAs in Spagna per la 4/a volta e di lavorare con Siviglia. È stata la prima città creativa della musica a essere riconosciuta dall’Unesco. La città è nota come centro di creatività e attività musicali: luogo culturale perfetto per ospitare gli EMA”.

Cecchi Gori a Firenze per film su di luiSeguito da telecamere prima allo stadio Franchi e poi a cimitero

FIRENZE25 marzo 201918:49

– Vittorio Cecchi Gori a Firenze per girare una parte importante del docufilm sulla sua vita diretto da Simone Isola e Marco Spagnoli, e prodotto da Giuseppe Lepore.
La lavorazione è iniziata nel gennaio scorso e la speranza è di poterlo portare alla prossimo Mostra del cinema di Venezia. Costantemente ripreso dalle telecamere, il produttore ed ex presidente della Fiorentina, è arrivato allo stadio Artemio Franchi dove ha incontrato Giancarlo Antognoni. Ma il momento per lui più importante è stata la visita sulla tomba del padre Mario e della mamma, al cimitero delle Porte Sante. Visibilmente commosso Cecchi Gori è poi salito davanti all’ingresso della basilica di San Miniato per una preghiera. Poi un pranzo veloce prima di scendere in centro per una breve passeggiata in piazza della Signoria e in piazza Duomo. Per il docufilm sono stati intervistati alcuni dei registi e degli attori che con lui hanno lavorato: Roberto Benigni, Giuseppe Tornatore, Carlo Verdone, Leonardo Pieraccioni e Marco Risi.
Vittoria Puccini a caccia ‘di una verità dolorosa’Mentre ero via dal 28 marzo su Rai1, con Giuseppe Zeno

25 marzo 201909:45

– “Una storia che in qualche modo può riguardare gran parte di noi, perchè affronta il tema della rimozione: a chi non è capitato di mettere da parte un’esperienza che preferiva dimenticare? Ma questa donna con tutte le forze preferisce andare a fondo, perchè è meglio ritrovare una verità anche dolorosa che vivere ingannando noi stessi”. Vittoria Puccini torna in tv (dopo il successo di Romanzo Famigliare di Francesca Archibugi) come protagonista del crime psicologico ‘Mentre ero via’, serie tv in 6 prime serate su Rai1 da giovedì 28 marzo con la regia di Michele Soavi. Puccini si racconta raggiunta al telefono sul set a Mantova dove sta girando “Il processo”, una serie in 4 puntate dove dice: “interpreto una pm” (ma in questo caso per Mediaset). Poi in estate girerà un film per il cinema, “un progetto cui tengo molto ma di cui adesso non posso anticipare nulla”. Torniamo alla serie Rai: si racconta il percorso di riappropriazione della memoria, degli affetti e della propria immagine, sia pubblica che interiore. Puccini è la protagonista della vicenda, ambientata a Verona, al suo fianco Giuseppe Zeno, Stefania Rocca, Francesca Cavallin, Flavio Parenti, Carmine Buschini, Antonia Fotaras e Mariano Rigillo. Puccini è Monica Grossi, 38 anni, bella e determinata, si risveglia dopo quattro mesi di coma senza ricordare nulla degli ultimi anni della sua vita. Non riconosce il mondo in cui si ritrova e la donna che tutti le descrivono come manipolatrice, adultera, capace di tradire il marito Gianluca con Marco de Angelis e causa indiretta della morte di entrambi.”Sì ma non accetta questa descrizione: Monica si ritrova in ospedale convinta di essere lì per aver partorito il suo secondo figlio – spiega l’attrice -. In realtà il bambino ha otto anni. Al suo risveglio le viene detto che il marito è morto la sera stessa dell’incidente e che lei ne ha in parte la responsabilità e la causa è un litigio con il suo amante anche lui morto. Anna crede che le stiano parlando di una sconosciuta. Quando torna a casa decide di scoprire la verità: per ricostruirsi una vita ha bisogno di sapere chi era. Anche per riconquistare la fiducia dei suoi figli”.Il direttore di Rai Fiction Eleonora Andreatta tiene a sottolineare: “Mentre ero via rappresenta il terzo capitolo, dopo Un’altra vita e Sorelle, di un’ideale collection che Rai Fiction ha fortemente voluto perché incarna uno dei temi portanti della nostra linea editoriale: quello del femminile e della possibilità di una rinascita. In questo caso una donna che combatte per ritrovare la sua identità e il proprio posto nella famiglia e nel mondo. Si tratta di una grande storia femminile di riscatto, nel dubbio che separa la realtà dall’allucinazione e contro la gabbia dei pregiudizi costruiti dagli altri”. Monica ha un rapporto conflittuale con la figlia adolescente. Nella vita reale Puccini oltre ad essere un’attrice è una mamma (di Elena avuta da Alessandro Preziosi dal quale si è separata anni fa). Come sono i vostri rapporti? “Mia figlia ha 13 anni, c’è una grande intesa anche se sono spesso impegnata sul set, per fortuna è in un periodo in cui mi racconta tutto delle sue amicizie e della sua vita. Non è presente sui social, fa sport come me”. Non sarà facile per Monica riappropriarsi della sua vita e dei suoi ricordi; fortunatamente accanto a sé si ritroverà Caterina (Rocca), una psicologa, e Stefano (Zeno), fratello di Marco. Zeno del suo personaggio dice: “E’ un ruolo che mi è piaciuto molto, proprio perchè la storia ha un congegno narrativo che ricorda per complessità le grandi serie Usa o britanniche nelle molteplici dimensioni della suspense. Stefano è l’unico che non conosce Monica, e come lei è determinato a scoprire la verità, senza farsi influenzare. E’ un padre single ed è il fratello di Marco De Angelis, il presunto amante di Monica ucciso da Gianluca Grossi la notte dell’incidente.
Insieme a Monica capisce che qualcosa non torna nella versione ufficiale dell’accaduto”.

Bacà, la disgrazia di essere fortunatoRomanzo comico particolare e inconsueto nel nostro panorama

