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La pugile Irma Testa, dalla sconfitta alla rinascita
Butterfly, storia giovane campionessa che punta alle Olimpiadi
04 aprile 2019 05:45
– La sua è una storia di talento, abnegazione, sconfitta e rinascita che ad Hollywood già avrebbe potuto ispirare un biopic. In Italia ci hanno pensato Alessandro Cassigoli e Casey Kauffman a portare sul grande schermo, con un docufilm, Butterfly, Irma Testa, 21enne di Torre Annunziata, campionessa che tre anni fa e’ stata la prima pugile italiana in gara a un’Olimpiade. Circondata dal clamore mediatico e data fra le favorite a Rio 2016, è uscita però ai quarti.Una sconfitta che porta Irma a mettere tutto in discussione e a trovare nuove motivazioni, come racconta il film, che dopo il debutto alla Festa del Cinema di Roma, in Alice nella città, arriva in sala con Luce Cinecittà il 4 aprile. Un nuovo inizio di cui si vedono ampiamente i frutti. Irma ha appena vinto la medaglia d’oro all’Europeo under 22 ed è in piena preparazione per Tokyo 2020, anche se lei per scaramanzia, non pronuncia la parola ‘Olimpiadi’ e preferisce dire: “E’ il mio obiettivo più grande”.Cosa è cambiato nel prepararlo? “Tantissimo – spiega – ho capito quali sono gli errori da non ripetere e quali sono le cose buone da fare che non avevo fatto”. Quella sconfitta a Rio “è stata di grandissima importanza per me, è stata il mio tesoro. Dalle vittorie si prende poco. Dalle sconfitte invece impari a cambiare il tuo percorso, ti rendono più forte”. Anche se ogni volta, davanti alle immagini di quel match, nel film “mi è venuto quasi un attacco di panico, nel vedere i colpi che ho preso, il braccio della mia avversaria alzarsi, la mia delusione. Ma è stato terapeutico, mi ha fatto capire quanto sia importante rialzarsi e come riuscirci”. Il film segue Irma dalla vigilia delle Olimpiadi all’avventura a Rio e si concentra sul ritorno a Torre Annunziata (“è un luogo dove bisogna combattere la rassegnazione”), a casa, tra famiglia e amici, e a contatto con il suo grande maestro di boxe, Lucio Zurlo, figura paterna per lei: “Tra noi c’è un rapporto di totale amore. Non mi alleno più da lui da qualche annetto, ma in ogni momento difficile lui e’ la prima persona che chiamo ed è la prima che corre da me”. Ripercorrere “le tappe del mio percorso mi ha fatto comprendere più a fondo le sensazioni, anche quelle più negative, vissute in prima persona. Il film mi ha aiutato anche a sentirmi bene con la mia parte fragile”.
C’è un messaggio in Butterfly? “Non mollare neanche se hai tutti e tutto contro. Alla fine io mi sono ritrovata da sola con la necessita’ di dovermi rialzare e ci sono riuscita”. Già seguire “una persona normale in una caduta e in una rinascita non è facile – spiegano Kauffman e Cassigoli -. Con un’atleta, è ancora più difficile. Per loro l’obiettivo è sempre la vittoria.Irma però ci ha aiutato molto, accettando di mostrarsi anche in un momento di crisi. Forse il film le è stato utile anche come strumento per rinascere”. Butterfly sta girando per i festival internazionali: “La prima nordamericana sarà in una rassegna importante come Toronto Hot Docs”.
Atleta delle Fiamme Oro, Irma è grata alla polizia: “Mi ha permesso di non smettere l’attività e mi ha dato un lavoro.
Quando finisco di fare l’atleta il mio primo pensiero e’ fare bene la poliziotta”. Oggi le donne spesso finiscono in cronaca nera come vittime di violenze e femminicidi: “Sono storie a cui reagisco molto male. Le donne penso siano la più bella espressione di arte, bellezza, coraggio, purezza, forza. Davanti a mariti e compagni cosi’ l’unico consiglio che posso dare è ribellarsi, ma capisco che non sia facile, l’amore ti acceca e a volte può renderti debole. Penso però che ogni donna dentro abbia una forza interiore, va solo scoperta”.
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Flores, la mia nuova generazione cilena
Con racconti ‘Che vergogna’ a Venezia per premio Bauer Giovani
04 aprile 201910:01
– PAULINA FLORES, CHE VERGOGNA (Marsilio, traduzione di Giulia Zavagna. pp. 240, euro 16,00).
Tra i suoi maestri quello che forse gli ha dato di più è stato Alejandro Zambra, racconta la trentenne cilena Paulina Flores, che ha avuto un successo internazionale col suo primo libro, la raccolta di racconti ”Che vergogna”, la quale, per presentarne l’edizione italiana Marsilio, pp. 236 – 16,00 euro – Traduzione di Giulia Zavagna), sarà ospite del Festival Incroci di civiltà a Venezia, dove riceverà il Premio Bauer Giovani la sera di venerdì 5 aprile e sarà in dialogo con Igiaba Scego. Zambra (edito in Italia da Sellerio) appartiene alla generazione precedente e il suo lavoro, quando guarda all’indietro, vive della memoria dolorosa degli anni della dittatura; l’attenzione al passato dei personaggi della Flores invece è quella di chi è venuto dopo e era bambino quando cadde Pinochet e il Cile tornò alla democrazia: ”la mia generazione è cresciuta più libera, più attenta a sé, con meno problemi reali e più tempo per riflettere, per crearsi problemi esistenziali. Oggi in Cile pensiamo poco, generalizzando, a accasarci e far figli, magari avendo un lavoro precario così che è facile angosciarsi e rivolgersi indietro col pensiero. E’ in questo quadro che ho finito per scrivere di infanzia, di bambini e adolescenti. Storie che mi venivano naturalmente e su cui ho riflettuto solo a posteriori”. Questi suoi personaggi sono tutti più o meno segnati da un avvenimento traumatico, sono soli, vivono un sentimento di sconfitta anche se cercano di sopravvivere. ”In Cile il passato è visto in modo particolarmente problematico, si cerca di dimenticarlo, lo si nasconde non volendo ricordare da dove si viene, le proprie origini famigliari e sociali. Per riuscire a vivere il presente, se si torna alle proprie radici, al proprio passato, in genere ci si inganna da soli, la memoria censura e modifica e questo in un racconto è reso ancora più facile perché mi concentro solo su un fatto, un accadimento preciso, mentre sappiamo che la vita è meno coerente e assi più complessa”.A rendere esemplari questi nove bei racconti è l’essenzialità di quel che narrano e della scrittura, pulita, tersa e sorretta da una musicalità malinconica, resa viva da un riflesso di verità e umanità (il che fa anche pensare alla finezza della traduzione della Zavagna). C’è chi ha parlato di tono cechoviano, ma qui ogni illusione sembra già perduta e si vive l’accettazione di un’esistenza senza più vera speranza, povera e segnata da fallimenti, che ha il proprio momento di svolta appunto in qualche fatto dell’infanzia,in una sofferta perdita di innocenza. Sarà probabilmente così la vita di quella bambina che una donna, Teresa, porta via di nascosto dalla casa del padre che dorme, dove è andata per un incontro amoroso occasionale, tra due solitudini che si sono attratte momentaneamente. ”E’ una bambina che vedo – spiega l’autrice – più che come una persona come una figura allegorica nel rapporto tra i due adulti: guardano in vanti o sono prigionieri del loro dramma; lei è portata via in salvo o è tragicamente rapita via. Forse, come sempre, un po’ e un po’ e chissà”.Crescerà allo stesso modo Simona che a nove anni, in pena per il padre disoccupato, cerca di aiutarlo perché così si risolvano anche le liti con la madre, ma lo spinge a un passo sbagliato, tanto da farlo vergognare: ”aveva commesso un errore terribile… il mondo le stava cascando addosso e lei non sarebbe mai riuscita a reggerlo da sola. Perché era sola”. Nata e cresciuta a Conchali, moderno sobborgo povero e operaio di Santiago, Paulina Flores la passione per la letteratura l’ha scoperta – racconta – quasi casualmente, dopo il liceo, con lo studio di Lettere all’università scelto senza alcuna convinzione, come molti della sua generazione, viziata e senza veri problemi, quindi portata a intraprendere strade meno concrete o pratiche. Oggi, rivisitando i suoi temi da una diversa ottica, sta scrivendo un romanzo sui coreani imbarcati per la pesca industrile di calamari nel Pacifico, di cui lesse che erano capaci di gettarsi nelle acque gelide al passaggio dello stretto di Magellano per arrivare a nuoto a Punta Arena, l’estremo sud del Cile: ”mi ha interessato cercar di capire come si può rompere del tutto con il proprio passato con la speranza di poter ricominciare a vivere in modo migliore e felice, un po’ come accade da voi con i migranti africani. Poi la realtà è in genere diversa, più violenta e dolorosa, tanto che il titolo provvisorio è: Isola Delusione”.
