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Caso Orlandi, sit-in davanti a Castel Sant'Angelo per i 40 anni dalla scomparsa di Emanuela

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Ultimo aggiornamento 25 Giugno, 2023, 11:35:12 di Maurizio Barra

Sit-in davanti a Castel Sant’Angelo a Roma per ricordare i 40 anni dalla scomparsa di Emanuela Orlandi, la ragazza – cittadina vaticana – di cui non si hanno più notizie dal giugno del 1983. Alcune centinaia di persone si sono radunate con il fratello, Pietro Orlandi, per dar vita a un presidio che intende raggiungere Piazza San Pietro durante l’Angelus. “Io mi aspetto un passo avanti e due parole di speranza di Papa Francesco durante l’Angelus e che dica che assieme a noi si augura di arrivare alla verità – spiega Orlandi -. Se così non fosse mi dispiacerebbe, perché due parole del Papa le vedo come una cosa positiva. Il fatto di negare per l’ennesima volta e non nominare Emanuela Orlandi sarebbe triste, perché non parliamo di un criminale, ma di una persona che aspetta giustizia e quello è l’unico mio obiettivo”. 

Molti i cartelli con la foto della quindicenne sorridente con la fascetta a reggere i capelli e la scritta “Verità per Emanuela Orlandi”, portati dalle persone che hanno risposto all’invito della famiglia. “Ora confidiamo sulla commissione parlamentare, che però ha subito un rallentamento. Sarebbe triste se fosse dettato dalle mie parole su Giovanni Paolo II. L’inchiesta è su Emanuela Orlandi e Mirella Gregori e adesso che vuol dire se il fratello dice delle cose poco gradite? Fermano un’inchiesta per il fratello, mi sembrerebbe una motivazione assurda”, spiega Pietro Orlandi.

“C’è una ragazza che viene da Londra, un sacerdote che viene dalla Romania, un’altra persona dalla Germania. Sono le cose che mi emozionano e mi danno la forza di andare avanti. Mi auguro che Papa Francesco, a differenza di Ratzinger, possa dire due parole di speranza. Me lo auguro e ho la sensazione che lo farà. Perchè, anche se in ritardo, ha aperto per la prima volta un’inchiesta, cosa abbastanza rara. Un’inchiesta sul rapimento di Emanuela. Evidentemente vuole fare chiarezza. E non ci sarebbe niente di male, anzi sarebbe positivo, se lui oggi ricordasse i quarant’anni della scomparsa – anzi, del rapimento, perché anche loro lo chiamano rapimento” continua il fratello Pietro.

E sempre a proposito dell’iter della commissione parlamentare di inchiesta afferma: ”Mi auguro non ci sia un ennesimo rinvio. Martedì dovrebbero votare gli emendamenti, e in tal caso tornerà tutto alla Camera, oppure votare il testo mandandolo in aula al Senato”. 

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