25 marzo 201910:08

– FABIO BACA’, ”BENEVOLENZA COSMICA” (ADELPHI, pp. 226 – 18,00 euro).
Ecco un romanzo di piacevole lettura raro dalle nostre parti, tanto che potremmo quasi dire paradossalmente che è costruito al contrario, non su una vita di sofferenze che porta alla catarsi, ma su un’esistenza che procede sotto l’ala di una benevolenza cosmica, e in quest’ottica ecco che la narrazione mostra una vena ironica, trova una sua intrinseca comicità non superficiale e, forse per questo, la vicenda ha un aura british, ambientata a Londra con un protagonista che si chiama Kurt O’Reilly.
Lui è il dirigente di una società che si occupa di statistiche e non regge la pressione di quel che inopinatamente gli accade: ”Forse perché il mio sistema di valori è messo a dura prova. La mia struttura psichica di riferimento, la mia fede nella stabilità degli eventi statistici, sta pericolosamente vacillando”. Non può essere che a uno tutto, ma proprio tutto non faccia che andargli bene e se gli accadono contrattempi più o meno gravi, questi poi si rivelino portatori di altre buone novelle. Un’angiografia rivela che ha alcune lesioni intraoculari sintomatiche di una forma di tumore rara e, nel 96 % dei casi, maligna, ma lui rientra per fortuna in quell’altro 4%. Per strada si trova davanti all’aggressore armato di una donna e viene ferito di striscio da un proiettile della polizia, così gli vengono offerti molti soldi di risarcimento, una cifra che cresce ogni volta che lui la rifiuta (basta denaro che piove dal cielo!), sin quando la accetterà per potersene andare. Del resto chi investe i suoi soldi è stupefatto come ogni sua scelta, anche quelle di proposito più azzardate, non faccia che rendergli ingenti somme, senza mai un calo o una perdita da mesi. Ma la cosa funziona anche con cifre più piccole, come una corsa in taxi che gli viene offerta dall’autista perché lui è l’ultimo cliente prima che questi vada in pensione. Insomma, un pover’uomo che si sente letteralmente perseguitato dalla fortuna, vittima di una congiura cosmica di cui si sente vittima, e per la quale cerca una spiegazione.
Distratto da quel che gli accade, è sempre in giro, come in fuga, con la segretaria Wendy che lo cerca disperatamente e il lavoro lasciato da parte, eppure è proprio allora che gli arriva un’inaspettata promozione. Avverte di stare abituandosi a pensare di non correre mai alcun rischio, come tutto fosse sempre calcolato, cosa che gli impedisce ”di entrare in contatto con la parte oscura di me stesso” e godere dell’imprevedibilità della vita. La sua sicurezza, le sue difese le ha sempre trovate nelle statistiche (e ne cita varie – anche se una nota dell’autore all’inizio avverte che sono false), in una razionalità che non ha bisogno di consolazioni religiose o meno, ben sapendo che ”la vita è una faccenda incomprensibile”, ma a proposito di un tale momento della sua esistenza sente che ”ci sono cose per le quali non pretendere una spiegazione è impensabile”. E’ allora che cerca qualcuno che sappia dargliele, ma chiedere aiuto perché tutto ti dice bene non trova facile comprensione e al massimo gli dicono che forse è solo un po’ stressato. Finché finisce da uno psichiatra che lo riceve in una spettacolare piscina al 32/mo piano di un grattacielo, il quale lo manda da una donna che invece gli dà appuntamento in un ristorante macrobiotico,si occupa di alta moda ma fa anche la psicoterapeuta per persone ”intrappolate in complicate e infelici combinazioni di eventi” e sarà lei a proporgli nell’ottica di un equilibrio universale una visione delle cose nuova che potrebbe rivelarsi salvifica e che tirerà in ballo sua moglie Elizabeth, una curiosa scrittrice con cui è in crisi sin da quando si sono sposati. Un racconto che è in debito dichiarato con Vonnegut, che non a caso si chiama Kurt come O’Reilly, scritto con un certo ritmo e buoni dialoghi, costruito in una sorta di crescendo e piccole sorprese che spingono il lettore a voler vedere dove tutto va a parare, grazie anche a una lingua veloce e incisiva che finisce quasi a contrasto per evidenziare una comicità che è molto rara nel panorama della nostra letteratura.

Chicos Mambo al Duse di Bologna in TutùLa compagnia catalana in scena il 30 marzo, omaggio alla danza

BOLOGNA25 marzo 201909:56

– La compagnia catalana dei Chicos Mambo, diretta dal coreografo Philippe Lafeuille, sarà al Teatro Duse di Bologna il 30 marzo prossimo con lo spettacolo cult ‘Tutù’.
Nato nel 2014 per festeggiare il ventennale del gruppo, ‘Tutù’ è una sorta di hit della produzione dei Chicos, già replicato innumerevoli volte in tutta Europa dai suoi sei straordinari ballerini. La pièce, un omaggio alla danza di cui il celebre costume è ormai un’icona, attraversa tutti i generi.
Oltre al balletto classico, ci sono le sfilate su antiche canzoni da grammofono, tipiche delle creazioni di Pina Bausch, le ‘moine’ delle ginnaste olimpioniche e gli assoli espressivi di palpitanti danzatrici moderne. Il tutto declinato con estrema grazia e bravura, con un gusto per il dialogo con il pubblico, capace di incantare e dimostrare che anche un semplice gesto può diventare danza.
Con i Chicos Mambo il gonnellino di tulle si trasforma e diventa un piumino in cui i ballerini scompaiono, o l’abito di una figurina da carillon che gira inesorabilmente su se stessa, o il piumaggio dei mitici uccelli del ‘Lago dei cigni’, che trasformano la loro danza cronometrica in un divertentissimo contest hip hop.

Bobulova e Porcaroli, duello al femminileTutte le mie notti in sala dal 28 marzo fra dramma e noir

25 marzo 201910:10

– Baby prostitute, ricchi imprenditori, eccessi, paure, fragilità e bugie. Elementi che vengono filtrati fra dramma e noir dall’incontro/scontro al femminile di Tutte le mie notti di Manfredi Lucibello, con Barbora Bobulova, Benedetta Porcaroli e Alessio Boni, in sala dal 28 marzo da 102 Distribution dopo l’anteprima ad Alice nella città alla Festa del Cinema di Roma.
Le protagoniste del ‘duello’ sono Veronica (Bobulova), rigido avvocato di un’importante azienda, guidata da un imprenditore pronto a tutto (Boni), e Sara (Porcaroli) 17enne che pensa di poter gestire la sua vita segreta. In una notte d’autunno, nelle strade deserte di una cittadina di mare, Veronica e Sara si incontrano e le loro vite cambiano inaspettatamente prospettiva.
Una serata di eccessi finita male, proietta le due protagoniste in una guerra di sentimenti, che mescola confidenza, tensione, disillusione, sorellanza.
“Personaggi come Sara o come quello che ho interpretato nella serie Netflix, Baby – ha detto

Benedetta Porcaroli -.
si possono affrontare solo non giudicandoli. Ho cercato di avere un occhio oggettivo, capire le loro motivazioni. Queste storie non vogliono dare risposte ma offrire al pubblico la possibilità di farsi delle domande. Nel film e nella serie, si sono scelte strade diverse ugualmente originali. Qui il linguaggio è del thriller anche se non è un crime. Si spiega anche quello che succede nella testa delle due donne”.
Veronica “non è stata facile da costruire – ha aggiunto Barbora Bobulova – è chiusa, introversa e sola. Questo incontro con la ragazza cambia qualcosa nella sua vita, nel suo essere donna”. La storia si poteva raccontare in tanti modi “ma ho deciso di concentrami sulle due donne, perché li trovo i personaggi più interessanti – dice Manfredi Lucibello -.
Oltretutto in questo periodo storico, quello di cui parliamo è un tema di cui bisogna occuparsi. Anche se c’è ancora chi mi chiede perché, da uomo, abbia fatto un film tutto al femminile”.
Editoria: Conte, ddl a settembreCi saranno quattro giornate principali per Stati Generali

25 marzo 201911:32

– ‘Ci saranno cinque aree tematiche e quattro giornate principali nel percorso degli stati generali dell’editoria”. Lo ha detto il premier Giuseppe Conte, spiegando che i disegni di legge saranno presentati a settembre.
Editoria: Conte, è settore delicatoTutti devono dare il loro contributo, sarà percorso inclusivo

25 marzo 201911:34

– “Forse abbiamo concesso qualcosa all’enfasi ma gli stati generali dell’editoria sono un momento importante è tutti devono dare il loro contributo. Compete al governo esprimere un indirizzo politico ma è da anni che se ne parla e da anni non si fa nulla. È un settore delicato per la democrazia. Sarà un percorso complesso ma incluso. Sarete chiamati a esprimere proposte speriamo innovative”. Lo ha detto il presidente del consiglio Giuseppe Conte aprendo gli Stati generali dell’editoria.
Incassi, in vetta A un metro da teTanti nuovi ingressi, 3/o ‘Scappo a casa’ e quarto ‘Peppermint’