Cinema, Scorsese restaura ‘Enamorada’Classico del cinema messicano torna nelle sale dall’8 aprile
BOLOGNA04 aprile 201912:46
– Un classico del cinema messicano, restaurato da Martin Scorsese, sarà nelle sale italiane dall’8 aprile: è ‘Enamorada’ (1946) di Emilio Fernandez, nuovo titolo presentato dalla Cineteca di Bologna nell’ambito del progetto ‘Il Cinema Ritrovato. Al cinema’, per la distribuzione dei classici restaurati. Era stato lo stesso Scorsese a presentarlo in anteprima lo scorso giugno, in piazza Maggiore a Bologna, in occasione della 32/a edizione del festival ‘Il Cinema Ritrovato’.
“Enamorada è un travolgente, commovente melodramma ambientato durante la rivoluzione di Pancho Villa, incarnato da due meravigliosi interpreti come Pedro Armendariz e Maria Felix, all’inizio della loro carriera”, spiega il direttore della Cineteca, Gian Luca Farinelli, ricordando che ‘Enamorada’ è stato scelto e restaurato da Scorsese grazie al supporto di Olivia Harrison, vedova di George Harrison, “che adorava il Messico e il suo cinema”. Fu proprio quel film a consacrare Maria Felix come star internazionale.
Gomorra: Napoli, Londra e Bologna in nuovi episodiIn prima tv esclusiva il 5 aprile alle 21.15
04 aprile 201916:29
Napoli, Londra e Bologna “protagoniste” nei due nuovi episodi Gomorra: ci sarà una serie di cambi di scenario negli episodi 3 e 4 della quarta stagione.
Patrizia (Cristiana Dell’Anna) si allontana da Napoli per recarsi a Bologna mentre Genny (Salvatore Esposito) arriverà a Londra, entrambi per gestire alcuni affari. I due nuovi episodi della serie originale Sky – prodotta da Sky con Cattleya e Fandango, in collaborazione con Beta Film, nata da un’idea di Roberto Saviano e diretta da Francesca Comencini – saranno trasmessi in prima tv esclusiva venerdì 5 aprile alle 21.15 su Sky Atlantic e Sky Cinema Uno, anche in 4K HDR per i clienti Sky Q. Inoltre, saranno disponibili già dal mattino di venerdì anche su Sky On Demand, su Sky Go e in streaming su Now Tv.
Il terzo episodio si apre un anno dopo l’uscita di scena di Genny dal controllo diretto del territorio. Patrizia è saldamente alla guida del clan che rifornisce di cocaina il resto delle grandi famiglie criminali di Napoli: i Capaccio e i ragazzi di Forcella, guidati da Enzo (Arturo Muselli) e Valerio (Loris De Luna). Patrizia è oggi un boss amato a Secondigliano, ma in grado di usare il pugno di ferro quando necessario. Ma il suo destino è sempre più legato a quello del clan Levante…
Nel frattempo, Genny Savastano e il suo socio in affari Andrea Resta (Andrea Renzi) partono alla volta di Londra per acquisire la società che si occuperà dei lavori dell’aeroporto.
Ma nella City un imprevisto costringerà Genny a rispolverare i suoi vecchi metodi criminali e a cercare un compromesso con se stesso, per salvare il futuro di legalità che sta cercando di costruire insieme ad Azzurra (Ivana Lotito) per il piccolo Pietro. Sospeso tra passato e futuro, Genny sarà quindi costretto a confrontarsi con i demoni mai sopiti della sua vecchia vita.
Zecchino d’Oro, film e nuove canzoniDopo scelta brani, riprese ‘I ragazzi dello Zecchino d’Oro’
BOLOGNA04 aprile 201913:16
– L’Antoniano di Bologna si appresta ad ospitare le riprese de ‘I ragazzi dello Zecchino d’Oro’, il tv movie che racconta la nascita del Piccolo Coro dell’Antoniano. Il film, con Matilde De Angelis nel ruolo di Mariele Ventre e Simone Gandolfo in quello di Cino Tortorella, regia di Ambrogio Lo Giudice, celebra i sessant’anni da quella lontana prima edizione del 1959 e arriverà sugli schermi Rai in autunno, in concomitanza con il prossimo Zecchino d’Oro.
Intanto è in movimento la ‘grande macchina’ del programma, che ha già portato la giuria di esperti capitanata dal direttore artistico della trasmissione tv Carlo Conti (tra gli altri anche Peppe Vessicchio e la youtuber LaSabri) a selezionare, tra le 615 proposte, i 12 brani del 2019. Le canzoni parlano di ecologia, didattica, accettazione di sé, pratica di genere: l’Antoniano sceglie di focalizzare l’attenzione su grandi e piccole storie di attualità per raccontare il mondo e le sue molteplici sfaccettature, sempre con leggerezza e semplicità.
‘A quando l’amore?’, l’inedito di Barbara Cola – VIDEODopo la parentesi televisiva di ‘Ora o mai più’, l’artista bolognese presenta il nuovo singolo
04 aprile 201913:25
“La donna e la sua capacità di riprendere ‘il viaggio’, di passare attraverso le pieghe di un amore che non è. L’indipendenza, il distacco, il volo in solitudine, la ricerca per una vita intera”: così Barbara Cola presenta ‘A quando l’amore?’ IL VIDEO IN ESCLUSIVA, il singolo di rilancio discografico dopo la parentesi televisiva di ‘Ora o mai più’.
Vincitrice del Festival di Sanremo nel ’95 in coppia con Gianni Morandi con il brano ‘In amore’ e tra i protagonisti del musical ‘Romeo & Giulietta–Ama e Cambia il Mondo’ prodotto da David e Clemente Zard, Barbara Cola torna con una canzone inedita, pubblicata dall’etichetta Raimoon, che si avvale della collaborazione di una amica e collega, già voce dei Matia Bazar, Roberta Faccani, che firma il brano in qualità di autrice e compositrice.
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Giannubilo, mio ‘Risolutore’ allo Strega
Con ‘Il risolutore’ è tra i dodici del premio
04 aprile 201913:49
– Artista totale, amico di Tondelli e Pazienza, reclutato nei Servizi, in missione sotto copertura in Libano e nei Balcani, ingaggiato come killer, Gian Ruggero Manzoni, pronipote di Alessandro e cugino dell’irriverente Piero, è un personaggio al cui confronto il Limonov di Emmanuel Carrere quasi sfigura.
“Trovo che per quanto straordinaria sia la figura di Limonov quella di Manzoni metta della carne al fuoco più dura, più difficile da digerire” dice Pier Paolo Giannubilo che ha raccontato la storia di Gian Ruggero Manzoni nel romanzo ‘Il risolutore’ (Rizzoli), facendo un’operazione in qualche modo simile a quella del Limonov di Carrere. “Il personaggio di Limonov che ho molto amato è, se posso permettermi, molto più ‘normale’ di quanto non lo sia Manzoni per tutto quello che il pronipote di Alessandro ha combinato nell’arco della sua vita” spiega Giannubilo che con ‘Il risolutore’ è tra i dodici autori che si contenderanno la cinquina del Premio Strega 2019.
