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Da Teocoli a Proietti, Capodanno si festeggia a teatro
A teatro tra repliche speciali, cenoni in platea, attesi ritorni
28 dicembre 2019 06:59
Da Teo Teocoli e Ale e Franz a Milano al tris di risate di Gigi Proietti, Enrico Brignano e Maurizio Battista, a Roma. Oppure un Eduardo Scarpetta con Lello Arena in Miseria e nobiltà a Napoli e i “tre moschettieri della comicità” Panariello, Conti, Pieraccioni a Firenze. Non solo in piazza o a casa con amici e famiglia. L’ultimo dell’anno si festeggia anche a teatro, con tanto di brindisi e bollicine, cenone in platea e party in palcoscenico. Ecco alcuni appuntamenti da non perdere.
MILANO – Ultimo dell’anno tra effetti speciali e risate a Milano. Per una sola serata Teo Teocoli è al Nuovo con il suo one man show, mentre al Manzoni si brinda con Ale e Franz, versione attori girovaghi alle prese con Romeo e Giulietta in “Nati sotto contraria stella” di Leo Muscato. All’Elfo Puccini si chiude l’anno con un “best seller” irreverente da vedere e rivedere: “L’importanza di chiamarsi Ernesto” di Oscar Wilde nella versione di Ferdinando Bruni e Francesco Frongia, con buffet Wilde style e dj set. “Garden Party” al Franco Parenti con la “feroce”, scorretta e provocante compagnia francese N°8 e cena nelle sale della Palazzina dei Bagni Misteriosi. Ultimo dell’anno sulle note di “Singin’ in the Rain” al Teatro Nazionale CheBanca!, con cena nell’elegante Piazza Piemonte. E, se non fosse abbastanza, c’è anche il Capodanno in dirigibile degli Arcimboldi, con l’ultima sfida acrobatica dei Sonics, lo spettacolare “Steam”, show poetico e divertente, tra performance volanti ed effetti speciali.
ROMA – Quasi una tradizione ormai, l’ultimo dell’anno a teatro nella capitale è con Gigi Proietti e i suoi esilaranti “Cavalli di battaglia” all’Auditorium Parco della musica. Ma c’è anche Nancy Brilli, fresca di debutto in “A che servono gli uomini” di Iaia Fiastri per la regia di Lina Wertmuller, regina della lunga serata del Teatro Quirino, che dopo lo spettacolo, cena e brindisi, trasforma la sala in pista da ballo con Live Dj set dei Flabby. Cocktail d’aperitivo all’Eliseo per Luca Barbareschi e Lucrezia Lante Della Rovere in “Skylight – Il cielo sopra il letto” di David Hare, per proseguire magari con il menù speciale al ristorante del teatro. E ancora, si ride a oltranza al Palalottomatica con uno Speciale (Enrico) Brignano o all’Olimpico dove Maurizio Battista festeggia con “30 e non li dimostra”, dedicato ai suoi trent’anni di carriera, con cena e speciale dopomezzanotte. Al Salone Margherita, cena nei palchi privati con Valeria Marini prima donna eletta al Quirinale ne “La presidente” di Pier Francesco Pingitore. E ancora brindisi e bollicine alla Sala Umberto con Carlo Buccirosso e “La rottamazione di un italiano per bene” o all’Ambra Jovinelli con Vinicio Marchioni, Giuseppe Zeno e tutta la banda de “I soliti ignoti”, dal film di Mario Monicelli.
TORINO – Grande cult per l’ultimo dell’anno del Carignano, con Geppy Gleijeses e Maurisa Laurito in “Così parlò Bellavista”, adattamento teatrale del romanzo, poi film, di Luciano De Crescenzo. Per loro, brindisi e panettone, come al Gobetti per Paolo Nani e i suoi ottanta minuti di comicità e commozione ne “L’arte di morire ridendo”. Un Pirandello invece per Valter Malosti all’Astra con “Il berretto a sonagli” in una messa in scena che recupera la forza espressiva e musicale del testo originario in lingua siciliana.