25 marzo 201916:24

– Conquista la vetta ‘A un metro da te’ di Justin Baldoni. La commovente storia d’amore tra due ragazzi che, per diverse malattie, non possono nemmeno stare vicini è al primo posto nella classifica Cinetel del week end con 196.383 euro. Scivola così al secondo posto Capitan Marvel di Anna Boden e Ryan Fleck, che in tre settimane ha guadagnato un totale di 9.125.567 euro.
Esordiscono al terzo posto la commedia ‘Scappo a casa’ di Enrico Lando con l’irresistibile Aldo del trio milanese “Aldo, Giovanni e Giacomo” con 625.932 euro e al quarto ‘Peppermint-L’angelo della vendetta’ di Pierre Morel che vede una moglie, madre e cittadina modello decidere di farsi giustizia da sola quando, per un motivo poco chiaro, i killer della droga le uccidono marito e figlia, con un incasso di 455.451 euro. Slitta dal secondo al quinto posto ‘Momenti di trascurabile felicità’ di Daniele Luchetti con Pif che incassa 1.386.826 euro in due settimane.
Turista imbratta porticato VasarianoStava scrivendo su una colonna il suo nome con un pennarello

FIRENZE25 marzo 201912:31

– Fermata dai carabinieri mentre, usando un pennarello, scriveva il suo nome su una delle colonne del porticato che sorregge il Corridoio Vasariano, all’altezza del Ponte Vecchio a Firenze. Per questo domenica 24 marzo una turista di 69 anni, colombiana, è stata denunciata. Dovrà rispondere del reato di imbrattamento.
Musica, il Trio Kanon a Bologna FestivalSul palco il 26/3 proporranno Beethoven, Ravel, Kagel

BOLOGNA25 marzo 201912:32

– Archiviato il successo della serata inaugurale col raro ‘Salomon’ di Haendel, il Bologna Festival prosegue il 26 marzo alle 20.30 all’Oratorio di San Filippo Neri col primo appuntamento della rassegna Talenti affidato al Trio Kanon.
Riunitisi in trio nel 2012, Lena Yokoyama (violino), Alessandro Copia (violoncello) e Diego Maccagnola (pianoforte) proporranno due grandi classici: il Trio ‘degli spiriti’ di Beethoven, un brano visionario che ruota intorno a uno spettrale Largo centrale, il Trio in la maggiore di Ravel, composizione di esuberante vitalità ascoltata per la prima volta a Parigi nel 1915 con Alfredo Casella al pianoforte, e il Secondo Trio di Mauricio Kagel, carico di convenzioni e sovversioni come tutta la musica del compositore argentino.
Musica: The Struts a maggio in ItaliaGruppo rock inglese farà tappa in Emilia e a Roma

BOLOGNA25 marzo 201912:58

– Il gruppo rock inglese The Struts torna in Italia, dopo il sold out ai Magazzini Generali di Milano, con due concerti: il 25 maggio al Vox Club di Nonantola (Modena), il 26 all’Orion di Ciampino (Roma).
Composta da Luke Spiller (voce), Adam Slack (chitarra), Jed Elliott (basso) e Gethin Davies (batteria), la band è stata opening act di Rolling Stones, The Who e Gun’s’Roses ed è stata scelta dai Motley Crue come supporter dei loro ultimi concerti.
Dave Grohl l’ha definita ‘la miglior band di apertura’ che i Foo Fighters abbiano mai avuto.
Dopo l’album di debutto ‘Everybody wants’ nel 2016, The Struts hanno pubblicato ‘Young&Dangerous’, che li ha consolidati come una delle migliori band contemporanee. “Una delle cose che desideriamo fare con la nostra musica – dice Spiller – è ispirare le nuove generazioni ad imbracciare nuovamente una chitarra. Viviamo in un’epoca in cui l’hip hop e la musica dance predominano ed è una bella cosa, ma desideriamo ricordare a tutti che esiste anche altro”.
Eco, ‘l’Europa sarà un continente multirazziale’Escono quattro saggi, due inediti, su Migrazioni e intolleranza

25 marzo 201920:26

Una raccolta di quattro saggi di Umberto Eco, di cui due inediti, su ‘Migrazioni e intolleranza’ (euro 7) affrontati in 72 pagine con la forza delle idee, contro ogni pregiudizio, arrivano in libreria il 28 marzo per La nave di Teseo.”L’Europa sarà un continente multirazziale o, se preferite, “colorato” dice Eco, morto nel 2016, nell’inedito ‘Le migrazioni del Terzo Millennio’ di cui anticipiamo un estratto per gentile concessione della casa editrice. Dopo il grande successo di Il fascismo eterno, oltre 42.000 copie ad oggi e 10 edizioni, arriva una nuova illuminante riflessione civile. Una lezione folgorante e profetica su temi di grande sensibilità e attualità: i migranti, le forme di razzismo e intolleranza esplicite e subdole, l’identità europea, il confronto con tradizioni e abitudini diverse dalle nostre.”Eliminare il razzismo non vuol dire mostrare e convincersi che gli Altri non sono diversi da noi, ma comprendere e accettare la loro diversità” dice Eco. E ancora, nelle ‘Migrazioni del Terzo Millennio’ afferma che “i razzisti dovrebbero essere (in teoria) una razza in via di estinzione”.”Un’intolleranza strisciante guadagna terreno giorno per giorno… L’intolleranza selvaggia si batte alle radici, attraverso una educazione costante che inizi dalla più tenera infanzia, prima che sia scritta in un libro” scrive in queste 72 pagine.Ecco il brano ‘Le migrazioni del Terzo Millennio’ che pubblichiamo in anteprima: “Noi oggi, dopo un XIX secolo pieno di immigranti, ci troviamo di fronte a fenomeni incerti. Oggi – in un clima di grande mobilità – è molto difficile dire se certi fenomeni sono di immigrazione o di migrazione. C’è certamente un flusso inarrestabile da sud verso nord (gli africani o i medio-orientali verso l’Europa), gli indiani dell’India hanno invaso l’Africa e le isole del Pacifico, i cinesi sono ovunque, i giapponesi sono presenti con le loro organizzazioni industriali ed economiche anche quando non si spostano fisicamente in modo massiccio.È ormai possibile distinguere immigrazione da migrazione quando il pianeta intero sta diventando il territorio di spostamenti incrociati? Credo sia possibile: come ho detto, le immigrazioni sono controllabili politicamente, le migrazioni no; sono come i fenomeni naturali. Sino a che vi è immigra-zione i popoli possono sperare di tenere gli immigrati in un ghetto, affinché non si mescolino con i nativi. Quando c’è migrazione non ci sono più ghetti, e il meticciato è incontrollabile.I fenomeni che l’Europa cerca ancora di affrontare come casi di immigrazione sono invece casi di migrazione. Il Terzo Mondo sta bussando alle porte dell’Europa, e vi entra anche se l’Europa non è d’accordo. Il problema non è più decidere (come i politici fanno finta di credere) se si ammetteranno a Parigi studentesse con il chador o quante moschee si debbano erigere a Roma. Il problema è che nel prossimo millennio (e siccome non sono un profeta non so specificare la data) l’Europa sarà un continente multirazziale o, se preferite, “colorato”. Se vi piace, sarà così; e se non vi piace, sarà così lo stesso.Questo confronto (o scontro) di culture potrà avere esiti sanguinosi, e sono convinto che in una certa misura li avrà, saranno ineliminabili e dureranno a lungo. Però, i razzisti dovrebbero essere (in teoria) una razza in via di estinzione. È esistito un patrizio romano che non riusciva a sopportare che diventassero cives romani anche i galli, o i sarmati, o gli ebrei come san Paolo, e che potesse salire al soglio imperiale un africano, come è infine accaduto? Di questo patrizio ci siamo dimenticati, è stato sconfitto dalla storia. La civiltà romana era una civiltà di meticci. I razzisti diranno che è per questo che si è dissolta, ma ci sono voluti cinque- cento anni – e mi pare uno spazio di tempo che consente anche a noi di fare progetti per il futuro”.

