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Nuova strage in California, l'ira di Biden sulle armi

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Ultimo aggiornamento 25 Gennaio, 2023, 07:29:26 di Maurizio Barra

Più stragi che giorni trascorsi. E’ iniziato nel modo più violento il 2023 negli Stati Uniti, dove le sparatorie di massa continuano a susseguirsi ora dopo ora lasciando una scia di cadaveri, orrore e paura negli americani. E a nulla servono i moniti del presidente Joe Biden che, per l’ennesima volta, ha strigliato il Congresso chiedendo a deputati e senatori di attuare una stretta definitiva sulle armi e imporre un bando sui fucili d’assalto. E’ la California lo Stato più devastato dalle sparatorie di massa in questo terribile gennaio: ben tre in meno di tre 72 ore. Mentre ancora si cerca un movente per la strage di Monterey Park, dove un 72enne ha freddato 11 persone che festeggiavano il capodanno cinese in una sala da ballo, un altro killer anziano e di origine asiatica ha massacrato sette uomini tra una fattoria dove si coltivano funghi, ad Half Bay Moon, nella contea di San Mateo, sud di San Francisco, e un’altra località a pochi chilometri da lì. C’è anche una donna gravemente ferita. Zhao Chunli, 66 anni, è stato bloccato e disarmato dai poliziotti in un parcheggio e non ha opposto resistenza. Non era noto alle forze dell’ordine e aveva acquistato legalmente l’arma utilizzata per la strage, una pistola semi-automatica. Anche in questo caso, come in quello di Monterey Park, manca il movente. Tra le ipotesi quella che il killer avesse lavorato nella fattoria e fosse un collega dei contadini, per lo più cinesi e ispanici, che ha trucidato. Un atto incomprensibile e violento avvenuto davanti agli occhi dei bambini, che vivono nell’azienda con le loro famiglie, ed erano appena usciti da scuola. Poche ore dopo la strage nella fattoria, in un’altra città della California, Oakland, un uomo ha aperto il fuoco fuori da un benzinaio, ha ucciso una persona, ne ha ferite altre sette e poi è scappato. In fuga anche un altro killer che sempre fuori da un benzinaio ma a Yakima, nello Stato di Washington, ha ucciso almeno tre persone prima di rubare una Chrysler grigia e scappare. Per la polizia si tratta di “un individuo pericoloso e rappresenta un pericolo per la comunità”. Ancora un’altra sparatoria, l’ennesima di questi giorni, in una scuola che aiuta giovani che vivono in condizioni disagiate a Des Moines, in Iowa: due studenti sono stati uccisi e la polizia ha fermato tre persone che stavano cercando di fuggire a bordo di un’auto spiegando che non si è trattato di un atto casuale ma di “un’azione mirata”. L’istituto in cui è avvenuta la strage, frequentato da ragazzi tra i 9 e i 18 anni, è stato fondato da Will Holmes, il rapper conosciuto come Will Keeps che è arrivato a Des Moines 20 anni fa da Chicago dove viveva in un mondo di gang prima di trovare sostegno e aiuto nella musica. Un record di crudeltà e morte – quest’anno ci sono state già 39 sparatorie di massa, mai così tante nella storia americana a gennaio – contro il quale si è scagliato Biden, che della lotta alle armi ha fatto una priorità della sua presidenza. “Serve un’azione forte. Chiedo ancora una volta al Congresso di agire rapidamente e approvare il divieto delle armi d’assalto”, ha tuonato il presidente. Mentre il governatore della California, il democratico Gavin Newsom, ha attaccato il secondo emendamento della costituzione, quello che garantisce il diritto alle armi, definendolo “un patto suicida”. Intanto, se pure non è ancora stato individuato il movente, nella roulotte nella quale viveva il killer di Monterey Bay la polizia ha trovato “centinaia di munizioni”, un fucile calibro 308, dispositivi elettronici ed elementi che hanno portato gli investigatori a ritenere che “stesse fabbricando dei silenziatori” per le sue armi. Per lo sceriffo della contea di Los Angeles, Robert Luna, “è un’indagine complessa, ci sono molte cose che ancora non sappiamo”.

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