Ultimo aggiornamento 31 Marzo, 2019, 03:36:25 di Maurizio Barra
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Callas e Pasolini a 50 anni da ‘Medea’
2 aprile 80 anni da debutto della cantante e 70 da primo trionfo
30 marzo 2019 03:45
– E’ il due aprile del 1939, esattamente 80 anni fa, quando sul palcoscenico del Teatro Olympia di Atene debutta sedicenne nel suo primo ruolo, la Santuzza di ”Cavalleria rusticana”, Mariana Kalogeropoulos che diverrà celeberrima col nome di Maria Callas e tre decenni dopo sarà la protagonista del film ”Medea” di Pier Paolo Pasolini che arriva nelle sale il 27 dicembre del 1969, giusto quindi 50 anni fa. Fu l’ultima sua interpretazione, risalendo al 1965 le sue precedenti comparse da protagonista a Londra e Parigi in ”Norma” e ”Tosca”, cui poi seguirono solo i concerti del tour in cui duettava con Giuseppe di Stefano nel 1973 e ’74. La Divina morirà a Parigi il 16 settembre 1977.
La sua insegnante di allora, Elvira De Hiadlgo, soprano d’agilità del bel canto, parlava di ”qualità interpretative impressionanti” e di ”sguardo e mani magiche e comunicative”.
Poi arriva la guerra e bisogna aspettare il 1945 perché possa tornare in America, dove è nata e vive la famiglia, quindi nel ’47, in Italia.
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Tim Burton, Dumbo? L’elefantino sono io
In sala remake Disney con Farrell, Keaton, DeVito e Green
30 marzo 201910:31
Più Disney che Tim Burton questo ‘Dumbo’, atteso remake del film cult del 1941 in sala dal 28 marzo in 700 copie distribuite da Walt Disney Italia. Un film più favola per bambini che dark, rassicurante quanto basta e con tanto di happy end (mancava perfino all’originale), ma niente romanticismo gotico, né malinconia da parte del regista amante delle atmosfere di Edgar Allan Poe. Dumbo resta comunque un capolavoro visionario e pieno di fantasia che presta il fianco poi a temi come diversità, spesso volano di creatività, integrazione e assenza.
“È il remake di un classico straordinariamente forte e con protagonista un personaggio strano – ha spiegato a Roma un Tim Burton animato da grande gestualità -, uno che non è come gli altri, uno con un forte svantaggio, una sorta di freak che trasforma la sua diversità in vantaggio. E poi – ha aggiunto il regista, che ha ricevuto il David di Donatello alla carriera dalle mani di Roberto Benigni – c’è anche il tema della famiglia”. E ha concluso: “Dumbo è il personaggio che mi è più affine, il simbolo della figura dell’artista che fa fatica ad essere accettato”.
Entrano in campo in Dumbo: Holt Farrier (Colin Farrell) ex star del circo appena tornato dalla guerra senza un braccio e che ritrova i due figli orfani, Milly (Nico Parker) e Joe (Finley Hobbins); il proprietario del circo Max Medici (interpretato da un Danny DeVito più fumetto di un fumetto) che assume appunto Holt e figli per occuparsi di Dumbo, elefantino neonato con delle orecchie sproporzionate che lo rendono lo zimbello del suo circo di serie b. Ma quando si scopre che Dumbo sa volare, lo spietato imprenditore V.A. Vandevere (Michael Keaton) e la bella trapezista Colette Marchant (Eva Green) cercano di trasformarlo in una star volante. E questo nello straordinario circo, Dreamland. Dumbo volerà sempre più in alto con Colette, ma insieme a loro monterà anche l’anima nera che c’è in ogni favola che si rispetti.
Burton ha spiegato che sicuramente il circo di Dumbo ricorda quello di Fellini: “Per me lui, Mario Bava e Dario Argento, sono da sempre miei riferimenti, anche se credo che in ogni film di Fellini ci sia alla fine il circo. Per quanto riguarda me non lo amo troppo, mi fanno paura i clown, non mi piacciono gli animali in cattività e trovo gotici i suoi colori sgargianti”.
Il Dumbo originale del 1941? “Non mi ricordo quando l’ho visto, anche perché – ha sottolineato – i film Disney sono nell’infanzia come dei sogni strani vissuti fuori dal tempo”.
Il suo rapporto complicato con la Disney – con cui ha iniziato a lavorare giovanissimo come cartoonist, non troppo in linea con certo spirito zuccheroso dell’azienda, e a cui torna più volte come nel caso di ‘Alice in Wonderland’- , è stato sintetizzato così dal regista, nato nel 1958 a Burbank in California: “La Disney è un po’ la mia famiglia. E si sa che, come capita a tutti, questa a volte si ama e a volte si odia”.