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È morto il cantante e compositore Scott Walker
A 76 anni, prima della carriera solista era nei Walker Brothers

25 marzo 201913:56

È morto Scott Walker, cantante e compositore americano. A dare la notizia è l’etichetta 4AD, sulla sua pagina Facebook.”E’ con grande tristezza che annunciamo la morte di Scott Walker”, recita il post. “Scott aveva 76 anni ed è sopravvissuto a sua figlia, Lee, a sua nipote, Emmi-Lee, e al suo partner Beverly – si legge nel post -. Per mezzo secolo, il genio dell’uomo, all’anagrafe Noel Scott Engel, ha arricchito la vita di migliaia di persone, prima come membro del gruppo The Walker Brothers, e poi come artista solista, produttore e compositore di originalità senza compromessi”.

Scott Walker – ricorda l’etichetta discografica – “è stato un titano unico e all’avanguardia della musica britannica. Audace, ha prodotto opere che esplorano la vulnerabilità umana e l’oscurità senza Dio”.
DA YOUTUBE – ‘Make It Easy on Yourself’

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Saviano, Gomorra 4 politica e economica
Su Sky Atlantic dal 29 marzo, al centro ancora Genny Savastano

25 marzo 201915:35

– ”Questa stagione è profondamente politica ed economica è tutto compromesso e mediazione, in cui emerge l’Italia come il Venezuela d’Europa. Una stagione dunque che ha un passo diverso. C’è la terra dei fuochi. Patrizia e Azzurra crescono. Gli uomini sono bambini spersi. Emerge la differenza tra chi vuole tutto e subito (le paranze) e chi capisce come il potere ha bisogno di tempo, bisogna imparare a gestirlo”. Lo ha sottolineato Roberto Saviano in un video nella presentazione di Gomorra – Quarta stagione che debutterà il 29 marzo in esclusiva su Sky Atlantic. Al centro di tutto, c’è ancora una volta Genny Savastano (Salvatore Esposito). Cristiana Dell’Anna interpreta nuovamente Patrizia. Torna anche Marco D’Amore ma come regista. I nuovi episodi di Gomorra – prodotti da Cattleya, parte di ITV Studios e Fandango in collaborazione con Beta Film – sono diretti da Francesca Comencini (responsabile anche della supervisione artistica), Claudio Cupellini, Marco D’Amore, Enrico Rosati e Ciro Visco.
Opere di Morandi al Guggenheim di BilbaoE al museo bolognese un nuovo dipinto in comodato d’uso

BOLOGNA25 marzo 201915:44

– Una quindicina di opere di Giorgio Morandi vanno in prestito per una mostra al Museo Guggenheim di Bilbao, mentre da martedì 26 marzo una ‘Natura morta’, olio su tela del 1931, sarà concessa in comodato al Museo Morandi di Bologna.
La mostra di Bilbao – ‘Una mirada Atras. Giorgio Morandi y los Maestros Antiguos/A backward glance. Giorgio Morandi and the old masters’ – sarà dal 12 aprile al 6 ottobre un’occasione per vedere i capolavori morandiani affiancati a celebri opere provenienti da varie istituzioni museali italiane ed europee: le 15 opere in prestito sono otto dipinti (sei nature morte e due raffiguranti fiori) e 7 nature morte realizzate con la tecnica dell’acquaforte, cui si aggiungono cinque lavori di antichi maestri (tele di Giuseppe Maria Crespi e Pietro Longhi) di norma conservati a Casa Morandi, in via Fondazza a Bologna.
Il nuovo comodato al Museo Morandi fa parte invece della collezione privata di Enos e Alberto Ferri, che avevano già concesso altre opere all’istituzione museale.

Dj Khaled, 17/5 esce “Father of Asahd””Il mio album più importante finora”, dal nome del figlioletto

25 marzo 201915:48

– Il 17 maggio esce “Father of Asahd” (We The Best Music Group/Epic Records), il nuovo disco di Dj Khaled, da lui stesso definito “il suo album più importante finora”.
Nominato ai Grammy, artista visionario dell’industria musicale, innovativo influencer e mega-produttore, Dj Khaled ha conquistato il doppio disco di Platino in Italia sia per “Wild Thoughts” feat. Bryson Tiller e Rihanna che per “I’m The One” feat. Justin Bieber, Quavo, Chance The Rapper & Lil Wayne. Dopo il doppio debutto al n.1 dei suoi album nella Billboard Top 20, innumerevoli dischi di Platino e Oro nel mondo, il n.1 della Hot 100 e miliardi di streaming, Khaled alza ulteriormente l’asticella con “Father of Asahd”, che prende il nome dal figlioletto di due anni (che è co-produttore dell’album!). Dj Khaled darà presto nuovi indizi, come ad esempio il nuovo singolo.
Restaurato cartone scuola di Atene di RaffaelloNuovo allestimento alla Pinacoteca Ambrosiana per capolavoro

25 marzo 201920:28

Ci sono voluti quattro anni, ma ne è valsa la pena: dal 27 marzo sarà possibile vedere il frutto del restauro del Cartone preparatorio della Scuola di Atene di Raffaello, conservato alla Pinacoteca Ambrosiana di Milano. Un’opera che non solo è il più grande cartone rinascimentale a noi pervenuto (misura 2,85 metri per 804 centimetri), ma che è stata interamente realizzata da Raffaello come disegno preparatorio, a grandezza naturale, dell’affresco ‘La scuola di Atene’, che decora la stanza della Segnatura in Vaticano.Per presentare al meglio il cartone, è stato anche studiato un nuovo allestimento, curato dall’architetto Stefano Boeri, che ha definito il suo lavoro “una sfida da far tremare i polsi”. Si trattava infatti non solo di valorizzare, per quanto possibile, un capolavoro, ma anche di essere all’altezza di allestimenti precedenti di grande valore come quello firmato da Luigi Caccia Dominioni. La soluzione è stata quella di considerare l’opera nei suoi due aspetti: da una parte disegno preparatorio, dall’altra capolavoro compiuto, tanto che – è stato ricordato – non fu utilizzata per realizzare l’affresco vaticano. Ecco così l’idea di fare della celebre sala 5 uno spazio didattico dove imparare a contatto con l’opera: a introdurla, un muro virtuale dove vengono spiegate tutte le figure che la compongono, mentre al centro dello spazio campeggia un grande tavolo in rovere massiccio di 150 anni. E a coprire il cartone, un vetro unico, antiriflesso, che offre la possibilità di visioni a distanze diverse. E dietro, lei, l’opera, che il fondatore dell’Ambrosiana, Federico Borromeo, volle da subito, tanto da pagarla la cifra astronomica di 600 lire dell’epoca alla vedova del cugino.Dal 1626 il cartone è patrimonio della Pinacoteca, ma nel maggio del 1796 venne requisito dai francesi, che lo restaurarono e portarono al Louvre. Nel 1816 rientrò in Italia, nel 1918 fu portato a Roma per sfuggire ai bombardamenti, poi nel 1942 venne messo al sicuro nel caveau di una banca e nel 1946 esposto a Lucerna in una mostra per raccogliere fondi per la ricostruzione dell’Ambrosiana. L’allestimento di Luigi Caccia Dominioni è del 1966 e nel 2014 la Veneranda Biblioteca Ambrosiana diede inizio all’indagine e al restauro conservativo, coordinata da un comitato scientifico composto dal collegio dei dottori della Biblioteca e da esperti provenienti – tra l’altro – dall’istituto superiore per la conservazione e il restauro, dai musei vaticani e dalla soprintendenza di Milano. Un intervento lungo e complesso diretto da Maurizio Michelozzi e sostenuto finanziariamente dalla società RaMo per volontà del fondatore Giuseppe Rabolini.Al centro dell’opera – come ricordato dal soprintendente Antonella Ranaldi – la comunità di sapienti antichi e moderni, inquadrati in un’architettura che ricorda un progetto del Bramante: in basso le scienze empiriche, con Euclide ritratto con le sembianze del Bramante, in alto i filosofi, con al centro Platone, dipinto con le sembianze di Leonardo e il dito puntato verso l’alto, riconoscibile poiché regge il Timeo, e Aristotele, identificabile dal libro dell’Etica. “Ai visitatori che si fermeranno a contemplare le figure tratteggiate dalla mano sublime di Raffaello – dice il prefetto della Veneranda Biblioteca Ambrosiana, Marco Ballarini – auguriamo di poter trovare in esse, come accadde a Gustave Flaubert nel 1845, un senso di ‘calme et intelligence, certié et force'”. Anche per questo il 6 aprile, nel giorno dell’anniversario della morte di Raffaello, l’Ambrosiana offrirà la possibilità di una visita gratuita al museo e alla sala rinnovata.

