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Ultimo aggiornamento 11 Marzo, 2023, 20:26:01 di Maurizio Barra
Il pastore è “colui che deve stare davanti alla gente per indicare la strada, in mezzo alla gente per vivere la sua esperienza, dietro per aiutare i ritardatari e, a volte, seguire l’intuito per trovare i migliori pascoli. È quanto ho cercato di fare da quando sono stato ordinato sacerdote e in questi anni di pontificato, sempre con il forte proposito di essere fedele a Dio e alla Chiesa e utile ai cattolici e a tutti gli uomini di buona volontà”. E’ il ritratto che papa Francesco distilla di sé stesso nel volume “El pastor” (Il pastore), uscito in Argentina in vista del decennale dell’elezione a firma dei giornalisti Francesca Ambrogetti, ex responsabile dell’ANSA a Buenos Aires, e Sergio Rubin, del quotidiano El Clarin, che racconta questi dieci anni di pontificato analizzandone dettagliatamente temi e vicende attraverso periodici colloqui avvenuti nel corso del tempo con il Pontefice.
“Spiegare, proporre, ascoltare, chiedere perdono quando è opportuno e servire – riassume Francesco -. E fondamentalmente con la vicinanza del cuore, sempre. Durante tutti questi anni, con al centro lo Spirito Santo, la pace non mi ha mai lasciato”.
Il racconto di questo decennio del Papa fa seguito a quel “Il gesuita”, scritto da Ambrogetti e Rubin quando Jorge Bergoglio era ancora arcivescovo di Buenos Aires e diventato poi bestseller mondiale con l’elezione a Pontefice. E proprio il suo essere gesuita ricorre ancora nel libro, insieme a tanti altri aspetti, sia di rilevanza pubblica che strettamente personale.
“Mi ha sempre colpito una massima con cui solitamente viene descritta la visione di Sant’Ignazio: non avere limiti al grande, ma concentrarsi sul piccolo. È fare le piccole cose di ogni giorno con un cuore grande e aperto a Dio e agli altri. E in effetti mi è servito e continua a servirmi molto, non solo personalmente, ma anche per le decisioni del governo”, spiega il vescovo di Roma. E sulle innumerevoli e drammatiche prove del presente, “credo che in un mondo con tante lotte di ogni genere, anche religiose, sia necessario costruire ponti, promuovere l’unità. Inoltre, ricordiamo che l’esclusione e la disuguaglianza generano violenza. E la peggiore delle liti, secondo me, è tra chi ha di più e chi ha di meno”.
Ricorre naturalmente la sua visione della Chiesa, in tutte le dimensioni possibili. “Sono contrario a quello che io chiamo ‘carrierismo’, voler fare carriera ecclesiastica. Come nell’ambito civile, purtroppo accade anche nella Chiesa. C’è chi vuole arrampicarsi e si comporta in modo simoniaco, cerca influenze. Nel mio Paese li chiamiamo ‘scalatori’. Questo non è cristiano. Essere cristiani, essere battezzati, essere ordinati sacerdoti e vescovi è puramente gratuito. I doni del Signore non sono il frutto di sforzi, tanto meno il prodotto di una transazione pecuniaria. Più di una volta ho detto durante il mio pontificato che il carrierismo è come una peste. Essere cristiano, essere prete, essere vescovo, è solo un dono”.
Anche lo ‘humour’ dell’uomo-Francesco risalta come uno dei suoi caratteri essenziali. “Ci tengo a precisare che durante tutta la mia vita sacerdotale sono stato felice e lo sono ancora. Inoltre, mi viene in mente una frase molto carina di Chesterton che dice che la vita è una cosa troppo importante per prenderla seriamente. E non mi dispiace per il passare degli anni. L’ho sempre preso come qualcosa di naturale”. E rivela di non avere paura della morte: “Sono consapevole che può succedermi di tutto. È difficile evitare del tutto il rischio di attacchi suicidi. Ciò è stato dimostrato negli ultimi anni con le azioni dell’Isis. Quando prego dico a Dio che sono nelle sue mani. Se deve succedermi qualcosa, accadrà inevitabilmente perché non ho ottenuto un certificato di eternità. Un giorno morirò di bronchite, tumore o proiettile. O per un ‘mate’ avvelenato tra quelli che mi dànno gli argentini durante le udienze generali, come mi aveva avvertito un capo della sicurezza”.
