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Rave: Piantedosi a sindacati, appoggerò modifiche

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Ultimo aggiornamento 6 Novembre, 2022, 19:02:43 di Maurizio Barra

(ANSA) – ROMA, 04 NOV – “In sede parlamentare, appoggerò
qualsiasi modifica al testo normativo indirizzata nel senso di
meglio precisare, qualora lo si ritenga necessario, i confini
della nuova fattispecie penale. Nella prospettiva di incidere
efficacemente sul profilo della deterrenza, il punto nodale
delle nuove misure è la confisca obbligatoria del materiale
utilizzato per lo svolgimento dei rave party”. Lo ha detto il
ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, al termine della
riunione di questo pomeriggio al Viminale con i segretari
generali di Cgil, Cisl e Uil.

“Ho accettato subito la richiesta di incontro dei leader confederali – affermato Piantedosi – per il ruolo fondamentale che le organizzazioni sindacali svolgono nella difesa dei diritti dei lavoratori e per lo sviluppo sociale ed economico del nostro Paese”.
Il ministro ha sottolineato “il contributo fondamentale che gli stessi sindacati da sempre offrono nel promuovere la democrazia e nell’isolare e sconfiggere ogni forma di violenza”.

“Ho avuto modo di ribadire – ha proseguito il titolare del Viminale – che la applicazione delle recenti misure adottate dal Governo è limitata alla specifica ipotesi della organizzazione dei rave party e che le nuove disposizioni non intaccano in nessun modo i diritti costituzionalmente garantiti, come quello di manifestare”. Piantedosi ha infine ringraziato, al termine della riunione, “ancora una volta il mondo sindacale per il delicatissimo ruolo svolto a servizio del nostro Paese”.
I segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, dopo aver espresso “preoccupazioni e perplessità” sul ‘decreto rave’ riferiscono di aver ricevuto “rassicurazioni” sul fatto che non potrà riguardare diritti e libertà sindacali e “l’impegno” ad inserire nell’iter parlamentare quanto necessario ad evitare, in tal senso, ogni dubbio interpretativo del testo. Più dura la Cgil con il segretario generale Maurizio Landini che chiede in ogni caso “il ritiro della norma” perché anche sul fronte dei rave, già esistono norme adeguate a rispondere alle preoccupazioni del governo.    (ANSA).

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