Nona edizione Salento Book FestivalRassegna firmata da Luca Bianchini, quest’anno in sei comuni
BARI04 aprile 201914:56
– Dal 6 giugno al 15 luglio torna per il nono anno consecutivo il Salento Book, il festival che porta i libri e gli scrittori nelle piazze del cuore del Salento. Tra i numerosi ospiti Franco Arminio, Teresa Ciabatti, Catena Fiorello, Aldo Cazzullo, Andrea Delogu, Salvatore Borsellino e Angelo Duro. Sono solo i primi autori confermati per la nona edizione festival nazionale del libro che porta la festa dei libri nelle piazze salentine di Corigliano d’Otranto, Galatina, Galatone, Gallipoli, Nardò, e quest’anno, anche ad Aradeo. Le piazze, le corti, i palazzi, le strade dei sei comuni coinvolti faranno da palcoscenico agli appuntamenti della rassegna itinerante firmata dallo scrittore Luca Bianchini e organizzata dall’associazione culturale “Festival Nazionale del Libro” presieduta dall’ideatore della manifestazione e direttore organizzativo Gianpiero Pisanello.
Oltre un mese di presentazioni di libri, reading, laboratori di lettura per bambini e passeggiate letterarie con gli scrittori delle più importanti case editrici nazionali, ma anche personalità del mondo dello spettacolo, della cultura, del giornalismo e della società civile per incontrare i gusti diversi dei tanti lettori e appassionati.
Design no brand, inclusivo e sostenibileLampade realizzate con stampanti 3d, arredi in sughero riciclato
04 aprile 201915:11
– Economia circolare, inclusione sociale e sostenibilità sono al centro di Design No Brand, l’appuntamento FuoriSalone organizzato alla Fabbrica del Vapore dal 9 al 14 aprile da una rete di associazioni (Milano Makers, Giacimenti Urbani, Mediterranea e T12-lab). Protagonisti dell’esposizione tutti quei progetti innovativi in linea con i temi presenti nell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile.
Reborn Ideas, start up che aggrega prodotti ispirati all’upcycling, sarà presente con gli arredi in cartone, legno, metacrilato di Lessmore;i complementi di Trame, realizzati con i ritagli di pelle delle aziende calzaturiere marchigiane; le lampade in bioplastica di Krill, che si possono realizzare con delle stampanti 3d: “In futuro Krill Design – dice Maurizio Mazzanti di Reborn ideas – potrà diventare il principale produttore di lampade e altri prodotti di design senza possedere stabilimenti, catene di montaggio e costosi magazzini così come Airbnb è il più grande fornitore di ospitalità senza possedere alberghi” T12-lab, associazione che si occupa di design sociale e spazio pubblico, presenterà Void: una selezione di oggetti di arredamento in acciaio realizzati con i materiali di scarto provenienti dall’azienda Abert; Milano Makers e Das16.8 saranno presenti con Digital Wood-Carnia, piccoli complementi d’arredo realizzati con gli abeti provenienti dai boschi della Carnia (danneggiati dalle avversità atmosferiche dello scorso autunno).
Etico di Amorim Cork Italia powered by Greencorks, una linea di prodotti realizzati con i tappi di sughero recuperati e riciclati, è un perfetto esempio di economia circolare, perché l’azienda dal 2011 attua una raccolta capillare di tappi di sughero in tutta Italia e una volta triturati li riutilizza per creare oggetti di arredamento. Mediterranea Word Made Design proporrà invece oggetti di urban design realizzati grazie a progetti di inclusione sociale e lavorativa di un gruppo di giovani richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale e umanitaria. In linea con la proposta i laboratori come il Restart Party, per imparare a riparare vecchi apparecchi elettronici grazie ai consigli degli esperti di PCOfficina e Restarter Milano.
Digital library alla Biblioteca EstenseProgetto Gallerie Estensi e Fondazione Carimodena, bando 1,3 mln
MODENA04 aprile 201915:17
– Nasce alla Biblioteca Estense Universitaria di Modena una ‘digital library’ che permetterà la consultazione in rete di parte del patrimonio archivistico e raro. L’Estense sarà così la prima biblioteca italiana a partecipare a questo sistema, già condiviso tra gli altri da Biblioteca Apostolica Vaticana, Ashmolean Library di Oxford, British Library e Library of Congress di Washington.
Il progetto, avviato da Gallerie Estensi e Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, che lo ha finanziato con un bando da 1,3 milioni, prevede restauro, digitalizzazione in alta definizione e catalogazione di parte del patrimonio della biblioteca.
L’interazione tra competenze tecnico-scientifiche e storico-umanistiche sarà il cuore di AGO, il Polo culturale di Modena di cui le Gallerie Estensi sono parte.
L’Estense possiede capolavori come la Bibbia illustrata per Borso d’Este e la Mappa del Cantino, il più antico planisfero portoghese sopravvissuto, e una delle prime rappresentazioni delle coste americane.
Biennale Arte, a Durham Leone d’Oro alla carriera Premio sarà consegnato l’11 maggio ad inaugurazione Arte
VENEZIA04 aprile 201915:32
Sarà attribuito all’artista americano Jimmie Durham il Leone d’Oro alla carriera della 58/o Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, May You Live In Interesting Times. La decisione è stata presa dal Cda della Biennale presieduto da Paolo Baratta, su proposta del Curatore della 58/a Esposizione Internazionale d’Arte, Ralph Rugoff. Il riconoscimento a Jimmie Durham sarà consegnato sabato 11 maggio 2019 a Ca’ Giustinian, sede della Biennale di Venezia, nel corso della cerimonia di premiazione e inaugurazione della Biennale Arte 2019, che aprirà al pubblico nello stesso giorno.
Archivissima, festival ponte con passatoKermesse a Torino dal 12 al 15 aprile, c’è anche Notte Archivi
TORINO04 aprile 201915:37
– Gli archivi sono un patrimonio culturale immenso, soprattutto per i giovani abituati al digitale, inoltre, custodendo materiali cartacei e quindi più duraturi dei file, possono conservare meglio la storia e per questo vanno più conosciuti e frequentati da tutti.
E’ questo il senso della seconda edizione di Archivissima – Il festival degli Archivi in programma a Torino dal 12 (con la Notte degli Archivi) al 15 aprile in diversi luoghi della città, tra cui il Polo del 900, Museo Lavazza, Museo di Reale Mutua, Museo della Rai, Camera.
Quest’anno, la kermesse, destinata a diventare nazionale, ha come tema ‘#Seperalebarriere’. “Lo scopo è presentare il passato come chiave per capire il futuro e reinterpretare l’attualità politica e sociale”, spiega Andrea Montorio, ceo di Promemoria, la società che ha organizzato il festival, col sostegno di Compagnia di San Paolo, Fondazione Crt, Siae, Reale Mutua, Fca, Museo Lavazza, Regione Piemonte, Città, Università e Camera di Commercio di Torino.
Luxuria, tesi gender non esiste’Più facile spiegare transessualità ai bimbi che agli adulti’
PERUGIA04 aprile 201915:42
– “La teoria del gender non esiste perché non c’è nessuno che si è messo in testa l’idea di convertire, cambiare, deviare la naturale eterosessualità degli adolescenti o degli adulti”: è quanto ha detto Vladimir Luxuria in un’intervista
al Festival di Giornalismo di Perugia. “In primo luogo – ha aggiunto – è impossibile cambiare la natura delle persone e poi noi ci bastiamo per quelli che siamo, vorremmo solo migliorare la qualità delle nostre vite. Purtroppo – ha detto ancora l’attivista – c’è anche un certo tipo di giornalismo che vuole fare terrorismo culturale sulle nostre vite, terrorismo che si basa, ad esempio, su questa fantomatica teoria del gender”. Luxuria, rispondendo alla domanda se l’Italia è un Paese omofobo, sottolinea: “Più che un Paese omofobo ci sono persone omofobe e soprattutto c’è chi fa carriera politica ed economica sull’omofobia. Viviamo in un periodo in cui c’è una campagna denigratoria nei nostri confronti”.