Si gira a Torino ‘Palazzi di Giustizia’Opera prima di Chiara Bellosi, sarà pronta per Venezia

TORINO25 marzo 201916:38

– Due piccoli delinquenti rapinano un benzinaio che però reagisce, prende la pistola e ammazza uno di loro. Un gesto di un singolo che ha ripercussioni sulle famiglie di tutti le persone coinvolte, oltre ad avvocati, giudici, testimoni. E’, in sintesi, la trama dell’opera prima di Chiara Bellosi ‘Palazzo di Giustizia’. Le riprese a Torino, in un’aula di Corte d’Assise ricostruita nell’Istituto di Riposo per anziani ‘Poveri vecchi’.
Il film è prodotto da tempesta/Carlo Cresto-Dina con Rai Cinema e la svizzera Cinedokkeè. Con il supporto del Mibac, il contributo del Por Fest Piemonte 2014-2020 e di Film Commission Torino Piemonte. Cinque settimane di riprese, poi il montaggio – ha spiegato la regista – per cercare di essere pronti per Venezia a settembre. “Volevo fare un film sulle dinamiche personali, soprattutto tra donne – spiega la regista – non tanto di attualità come la sicurezza personale. Per mesi ho seguito processi e dibattimenti al tribunale di Milano, un crocevia di umanità incredibile”.
Fontana Nettuno Firenze, finito restauroDue anni di lavori e 1,5 mln euro arrivati da maison Ferragamo

FIRENZE25 marzo 201916:40

– Due anni di lavori e 1,5 milioni di euro, arrivati dalla maison Salvatore Ferragamo tramite art bonus, per restituire alla città di Firenze la Fontana del Nettuno di piazza della Signoria, chiamata dai fiorentini il ‘Biancone’. Il complesso lavoro di restauro ha portato anche alla riattivazione dell’impianto idrico che alimenterà i giochi d’acqua ricalcando gli scenari voluti da Bartolomeo Ammannati che lo progettò. Il risultato dei lavori è stato presentato oggi, in occasione del Capodanno fiorentino, e nell’anno in cui si celebrano i 500 anni dalla nascita di Cosimo I, committente dell’opera, e Caterina de’ Medici.
“Finalmente – ha detto il sindaco Dario Nardella – restituiamo alla città uno dei suoi simboli più amati. E’ l’opera più impegnativa e sfidante che abbiamo realizzato in questi cinque anni nel campo della manutenzione e del restauro del patrimonio culturale”. “Guai a chi si avvicina” – ha aggiunto: c’è un sistema di allarme che scatta se qualcuno si avvicina oltre la ringhiera”.
Mortali immortali, tra uomo e divinoAi Mercati di Traiano l’antica Cina incontra l’impero romano

25 marzo 201916:43

– Il lungo scorrere dello Yangtze, il Fiume Azzurro, tracciato su una grande installazione dorata dalla forma ispirata a un dragone; l’imponente maschera bronzea con gli occhi e le orecchie sporgenti, unica nel suo genere, forse rappresentazione del fondatore dell’antico popolo Shu. E ancora, una moltitudine di preziose opere in bronzo, oro, giada e terracotta, databili dal II millennio a.C. fino al II secolo d.C., che ricostruiscono in uno straordinario viaggio temporale la vita sociale e l’anelito alla spiritualità della grande civiltà che abitò il sud ovest della Cina. Si apre il 26 marzo la mostra “Mortali Immortali, tesori del Sichuan nell’antica Cina”, in programma ai Mercati di Traiano fino al 18 ottobre e a cura dell’archeologa e vice direttrice del Museo di Jinsha Wang Fang. Con i suoi 130 reperti, la mostra presenta in modo grandioso i miti dell’archeologia cinese attraverso il racconto della civiltà del Sichuan sviluppatasi lungo il Fiume Azzurro.
Morto storico dell’arte Andrea EmilianiAveva 88 anni. Merola: ‘ha insegnato che museo è spazio aperto’

BOLOGNA25 marzo 201916:47

– E’ morto a Bologna lo storico dell’arte Andrea Emiliani, tra l’altro Accademico dei Lincei e fondatore nel 1974 dell’Istituto beni culturali dell’Emilia-Romagna. Nato a Predappio, aveva compiuto 88 anni il 5 marzo ed era ricoverato all’ospedale Sant’Orsola da alcune settimane.
Studioso ed eminente critico, da Raffaello ai Carracci, da Guido Reni a Morandi, è stato il massimo esperto mondiale di Federico Barocci, di cui nel ’75 allestì nel capoluogo emiliano una mostra che riuniva quasi tutta l’epoca pittorica e 300 disegni. Tra i suoi incarichi anche quelli di Soprintendente per i Beni artistici e storici di Bologna, Ferrara, Forlì e Ravenna e direttore della Pinacoteca nazionale di Bologna. “Straordinario uomo di cultura, Andrea Emiliani ci ha insegnato che l’arte può e deve essere popolare e accessibile a tutti”, ha detto il sindaco di Bologna Virginio Merola, “ci ha insegnato che il museo è uno spazio aperto, che la città e l’ambiente sono museo vivo e da vivere”.
Teatro Impavidi Sarzana celebra 210 anniRestaurato, ora cittadini a caccia documenti memoria collettiva

GENOVA25 marzo 201917:03

– Ricostruire i 210 anni della storia del teatro degli Impavidi di Sarzana (La Spezia), recentemente riaperto dopo un lungo periodo di restauro, attraverso la memoria collettiva. I sarzanesi sono invitati a cercare nei propri album di famiglia, in cassetti e armadi, documenti e cimeli per “ritrovare le tessere del puzzle che compongono la storia del nostro teatro, facendone patrimonio collettivo”. Lo ha detto il sindaco Cristina Ponzanelli, presentando l’iniziativa. L’iniziativa dal titolo ‘Ricorda il tuo teatro’ è stata ideata dalla componente del comitato di indirizzo del teatro degli Impavidi Marianna Zannoni, in vista del prossimo 9 settembre quando l’edificio compirà i suoi primi 210 anni.
Fotografie d’epoca, biglietti di ingresso, locandine di spettacoli storici, ritagli di giornale, recensioni, programmi e qualsiasi altro documento saranno utili a ricucire una parte della memoria, che entrerà a far parte di una sorta di grande album di famiglia della comunità e del suo teatro.
“Il nostro teatro sta finalmente tornando a essere motore propulsivo della cultura cittadina – ha detto Ponzanelli -: recuperare i documenti e i ricordi che legano l’Impavidi alla città significa promuovere l’identità culturale e storica della comunità”.

