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Ielpo: "Divario Juve dal Napoli non si può analizzare"

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Ultimo aggiornamento 18 Febbraio, 2023, 05:53:41 di Maurizio Barra

A “1 Football Club”, programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Mario Ielpo, ex portiere del Milan. Di seguito, un estratto raccolto dalla redazione de IlSognoNelCuore.com.


Quanto è stata importante la vittoria contro il Tottenham per i rossoneri?


“Una vittoria importantissima anche perché il Milan sembrava caduto in uno psicodramma. Sembrava che la squadra non avesse più certezze e sicurezze, e che quasi avesse paura di giocare. La partita contro i londinesi, invece, è stata giocata alla pari in cui i rossoneri si sono fatti preferire per larghi tratti”


Quanto ha inciso l’assenza di Maignan nel Milan?


“Il castello del Milan era sorretto da diversi pilastri, i quali sono venuti meno uno dopo l’altro. L’assenza del portiere è stata, forse, una delle assenze più importanti. L’ambiente ha identificato in Tatarusanu uno dei principali responsabili, anche quando il calciatore non aveva grandi colpe. Tuttavia, credo che recuperare Maignan sarà fondamentale, anche se ho notato maggiore tranquillità nei confronti del rumeno”


Si aspettava questa classifica a febbraio?


“Non se lo aspettava nessuno. Il percorso del Napoli ha lasciato interdetti. Gli azzurri hanno sempre lottato per grandi obiettivi, ma nessuno poteva attendersi questi risultati. In estate il club ha salutato giocatori importanti, prendendo calciatori che hanno fatto la differenza. Bisogna tuttavia riconoscere anche gli eccessivi passi falsi delle inseguitrici”


Il divario tra il Napoli e le inseguitrici può giustificarsi anche con la continuità degli azzurri tra i pali?


“Escluderei a priori la Juventus da questa analisi, i bianconeri risentono di altre problematiche. Per quanto riguarda le altre, invece, ritengo che ci sia anche l’influenza di questo fattore. Semplici mi disse che non capiva come Meret non fosse valorizzato a Napoli, considerandolo un talento sicuro. Seppur discusso all’inizio della stagione, l’azzurro è diventato il portiere più forte del campionato, a differenza delle rivali alle prese con diversi problemi tra i pali. Ciò aiuta a comprendere l’importanza dell’estremo difensore in una squadra, sia nella fase difensiva che in quella di costruzione. Spesso vediamo errori clamorosi dei portieri con i piedi, ma non è facile gestire palla senza la possibilità di girarsi e scaricare la sfera”

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