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Milano, ucciso capo ultrà Inter morto in sparatoria a Figino

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Ultimo aggiornamento 30 Ottobre, 2022, 02:30:44 di Maurizio Barra

Vittorio Boiocchi, 69 anni, storico capo degli Ultras della curva Nord dell’Inter è stato ucciso, a colpi di arma da fuoco, in via Fratelli Zanzottera a Milano, quartiere in cui risiedeva. L’uomo, pluripregiudicato, è stato vittima di un agguato poco prima delle 20, poco prima della partita Inter-Sampdoria allo stadio San Siro. È stato colpito – secondo i primi riscontri – dai tre ai cinque colpi di pistola al torace e al collo.

L’allarme è stato dato da alcuni passanti. La via, di quello che ha tutte le caratteristiche di un agguato in piena regola, si trova alla periferia della città, nel quartiere Figino. L’uomo è morto poco dopo il ricovero all’ospedale San Carlo dove era arrivato in condizioni già disperate. Sull’omicidio indaga la squadra Mobile della questura guidata da Marco Calì.

Boiocchi, 69 anni ha un passato costellato di arresti e denunce. L’ultima nel 2021 per una tentata estorsione ai danni di un imprenditore. Arresti e condanne invece li aveva avuti sin da giovane per traffico di droga, rapina, sequestro di persona. Aveva trascorso oltre 26 anni in carcere, l’ultima volta era stato arrestato nel 2021 dalla Squadra mobile che ora indaga sul suo omicidio. 

Per Vittorio Boiocchi, capotifoso storico della squadra nerazzurra, questa sera la Curva Nord di San Siro è rimasta in silenzio, senza esporre striscioni e intonare cori durante la partita contro la Sampdoria a San Siro, poi i Boys hanno abbandonato gli spalti – il secondo anello – durante l’intervallo. 

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