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Ultimo aggiornamento 21 Maggio, 2023, 04:29:17 di Maurizio Barra
Sopravvissuto, è la parola che più si addice a Sviatoslav. Trentatré anni, l’ex poliziotto ucraino ha sulle spalle un’epopea di lotte iniziate già nove anni fa, quando fu costretto a lasciare la sua città natale, Donetsk, finita in mano ai separatisti filorussi. Poi c’è stata l’invasione, la difesa di Mariupol e quella di Azovstal, la prigionia russa, il ritorno a casa. Poi, la decisione di tornare al fronte, da militare, per combattere per quei territori oggi occupati. E per dare speranza e libertà a quella città, Mariupol, che dopo un anno rimane stretta nella morsa degli invasori. “A Donetsk, nel 2014, avevamo le possibilità di tenere le nostre posizioni. Ma nessuno ha voluto farlo. L’abbiamo semplicemente abbandonata”, dice all’ANSA Sviatoslav, senza nascondere una certa amarezza. Mimetica e cappello col tridente ucraino, parla in collegamento da Pokrovsk, nel Donetsk, a poche decine di chilometri dal fronte, dove è dispiegato. “Lì fu un nostro errore. Per questo ho deciso lo scorso anno di restare a Mariupol, è stato come avere una seconda possibilità per me di resistere”. Nella città portuale, Sviatoslav si era trasferito nel 2015, lì faceva il poliziotto. Il 25 febbraio 2022, il giorno dopo l’invasione, ha ricevuto ordine di evacuare insieme ai suoi compagni. “Molti dei miei colleghi hanno obbedito. Ma io e altri 25 poliziotti abbiamo deciso di restare in città”.
A Kiev una marcia per ricordare la caduta di Azovstal un anno fa
Dopo oltre un anno, Sviatoslav ricorda ancora quei giorni di battaglia, distretto per distretto. Ma con il tempo diventava sempre più difficile resistere alla furia dei russi, così è stato costretto a ripiegare tra le forze dell’acciaieria Azovstal, combattendo prima per tenere la zona esterna dell’impianto, poi per i bunker. Portando avanti una resistenza a una media di 40 attacchi russi al giorno. “Due volte ci hanno bombardato anche con le Fab-500, le bombe antibunker”. “Avevamo un mese di cibo a disposizione, dovevamo tenere e aspettare le unità speciali per l’estrazione”. Ma quell’operazione non è mai arrivata: alla fine, ai difensori di Azovstal è stato detto di smettere di combattere. “Abbiamo accolto quella comunicazione con calma. Avevamo fiducia nei nostri comandanti ed eravamo certi che saremmo sopravvissuti. Ufficialmente non è stata una resa ma un ‘trasferimento’ in un campo sotto la convenzione di Ginevra. Abbiamo capito subito che saremmo finiti in prigione, non siamo dei bambini”. I primi gruppi sono usciti dall’acciaieria il 16 maggio. “Erano i feriti più gravi. Io sono uscito con gli ultimi gruppi del 20 maggio. I russi ci hanno rubato soldi, medicine e poi ci hanno portato a Olenivka”, una prigione del Donetsk occupato divenuta tristemente famosa per un bombardamento, a luglio 2022, che ha fatto una strage uccidendo 53 detenuti e ferendone 73. Per quel massacro, i russi accusano gli ucraini che negano e parlano di un’operazione di Mosca per coprire le torture sui prigionieri. Una teoria che sostiene anche Sviatoslav, che era lì al momento dell’esplosione, ma in un altro edificio: “Alcuni giorni prima abbiamo visto soldati del battaglione Azov che venivano trasferiti in quella baracca, e dopo 2-3 giorni c’è stata l’esplosione. Io credo che abbiano messo degli esplosivi per incolpare gli ucraini”. Sviatoslav resterà in mano ai russi fino al 21 settembre, giorno della sua liberazione. Un lieto fine che in tanti aspettano ancora da quei giorni ad Azovstal: dei circa 2.500 difensori dell’acciaieria, solo 500 sono tornati a casa. “Le forze d’intelligence si occupano dello scambio di prigionieri, io mi fido di loro, stanno facendo tutto il possibile ma i russi cercano di ostacolare gli scambi di prigionieri di Azovstal, non è facile inserirli nelle liste”, dice Sviatoslav. Da quel settembre, per il poliziotto è iniziato il periodo di riabilitazione che lo ha riportato in vita: durante la prigionia, aveva perso 30 chili. Nonostante il dramma vissuto, il suo desiderio era di ritornare a combattere il prima possibile. E’ stato esaudito quasi due mesi dopo, quando il 15 dicembre 2022 è stato reintegrato nelle forze ucraine. “Ora mi unirò a una delle brigate della controffensiva, sarò comandante di una delle unità, ci stiamo preparando a partire in qualunque momento”, racconta. “Vorrei essere parte delle forze che libererà Mariupol. Ma questo dipenderà dagli ordini. In ogni caso, io credo nella controffensiva, e non ho dubbi che riusciremo a liberare i nostri territori, Mariupol e anche Donetsk: il mio sogno è vedere sventolare lì la bandiera ucraina.