Lella Costa, potere delle donne e utopiaOmaggio a Franca Rame in dialoghi al Ducale Genova

GENOVA25 marzo 201917:11

– Si potrebbe dire che l’utopia è femmina? Che la faccenda, diremmo secolare, del ‘potere alle donne’ sia utopistico quasi quanto la vecchia storia della parità tra i sessi ridotta ormai a bandierina programmatica da saldi stagionali? Solo in certa grande letteratura – quella greca, per esempio, le donne hanno possenti ruoli rivoluzionari.
E che questa grande letteratura sia letteratura comica, la dice lunga. A parlarne, in un eccezionale prodromo alla rassegna La Storia in piazza (a Palazzo Ducale, Genova, dal 4 al 7 aprile, quest’anno dedicata all’Utopia) è Lella Costa, artista da sempre impegnata sul versante delle battaglie al femminile.
‘Il potere alle donne e le antiche utopie’ (27 marzo, ore 21, Sala del Maggior consiglio) inizia con un omaggio a Franca Rame con il video in cui, nello spazio di tre minuti, l’artista ricorda la storia di Lisistrata, l’eroina di Aristofane che convinse le donne di Grecia a allearsi contro gli uomini effettuando uno sciopero del sesso per fare cessare la guerra.
Dalla Lisistrata di Aristofane poi Costa legge il programma politico proposto a tutti i Greci dalla eroina ateniese, che sfida tutto e tutti, prende il comando della città e si impadronisce con le amiche del tesoro.
Invero, nell’ Atene di Aristofane le donne vivevano chiuse in casa ma come sempre la satira può compiere magie e rendere libero anche chi libero non è. Costa non si limiterà alla ‘Lisistrata’ ma discuterà anche de ‘Le donne all’assemblea’ e leggerà brani del programma politico di Prassagora che vuol togliere il potere ai maschi assegnandolo alle donne e ‘La festa delle donne’ compiendo così un percorso che poggia su proposte di sistemi politici e sociali dove sono le donne a dettar legge.
Più utopistico di così…

Da Genova al mondo, retrospettiva CarmiMostra a Cifa a Bibbiena dal 30 marzo al 2 giugno

BIBBIENA (AREZZO)25 marzo 201917:19

– Dal racconto del porto e dei travestiti di Genova passando per Israele, la Sardegna, Parigi, il Venezuela, l’Afghanistan, l’Irlanda, l’India e la Sicilia attraverso l’occhio fotografico di Lietta Carmi. E’ la nuova mostra retrospettiva ‘Lisetta Carmi – Da Genova verso il resto del mondo’ ospitata al Cifa – Centro italiano della fotografia d’autore, a Bibbiena (Arezzo) dal 30 marzo al 2 giugno.
Il percorso espositivo è suddiviso in 11 temi: tra i reportage inseriti due ritratti del poeta americano Ezra Pound, scatti per i quali Carmi vinse nel 1966 il premio Niépce per l’Italia. Se si esclude il lavoro sulla metropolitana di Parigi dove le persone perdono la propria riconoscibile identità per diventare massa in movimento che percorre spazi artificiali e disumanizzanti, sono sempre le persone ad attrarre l’attenzione di Carmi che, come spiegato da lei stessa, ha “fotografato per capire”.
Lisetta Carmi, ricordano gli organizzatori, “ha realizzato i suoi lavori fotografici nell’arco di 18 anni; poi la sua vita è cambiata completamente grazie all’incontro con il maestro indiano Babaji, e nell’ultima parte si ritira a Cisternino.
Lisetta vive di spiritualità in modo spartano e senza i moderni mezzi di comunicazione come il computer e Internet. Vicino a casa sua però c’è un edicolante che non solo espone i suoi libri, ma le fa anche da tramite con il resto del mondo ricevendo la posta elettronica a lei indirizzata e inviando le sue risposte. Anche se distante dal mondo, vuole continuare a capirlo”.

Fai: record per Giornate di primaveraTop di visitatori in Lombardia, a Bari il bene più visto

25 marzo 201917:20

– Record di visitatori con oltre 770.000 persone alla 27/a edizione delle giornate Fai di Primavera del 23 e 24 marzo. Oltre 1.100 i beni culturali aperti in 430 località in tutta Italia con il fondamentale supporto di più di 7.500 volontari e 40.000 apprendisti ciceroni. Il record di visitatori si è registrato in Lombardia dove oltre 175.000 persone hanno visitato 171 beni aperti. In tutta Italia, il bene più visti sono stati la Banca d’Italia a Bari con 14.000 visitatori. A Parma si sono registrate 6.500 presenze a Palazzo Ducale del Giardino; più di 5700 persone si sono recate al Palazzo della Banca d’Italia e alle OMV – Squadra Rialzo Milano Centrale; numeri che vanno oltre i 5.000 visitatori per Villa Bussandri a Bassano del Grappa (Vicenza), Palazzo Mezzanotte a Milano e la Passeggiata del Re a Torino. Grande successo per la città di Pontremoli (MS), dove si sono registrate oltre 17.000 presenze. A Matera, capitale europea della cultura nel 2019, sono stati più di 16.000 i visitatori.
Rai2,cambio Povera Patria-Popolo SovranoEntrambi in 2/a serata. Freccero: “cerchiamo nuove strade”

25 marzo 201917:44

– Contenuti nuovi, riorganizzati in una forma più organica, talk show ma anche approfondimenti e grandi inchieste giornalistiche: sono i cardini dell’offerta in continua evoluzione di Rai2 che avvierà una riprogrammazione del proprio palinsesto. Povera Patria, il talk politico condotto da Annalisa Bruchi con Aldo Cazzullo e Alessandro Giuli, dal 1 aprile andrà in onda il lunedì in seconda serata, mentre Popolo Sovrano si trasformerà in un programma di inchieste condotto da Daniele Piervincenzi, in onda il venerdì in seconda serata.
“Con un grande programma di inchieste vogliamo rafforzare il palinsesto della seconda rete – dichiara il direttore di Rai2, Carlo Freccero – siamo alla ricerca continua di nuove strade per attrarre il pubblico. Ci siamo concentrati sui due programmi di punta dell’informazione della Rete, scegliendo soluzioni alternative che lascino crescere questi prodotti che forse all’inizio sono stati penalizzati dalla concorrenza. Il palinsesto di una rete deve essere vivo e mobile”.

Il ‘vero’ Shakespeare? Forse di origini sicilianeOpere sarebbero state scritte da John Florio, anche una fiction