Britney Spears ricoverata in centro salute mentalePopstar sconvolta per malattia padre
NEW YORK04 aprile 201916:11
Britney Spears ricoverata in un centro di salute mentale. Lo scrive Tmz secondo cui la popstar, 37 anni, è sconvolta per le condizioni del padre a causa della sua malattia. Jamie Spears ha già avuto due interventi all’intestino tuttavia dopo l’ultimo è andato incontro a complicazioni. I problemi dell’uomo sono iniziati lo scorso anno quanto il suo colon si è lacerato spontaneamente. Non molto tempo fa Britney aveva annunciato la sospensione dei suoi spettacoli a Las Vegas proprio per prendersi cura del padre ma secondo fonti sta avendo notevoli difficoltà. In un post su Instagram Britney Spears ha scritto, “Prendetevi cura di voi stessi, della mente, corpo, spirito” e “Tutti abbiamo bisogno di un po’ di tempo per noi stessi”.
Comitato diritti umani, tante lacuneFabrizio Petri, avviato percorso formazione per giornalisti
PERUGIA04 aprile 201916:16
– “Ci sono grosse lacune sul significato e sul percorso in atto per la difesa diritti umani anche da parte di chi dovrebbe favorire questa narrativa. Ci siamo resi conto che l’anno scorso per i 70 anni della Dichiarazione universale sui diritti umani i giornali e le televisioni non hanno trattato questo argomento o lo hanno fatto in maniera molto lacunosa. I media hanno, invece, un ruolo importante nel favorire una cultura dei diritti umani”. A dirlo è Fabrizio Petri, presidente del Comitato Interministeriale per i diritti umani, ospite al Festival del giornalismo di Perugia per presentare un’iniziativa per contrastare la mancanza di informazione sul tema nel panel ‘Giornalismo e diritti umani’.
“Dall’anno scorso, grazie all’input di Ossigeno per l’Informazione, abbiamo avviato un percorso formativo sui diritti umani per i giornalisti – spiega in un’intervista. – Il Comitato ha adottato un piano di formazione per le imprese e l’idea è cercare di portarlo avanti anche nel campo dei media”.
Fiera Ragazzi, sfiora 29 mila presenzeEdizione 2020 da 30 marzo-2 aprile, ospite d’onore Sharjah
BOLOGNA04 aprile 201916:25
– Sfiora le 29 mila presenze la Fiera Internazionale del Libro per Ragazzi di Bologna 2019 che cresce del +5% rispetto al 2018. La 56/ma edizione, che si è aperta il primo aprile, con Paese ospite d’onore la Svizzera, si è chiusa oggi con numeri ancora una volta in crescita: 28946 le presenze totali, con un incremento degli operatori esteri del 20% sul 2018, che arrivano a rappresentare quasi il 50% dei visitatori arrivati nei padiglioni della Fiera, rinnovati e ampliati rispetto all’anno scorso. Sono stati 1.442 gli espositori provenienti da oltre 80 Paesi e regioni del mondo che attestano come la Bologna Children’s Book Fair sia una Fiera in continua espansione. Dal 2020 la Fiera ospiterà una nuova area interamente dedicata al fumetto e al graphic novel per ragazzi. L’edizione 2020 si svolgerà dal 30 marzo al 2 aprile e vedrà Paese Ospite d’Onore Sharjah, che porterà a Bologna i migliori tra gli illustratori e gli autori per ragazzi degli Emirati Arabi Uniti. Il programma sarà lanciato durante la Sharjah International Book Fair, che si svolgerà dal 30 ottobre al 9 novembre 2019.
Sempre più internazionale la presenza di BolognaFiere per l’editoria nel mondo: nell’edizione che si chiude oggi è stata presentata la nuova collaborazione tra Bologna Children’s Book Fair e Moscow International Book Fair (MIBF) per l’organizzazione della nuova International Children’s Book Fair in Russia, la cui prima edizione si terrà nel 2021. La Piattaforma Digital della Bologna Children’s Book Fair si riconferma in quest’edizione hub integrato di strumenti e servizi online capaci di amplificare e ottimizzare l’esperienza BCBF: oltre 1milione le visualizzazioni al sito di manifestazione, 145.000 utenti unici (60% esteri), 34.000 utenti registrati ai servizi online. Oltre 2.500 i download all’APP (+25% su 2018), raggiunti 50.000 fans su Facebook, 36.300 su Instagram, 11.000 su Twitter. Accreditati in quattro giorni di manifestazione oltre 820 giornalisti (+14% sul 2018) di cui 235 stranieri (+18%) da 42 Paesi di tutto il mondo.
Bonisoli, Italian Council si rinnovaAnnunciati gli artisti vincitori della 5/a edizione
aprile 201916:28
– Sempre più arte contemporanea italiana nel mondo: il ministro Alberto Bonisoli annuncia il lancio del nuovo Italian Council – il programma a supporto della creatività italiana, promosso dalla Direzione Generale Arte e Architettura Contemporanee e Periferie Urbane (DGAAP), guidata da Federica Galloni. Con uno stanziamento di 1.700.000 euro, diventa ancora più accessibile, internazionale, inclusivo e aperto a un maggior numero di iniziative. Annunciati gli artisti vincitori della 5/a edizione: Francesco Arena, Riccardo Benassi, Filippo Berta, Armin Linke, Antonio Rovaldi, Anita Sieff.
“I nostri artisti devono poter contare sul sostegno del Paese per vedere riconosciuto il proprio talento in tutto il mondo.
Nel primo biennio sono stati raggiunti importanti risultati con il finanziamento di 3 milioni di euro e la realizzazione di 34 progetti. Con questo nuovo programma ampliamo ulteriormente la portata del bando per promuovere sia gli artisti che i curatori e i critici” dice Bonisoli.
Tra le novità: oltre ai finanziamenti per la produzione di opere, si aggiungono anche quelli per lo sviluppo dei talenti e la loro promozione all’estero. Da questa edizione potranno inoltre presentare domanda anche artisti, curatori e critici per la partecipazione a manifestazioni internazionali, mostre e residenze in tutto il mondo.
“Promuovere l’arte contemporanea italiana all’estero è la nostra missione. Le prime edizioni di Italian Council hanno visto il coinvolgimento di 50 Paesi e di oltre 100 Istituzioni di tutto il mondo. Oggi, con le novità introdotte, vogliamo permettere ai nostri artisti di accedere ancora più facilmente all’ambiente internazionale e miriamo a incoraggiare attivamente lo sviluppo e la riconoscibilità dei nostri talenti in tutto il mondo” ha dichiarato Federica Galloni.
Per partecipare al nuovo bando è necessario registrarsi al sito http://www.aap.beniculturali.it/italiancouncil/ e compilare la domanda e i moduli allegati, fino alle ore 12 del 27 maggio 2019.
“Boys don’t cry”, migranti fotografi raccontano se stessiLa mostra al Centro Internazionale di Fotografia di Palermo dal 19 aprile
04 aprile 201916:33
“Stimolare i giovani autori, che hanno lavorato in piena libertà, e suscitare nei ragazzi degli sguardi personali, critici e liberi, attraverso uno scambio emotivo e culturale”. È stato questo l’obiettivo di “Boys don’t cry” la mostra, curata da Ludovica Anzaldi, che si inaugura venerdì 19 aprile al Centro Internazionale di Fotografia di Palermo diretto da Letizia Battaglia.”Boys don’t cry”, è il risultato di un progetto che ha coinvolto un gruppo di migranti ospiti del Centro d’accoglienza Asante di Palermo, in un workshop di educazione all’immagine e filmmaking condotto dalla stessa Anzaldi durante la scorsa estate. Un percorso lungo un mese, per sensibilizzare e stimolare il loro sguardo sulla realtà e imparare a esprimersi utilizzando il mezzo fotografico.Durante il workshop ai ragazzi sono stati forniti gli strumenti creativi per imparare a costruire un lavoro foto/video e a comporre immagini per elaborare un racconto: il loro racconto personale.“I ragazzi di Asante, di età compresa tra i 17 e il 23 anni- spiega Ansaldi in una nota – hanno tutti provenienze diverse e abitano nel Centro d’accoglienza in attesa di quei documenti che potrebbero dargli una nuova possibilità di vita. I tempi posso anche essere lunghissimi. Da qui è nata l’idea di fare un piccolo workshop così che possano integrarsi attraverso l’apprendimento, la creazione, l’espressione di sé e la conoscenza del nostro paese. La narrazione è andata avanti unendo insieme momenti di lavoro nel centro accoglienza – dove i giovani autori hanno realizzato una serie di scatti utilizzando le tecniche principali del ritratto classico- con visite alla Biennale d’arte contemporanea Manifesta 12, importante occasione di conoscenza della città oltre che di confronto culturale con tematiche che li chiamano in causa direttamente”.In mostra sono esposti un corpus di fotografie a colori realizzate su pellicola medio formato (6×6) da Hamissa Dembélé, Mory Sangare, Fofana Abdoulaye, Buba Drammeh e Kaita Aboubacar con un Hasselblad 500 che ritraggono gli stessi ragazzi – o anche la loro assenza – utilizzando i pochissimi oggetti che possiedono (camicie, scarpe, le sedie delle loro camere, le riproduzioni dei dipinti nei corridoi del centro…) insieme a frutta e verdura acquistate nel vicino mercato di Ballarò; una proiezione di foto (pellicola in bianco e nero) realizzate durante le visite a Manifesta che offrono uno sguardo sulla città di Palermo, dai palazzi del centro storico all’Orto Botanico. E infine due video sempre realizzati dai giovani migranti che documentano le fasi del progetto. Accompagnano il percorso espositivo anche una serie di disegni a colori di Hamissa Dembélé in cui il giovane autore maliano reinterpreta i set fotografici.Ludovica Anzaldi è nata a Roma da famiglia palermitana, vive e lavora a Parigi. Il suo lavoro è orientato soprattutto sulla fotografia e il video: le sue immagini raccontano le declinazioni dell’essere umano nella sua complessità e quella parte della società – dalle donne agli stranieri – la cui voce ha avuto sempre poco spazio.