FIRENZE – Attesissimi, Giorgio Panariello, Carlo Conti e Leonardo Pieraccioni, i “tre moschettieri della comicità” tornano a Firenze con il loro show per quattro nuove date e uno speciale Capodanno al Mandela Forum (27-28-29 e 31 dicembre).
Una reunion nata a vent’anni dal loro debutto insieme, che ha già fatto il giro d’Italia e sembra non fermarsi più tra aneddoti, musica e risate. Dopo aver battutto ogni record di incasso, Vincenzo Salemme debutta invece proprio il 31 al Verdi “Con tutto il cuore”, commedia in cui interpreta Ottavio Camaldoli, mite insegnante di lettere antiche, che subisce un trapianto di cuore, ma non sa che il cuore gli è stato donato era di un feroce delinquente.
VENEZIA – Tra tradizione e risate, al Goldoni torna “Don Chisciotte – Tragicommedia dell’arte” di Michele Mori e Marco Zoppello, ovvero il romanzo di Cervantes secondo due improbabili saltimbanchi, che salgono sul palco per raccontare come sono sfuggiti alla forca grazie a Don Chisciotte, Sancho Panza e soprattutto grazie al pubblico. Al Teatro Corso di Mestre, invece, è “Vernia o non Vernia”, nuovo one man show del comico Giovanni Vernia, già idolo del popolo del web, diretto da Giampiero Solari e Paola Galassi.
NAPOLI – “Miseria e nobiltà. Miseria o nobiltà? Una cosa è certa l’una non esisterebbe senza l’altra, così come il palazzo signorile, affrescato e assolato, non starebbe in piedi senza le sue fondamenta buie, umide e scrostate”. Così Luciano Melchionna racconta la sua messa in scena di “Miseria e Nobiltà” di Eduardo Scarpetta, che saluta il nuovo anno al San Ferdinando. Ma c’è anche Sal Da Vinci all’Augusteo con la “Fabbrica dei sogni” in musical e tutta l’energia degli Stomp, al Bellini, che a Capodanno festeggiano 25 anni di show a Broadway.
Miano, La stagione dell’ombraAffresco dell’Africa sub-sahariana, tra schiavitù e ritualità
28 dicembre 201913:42
LEONORA MIANO, LA STAGIONE DELL’OMBRA (Feltrinelli, pp.208, euro 16). C’è il dolore delle madri, che da un momento all’altro hanno visto sparire i propri figli. C’è la disperazione delle mogli, senza più i mariti. C’è poi lo sgomento degli uomini, incapaci di proteggere il proprio popolo.
A permeare ogni sentimento, la ritualità e il fatalismo di una società precoloniale dalle radici antiche, mentre lontano, emerge l’orrore della tratta degli schiavi.
E’ un potente affresco dell’Africa sub-sahariana il romanzo “La stagione dell’ombra” della scrittrice camerunense Léonora Miano, edito in Italia da Feltrinelli (con la traduzione di Elena Cappellini). Siamo nel piccolo villaggio del clan dei mulongo, appena sconvolto dalla scomparsa improvvisa e inspiegabile di dieci giovani e due anziani. Nessuno sa dove siano finiti, né chi sia il responsabile di questa misteriosa tragedia. Mentre un popolo intero ha perso il sonno e si interroga sul da farsi, con i capi che cercano di trovare una soluzione, una terribile verità si profila all’orizzonte, quella della tratta di esseri umani a opera degli “uomini dai piedi di pollo”, ovvero i bianchi. Da qui inizia il racconto di una vicenda di dolore, smarrimento e ricerca della verità da parte di una comunità costretta a cambiare in modo traumatico i propri punti di riferimento, ma capace anche di rimboccarsi le maniche, di unire le forze abbattendo le diversità, di riscoprirsi resiliente.
La scrittrice, che per questo libro è stata premiata nel 2013 con il Prix Femina 2013, ha la grande capacità di tessere con le parole una tela che avvolge e trascina il lettore in universo sconosciuto, lontano nel tempo, fatto di lentezza e di ritmi naturali, di visioni, di fuochi accesi e arcane magie, di superstizioni, e scandito dal culto dei morti e degli antenati, dai riti di purificazione e d’iniziazione, dal volere di dei implacabili: qui, in questa piccola, semplice comunità, i colori sono sempre vividi e ogni gesto, ogni pensiero viene raccontato con grande efficacia narrativa.
