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Emergono altri corpi nella foresta, le vittime della "setta del digiuno" sono ormai oltre 400

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Ultimo aggiornamento 18 Luglio, 2023, 01:50:32 di Maurizio Barra

Le vittime della cosiddetta “setta del digiuno” in Kenya hanno superato quota 400, dopo che oggi la polizia ha riesumato altri dodici corpi di seguaci da fosse comuni nella foresta di Shakaola, nell’entroterra costiero del paese.

Lo ha reso noto il comandante regionale della polizia, Rhoda Onyancha, dichiarando al sito Citizen Digital che sono in tutto 403 i morti e 95 le persone trovate ancora vive nel terreno in cui il predicatore Paul Mackenzie aveva radunato i suoi fedeli, invitandoli alla preghiera e all’astinenza dal cibo per “poter incontrare Gesù in paradiso”.

 

Mackenzie è in carcere dallo scorso aprile insieme ad altre 36 persone, con l’accusa di istigazione al suicidio, ma si indaga anche sulla responsabilità diretta in alcune morti, dato che i risultati di alcune autopsie sui corpi hanno rivelato segni di soffocamento e strangolamento. Il predicatore si proclama innocente: “Non so cosa ci faccio dietro le sbarre, sento che è un’ingiustizia, ma sono certo che il Signore, che servo e di cui mi fido, mi aiuterà”.

Paul Mackenzie, 50 anni, è accusato di aver indotto i suoi fedeli a morire di inedia, dopo averli privati dei loro beni reuters

Paul Mackenzie, 50 anni, è accusato di aver indotto i suoi fedeli a morire di inedia, dopo averli privati dei loro beni

Il caso ha sollevato molta polemica in Kenya sull’atteggiamento e il ruolo delle autorità. Il motivo principale è per via del fatto che Mackenzie Nthenge non era sconosciuto alle forze dell’ordine, ma era già stato arrestato nel 2017 per indottrinamento. Nello specifico, aveva esortato molti bambini a non andare a scuola, dicendo loro che l’educazione non è riconosciuta nella Bibbia. All’epoca, fu accusato di “radicalizzazione” e di gestione di una scuola non registrata. È stato nuovamente arrestato il marzo scorso, sempre con l’accusa di indottrinamento, dopo che avrebbe convinto due genitori a lasciare morire di fame i loro figli per poi seppellirli. Imprigionato, fu rilasciato dietro cauzione di 670 euro.

Le operazioni di esumazione proseguiranno domani.

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