Su web ‘atlante’ luoghi Leonardo ToscanaDa itinerari e mappe. Promosso anche tour in bus
FIRENZE04 aprile 201917:04
– Un ‘atlante virtuale’ per raccontare i luoghi della Toscana di Leonardo da Vinci, in tutto 161 sparsi in 31 comuni di otto province (tutte tranne Lucca e Massa Carrara), con schede per ciascuno dei siti, mille immagini, oltre a 21 diversi itinerari e 4 mappe interattive con quasi 500 punti d’interesse. Sono i numeri di latoscanadileonardo.it, sito online, in italiano e inglese, nato dalla collaborazione tra Unione dei Comuni del circondario dell’Empolese Valdelsa, che comprende Vinci, e Museo Galileo di Firenze. Nel sito si va ovviamente da Vinci a Bacchereto dove la nonna paterna viveva e nella cui fornace di ceramica smaltata si cimentò probabilmente nei primi lavori. Vi si possono trovare i castelli oggi ‘invisibili’ della Valdelsa e Valdera, la Firenze dove mosse i primi passi alla bottega del Verrocchio, o Prato e Pisa, studiati a lungo per il progetto di deviazione dell’Arno.
Per 500 anni morte Genio promosso anche Leonardo bus, 10 tour in pullman alla scoperta dell’Empolese Valdelsa.
90 anni LuisaViaRoma, sfilata a FirenzeShow multibrand il 13/6 con Carine Roitfeld e Lenny Kravitz
FIRENZE04 aprile 201917:05
– Doppio compleanno per LuisaViaRoma di Firenze, che compie 90 anni e festeggia i primi 20 del suo sito e-commerce. Per celebrarlo organizzata una sfilata speciale a Firenze con Carine Roitfeld, che nell’occasione inaugura Cr Runway, format di défilé da lei stessa creato. Lo show, multibrand, si terrà il 13 giugno al tramonto al piazzale Michelangelo: in tutto saranno 90 uscite di capi uomo e donna delle collezioni autunno-inverno 2019, scelti da Roitfeld ispirandosi a look anni Novanta: sfileranno insieme abiti di Prada, Miu Miu, Giorgio Armani, Burberry, Givenchy, Max Mara, Marc Jacobs, Moncler, Off-White, Simone Rocha, Laquan Smith, Richard Quinn e Yamamoto. Previsto anche un tributo a Lagerfeld.
Ci sarà anche performance musicale di Lenny Kravitz.
Lo show sarà diretto da Piergiorgio del Moro che per l’occasione riunirà alcune modelle simbolo degli anni ’90. In tutto sono 5.000 gli invitati. Ci sarà anche un contest che consentirà a 800 persone (con un accompagnatore) di assistervi.
Febe, un brand dedicato alle salopetteArriva collezione zero con simbolo emancipazione
04 aprile 201917:17
– “La sfida più coinvolgente per tutti è stata quella di interpretare un’icona storica, già simbolo di libertà ed emancipazione femminile, creandone un universo fatto di autenticità e contemporaneità”. Lo ha detto l’imprenditore Alessandro Dell’Aquila che sta per mettere in vendita la collezione zero di Febe, brand dedicato esclusivamente alle salopette.
Interamente prodotta in Italia, disegnata da Antonio Bandini Conti, si è ispirata per la prima stagione ai costumi tradizionali delle popolazioni delle Ande in Sud America. Tra pettorine e shapes che variano dalle semplici bretelle staccabili, a modelli con effetto simil-bustier, possono diventare anche capi eleganti. Febe sarà anche online dal 2020 con obiettivo di raggiungere i 5 milioni di fatturato in 3 anni.
Esce Le invisibili, storie in commedia di homeless francesiIn sala film di Louis-Julien Petit campione d’incassi
04 aprile 201920:58
‘Le invisibili’ di Louis-Julien Petit, in sala dal 18 aprile con Teodora, racconta in commedia la storia di quelle donne che nessuno vuole vedere davvero: quelle homeless, a volte sporche e con guardaroba in busta di plastica, da cui si distoglie lo sguardo.
Campione d’incassi in Francia con oltre dieci milioni di euro al box office, il film che ha inaugurato a Roma il Festival Rendez-vous, presentato oggi pomeriggio in una proiezione evento alla mensa della Comunità di Sant’Egidio, guarda a Ken Loach e mette in campo tutta una serie di personaggi ai margini, pieni di spine e umanità. E lo fa attraverso gli occhi di quattro assistenti sociali dell’Envol, centro diurno che fornisce assistenza alle donne senza fissa dimora. Quattro donne davvero coraggiose perché quando il comune decide di chiudere il centro, si lanciano in una sfida non da poco: dedicare gli ultimi mesi a trovare un lavoro alle loro assistite, abituate a vivere in strada.
Il film in realtà si ispira al lavoro sul campo di Claire Lajeunie, che ha dedicato un libro e un documentario alle donne senza dimora di Parigi. Il cast, infine, include nomi celebri come Audrey Lamy e Corinne Masiero, e moltissime non professioniste a volte con un passato di vita in strada.
“Ispirandomi alla tradizione del cinema sociale britannico (da Full Monty a Pride) – spiega il regista -, ho capito che la commedia sarebbe stata la scelta migliore per raccontare la storia di queste donne. Volevo un film luminoso, pieno di speranza e focalizzato sulla coesione del gruppo, sul modo in cui ci si aiuta reciprocamente per fronteggiare le avversità.
Nel rispetto delle donne senza dimora, spesso inclini all’autoironia e mai all’autocommiserazione, era importante che lo spettatore si confrontasse senza sconti con il drammatico stato di precarietà in cui queste vivono”.
Per quanto riguarda il casting sottolinea Louis-Julien Petit: “Volevamo trovare cinquanta donne che avessero vissuto davvero per strada. Durante le audizioni, ognuna di loro aveva circa un’ora per raccontare la propria vita. Poi è stato loro chiesto di scegliere come soprannome quello di una donna che ammiravano e sul set non abbiamo mai conosciuto i loro veri nomi. Erano Edith (Piaf), Lady D, Simone (Weil), Brigitte (Macron), ecc.
Anche grazie all’opportunità di nascondersi dietro un nome e una personalità diversi – continua il regista -, hanno quasi dimenticato la presenza della cinepresa sul set, riuscendo a trovare il coraggio di esprimersi con più libertà”.