Dialoghi su Dio, la mostra di SagliettiA Genova la storia del monastero Deir Mar Musa el Habasci
GENOVA30 marzo 201911:56
– E’ possibile che monaci di diverse chiese possano pacificamente e quotidianamente confrontarsi con le difficoltà e la ricchezza della diversità, dimostrando che Dio è uno e si può vivere insieme nella sua fede, indipendentemente dalla propria religione? Oppure tutto questo è pura utopia? ‘Sotto la tenda di Abramo’, la mostra del grande fotografo Ivo Saglietti per questo viene inserita nel programma de ‘La Storia in piazza’, quattro giorni di discussione a Palazzo Ducale di Genova dedicati proprio all’ Utopia. La mostra racconta del dialogo possibile tra religioni e uomini attraverso l’esperienza comunitaria dell’antico monastero siro-antiocheno Deir Mar Musa el-Habasci, luogo di ospitalità e scambio interreligioso cattolico e musulmano abbarbicato sulle montagne della Siria, nella comunità fondata da padre Paolo Dall’Oglio, gesuita, fortemente impegnato nel dialogo interreligioso con il mondo islamico. I monaci fotografati da Saglietti sono uomini e donne di diverse chiese e Paesi. Il bianco e nero intenso di questo lavoro, che documenta dall’interno la vita della comunità nel suo quotidiano, ben rappresenta il contrasto di luci e ombre di due mondi in perenne conflitto ideologico che nell’enclave di Deir Mar Musa el-Habasci trovano un luogo di dialogo e di costruttivo confronto. La mostra, curata da Federico Montaldo, si apre il 4 aprile nella ‘sala Liguria’ del Ducale per chiudersi il 5 maggio.
‘Storia in piazza’, si parla di UtopiaCanfora, Schnapp, Delon, Bovero, Rusconi a palazzo Ducale
GENOVA30 marzo 201911:59
– Tommaso Moro, gran cancelliere dell’Inghilterra di Enrico VIII, si è inventato il nome pensando a una società ideale e perfetta: era un’isola, Utopia. Ou-tòpos, il non luogo. Palazzo Ducale, a Genova, con la sua rassegna ‘La storia in piazza’ (da giovedì 4 a domenica 7 aprile) non poteva non parlarne, soprattutto in tempi come questi, dove la bella utopia combatte nei cuori di alcuni una battaglia persa contro il becero e snaturato ‘buonsenso’ dei più. Intanto diciamo: utopia è concetto negativo o positivo? E come la si traduce questa parola antica, con la parola ‘sogno’? illusione? E’, l’utopia, un ideale oppure non lo è? In molti, in questa edizione di ‘La Storia in piazza’ tenteranno di concretizzare un concetto che corpo non ha e non avrà mai. Il primo a farlo sarà Luciano Canfora. Proprio lui, autore nel 2014 di ‘La crisi dell’utopia. Aristofane contro Platone’, aprirà l’evento il 4 aprile alle 18.15 con la sua lectio sul ‘Cosmopolitismo’.
Giornata densissima, la prima, perché dopo Marco Salotti e i suoi ‘Bolscevichi su Marte’, alle 21 Luca Bizzarri, presidente di Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura, Walter Lapini, Margherita Rubino e Federico Tiezzi discuteranno di ‘Le città impossibili’. Fino al giorno della chiusura si alterneranno in molti (la mattina per le scuole, il pomeriggio per tutti) per discutere di Utopia. E alla fine vi siete fatti un’idea dell’utopia come l’isola che non c’è, a rimettere tutto in discussione torna una lectio di Luciano Canfora dal titolo ‘Il futuro dell’Utopia’: perché una delle regole auree di ‘La Storia in piazza’ è quella di far uscire dal bellissimo salone del Maggior Consiglio il suo pubblico con più domande in testa di quelle che aveva prima. E anche quest’anno, c’è da scommetterci, questo fortunato obiettivo sarà raggiunto.
“Matera 2019,programma culturale solido”Il Ministro nella Capitale europea della Cultura
MATERA30 marzo 201913:15
– Per Matera Capitale europea della Cultura 2019 “abbiamo un programma culturale solido: naturalmente si può fare di più e siamo qui anche per questo”.
Così il Ministro dei Beni culturali, Alberto Bonisoli, che stamani partecipa al workshop “Conoscere per competere” organizzato dalla Federazione nazionale dei Cavalieri del lavoro.