Sono nato a Torino, il 19 Febbraio 1968. Ho alle spalle un'educazione direi Umanistica di base, avendo frequentato il Liceo Classico Valsalice e Lingue e Lettere Moderne all'Università. Grande passione per tutto ciò che è una tastiera, dal pianoforte o simili, ai PC, di cui peraltro amo anche il touch. Inoltre, un'altra mia grande passione, è lo sport e mi ha molto coinvolto, siccome ho lavorato molto su di me negli anni, passando attraverso varie fasi, nelle quali sono ingrassato moltissimo e poi sono diventato assai magro, dunque, siccome più volte ho dovuto intervenire su di me, ho voluto approfondire questo discorso ed ho conseguito il Master CFT come Personal Fitness Trainer presso Issa Italia. La voglia e l'interesse ad approfondire tante tematiche e la curiosità olistica, alle volte giocano brutti scherzi, perchè si rischia di iniziare tutto e concretamente di non riuscire a concludere nulla. Bisogna in teoria scegliere cosa fare da grande, il fatto è che io sono già ben cresciuto ed ora mi sento assai coinvolto dall'ambito tecnologico e dunque spero, soprattutto, di essere un intermediario tra i vedenti, diciamo, o comunque tra tutti e proprio chi è non vedente come me, sia per mostrare quante cose si possono fare in autonomia, sia per avvicinare (e qui mi appello a sviluppatori, amanti di softwares etc...) la facilità e l'accesso all'uso completo della tecnologia anche da parte degli stessi non vedenti, che comunque si devono spesso scontrare con grafici, pagine poco accessibili e continui escamotage, per fare cose che, con il famoso click, in teoria si risolvono subito e questo poi non è sempre vero; in sostanza lo scopo o l'idea sono quelli di avvicinare i vedenti, sviluppatori di apps e siti, a renderle più accessibili, metendo dunque a disposizione la mia conoscenza delle Tecnologie Assistive (Assistive Tecnologies) di cui mi ritengo un buon conoscitore. Non parliamo poi delle Apps Mobili ed anche di quel mondo, davvero meraviglioso ed il cui approccio per me è stato direi facile, ma mi rendo conto che non è così per tutti. Quindi, spero, nel tempo, di mettere a disposizione la mia modestissima ed umile e piccola esperienza, mantenendo vivo ogni nuovo possibile fronte di apprendimento e confronto e conoscenza, tutti utili e sempre necessari, non si smette mai di imparare e neanche di confrontarsi. Dunque, spero di avervi con me, sempre più numerosi, lungo questo nuovo cammino! Inoltre, siccome la tecnologia non è soltanto procedure, tutorials su come usare un sistema operativo o su come riparare PC, ma offre anche molti strumenti di consultazione, visione, ascolto, cercherò di condividere con voi le mie impressioni e quindi files, contenuti multimediali o altro, non avranno soltanto attinenza tecnologica, ma qualcosa a che fare con la rete l'avranno. Anzi, sono benvenuticommenti, suggerimenti e proposte. Con il trascorrere del tempo, il sito ha preso la direzione informativa. Pur essendo da solo a gestire tutta questa mole di notizie, prometto di dare sempre il massimo per fornire tutte le notizie il più possibile aggiornate in tempo reale, relative a tantissime categorie: Mondo, Cronaca, Economia, Politica, Tecnologia, Scienza, Medicina, Spettacoli, Cinema, Musica, Cultura, Calcio e sport, Regione Piemonte, tutto, ma proprio tutto, sulla Juventus e molto, molto altro. Grazie a tutti!
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