PALERMO25 marzo 201920:32

C’è un mistero che aleggia intorno a quello che viene indicato forse come il più grande drammaturgo di tutti i tempi. Chi era veramente l’autore delle straordinarie opere di William Shakespeare? L’attore di Stratford, venerato dagli inglesi, ma semi-analfabeta, di cui restano un testamento che nulla dice delle opere, e alcuni contratti per prestare soldi a usura. Oppure quella lunga lista di possibili alter ego che da 400 anni viene proposta dai quattro angoli della terra: Francis Bacon, il terzo conte di Southampton, persino lo stesso Marlowe? Negli ultimi anni si è fatta strada l’ipotesi che il “vero” Shakespeare sia in realtà uno studioso di origini siciliane: John Florio, figlio di Michelangelo, un erudito in esilio, scappato all’inquisizione da Messina e nascosto a Venezia e a Verona, prima di approdare a Londra. Lì nasce John, sfrutta l’immensa cultura classica del padre e viene accolto dal conte di Southampton insieme a un giovane attore, Will di Strafford.Saranno per molti anni protetti del potente aristocratico, abiteranno lo stesso castello e la somma è presto fatta. L’unico possibile vero autore delle meravigliose opere è John Florio.
Concepire quelle opere senza una cultura classica formidabile è impossibile. Come faceva l’attore a conoscere alla perfezione la toponomastica di Messina (Molto rumore per nulla), Venezia (Il mercante) o Verona (Romeo e Giulietta) o Padova (La bisbetica domata). I dubbi si sono moltiplicati a cominciare dai giudizi di Mark Twain, e poi Charles Dickens, Harry James e persino Freud, comprovati dagli studi più recenti di molti ricercatori italiani e britannici: Saul Gerevini, Corrado Panzieri e Giulia Harding. Il regista Stefano Reali sta preparando una fiction, prodotta in Spagna, che narra non solo i rapporti tra Florio e Shakespeare ma anche l’incontro tra Miguel de Cervantes e John Florio, avvenuto a Messina mentre il genio spagnolo era ricoverato in ospedale dopo il ferimento nella battaglia di Lepanto. Anche Reali condivide la tesi di tre anglisti.”Non esiste una smoking gun – dice il regista – ma una serie stringente di indizi che hanno sostanza di prova. Florio conosce la novellistica rinascimentale italiana, il greco e il latino che l’attore di Stratford sconosceva. Poi il giallo si infittisce. Conosciamo il testamento olografo di Florio che lascia l’utilizzo dei suoi manoscritti al conte di Pembroke, la cui famiglia ha negato fino ad oggi l’accesso ai manoscritti. Il professor Panzieri ha chiesto il permesso a Tony Blair e alla regina Elisabetta II, ma senza successo”. Il motivo è presto detto: “Il brand Shakespeare – spiega il regista – per gli inglesi vale alcuni miliardi di sterline ed è impensabile che vi rinuncino. Persino gli scrittori elisabettiani, contemporanei di Shakespeare fanno riferimento alla possibile frode, ma nessuno poteva sospettare che era così facile fare soldi con il teatro.Fu Giordano Bruno a consigliare Florio e Shakespeare di costruire un teatro più capiente e smontabile, il Globe. E quando il successo crebbe a dismisura, dopo la morte dell’autore e dell’attore, i Pembroke, pubblicarono il first-folio, capirono che potevano dare in affitto le opere in loro possesso ai kingsman e nacquero così le royalty, il diritto d’autore”. Quello che è sicuro è che Florio è l’autore del dizionario inglese-italiano, che regala al vocabolario inglese più di 200.000 nuovi vocaboli, e che la voce “Florio” dell’enciclopedia britannica nel 1880 constava di 25 pagine, 10 anni dopo solo due. Il muro dell’establishment stratfordiano continua a difendersi.

 

Sulic (2Cellos) esegue Quattro StagioniAnteprima mondiale il 5 giugno al Teatro Verdi di Trieste

TRIESTE25 marzo 201918:33

– Andrà in scena il 5 giugno prossimo, al Teatro lirico Giuseppe Verdi di Trieste, la prima mondiale di “Le Quattro Stagioni” di Vivaldi per violoncello solista, eseguita dal musicista sloveno Luka Sulic. A fianco dell’artista – classe 1987 – diventato una star di fama internazionale con i 2Cellos, si esibiranno gli orchestrali della Fondazione Lirica del Verdi. Dopo avere suonato nelle principali arene del mondo – dalla Royal Albert Hall di Londra all’Arena di Verona, passando per la Sydney Opera House, la Radio City Music Hall di New York e tantissime altre) – Sulic ha deciso di avviare contemporaneamente ai 2Cellos un nuovo progetto solista dedicato a una delle pagine più suggestive della storia della musica classica, “Le Quattro Stagioni” di Antonio Vivaldi.
Libri: Pordenonelegge celebra i 20 anniCultura ma anche investimento, ogni euro speso ne genera otto

PORDENONE25 marzo 201918:43

– “Quando siamo nati, 20 anni fa, l’obiettivo che ci aveva dato la Camera di commercio, era quello di valorizzare l’aspetto culturale, coniugandolo con la promozione del territorio e con una ricaduta economica effettiva sulla comunità: un traguardo che abbiamo pienamente raggiunto e che ci riempie di orgoglio”: lo ha affermato Michela Zin, direttrice della Fondazione Pordenonelegge, commentando i risultati raggiunti dal festival nel corso di un forum.
“L’ultimo rilevamento che è stato effettuato pochi anni fa, da parte della Bocconi, ha stabilito che un euro investito su Pordenonelegge ne riporta quasi 8 al territorio – ha specificato Zin – un dato che testimonia come puntare sulla cultura possa davvero rappresentare un volano di crescita per l’intera comunità che ospita gli eventi”.
Toscana, record presenze in 2018Bene città arte e campagne, stabile costa e rallenta la montagna

FIRENZE25 marzo 201918:46

– E’ record di turisti in Toscana che nel 2018 hanno superato i 48 milioni di presenze, in crescita del 3,8% rispetto all’anno precedente, pari a oltre 1,7 milioni di pernottamenti in più. Lo rileva l’Ufficio regionale di statistica. La tendenza ad una contrazione della durata media del viaggio, viene confermata anche nel 2018 seppur in rallentamento rispetto agli anni precedenti. In particolare, sono le città d’arte (+6,8%) e le campagne (+6,5%) a registrare i maggiori incrementi. A segnare gli aumenti maggiori sono stati Pisa e Arezzo, +25% e +18%, ma continua la crescita di Firenze (+4,6%) e Lucca (+4,7%). Crescono anche Prato (+3,3%) e Pistoia (+4,7). Negli ambiti legati alla campagna, buone performance per Terre di Valdelsa e dell’Etruria Volterrana (+11,7%), Val d’Orcia (+11,1%), e Valdarno Aretino (+16,4%). Stabili gli ambiti della costa (+0,02%) mentre quelli della montagna registrano l’unico dato negativo della regione (-1,3%), con segno positivo solo Amiata, Lunigiana e la Montagna Pistoiese.
Popolizio attuale in Nemico del popoloIbsen del 1882 sempre più capace di parlarci d’oggi in Europa

25 marzo 201919:00

– In ”Un nemico del popolo” Henrik Ibsen, scrivendo nel 1882, con la sensibilità preveggente e l’incisività dell’autore di ”Casa di bambola”, aveva già messo tutto con estrema chiarezza, dall’egoismo del ceto medio piccolo borghese al popolo sempre pronto a dar ragione all’ultimo che parla adulandolo, senza proporgli novità, dalla solitudine di chi ha ragione e va contro la maggioranza, agli interessi della politica, il tutto legato a un problema sociale di ecologia e sanità. Sono cose che oggi risuonano familiari agli spettatori della lettura che ne dà Massimo Popolizio, nuova produzione del Teatro di Roma all’Argentina sino al 28 aprile.
Non a caso questo testo che sta avendo un momento di grande fortuna in Europa. Popolizio ha scelto un finale meno negativo e pessimista, più fedele all’originale, come a indicare che nel nostro paese ognuno anche singolarmente deve cominciare a darsi da fare se si vuole pian piano qualcosa cambi, se si vuole pensare a costruire un vero futuro.
A Milano i tesori della Ca’ GrandaUn’esposizione permanente e gratuita al Policlinico di Milano

MILANO25 marzo 201920:07

– L’unico ritratto mai commissionato a Giovanni Segantini, ma anche capolavori di Mario Sironi, di Carlo Carrà, di Francesco Hayez: sono solo alcuni dei tesori che compongono il patrimonio di donazioni raccolto in quasi 700 anni dal Policlinico Ca’ Granda di Milano, che da oggi sono visibili in una esposizione gratuita aperta al pubblico.
L’inaugurazione avviene non a caso per la festa del Perdono istituita 660 anni fa da papa Pio II, alla presenza dell’arcivescovo Mario Delpini, del presidente della Regione Attilio Fontana, del sindaco Giuseppe Sala e del ministro dell’Interno Matteo Salvini.
“Con la Festa del Perdono, che quest’anno cade proprio il 25 marzo, giorno dell’Annunciazione, da secoli si celebra la fondazione del nostro Ospedale – ha spiegato Marco Giachetti, presidente del Policlinico di Milano – Quello dei Tesori della Ca’ Granda è il giusto modo per rendere onore a questa tradizione”.
Luce italiana su nomadi dell’Alto EgittoI dimenticati ‘pan-grave’ riemergono grazie a Bologna e Yale