Nella vicenda l’autrice descrive la potenza della natura, i suoi doni e le sue punizioni e spiega il funzionamento di questo microcosmo sociale, in cui ognuno ha il suo ruolo e le credenze sono ben radicate; ma è quando adotta il punto di vista delle donne (e il loro mondo interiore) che la sua scrittura diventa ancora più incisiva. Una lingua poetica quella di Miano, che stupisce ed emoziona: l’autrice non ha paura di affrontare in profondità i sentimenti, cercando di svelare l’anima, le suggestioni, le antiche tradizioni di un Continente troppo spesso violato. La forza del libro è qui, nella volontà di Miano di raccontare il traffico transatlantico degli schiavi dando voce direttamente agli africani rimasti nel Continente, persone che nessuno ha mai ascoltato e delle quali la Storia si è dimenticata.
Rai2: Protestantesimo, ma che arance mangio?
28 dicembre 201912:48
– “Ma che arance mangio?”. E’ il tema della puntata di “Protestantesimo”, in onda su Rai2 domani, domenica 29 dicembre, alle 8.30, Cosa c’è dietro la raccolta delle arance? Manodopera a basso costo, senza tutele sindacali. Come si può arginare questo fenomeno? Si può, adottando un percorso etico che va dal produttore al consumatore, come sta provando a fare la Federazione delle chiese evangeliche a Rosarno con il programma Mediterranean Hope. “Protestantesimo” andrà in replica venerdì 3 gennaio all’1.00 e domenica 5 gennaio alle 2.00, sempre sulla seconda rete.
Luca e Paolo, con noi Il campionato fa 90 (anni)1/a serata Rai2 per varietà-quiz, tra campioni e pagine storiche
28 dicembre 201912:49
– Da tre stagioni sono saldamente al timone di “Quelli che calcio”. Ora anche padroni di casa con Mia Ceran della festa che Rai2 dedica ai 90 anni dalla nascita del girone unico della Serie A, con “Il campionato fa 90”, in prima serata domani, domenica 29 dicembre. Così quasi rischiano di diventare veri esperti di calcio, Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu. “Si, ma esperti ‘scemi’. Quelli seri sono a Rai Sport”, ridono i due attori, pronti a sciorinar domande nel quiz “alla Rischiatutto” che domani sera ripercorrerà i primi 90 anni del massimo campionato, tra Storia e storie, personaggi e persone, partite memorabili, goal straordinari, episodi di costume e squadre fenomenali.
“Sarà un modo per divertirsi ma anche per guardare come siamo cambiati – raccontano – Per rivedere pagine storiche del Campionato, l’Italia che eravamo e quella che siamo diventati”. In gioco a sfidarsi a suon di domande, filmati e pulsanti, nove ex calciatori, protagonisti della serie A dagli anni Sessanta a oggi: Giuseppe Boninsegna, Oscar Damiani, Eraldo Pecci per gli anni 60-70; Evaristo Beccalossi, Giuseppe “Nanu” Galderisi e Bruno Giordano per gli anni 80-90, Federico Balzaretti, Luca Toni e Nicola Ventola per gli anni 2000-10. Le immagini del repertorio Rai accompagneranno il racconto e i quesiti del quiz, mentre in studio arriveranno presidenti, allenatori, ex giocatori, giornalisti e tifosi eccellenti con anche Marco Civoli, Neri Marcorè, Melissa Satta, Bruno Pizzul, Lorenzo Minotti. E si riderà con Ubaldo Pantani nei panni di un grandissimo campione. “Una vera chicca che abbiamo scoperto – anticipano – un giovanissimo Bruno Pizzul alla Domenica Sportiva nel ’72, con l’arbitro Concetto Lo Bello che riguardando le immagini della partita del pomeriggio ammette di aver commesso un errore. Oggi è impensabile una cosa del genere”
Capodanno: al Carlo Felice arriva lo Janoska EnsembleVirtuosismo ensemble rilegge capolavori Strauss e Paganini