A Sant’Agata centenario di Nilla PizziFrancobollo commemorativo, mostra e street art
BOLOGNA04 aprile 201917:51
– ‘Centonilla’ è il titolo delle manifestazioni con cui San’Agata Bolognese ricorderà il centenario della nascita di Nilla Pizzi, la regina della canzone che vi nacque il 16 aprile 1919. Tra le iniziative previste, mostre e un francobollo celebrativo con annullo filatelico per la serie ‘Le eccellenze italiane dello spettacolo’. Nel ‘Salottino di Nilla’, al teatro Bibiena, ammiratori e componenti del fans club torinese intitolato alla Pizzi, morta nel 2011, ne presenteranno la discografia e racconteranno aneddoti sulle sette partecipazioni della cantante al festival di Sanremo di cui vinse la prima edizione nel 1951 con ‘Grazie dei fiori’. Sarà poi presentato il progetto che prevede un’opera di street art nella grande torre dell’acqua del paese, alta 40 metri, che sarà dipinta per celebrare ‘papaveri e papere’, uno dei successi della Pizzi, dagli writers Dado e Joyce e per la quale si prevede la realizzazione a fine estate.
Notre-Dame rivive a TorinoAllestimento multimediale a Palazzo Madama dal 5 aprile
TORINO04 aprile 201917:52
– Le atmosfere ‘prerivoluzionarie’ di Notre-Dame di Parigi rivivono nella mostra multimediale di Palazzo Madama, a Torino, dal 5 aprile al 30 settembre 2019.
‘Notre-Dame de Paris. Sculture gotiche dalla grande cattedrale’ è il titolo dell’esposizione, curata della conservatrice di Palazzo Madama Simonetta Castronovo in collaborazione con il Musée de Cluny – Musée national du Moyen Age di Parigi.
Protagoniste quattro teste originali gotiche provenienti dalla celebre cattedrale.
Sono una Testa d’Angelo, una Testa di Re mago, la Testa di uomo barbuto e una Testa di figura femminile, fatte rimuovere nel 1793 da Robespierre in quanto simboli della monarchia e della religione. Le opere, venute alla luce durante alcuni scavi, sono del Museo de Cluny. Quattro capolavori testimonianze del ‘classicismo gotico’ di fine Duecento, che influenzò molti autori tra cui Giotto. Intorno a loro Aleando Agostini ha creato un allestimento audiovisivo che trasporta lo spettatore nello spirito dell’epoca.
Collezione Camaiani sotto al segno PesciIspirato da Palazzina Azzurra di S.Benedetto del Tronto e Grecia
MA04 aprile 201917:53
– Sfilata a Roma nel coffee house di Palazzo Colonna per Vittorio Camaiani, lo stilista marchigiano che stavolta per la sua nuova collezione ha tratto ispirazione dal mosaico della Palazzina Azzurra di San Benedetto del Tronto, sua città natale. “Sotto il segno dei pesci” è un viaggio creativo che racconta il mare, partendo dalla terra natia e veleggiando verso il blu profondo delle isole greche con le loro coste abbaglianti. Lo sguardo del couturier è partito dai pesci del mosaico anni Trenta della Palazzina Azzurra di San Benedetto e ha puntato lontano, ai colori delle Cicladi, da Paros, a Santorini, fino ad Amorgos, perle bianche spazzate dal vento e sospese in quel mare dai colori sempre diversi. Motivo ricorrente della collezione sono dunque i pesci, trasformati in dettagli decorativi appoggiati su maglie a righe di sapore marinaro, intarsiati sull’orlo di abiti di lino, ricamati su cappe da sera di seta color tortora.
Lo spietato, Scamarcio cattivo nel poliziottesco anni ’80In sala e poi su Netflix la gangster-comedie di De Maria
04 aprile 201920:55
Arriva in sala, ma solo per tre giorni (8-9-10 aprile) distribuito da Nexo, ‘Lo Spietato’ di Renato De Maria, una gangster-comedie che ricorda i cosiddetti ‘poliziotteschi’ anni Settanta e con protagonista, nel ruolo di Santo Russo, un Riccardo Scamarcio cattivo-cattivo.
Un’uscita ‘evento’ di soli tre giorni per questo lavoro, proprio come richiede la normativa per i film destinati alla piattaforma Netflix, dove ‘Lo spietato’ approderà il 19 aprile.
Ambientato nel periodo del boom, in quegli anni Ottanta della Milano ‘da bere’, ha come protagonista Santo Russo (Scamarcio), un calabrese cresciuto nell’hinterland che, dopo i primi furti in periferia, arriva al carcere minorile dove si forma come criminale. Santo Russo è uno che ci sa fare nella Milano di quegli anni e così in poco tempo diventa mente e braccio armato di una temuta gang che pratica rapine, sequestri, traffici di droga, riciclaggio di denaro, e non ultimo i ‘miracoli’, ovvero esecuzioni a sangue freddo. Oltre alla pistola e al fucile a pompa, in questa crime story piena di ironia e ritmo, al protagonista non mancano i sentimenti. Santo Russo è, come ogni boss che si rispetti, diviso tra due donne: Mariangela (Sara Serraiocco), ovvero la moglie, remissiva, devota e calabrese come lui, e Annabelle (Marie-Ange Casta) l’amante, donna troppo bella e colta. Ma la parabola di Santo Russo alla fine si complica fino a farlo diventare uno dei molti collaboratori di giustizia senza più identità.
“Quando ho capito che il film che mi proponeva De Maria poteva essere una sorta di ‘Godfellas’, ho subito accettato – dice oggi a Roma Scamarcio-. Sono cresciuto vedendo questo tipo di film e poi – aggiunge l’attore – certi personaggi, certi figuri mi ricordano molto quelli che io ho visto girare ad Andria dove sono cresciuto, personaggi con Ferrari e orologi d’oro al polso che nessuno sapeva bene cosa facessero. E devo dire che per me la scuola di Andria è stata fondamentale”.
Stesso spirito per il regista De Maria :”Sono cresciuto con i film di gangster, mi è sempre piaciuto questo genere dove c’è l’ascesa e poi la caduta, la tragedia greca. Quando ho letto ‘Manager calibro 9’ (libro di Pietro Colaprico e Luca Fazzi a cui il film è ispirato) ho capito che era quello che cercavo e mi ci sono buttato. Era una storia vera che però abbiamo riscritto e a cui abbiamo aggiunto la nostra passione cinematografica. Certo abbiamo preso ispirazione da tante cose, anche dal poliziottesco, ma chi non copia quando crea? Lo hanno fatto anche Martin Scorsese e Quentin Tarantino”.
Leggings sotto accusa da madre studente”Ragazze, fatelo per mio figlio”, furore su campus e in rete
NEW YORK04 aprile 201918:19
– “Ragazze, fatelo per i nostri figli”. La madre di uno studente dell’Università di Notre Dame in Indiana ha scatenato un putiferio con una lettera aperta al giornale dell’ateneo cattolico scritta dopo una visita sul campus che l’ha lasciata di stucco. Materia del contendere, i leggings indossati da un gruppetto di studentesse.
“Ho pensato a tutti gli uomini che le guardavano e non potevano fare a meno di vedere il loro ‘lato B’ praticamente nudo sotto un velo di Spandex”, ha protestato Maryann White chiedendo alle compagne del figlio di ignorare la moda, non foss’altro per la loro incolumità: i leggings rendono piu’ difficile per un maschio controllare i propri istinti.
L’appello dell’austera genitrice a ignorare la moda ha avuto l’effetto contrario dentro e fuori dal campus: a caldo le studentesse e qualche loro compagno si sono impegnate a portare in massa per due giorni i fuseaux in classe mentre sui social facevano trend l’hashtag #leggingsdayND con tanto di foto di solidarietà.
