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Tajani a sud di Israele "Sono sicuro che la reazione israeliana sarà proporzionata"

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Ultimo aggiornamento 13 Ottobre, 2023, 14:34:40 di Maurizio Barra

Il ministro degli Esteri e vicepremier Antonio Tajani è arrivato in Israele nell’ambito delle iniziative per evitare un’escalation della guerra, scatenata dall’attacco terroristico di Hamas allo Stato ebraico il 7 ottobre scorso. “Stiamo lavorando alla liberazione degli ostaggi, anche per gli italiani che sono qui”, lo dice da Netivot città a Sud di Israele vicino alla Striscia di Gaza il vicepremier Tajani, arrivato stamane dove c’è molta preoccupazione per un’imminente rappresaglia israeliana di terra. “Siamo qui per dare la nostra solidarietà a Israele, sperando che si possa avere la pace. Israele ha il diritto di difendersi ma sono sicuro che la reazione di Israele sarà proporzionata, farà di tutto per colpire solo Hamas e non i civili”.

All’ambasciata italiana a Tel Aviv – scrive la Farnesina – il ministro degli Esteri incontrerà i parenti dei tre cittadini italo-israeliani scomparsi che si ritiene siano stati presi in ostaggio da Hamas. “Siamo preoccupati per gli italiani. Sono quasi tutti rientrati ma ce ne sono una decina che sono nella Striscia di Gaza e che ci risulta stiano andando verso sud”, ha riferito Tajani. “Abbiamo ricevuto l’appello da parte di tanti cristiani che sono nelle chiese della Striscia di Gaza e ho parlato di questo con il cardinale Pizzaballa”, ha aggiunto.

“Ci auguriamo che non ci siano iniziative da parte di Hezbollah. In Libano ci sono i soldati italiani della missione delle Nazioni Unite Unifil – ha spiegato Tajani – il nostro appello è quello di non avviare una nuova stagione che possa incendiare il Medio Oriente. Stiamo parlando con tutti i Paesi arabi che hanno un dialogo con Israele perché possano intercedere per la liberazione degli ostaggi. Dobbiamo lavorare per la pace”. 

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