GENOVA28 dicembre 201912:49
– Ci sarà anche l’irrinunciabile musica di Johann Strauss jr nel concerto di Capodanno previsto l’1 gennaio alle 16 al Teatro Carlo Felice. Ma non sarà uno Strauss consueto. A proporlo, il vulcanico Janoska Ensemble protagonista del concerto insieme all’Orchestra del Teatro diretta da Jakob Brenner. Lo Janoska Ensemble è un formidabile complesso di Bratislava formato da quattro fratelli (i violinisti Ondrej e Roman, il pianista Frantisek e la voce Arpad) e dal cognato Julius Darvas (contrabbasso). “Fin da piccoli – ha detto Ondrej – suoniamo tutti i giorni e preferibilmente insieme. Musicalmente siamo così legati che spesso intuiamo ciò che l’altro sta per fare”. Tutti in possesso di un solido bagaglio tecnico, hanno maturato uno stile assolutamente personale che consente loro di rileggere pagine celebri creando un mix di esperienze linguistiche differenti: il classico si contamina con il jazz e il popolare con ricerche armoniche particolari (come in ‘Paganinoska’) e con ampio ricorso al grande virtuosismo. Il programma prevede una serie di pagine classiche rilette con estrema fantasia e originalità dal gruppo: l’Ouverture” dal ‘Pipistrello’ di Johann Strauss jr ‘a la Janoska’, la Janoska Sinfonia n.1 ‘Impressions along the Danube’ di Frantisek Janoska, ‘Sul bel Danubio blu’ di Strauss, ‘Cole over Beethoven’ di Frantisek Janoska, ‘Oblivion’ di Piazzolla e ‘Paganinoska’, brillanti variazioni sul Capriccio n.24 di Paganini ancora di Frantisek Janoska. “Ognuno di noi – ha detto Roman Janoska – ha le proprie preferenze musicali che rispettiamo concedendo spazio a tutte. Così i nostri pezzi diventano creazioni congiunte”. Home Mappa del sito
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Libri 2020, tra star e omaggi da Strout a Fellini
Tornano Olive Kitteridge e Rocco Schiavone. Il ricordo di Craxi
28 dicembre 201919:58
Torna in ‘Olive, ancora lei’ (Einaudi) la ruvida Olive Kitteridge con cui Elizabeth Strout ha vinto il Premio Pulitzer per la narrativa nel 2009, e ci riserva nuove sorprese. Riprende la strada del romanzo il Premio Strega 2013 Walter Siti con la storia di due vite radicali e disperate raccontate ne ‘La natura innocente’ (Rizzoli). E, a vent’anni dall’uscita de ‘La ragazza con l’orecchino di perla’ Tracy Chevalier rievoca l’atmosfera dell’Inghilterra degli anni Trenta nel nuovo ‘La ricamatrice di Winchester’ (Neri Pozza). Il 2020 in libreria si apre tra autrici e autori di culto e grandi maestri come Ian McEwan del quale Einaudi pubblica il romanzo sulla Brexit ‘Lo scarafaggio’. E grandi ricorrenze come il centesimo anniversario della nascita, il 20 gennaio 1920, di Federico Fellini al quale rendono omaggio Daniel Pennac ne ‘La legge del sognatore’ (Feltrinelli) e la nuova edizione del romanzo di Ermanno Cavazzoni, ‘Il poema dei lunatici’ (La nave di Teseo) da cui il grande regista trasse il film ‘La voce della luna’. Ai vent’anni dalla morte di Bettino Craxi, avvenuta il 19 gennaio 2000, sono dedicati invece ”Presunto colpevole’ (Einaudi Stile Libero), sugli ultimi giorni del leader socialista raccontati da Marcello Sorgi e ‘L’antipatico. Bettino Craxi e la grande coalizione’ (La nave di Teseo) di Claudio Martelli.Tra i titoli che inaugurano il nuovo anno, l’atteso ‘Ah l’amore l’amore’ (Sellerio) di Antonio Manzini, con protagonista il vicequestore Rocco Schiavone, che prende le mosse dal precedente ‘Rien ne va plus’ e ‘Cadrò, sognando di volare’ (Mondadori) di Fabio Genovesi, Premio