Da Ascona a Venezia torna Pericle, artista dell’invisibilePrima retrospettiva dopo il ritiro, mostra a Querini Stampalia durante la Biennale
04 aprile 201909:44
Mistero e creatività formano un richiamo vicendevole nell’arte, e quando entrambi si fondono in un personaggio eclettico come fu Luigi Pericle, si crea una relazione così prolifica che può influenzare un intero luogo, una città, una regione. E’ questo il connubio che si è creato tra Luigi Pericle Giovannetti, pittore e fumettista, ma anche astrologo e teosofo, e Ascona, piccola perla sulla punta nord del Lago Maggiore, e che ora si riproporrà, per la prima volta dopo oltre cinquant’anni, nella cornice veneziana della Biennale d’Arte, come spiegato alla presentazione delll’evento, il 4 aprile, alla Fondazione Monte Verità di Ascona. Ascona tra le due guerre divenne baricentro di artisti, pensatori, filosofi, esoteristi e miliardari eccentrici, tutti inseriti in quella fortunata temperie culturale della Svizzera neutrale di cui, dopo gli Anni ’60, si spense l’eco. Ma poco tempo fa, dalla passione per l’arte di due albergatori, è riemerso dal passato un tesoro: tutti i dipinti di Pericle – rimasti dimenticati nelle cantine di una casa – che all’apice del successo si ritirò in meditazione e non si concesse pubblicamente mai più. Tra pochi giorni, invece, grazie all’associazione nata per tutelare e promuovere quel fortunato ritrovamento, il maestro tornerà per i suoi estimatori nella mostra ‘Luigi Pericle (1916-2001) _ Beyond the visible’ che si terrà dall’11 maggio al 24 novembre 2019 alla Fondazione Querini Stampalia a Venezia. “Riemerso dall’oblio, oggi Luigi Pericle è al centro di un grande progetto di recupero critico e filologico – spiega Andrea Biasca-Caroni dell’associazione Archivio Luigi Pericle – che vede nella mostra veneziana la prima tappa di un articolato percorso. Accompagnata da un catalogo scientifico (Silvana Editoriale) l’esposizione allinea 50 opere, fra dipinti su tela e su masonite, oltre a chine su carta degli anni Sessanta e Settanta, frutto di un lavoro di riflessione sul linguaggio della pittura e sugli strati più reconditi della coscienza”. Luigi Pericle (1916-2001), ritenuto “un protagonista della pittura europea del secondo Novecento”, era marchigiano d’origine (di Monterubbiano), ed è stato apprezzato dai nomi più blasonati del sistema: dal collezionista Peter G. Staechelin a Sir Herbert Read, trustee della Tate Gallery; dal museologo Hans Hess, curatore della York Art Gallery, ai titolari della galleria Arthur Tooth&Sons di Londra dove espose accanto ad Appel, Jorn, Tàpies, Dubuffet o Mathieu. “Il percorso cronologico punta a ricostruire, attraverso una cinquantina di opere significative e a una selezione di documenti che testimonino i suoi versatili interessi, i diversi momenti della ricerca estetica di Luigi Pericle – commenta Chiara Gatti, uno dei curatori – I nuovi studi in corso sull’opera di Pericle mirano a dimostrare quanto le dottrine teosofiche e tutte le altre materie di studio non abbiano avuto un ruolo secondario rispetto all’arte figurativa. Lo slancio a comprendere e penetrare i misteri dell’esistenza, le oscillazioni e le vibrazioni dell’anima così come sono definite nelle concezioni mistico-teosofiche, ha un valore antropologico che, nelle speculazioni di Pericle, si traduce in una certezza assoluta: l’origine mistica dell’opera d’arte”. Pericle si ritirò però improvvisamente con la moglie Orsolina Klainguti nel paradiso anarchico del Monte Verità, la famosa ‘collina dell’utopia’ isolata fra i boschi del Canton Ticino sopra Ascona, dove era approdato già dagli Anni ’50. Un periodo caratterizzato dall’isolamento ma da una ricchissima produttività non solo artistica ma anche in campo letterario, astrologico, filosofico e teosofico.”Luigi Pericle (1916-2001) appartiene alla composita famiglia di artisti e letterati del Novecento che hanno affidato la loro opera a quella che potremmo definire la ‘spinta postuma’, quando un autore non desidera o non è in grado di far sì che la sua opera venga conosciuta e apprezzata durante la sua vita – spiega uno dei curatori, Marco Pasi – Il caso paradigmatico di spinta postuma nell’arte moderna è ovviamente quello di Vincent van Gogh, mentre Pericle appartiene piuttosto a una categoria più ristretta, che è quella degli autori in cui la spinta postuma si coniuga con una ricerca di tipo spirituale ed esoterico”. Tra le centinaia di quadri trovati da Greta e Andrea Biasca-Caroni, infatti, ci sono anche un romanzo, oroscopi, scritti di ufologia, interi quaderni fittamente riempiti di ideogrammi giapponesi, simboli astronomici e combinazioni omeopatiche. Fino alla fine, pur senza esporre, Pericle riscosse successo anche grazie al fumetto della Marmotta Max, ancora richiesto a New York e in Giappone, ma dal 1980 cesserà di dipingere e si ritirerà per sempre a vita privata. Una sorta di definitivo distacco dal mondo per tornare a essere strumento di quella spiritualità che ha indagato per tutta la vita: “L’essenziale non è ciò che viene dall’artista – amava infatti dire – ma attraverso l’artista”.
Giulio Einaudi, 20 anni fa la morte del grande editoreErnesto Ferrero ricorda “l’uomo che guardava sempre al futuro”
04 aprile 201920:57
Il nome di Giulio Einaudi, a venti anni dalla sua scomparsa il 5 aprile 1999, resta legato alla storia della cultura italiana del Novecento attraverso le importanti scoperte e pubblicazioni della casa editrice che porta il suo nome e che fondò ventenne nel 1933 ”con quel coraggio e quella capacità di guardare sempre avanti che sono state sue proprie sempre, se allora decise con un gruppo di amici, che non a caso erano stati allievi di Augusto Monti al liceo D’Azeglio di Torino, di mettere su un’impresa guardando, in un momento in cui pareva difficile da pensare, già al dopo fascismo con molta immaginazione e capacità di mettersi in gioco”, come spiega Ernesto Ferrero, scrittore che per oltre venti anni ha lavorato al suo fianco nella casa editrice, prima capo ufficio stampa, poi direttore letterario e quindi editoriale.
Einaudi partì, con al fianco Leone Ginzburg, intellettuale e studioso dai mille interessi, pubblicando libri di grande libertà e capacità critica che potremmo definire non allineati, non a caso puntando l’attenzione su storia ed economia, poi aprendo alla letteratura se già nel ’39 diede alle stampe ”Le occasioni” di Montale (di cui Gobetti, sempre a Torino, nel ’25 aveva pubblicato ”Ossi di seppia”). ”La casa editrice era un’impresa senza la consueta struttura gerarchica – racconta sempre Ferrero – e con alla base un pensiero del padre di Giulio, Luigi Einaudi, che nel ’21 aveva scritto che il sale della democrazia era il confronto tra le idee, lo scontro dialettico rispettoso dell’altro. Sul lavoro quindi non cercava mai l’unanimità ma tutto nasceva da scambi e dibattiti anche duri, avendo voluto attorno un gruppo di persone di grande valore e indipendenza. A fine anni ’30 arriva in casa editrice Pavese, poi vengono Vittorini, la Ginzburg, Calvino e a collaborare c’erano figure come Mila, Bobbio, Venturi. Riuscire a governare una macchina così complessa, a tenerne in equilibrio pesi e contrappesi non era facile. Lui ci riusciva in questa operazione delicata, con grande capacità politica di trasformare quella discordia di persone appassionate e capaci di infervorarsi in concordia e in scelte per le quali aveva un gran fiuto”.
La leggenda dice che intuisse in modo istintivo e immediato le qualità di un libro senza averlo letto. ”E’ vero, aveva un incredibile fiuto per capire il valore innovativo di un’opera, che era poi quel che gli interessava di più, basandosi sulle discussioni di chi l’aveva letta. Era un grande direttore d’orchestra pur non essendo specialista di niente ma con molti specialisti attorno e, dal 1949, un braccio destro del valore di Giulio Bollati, che gli fu al fianco per trenta anni e quando il loro rapporto si incrinò cominciarono i problemi per la casa editrice”. Quando la Einaudi, nel 1984 finì commissariata e con i debiti congelati, cominciò subito a produrre utili, perché aveva tutte le possibilità per farlo. ”Il problema è che l’ultima delle questioni per Giulio Einaudi era quella commerciale – spiega Ferrero – Mai chiedersi se un libro avrebbe venduto, era come bestemmiare, ma solo interrogarsi sul suo valore di novità culturale, anche se magari lo si sarebbe poi scoperto (e venduto) dopo anni. Così a mandare alla fine tutto a gambe all’aria fu la costituzionale debolezza finanziaria dell’impresa, perché Einaudi rifiutò sempre qualsiasi apporto di denaro esterno, che pure avrebbe potuto avere, per conservare la propria assoluta indipendenza”.
