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Birmania: la leader Suu Kyi è stata graziata parzialmente

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Ultimo aggiornamento 1 Agosto, 2023, 17:33:06 di Maurizio Barra

La leader birmana Aung San Suu Kyi, in carcere da quando è stata estromessa con un colpo di Stato militare nel 2021, è stata graziata in modo parziale nell’ambito di un’amnistia della giunta di oltre 7.000 prigionieri in occasione della Quaresima buddista: la sua pena detentiva è stata ridotta di sei anni.

    “Il presidente del Consiglio di Amministrazione dello Stato perdona Daw Aung San Suu Kyi, condannata dai tribunali competenti”, riferiscono i media.

La leader birmana era stata condannata a 33 anni di carcere per una serie di accuse tra cui corruzione, possesso di walkie-talkie illegali e mancato rispetto delle restrizioni anti Covid. La grazia riguarda cinque delle 19 condanne a suo carico. La sua pena è stata ridotta così a 27 anni di reclusione.
    Suu Kyi non è mai stata vista dal grande pubblico da quando è stata arrestata dopo il colpo di Stato dell’1 febbraio 2021: la sua immagine è apparsa solo in alcune foto di bassa qualità scattate dai media statali in un’aula di tribunale a Naypyidaw, la capitale costruita nella giungla dall’esercito. Il colpo di Stato ha fatto sprofondare il Paese del Sud-Est asiatico in un conflitto che, secondo le Nazioni Unite, ha causato più di un milione di sfollati. La scorsa settimana la premio Nobel è stata trasferita dalla sua cella in un edificio governativo, secondo quanto dichiarato da un rappresentante del suo Partito. La Birmania concede spesso l’amnistia a migliaia di prigionieri per commemorare le feste buddiste.

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