Infine, il Papa 86/enne sintetizza la sua ricetta per la felicità: “Non c’è una formula. Ma quando la vita interiore è racchiusa nei propri interessi e non c’è spazio per gli altri, non si gode più la dolce gioia dell’amore perché non si può essere felici da soli. La gioia non è l’emozione di un momento: è un’altra cosa!”. Secondo Francesco, “la vera gioia non viene dalle cose, dall’avere, no! Nasce dall’incontro, dalla relazione con gli altri, nasce dal sentirsi accettati, compresi, amati e dall’accogliere, comprendere e amare; e questo non per un momento, ma perché l’altro, l’altro è una persona”.
Insomma, “la felicità viene solo amando e lasciandosi amare. E tenete presente che, come dice il detto popolare, ‘finché c’è vita, c’è speranza’, ma anche il contrario: ‘finché c’è speranza, c’è vita’”.
Sono nato a Torino, il 19 Febbraio 1968. Ho alle spalle un'educazione direi Umanistica di base, avendo frequentato il Liceo Classico Valsalice e Lingue e Lettere Moderne all'Università. Grande passione per tutto ciò che è una tastiera, dal pianoforte o simili, ai PC, di cui peraltro amo anche il touch. Inoltre, un'altra mia grande passione, è lo sport e mi ha molto coinvolto, siccome ho lavorato molto su di me negli anni, passando attraverso varie fasi, nelle quali sono ingrassato moltissimo e poi sono diventato assai magro, dunque, siccome più volte ho dovuto intervenire su di me, ho voluto approfondire questo discorso ed ho conseguito il Master CFT come Personal Fitness Trainer presso Issa Italia. La voglia e l'interesse ad approfondire tante tematiche e la curiosità olistica, alle volte giocano brutti scherzi, perchè si rischia di iniziare tutto e concretamente di non riuscire a concludere nulla. Bisogna in teoria scegliere cosa fare da grande, il fatto è che io sono già ben cresciuto ed ora mi sento assai coinvolto dall'ambito tecnologico e dunque spero, soprattutto, di essere un intermediario tra i vedenti, diciamo, o comunque tra tutti e proprio chi è non vedente come me, sia per mostrare quante cose si possono fare in autonomia, sia per avvicinare (e qui mi appello a sviluppatori, amanti di softwares etc...) la facilità e l'accesso all'uso completo della tecnologia anche da parte degli stessi non vedenti, che comunque si devono spesso scontrare con grafici, pagine poco accessibili e continui escamotage, per fare cose che, con il famoso click, in teoria si risolvono subito e questo poi non è sempre vero; in sostanza lo scopo o l'idea sono quelli di avvicinare i vedenti, sviluppatori di apps e siti, a renderle più accessibili, metendo dunque a disposizione la mia conoscenza delle Tecnologie Assistive (Assistive Tecnologies) di cui mi ritengo un buon conoscitore. Non parliamo poi delle Apps Mobili ed anche di quel mondo, davvero meraviglioso ed il cui approccio per me è stato direi facile, ma mi rendo conto che non è così per tutti. Quindi, spero, nel tempo, di mettere a disposizione la mia modestissima ed umile e piccola esperienza, mantenendo vivo ogni nuovo possibile fronte di apprendimento e confronto e conoscenza, tutti utili e sempre necessari, non si smette mai di imparare e neanche di confrontarsi. Dunque, spero di avervi con me, sempre più numerosi, lungo questo nuovo cammino! Inoltre, siccome la tecnologia non è soltanto procedure, tutorials su come usare un sistema operativo o su come riparare PC, ma offre anche molti strumenti di consultazione, visione, ascolto, cercherò di condividere con voi le mie impressioni e quindi files, contenuti multimediali o altro, non avranno soltanto attinenza tecnologica, ma qualcosa a che fare con la rete l'avranno. Anzi, sono benvenuticommenti, suggerimenti e proposte. Con il trascorrere del tempo, il sito ha preso la direzione informativa. Pur essendo da solo a gestire tutta questa mole di notizie, prometto di dare sempre il massimo per fornire tutte le notizie il più possibile aggiornate in tempo reale, relative a tantissime categorie: Mondo, Cronaca, Economia, Politica, Tecnologia, Scienza, Medicina, Spettacoli, Cinema, Musica, Cultura, Calcio e sport, Regione Piemonte, tutto, ma proprio tutto, sulla Juventus e molto, molto altro. Grazie a tutti!
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