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Laurea ad honorem a scrittrice Maria E.Neto, figura eroica dell'Africa

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Ultimo aggiornamento 7 Ottobre, 2023, 01:23:53 di Maurizio Barra

“Solo la cultura e la civiltà ci aiuteranno ad avere una pace duratura e profonda, con radici umane e morali. Abbiamo urgentemente bisogno di lottare per ottenere più amore, giustizia e felicità nel mondo. La cultura e la civiltà sostituiranno le armi e l’intolleranza”. A dirlo è Maria Eugénia Neto, celebre scrittrice e poetessa angolana, nella Lectio Magistralis pronunciata nel ricevere la Laurea Honoris Causa che le è stata conferita dall’Università degli Studi Internazionali di Roma-Unint. La scrittrice è la vedova di Agostinho Neto, medico, poeta, scrittore, che fu il primo presidente della Repubblica d’Angola e che guidò la rivoluzione contro il secolare dominio portoghese. La moglie gli fu vicino durante la prigionia, l’esilio e la lotta di liberazione che combatté con lui, e il riconoscimento accademico che le è stato concesso cade nell’anno centenario della nascita di Agostinho Neto: in tutto il mondo ci sono state manifestazioni per ricordarlo, a Roma è stato recentemente posto, su iniziativa dell’Unint e in collaborazione con l’ambasciata d’Angola e l’VIII Municipio di Roma, un suo busto di bronzo in Largo Beato Placido Riccardi. La cerimonia si è svolta nell’Aula Magna dell’ateneo, che inaugurava il suo nuovo anno accademico. “L’Italia è stato il primo Paese dell’Europa occidentale a riconoscere l’indipendenza dell’Angola il 18 febbraio 1976”, ha detto Maria Eugénia Neto, che ha anche voluto ricordare uno degli eventi più significativi – per quanto poco noto – della storia di liberazione dei paesi del Terzo Mondo. Si tratta del sorprendente incontro tra Paolo VI e tre leader rivoluzionari, tra loro Agostinho Neto, che in quel momento stavano lottando contro la dominazione portoghese. Quell’udienza in Vaticano causò all’epoca un serio incidente diplomatico tra Santa Sede e Portogallo. In Angola è ricordata con gratitudine nei libri di storia. “Tra i nostri due paesi c’è una lunga storia di amicizia, e questa Laurea Honoris Causa come la posa del busto dedicato a mio marito prolungano e rinnovano altri fatti storici” ha detto Maria Eugénia Neto “come quando, per la prima volta, un Papa ha ricevuto rappresentanti di movimenti nazionalisti in guerra con il Portogallo colonizzatore. Era il 1 luglio 1970, e Agostinho Neto, Marcelino dos Santos e Amílcar Cabral furono ricevuti in udienza privata da Papa Paolo VI, in riconoscimento dei diritti alla dignità e all’autodeterminazione dei popoli africani che i tre leader rivoluzionari rappresentavano, rispettivamente in Angola, in Mozambico, in Guinea Bissau e Capo Verde, in un momento nel quale questi popoli vivevano sotto il giogo coloniale del regime fascista portoghese”. Nella Laudatio, la rettrice dell’Università, Mariagrazia Russo, ha ricordato che Maria Eugénia Neto “per tutta la vita ha dimostrato la capacità di saper lottare, una lotta condivisa con il marito Agostinho Neto, primo presidente della Repubblica Popolare di Angola, che per difendere l’autodeterminazione del suo Paese ha subito torture, carcere, esilio. Maria Eugénia lo ha accompagnato sempre, sostenendolo e facendo sì che il mondo si interessasse al suo caso, diffondendo all’estero le poesie del marito e dando eco alla voce di un uomo in prigione che rischiava la vita per difendere i diritti di un popolo”.

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