Mostra omaggio Taviani a Lucca festivalTra ospiti rassegna Joe Dante, Rutger Hauer, Michel Ocelot
LUCCA30 marzo 201913:16
– Sessanta foto dedicate al cinema di Paolo e Vittorio Taviani, a un anno dalla scomparsa di Vittorio, in una mostra omaggio ai registi italiani: è uno degli eventi speciali del Lucca film festival e Europa cinema. L’esposizione si è aperta oggi a Palazzo Ducale di Lucca dove rimarrà fino al 30 aprile). Il festival cinematografico è invece in programma dal 13 al 21 aprile: nelcorso della rassegna sarà anche consegnato il premio alla carriera a Paolo Taviani (il 14 aprile) dopo la proiezione della versione restaurata del film Good Morning Babilonia (1987).
La mostra ripercorre i momenti centrali e più significativi della creazione poetica dei Taviani attraverso gli scatti di Umberto Montiroli, fotografo di scena dei due registi a partire dal ’77. Due i percorsi: Sacri Silenzi, a cura di Leonardo Casalini, accompagnato da un documentario che racconta, attraverso testimonianze inedite, l’avventura unica del cinema dei fratelli Taviani; e Cesare deve morire, dedicato al film omonimo, curato da Andrea Mancini.
Al Medimex anche Noemi, Arbore e ZilliDal 6 al 14/4 pubblico potrà ascoltare anche Meta,Noemi e Carone
BARI30 marzo 201915:14
– Pattie Boyd, Ex-Otago, Renzo Arbore, Noemi, Ermal Meta, Nina Zilli e Pierdavide Carone saranno i protagonisti degli ‘Incontri d’autore’ in programma nell’ambito della edizione primaverile del Medimex. Al festival, dall’11 al 14 aprile a Foggia, si esibiranno in due concerti a ingresso libero, in piazza Cavour, Renzo Arbore con un collettivo di jazzisti italiani (12 aprile) e il musicista britannico Bryan Ferry (13 aprile). Un “incontro speciale”, sottolineano gli organizzatori, sarà quello con Klaus Voormann, l’illustratore, bassista e discografico che conquistò un Grammy Award per la copertina dell’album Revolver dei Fab Four, suonò nella Plastic Ono Band e in vari singoli di Lennon, Harrison e Ringo Starr, e partecipò al concerto per il Bangladesh organizzato da Harrison nel 1971. Ad aprire gli ‘Incontri’, il 6 aprile alle ore 19 a Palazzo della Dogana, sarà Pattie Boyd, musa e testimone con la sua macchina fotografica della Swingin’ London. L’artista presenterà la mostra ‘Pattie Boyd and The Beatles’.
Lumi di Chanukkah tra i Sassi di MateraFino al 1 maggio, con 31 opere. Levy ha creato ‘Inaugurazione’
MATERA30 marzo 201916:03
– Le chanukkiot (in ebraico il nome delle lampade rituali a nove braccia) celebrano “il dominio della luce sull’oscurità e nell’immaginario collettivo, evocano l’ebraismo”. A Matera – Capitale europea della Cultura 2019 – sarà visitabile fino al 1 maggio, la mostra “Lumi di Chanukkah – Una collezione tra storia, arte e design”: 31 opere della “Fondazione Arte, Storia e Cultura Ebraica a Casale Monferrato e nel Piemonte Orientale – Onlus” saranno esposte nella sala mostre della Fondazione Sassi.
E per questa mostra, Gabriele Levy ha creato un’opera, “Inaugurazione”, in terra, sassi e gesso, composta da cinque parti/lettere che compongono la scritta Chanukkah in caratteri ebraici. Il 31 maggio l’opera sarà scissa in cinque parti che saranno donate al sindaco di Matera, Raffaello De Ruggeri, al presidente della Fondazione Sassi, Vincenzo Santochirico, al sindaco di Casale Monferrato, alla Città di Lecce e al Must-Museo Storico della Città di Lecce.
Rolling Stones cancellano tour Usa, Mick Jagger sta maleI medici: “Guarirà e tornerà appena possibile sul palco”
NEW YORK30 marzo 201917:13
I Rolling Stones hanno cancellato il loro tour americano perchè Mick Jagger ha problemi di salute.”I medici gli hanno consigliato di non andare in tournée in questo momento perche’ ha bisogno di cure”, ha detto un portavoce. Nessuna indicazione sulla natura della malattia che ha indotto la band a prendere la decisione di cancellare le date di concerti già in programma se non che “i medici hanno detto a Jagger che guarirà completamente in modo da tornare sul palco appena possibile”, ha aggiunto il portavoce.Lo stesso Jagger, in una dichiarazione su Twitter, si è detto dispiaciuto della cancellazione: “Odio deludere I miei fan e sono profondamente deluso di dover rinviare il tour, ma non vedo l’ora di tornare sul palco appena sarà possibile”.
