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Lapo Elkann: "Gianni Agnelli? Amava la patria e la difendeva da chiunque. Edoardo? Molte sentenze a vanvera"

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Ultimo aggiornamento 19 Gennaio, 2023, 12:58:04 di Maurizio Barra

Intervistato da Walter Veltroni per il “Corriere della Sera”, Lapo Elkann ricorda il nonno Gianni Agnelli a 20 anni dalla scomparsa, e parla anche dello zio Edoardo, che si è tolto la vita nel 2000: “Gianni Agnelli? Ha sempre protetto l’azienda nazionale, non solo la Fiat. Se non fosse stato per lui, la Ferrari sarebbe finita a Henry Ford e Alfa Romeo, Autobianchi e Lancia avrebbero avuto proprietà straniere. Mio nonno amava la sua patria e la difendeva da chiunque. Per questo ancora oggi, dopo vent’ anni, mi provoca dolore ripensare alla sua sofferenza degli ultimi giorni. Lui aveva ereditato l’azienda dalla sua famiglia, l’aveva fatta crescere e proiettata su scala internazionale ma in quel tempo, l’ultimo della sua vita, il destino della Fiat era in pericolo”.


Prima di morire mi disse: ‘Tu, tuo fratello e tua sorella dovete stare uniti. Evitate conflitti, evitate litigi. State uniti, vi prego’. E così è stato, come lui voleva. Tra difficoltà e differenze non abbiamo mai perso affetto e collaborazione. 


Zio Edoardo? Edoardo ha avuto molte dita puntate contro, molte sentenze emesse a vanvera. Ma quante persone oggi sono uscite dalla dipendenza, hanno ruoli importanti e conducono vite rispettate? A Edoardo questo allora non fu concesso. E penso, è solo una mia opinione, che io per primo e tutta la nostra famiglia avremmo dovuto fare di più, stargli più vicino”.

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