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Agcom, la sfida con l’IA è sul pluralismo e i diritti

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 27 Settembre, 2023, 12:04:28 di Maurizio Barra

L’intelligenza artificiale “è
destinata a trasformare in modo sempre più profondo il mondo
dell’informazione e l’industria creativa”. Nel settore
audiovisivo “gli algoritmi comportano una serie di rischi e
opportunità. La nuova regolamentazione dell’Ai richiederà alle
autorità competenti un delicato ruolo di composizione degli
interessi in gioco. Il problema è adattare la tutela autoriale
alle opere dell’ingegno non umano o non del tutto umano, in
quanto creazione originale prodotta dalle macchine”. Lo dice il
presidente di Agcom Giacomo Lasorella all’evento congiunto
Agcom/Iic “Pluralismo e diritto d’autore al tempo
dell’intelligenza artificiale” in corso a Roma.

Al centro dell’incontro, il tema dell’intelligenza
artificiale generativa, che promette di aprire nuovi orizzonti
alla creatività umana e al contempo nuovi mercati ai titolari
dei diritti. Una sfida a confronto con temi come copyright,
brevetti, marchi e diritti di pubblicità. Il tutto in un
contesto nel quale l’Ue, a partire dal Digital Services Act,
tenta di offrire un quadro comune condiviso in un contesto
sempre più complesso e difficile da armonizzare. E’ necessario
“valutare caso per caso il livello dell’elemento umano e di
autonomia dell’IA nel generare il risultato – osserva Lasorella
– capire se si è in presenza di ‘Ai assisted output’ o ‘Ai
generated output'”. C’è inoltre il problema “di quali siano i
soggetti a cui riconoscere diritti o imputare responsabilità”.

Il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega
all’informazione e all’editoria Alberto Barachini pone sotto
l’obiettivo “le conseguenze che l’intelligenza artificiale avrà
nel mondo dell’informazione, dell’editoria, del lavoro
giornalistico”. Il tema “della creatività, della responsabilità
e dell’etica restano centrali. Per questo “ho annunciato un
tavolo che partirà intorno a fine mese”.

Il tema dell’Ia tocca diritti e libertà degli individui, la
nostra forma di Stato – sottolinea Ginevra Cerrina Feroni vice
presidente del Garante per la protezione dei dati personali- . I
fondamenti della nostra democrazia. Perché si tocca l’opinione
politica, il pluralismo delle idee, la sovranità”.

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