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'Vai Liscio', maratona musicale a sostegno candidatura Unesco

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 3 Ottobre, 2023, 19:53:08 di Maurizio Barra

Una maratona di concerti in tutta
l’Emilia-Romagna, dal Piacentino al Riminese per promuovere –
tra balere e teatri – uno dei balli più amati e popolari e
sostenerne la candidatura a patrimonio immateriale dell’Unesco.
Il progetto, ribattezzato ‘Vai liscio’, andrà in scena dal 6
ottobre, nell’ambito del Mei 2023, il Meeting delle Etichette
Indipendenti in cartellone a Faenza, per concludersi al Teatro
Petrella di Longiano con una tre giorni, dal 2 al 4 di febbraio
ribattezzata ‘Tutti in Pista – Petrella Dancing’.

   
Tra gli eventi più attesi quello del 5 novembre al Teatro del
Popolo di Concordia nel Modenese – lesionato nel sisma del 2012
e da poco riaperto dopo i lavori di ristrutturazione – con Mirko
Casadei, figlio del re del ‘Re del Liscio’, Raoul e la sua
Popular Folk Orchestra che dialogherà con il trombettista e
maestro del jazz, Paolo Fresu. Di rilievo anche le serate con
gli Extraliscio e l’Orchestra Senzaspine e spazio alle balere e
alle scuole di ballo con la rassegna ‘Santa Balera’, dieci
appuntamenti dedicati alla generazione Z del Liscio.
La rassegna – promossa dalla Regione Emilia-Romagna, con il
sostegno di Rekeep, e coordinato da Ater Fondazione – si
chiuderà con tre giornate al Teatro Petrella di Longiano, nel
Riminese, tra concerti, esibizioni di ballo e lezioni aperte a
tutti con la platea del teatro liberata dalle sedie per dare
vita a un vero e proprio dancing: in campo tra gli altri Moreno
il Biondo e Omar Pedrini, ex leader dei ‘Timoria’.

   
“La candidatura del Liscio alla Lista Unesco del Patrimonio
culturale immateriale dell’Umanità sta già dando i suoi frutti –
commenta l’assessore regionale alla Cultura, Mauro Felicori- con
festival e concerti in tutta la regione. Abbiamo fiducia che la
candidatura del Liscio affiancherà e porterà bene alla sfida
lanciata da Rimini per essere nominata Capitale italiana della
cultura 2026, con un progetto in cui il Popolare si fonde con la
cultura cosiddetta Alta e che unisce la città dei Malatesta con
tutti i comuni alluvionati della Romagna, con lo spirito di chi
cerca una riscossa proprio a partire dalla promozione
culturale”.

   

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