Strega Giovani nel 2015, che ci racconta cosa vuol dire credere in qualcosa attraverso uno studente e un’ex missionario uniti dalla passione per il ciclismo. Ed ecco di nuovo tra noi, il grande Vincenzo Malinconico in ‘I valori che contano’ (Einaudi ) di Diego De Silva. Bisognerà invece aspettare qualche mese per il ritorno di Sara Morozzi, la donna invisibile di Maurizio de Giovanni che indaga sui misteri d’Italia, in ‘L’eccezione di Sara’ (Rizzoli), titolo provvisorio del romanzo già opzionato per la realizzazione di una serie tv. In arrivo ‘L’inverno più nero’ (Einaudi) di Carlo Lucarelli, con un’indagine del Commissario De Luca. Il Premio Campiello 2014 Giorgio Fontana ci propone il monumentale e ambizioso ‘Prima di noi’ (Sellerio), storia familiare che attraversa il Novecento raccontata da una voce contemporanea. Ponte alle Grazie punta su ‘Mara’. Una donna del Novecento’ di Ritanna Armeni e Bompiani su Arianna Farinelli con ‘Gotico americano’ , primo titolo di fiction ad uscire nella collana ‘Munizioni’ diretta da Roberto Saviano. Mondadori sfodera grandi nomi da Zadie Smith che in ‘Grand Union’ spazia tra autofiction, sperimentazione formale, surrealismo e satira sociale con 11 storie nuove e inedite insieme ad alcun i dei suoi brani di maggior successo apparsi tra l’altro su New Yorker e Granta. Dopo la grande fortuna avuta in America e nel Regno Unito ecco ‘Tre donne’ dell’italo americana Lisa Taddeo che ci parla del desiderio e c’è grande attesa per l’arrivo in primavera del Quichotte di Salman Rushdie. Massimo Carlotto va oltre il noir in ‘La signora del martedì’ (E/O), in cui ad essere interpellati siamo tutti noi. Un romanzo di spionaggio incredibilmente attuale, tra Medio Oriente ed Europa, è ‘La ragazza nuova’ di Daniel Silva, che apre il 2020 di HarperCollins . E ‘Una donna normale’ (Longanesi) inaugura una nuova serie di Roberto Costantini. Mentre tra Bari e la Lucania ci porta Cinzia Giorgio ne ‘I migliori anni’ (Newton Compton). Con Laura Imai Messina in ‘Quel che affidiamo al vento’ (Piemme) andiamo in un giardino che esiste realmente nel nord-est del Giappone dove una cabina telefonica e un telefono senza fili sono meta di pellegrinaggio per parlare con chi si ha perduto. Bisognerà aspettare maggio per ‘Se scorre il sangue’ (Sperling &Kupfer) di Stephen King in cui torna Holly Gibney. Per i fan e non solo di Virginia Woolf, c’è la prima edizione completa e aggiornata in Italia dei suoi scritti autobiografici in ‘Momenti di essere’ (Ponte alle Grazie). Fazi propone ‘Storia della nostra scomparsa’ di Jing -Jing Lee, considerato il nuovo ‘Memorie di una Geisha’.Tra gli esordi, da segnalare la madrilena Aroa Moreno Duran con ‘Cose che si portano in viaggio’ (Guanda) su una ragazzina che diventa donna mentre il mondo è inquinato dai fascismi e torna la regina del thriller letterario Dolores Redondo con ‘Il lato nord del cuore’ (DeA Planeta) .
Duri e teneri Barbareschi e Lante Della Rovereall’Eliseo coinvolgente ‘Il cielo sopra il letto’
28 dicembre 201914:10
– Un insanabile conflitto psicologico, prima che ideologico, di personalità e del loro inevitabile carattere maschile e femminile, costruito con grande abilità teatrale da Davide Hare in ”Il cielo sopra il letto” e recitato con maestria e coinvolgente verità da Lucrezia Lante Della Rovere e Luca Barbareschi, che firma anche la traduzione-adattamento e la regia, al Teatro Eliseo per le feste sino al 5 gennaio, compresa quindi la recita speciale di capodanno con aperitivo e cena.