I’m so sorry to all our fans in America & Canada with tickets. I really hate letting you down like this.
I’m devastated for having to postpone the tour but I will be working very hard to be back on stage as soon as I can. Once again, huge apologies to everyone.— Mick Jagger (@MickJagger) 30 marzo 2019
I concerti cancellati sono 17: dovevano cominciare il 20 aprile a Miami per concludersi il 29 luglio in Canada. Inclusi tra le date due show a Chicago e altri a Denver, Washington, Seattle, Filadelfia e Foxborough in Massachusetts.
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Jethro Tull a Trieste è ‘sold out’
Chiude tournee nella penisola per i 50 anni di carriera
TRIESTE30 marzo 201917:34
– E’ praticamente ‘sold out’ il concerto di lunedì 1 aprile dei Jethro Tull, la band simbolo del progressive rock, al Politeama Rossetti di Trieste. Il capoluogo giuliano è la quarta e ultima tappa italiana – dopo Torino, Brescia e Bologna – del tour con il quale la band guidata da Ian Anderson festeggia i 50 anni di carriera. I Jethro Tull hanno inciso trenta album in studio e dal vivo e venduto oltre 60 milioni di copie in tutto il mondo, si sono esibiti in oltre tremila concerti in più di 50 Paesi, con una media di oltre cento concerti all’anno. Quelli però dell’ anniversario sono caratterizzati da un ampio repertorio: da ‘Aqualung’ a ‘Thick as a brick’, da ‘Benefit’ a ‘Songs from the wood’, secondo un catalogo che comprende folk, blues, musica classica e heavy rock. Ian Anderson è accompagnato sul palco da David Goodier (basso), John O’Hara(tastiere), Florian Opahle (chitarra), Scott Hammond (batteria) e un’ospite virtuale a sorpresa.
Comitato celebrazioni 200 anni InfinitoIniziative per tre anni nelle città leopardiane e nel mondo
RECANATI (MACERATA)30 marzo 201917:35
– Il Comitato Nazionale per le celebrazioni del Bicentenario de L’Infinito, la celebre poesia di Giacomo Leopardi scritta nel 1819, si è insediato con una cerimonia nella direzione generale degli Istituti di Cultura e Biblioteche del Ministero dei Beni e Attività Culturali a Roma. Presieduto da Giuseppe Balboni Acqua, ambasciatore d’Italia, à composto da studiosi e personaggi delle istituzioni.
A partire da quest’anno, con i grandi eventi e le esposizioni già in atto a Recanati e a Napoli, e pei i prossimi tre anni il Comitato programmerà iniziative nazionali ed internazionali per celebrare l’anniversario e per diffondere la poesia di Giacomo Leopardi “come strumento etico di forza e di passione per unire popoli e nazioni”. Gli eventi coinvolgeranno, in Italia, le maggiori istituzioni culturali e le Città Leopardiane: Recanati, Roma, Bologna, Milano, Pisa, Firenze e Napoli; nel mondo le Ambasciate e gli Istituti di Cultura. In programma anche un concorso per le migliori traduzioni de L’Infinito.
Firenze ancora capitale cultura?Su Quaderno Rosselli scritti e interviste da Paolucci a Dehousse
FIRENZE30 marzo 201918:35
– Dall’ ex ministro Antonio Paolucci al presidente dell’Istituto universitario europeo Renaud Dehousse, da scritti e interviste a direttori di musei e sovrintendenti a protagonisti della trasmissione del sapere: è il 134/o fascicolo dei “Quaderni del Circolo Rosselli”, la rivista di cultura politica diretta da Valdo Spini, dedicato al rapporto tra Firenze e la cultura. Il “Quaderno” (Ed. Pacini, 130 pagine, 17 euro), curato dal giornalista Stefano Fabbri, porta il titolo “Cultura. Una certa idea di Firenze” e si propone di offrire un contributo alla discussione sul delicato rapporto tra turismo e cultura, sulle radici di una città che si è conquistata sul campo il titolo di “capitale” della cultura e sulla difficoltà che affronta nel mantenerlo. [print-me title=”STAMPA”]