IL CAIRO25 marzo 201920:21

– L’antico Egitto, quello più profondo, non è fatto solo di piramidi e ieratici faraoni ma anche di semi-misteriose popolazioni nomadi che, come i migranti attuali, premevano alle porte meridionali del regno e sono state poi inghiottite dalla Storia lasciando però tracce che permettono di ricostruire parte della loro cultura. Emerge al Cairo in una conferenza tenuta da una nota archeologa italiana, Maria Carmela Gatto, sulle più recenti scoperte fatte in cimiteri e insediamenti di nomadi transitati nell’area di Assuan durante il Secondo Periodo Intermedio, fra i 1.800 e i 1.500 anni a.C. Si tratta di popolazioni della cultura detta “della tomba a padella” (pan-grave, in inglese), appellativo molto prosaico creato alla fine dell’800 da Flinders Petrie, sulla base delle forme circolari e basse dei tumuli in pietra che sormontavano le loro tombe. La Gatto è condirettrice insieme a Antonio Curci del progetto “Aswan-Kom Ombo Archaeological Project-AKAP” delle Università di Bologna e Yale.
Fumetti: Milo Manara disegna la morte di CaravaggioA Firenze la presentazione del secondo volume ‘La grazia’

FIRENZE25 marzo 201920:35

Si chiama ‘Caravaggio. La grazia’ il secondo volume che il fumettista Milo Manara ha dedicato alla vita e alle opere di Michelangelo Merisi. La presentazione del libro, pubblicato da Panini comics, si è svolta nella libreria Feltrinelli Red di Firenze dove Manara ha incontrato i numerosi fan ai quali ha confessato di festeggiare, quest’anno, “i 50 anni dalla pubblicazione del mio primo fumetto”.
Nel secondo volume su Caravaggio, ha detto il fumettista, “racconto gli ultimi 5-6 anni di vita dell’artista e nella copertina l’ho ritratto un momento prima della morte e ho immaginato che in quel momento la ‘grazia’ sia arrivata, anche se troppo tardi. In questo secondo volume, infatti, Caravaggio è costantemente alla ricerca della grazia”. Per questo graphic novel, ha spiegato il fumettista, “ho potuto usufruire di documenti che sono stati resi pubblici nel 2012, che già esistevano, ma erano stati bruciati quindi sono stati sottoposti a un’operazione di restauro. Questi documenti ci raccontano qual è stato l’episodio per il quale Caravaggio è stato incarcerato”. Il primo volume ‘La tavolozza e la spada’, pubblicato nel 2015, ha aggiunto Manara, “è stato premiato in Francia dalla rivista ‘Histoire’ per l’accuratezza della ricostruzione storica, lo dico per avvallare l’autenticità del libro”.

Gomorra 4, Genny si reinventa tra alleanze e faideSky Atlantic da 29/3. Saviano,specchio Italia Venezuela d’Europa

25 marzo 201920:36

Non mancheranno i colpi di scena, le faide e i tradimenti. Genny Savastano, dopo la morte di Ciro Di Marzio, sopravvissuto a tutto dovrà cambiare vita per salvare la sua famiglia. Reinventatosi uomo d’affari, dovrà lasciare il regno a Patrizia (Cristiana Dell’Anna) e affidarsi a un clan (I Levante, famiglia legata a donna Imma dove il patriarca Gerlando domina incontrastato le campagne avvelenate a nord di Napoli). La quarta stagione di Gomorra torna con 12 puntate ogni venerdì alle ore 21.15 su Sky Atlantic (e Sky Cinema Uno) a partire dal 29 marzo.Si riparte da Genny (Salvatore Esposito) e Marco D’Amore si sposta dietro la macchina da presa (delle puntate 5 e 6) dopo tre stagioni da protagonista. La lotta per il potere è destinata a riaccendersi: l’uscita di scena di Ciro di Marzio apre nuovi imprevedibili scenari tra le fazioni che si contendono il controllo del territorio. I nuovi episodi di Gomorra – Una produzione originale Sky con Cattleya, parte di ITV Studios, e Fandango in collaborazione con Beta Film – sono diretti da Francesca Comencini (responsabile anche della supervisione artistica della quarta stagione), Claudio Cupellini, D’Amore, Enrico Rosati e Ciro Visco. Salvatore Esposito del suo personaggio dice: “Il filo conduttore di questa stagione è il dualismo interiore di Genny: combatte contro i demoni che lo accompagnano dalla prima serie e che stavolta lo portano a cambiare vita per dare un futuro diverso a figlio e alla moglie, dopo la morte di Ciro e dopo avere ceduto il potere a Patrizia. Metterà una maschera. Solo alla fine capiremo cosa è diventato. Genny ha puntato un altro obiettivo, quello di diventare un manager. In verità il cordone col passato lo ha tagliato quando ha fatto uccidere suo padre. Il male è una ombra nera in ogni città del mondo”.

Cristiana Dell’Anna del suo ruolo ovvero Patrizia rileva: “E’ un personaggio cresciuto tanto. Patrizia gestisce il potere che le viene dato al femminile. La rivoluzione nella serie è il valore dell’intelligenza delle donne, che non sempre viene capita”.  Marco D’Amore, regista: “Mi sento il prodotto di un vivaio. Gomorra è una meravigliosa cantera che ha allevato talenti. Il mio passaggio forse più eclatante, per il mio passato di attore, ma tanti sono cresciuti e in tutti i ruoli.
Gomorra ha prodotto eccellenze: io sono stato un buon giocatore”. Claudio Cupellini veterano della serie, regista degli ultimi due episodi della quarta stagione: “Siamo in una partita a scacchi. Ogni volta ci dobbiamo sorprendere e dobbiamo ricominciare adattandoci a una realtà che dobbiamo imparare a conoscere. Stavolta si è giocata una partita a scacchi tra chi abbiamo imparato ad amare e i nuovi arrivati”.    Roberto Saviano in un video proiettato nel corso della presentazione sottolinea: “L’Italia che emerge da questa stagione è il Venezuela d’Europa, è tutto compromesso. I colletti bianchi hanno importanza, c’è la terra dei fuochi. Le donne crescono militarmente e strategicamente, gli uomini sono bambini sparsi. C’è chi, e sono le paranze, vuole tutto e subito, e chi conosce i tempi del potere e impara a gestire la fama per ottenere di più. I giovani non aspettano, vivono nel presente. Il racconto affronta temi un paese al collasso come il nostro e non ha paura di dirlo. E se dà fastidio, che dia fastidio. E’ una serie che deve intrattenere, ma che fissa il puzzo dei soldi. Gomorra racconta la sintassi del nostro tempo: se non ammazzi verrai ucciso, se ti fidi verrai imbrogliato”.
Nata da un’idea di Roberto Saviano e tratta dal suo omonimo best seller (edito da Arnoldo Mondadori Editori), il soggetto di serie è firmato da Stefano Bises, Leonardo Fasoli, Maddalena Ravagli, Roberto Saviano. Nicola Maccanico, Executive Vice President Programmi di Sky Italia: “Credere in un prodotto originale e investire in maniera così decisa ha permesso di essere apripista. Ora bisogna alzare l’asticella, siamo partiti per primi e non vogliamo farci raggiungere. Punto di forza di Gomorra – La serie è il gioco di squadra”. La quinta stagione è in preparazione.         [print-me title=”STAMPA”]

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