A molti sembra facile vedere in questo estremo, ultimo appassionato e duro, ma anche tenero, confronto di due ex che si ritrovano dopo alcuni anni di separazione verificando l’impossibilità di ritrovarsi e rimettersi assieme, un qualcosa di autobiografico dei due interpreti, che sono stati anche loro una coppia anni fa e oggi si ritrovano in scena in questi due personaggi, ma sarebbe superficiale e gratuito, mentre se si vuole appare più trasparente intravedere certi sentimenti di Barbareschi imprenditore dell’Eliseo nell’uomo d’affari che dice di voler creare sogni e posti di lavoro e attacca istituzioni e banche che gli mettono i bastoni tra le ruote.
Ogni attore mette il suo vissuto, la sua umanità, la complessità del suo essere nei personaggi che interpreta, per dargli, anche quando magari appaiono lontani da lui, tutta quella verità che arriva a colpire lo spettatore.
Street art: ‘Banksy vieni da noi,qui pagine bianche per te’Lettera aperta da Candelara, borgo street art nelle Marche
PESARO28 dicembre 201915:43
– “Caro Bansky, sappiamo che è impossibile solo immaginare che tu riesca a venirci a trovare per portare un sorriso anche nella nostra piccola comunità.
Impossibile pensare che i nostri muri possano servirti per scrivere una pagina del tuo libro di protesta verso l’ordine costituito. Però vogliamo almeno sperare di farti sapere che abbiamo delle pagine bianche da scrivere”. E’ l’appello al maestro più elusivo della street art in una lettera aperta di Lorenzo Fattori, operatore culturale di Candelara, frazione di Pesaro, borgo storico rinascimentale, che conta mille abitanti e che qualche mese ha scoperto la street art. Oggi conta vari interventi dello street artist fiorentino Blub. “Abbiamo scoperto che l’arte urbana, può convivere con la bellezza architettonica del nostro borgo, anzi può valorizzare ed arricchire il nostro tessuto urbano fatto di piccoli scorci dovuti alla presenza delle chiese e dei palazzi storici. È una via per valorizzare la bellezza, per tracciare un segno per chi verrà dopo di noi”.
Grande Guerra, in un fumetto i giovani la raccontanoIntreccio tra passato e presente per ricordare uomini di allora
TRIESTE28 dicembre 201916:12
– ‘SUGGESTIONI TRIESTINE – I GIOVANI RACCONTANO LA GRANDE GUERRA’ a cura di LAURA CAPUZZO (WHITE COCAL PRESS, PP. 279, 10 EURO) – Un ragazzo d’oggi e un suo coetaneo di cento anni fa rivivono assieme tre momenti cruciali della Grande Guerra legati alla storia di Trieste e dintorni: la giornata di luglio del 1914 in cui la città fu attraversata dal corteo funebre di Francesco Ferdinando e della moglie, uccisi a Sarajevo, l’incertezza degli eventi causata dall’improvvisa avanzata delle truppe austro-tedesche a Caporetto nel 1917 e infine l’arrivo dell’Italia a Trieste nel novembre 1918, al termine del conflitto. Comincia così il racconto di “Suggestioni triestine”, in cui a rievocare gli anni della Grande Guerra, in “una specie di sogno in cui presente e passato si intrecciano”, sono i giovani di oggi.
Una graphic novel nata sui banchi di scuola, tra gli studenti del Friuli Venezia Giulia e di altri Paesi europei che hanno partecipato ai progetti avviati dal 2013 dall’organizzazione di volontariato culturale “Radici&Futuro”, in occasione del centenario della Prima Guerra Mondiale. Un racconto in cui la protagonista è Trieste, città simbolo del conflitto, ma anche personalità dell’epoca come, il barone Goffredo de Banfield e le Medaglie d’oro Guido Brunner e Nazario Sauro, alle cui vite sono dedicati alcuni capitoli del fumetto.