Insomma, conclude Ferrero, ricordando che gli ultimi anni, quando fu felice, tornando in casa editrice da presidente libero e con solo l’impegno di cercare autori nuovi e far scoperte (quindi anche libero di occuparsi delle sue amate rose e della sua terra e vino a Dogliani), ”era un uomo che amava la vita e cercava di far sì che ogni giorno fosse memorabile, fatto di emozioni, entusiasmi, ricerche e scoperte. Se qualcosa si può prendere da lui è la sua voglia di capire e progettare il futuro. Non conosceva la nostalgia, che, sempre proiettato in avanti, a progettare, a trovare giovani talenti, giudicava un sentimento negativo”.
Celine Dion annuncia nuovo album e tour’Courage’ esce tra anni dopo morte marito René Angélil
NEW YORK04 aprile 201920:57
Tre anni dopo la morte del marito René Angélil, Celine Dion è pronta a tornare in pista con un nuovo album e tour. ‘Courage’ (Coraggio, ndr) uscirà a novembre.
La cantante, 51 anni, in realtà non è esattamente fuori dalle scene. Ha infatti uno show a Las Vegas ma è in dirittura di arrivo. E’ proprio da Sin City che la popstar ha annunciato che darà il via al suo ‘Courage World Tour’ da Quebec City in Canada il prossimo 18 settembre e tra le tappe in Usa ci saranno Miami, Los Angeles, Chicago e New York. Courage è il suo 12mo album.
“Sarò la Celine che conoscete – ha detto alla platea – Celine a 51 anni, la Celine con i produttori e autori con cui ha sempre lavorato e con nuovi anche. Il sound sarà un po’ diverso e la musica cambierà ma sarò sempre chi sono”.
Arte:al via Miart con oltre 180 gallerieSindaco Sala, sono piccolo collezionista e amo l’arte
MILANO04 aprile 201920:21
– Vernissage di inaugurazione con il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, per il Miart, la fiera internazionale di arte moderna e contemporanea che apre il 5 aprile e va avanti fino al 7 aprile a Fieramilanocity.
Sono 185 le gallerie internazionali presenti, da 18 Paesi, a cui si aggiungono quelle italiane. “Sono appassionato di arte e sono un piccolissimo collezionista – ha commentato il sindaco – non ho pezzi preziosi, ma certamente posso dire che mi piace l’arte moderna e contemporanea”. Nella giornata di preview della fiera hanno fatto un giro tra gli stand in cerca di novità anche l’ex allenatore Fabio Capello, l’attore Antonio Albanese e il conduttore Costantino della Gherardesca.
Online sito degli Studios di CinecittàPortale interattivo che entra e descrive i mitici Teatri di posa
04 aprile 201913:51
– L’Istituto Luce Cinecittà (società interamente partecipata dal Mef e vigilata dal Mibac) che controlla Cinecittà dal 2017, lancia il sito http://www.cinecittastudios.it, nuova interfaccia digitale dei celebri Studios. Il sito interattivo, rinnovato nei contenuti, nel layout e nel logo, che permette di entrare nei leggendari Teatri di posa di Cinecittà, dal 4 aprile è online.
L’home page del portale apre con un ricordo dedicato a Federico Fellini, a cui venne chiesto quale fosse la città in cui avrebbe preferito vivere rispose: “Cinecittà”. La cover riprende anche i numeri più significativi della città del cinema italiana: 80 anni di storia con oltre 3.000 film girati, di cui 51 vincitori di un Oscar; 400.000 mq di spazi alle porte della Capitale, 19 Teatri di posa, centinaia di uffici, camerini, sale trucco, 100.000 mq di backlot e 4 set permanenti. E nel futuro due nuovi grandi teatri, un grande studio dedicato al green screen e alla motion capture e una piscina per riprese subacquee.
Amazon a Allen: “sbagliati i commenti sul #Metoo”Replica colosso streaming a “causa divorzio” da 68 mln dlr
NEW YORK04 aprile 201920:59
Amazon e Woody Allen: la battaglia legale si scalda. Replicando alla causa legale per 68 milioni di dollari di danni per rottura del contratto lanciata dal regista di “Manhattan”, il colosso della tv in streaming ha affermato che la decision di troncare l’accordo per quattro film concluso con lui e’ stato provocato da “nuove accuse e controverse affermazioni sul movimento #MeToo”, che a loro volta hanno causato il fallimento dei suoi film piu’ recenti.
Nei documenti legali presentati alla procura di New York, Amazon conferma che l’accordo con Allen e’ stato cancellato mentre il regista era alle prese con l’uscita del film “A Rainy Day in New York” e che quella pellicola non vedrà mai la luce del sole sotto l’etichetta del colosso di Jeff Bezos. “Nuove accuse contro Allen, i suoi controversi commenti sullo scandalo delle molestie e il crescente rifiuto di grandi star a lavorare o ad essere associate con lui” hanno indotto Amazon al divorzio.
Sulla scia del movimento #MeToo, divi come Greta Gerwig, Rebecca Hall, Timothée Chalamet e Colin Firth hanno preso le distanze dal regista.
I documenti riportano la risposta di Allen al suo unico figlio biologico Ronan Farrow nell’articolo sul New Yorker che ha aperto il vaso di pandora alle accuse contro Harvey Weinstein. Woody aveva espresso perplessità per lo scandalo, “una tragedia per le povere donne coinvolte e per Harvey la cui vita si e’ cosi’ complicata”, poi aveva messo in guardia contro “un’atmosfera da caccia alle streghe” in cui “qualsiasi uomo in un ufficio che strizza l’occhio a una donna deve improvvisamente chiamare l’avvocato” Nel documento agli atti, Amazon afferma che l’articolo di Ronan diventi il catalizzatore per un mea culpa generale sulla persistenza delle molestie sessuali sul luogo di lavoro. A dispetto del consenso generale sulla necessita’ di affrontare questa piaga, Allen ha dimostrato che non capisce ne’ la gravita’ del problema ne’ le implicazioni per la sua carriera”. Amazon ha anche citato la reazione del cineasta al ritorno di fiamma delle accuse della figlia adottiva Dylan di averla molestata quando era bambina. Respingendo le affermazioni della donna, Woody aveva accusato la famiglia Farrow di “cinismo” per “aver strumentalizzato” l’opportunità’ offerta dal movimento #MeToo. Le frasi incriminate erano uscite proprio mentre Amazon e Allen si stavano preparando a promuovere il film “Wonder Wheel”, “di fatto sabotando questi sforzi”. Per il colosso di Bezos, “alla luce di un contesto piu’ ampio, le azioni di Allen e le loro conseguenze a cascata hanno fatto si che Amazon non avrebbe mai potuto ricevere i benefici dell’accordo pluriennale”, giustificando la rottura.
Al Caravaggio a Roma, lunedì con autoreDal 15 aprile al 3 giugno serate con aperitivo, film e incontro
04 aprile 201918:21
– Dal 15 aprile al 3 giugno il Cinema Caravaggio di Roma ospiterà ogni lunedì, a partire dalle 19.30, 7 tra i registi più importanti del cinema italiano. Si comincia con Gabriele Salvatores e il suo Nirvana. Le serate si apriranno con un aperitivo per proseguire con l’incontro con il regista dove avrà modo di raccontare il suo percorso artistico, dalle avventure dei primi film fino ai successi che lo hanno reso tra gli autori contemporanei più importanti del nostro cinema. In chiusura verrà proiettato un film scelto dal regista tra la sua filmografia.
A conversare con i registi ci saranno affermati giornalisti cinematografici per dare vita a una serie di appuntamenti che hanno l’obiettivo di far conoscere gli autori del cinema italiano attraverso la loro stessa voce, offrendo al pubblico l’occasione di poter incontrare di persona i registi del nostro cinema. Dopo Salvatores, sarà la volta di Riccardo Milani, Carlo Verdone, Mario Martone,Francesca Archibugi, Paolo Genovesee Daniele Luchetti. [print-me title=”STAMPA”]