E non solo. La seconda sezione del volume – si legge nell’introduzione di Laura Capuzzo, curatrice del volume e segretario generale di “Radici&Futuro” – “comprende un susseguirsi di racconti brevi che rievocano in maniera originale alcuni episodi del primo conflitto mondiale, saltando da una parte all’altra del fronte italo-austriaco, mentre la terza propone un ricco repertorio di pdf, power point e video prodotti dalle scuole”, a cui si può accedere tramite codice QR.
“Messo temporaneamente da parte il testo scolastico”, osserva Capuzzo, i giovani “hanno rivisto con grande sensibilità la guerra in chiave umana, rendendo protagonista l’uomo, il soldato, il familiare, la persona coinvolta nel conflitto. Il loro è un contributo di conoscenza, memoria, recupero del proprio passato”. E alla fine “il messaggio che consegnano è di fiducia e ottimismo, perché sembrano aver compreso che la storia si può scrivere anche”.
Zaillian per serie Ripley in Italia, ciak a settembreIl Premio Oscar a Capri per miglior script a The Irishman
CAPRI28 dicembre 201918:26
– Primo ciak a settembre 2020 ma è già in moto la pre-produzione di ‘Ripley’, la serie tv in otto puntate che Steven Zaillian girerà quasi interamente nel nostro paese con cast in maggioranza italiano, tratta dal primo libro di Patricia Highsmith. Aspettando le nomitation per gli Oscar (13 gennaio, dove è tra i favoriti per ‘The Irishman’ di Martin Scorsese) il regista e sceneggiatore californiano riceve a Capri, Hollywood il premio per il migliore script dell’anno. ”Passerò molto tempo da voi e sono felicissimo. Ho già fatto molti sopralluoghi, Capri, Ischia, Costiera amalfitana: cerchiamo villaggi di pescatori che ci possano riportare agli anni 60 e girando in auto da Salerno a Sorrento ho scoperto Atrani e Cetara che mi hanno colpito molto.Nel libro vi sono ambientazioni a Roma, Venezia, Napoli, Positano, vedrò anche Palermo. Non vedo l’ora di cominciare a girare, amo l’Italia” ha detto Zaillian.
La storia di Pio La Torre raccontata ai ragazziPacifista, politico e sindacalista ucciso dalla mafia nel 1982
PALERMO28 dicembre 201913:41
Melania Federico, “Pio La Torre. Una vita contro i poteri forti e la mafia”, Navarra editore, pp. 78, 10 euro). Un libro racconta ai ragazzi la storia di Pio La Torre, pacifista, politico e sindacalista ucciso dalla mafia il 30 aprile 1982. Una vicenda che ha segnato la storia d’Italia. Un combattente sempre in prima linea che incarna i valori della giustizia sociale, della legalità, della convivenza civile e della pace tra i popoli. Melania Federico racconta a bambini e ragazzi i suoi ideali e il suo impegno civile e sociale, facendone un esempio di cambiamento. Pio La Torre ha speso la sua vita per la giustizia sociale e la lotta alla mafia. Fu sindacalista della Cgil, segretario del Partito comunista in Sicilia e parlamentare nazionale. In prima linea nelle lotte contadine e nell’occupazione delle terre, si batté per la pace e il disarmo e soprattutto per la lotta alla mafia: come membro della Commissione parlamentare d’inchiesta sul fenomeno della mafia in Sicilia fu promotore, assieme all’allora ministro dell’Interno Virginio Rognoni, della legge”Rognoni-La Torre” che introdusse per la prima volta nel Codice penale la previsione del reato di “associazione di tipo mafioso” (art. 416 bis) e la conseguente previsione di misure patrimoniali applicabili all’accumulazione illecita di capitali. Il 30 aprile del 1982 fu ucciso dai mafiosi insieme a Rosario Di Salvo. “Raccontare le storie delle vittime delle mafie – dice Melania Federico – per testimoniare le tracce lasciate dalle loro azioni; esempi di vita dai quali ripartire per costruire una società più giusta e legale. In tale ottica educare i giovani alla legalità significa formarli ad un pensiero democratico, pluralista e responsabile per assumere, in quanto cittadini e membri di una comunità, decisioni consapevoli”. Melania Federico, insegnante di scuola primaria, docente a contratto di Letteratura per l’infanzi
