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Appello del Papa contro la guerra: 'E' sempre una sconfitta, fermatevi'

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Ultimo aggiornamento 22 Ottobre, 2023, 13:19:39 di Maurizio Barra

“La guerra e sempre una sconfitta”, “fratelli fermatevi!”. Lo ha detto il Papa all’Angelus parlando della guerra in Israele e Palestina e di tutte le altre guerre. Francesco ha ricordato la giornata di digiuno, di preghiera e di penitenza di venerdì 27 ottobre: “un’ora di preghiera per implorare la pace nel mondo”. I cristiani debbono vivere la realtà in cui vivono dando il loro contributo di “cittadini responsabili”, per esempio “pagando onestamente le tasse”. Lo ha detto il Papa all’Angelus commentando il Vangelo di oggi.

    “Gesù – ha proseguito – vuole aiutarci a collocare Cesare e Dio ciascuno nella sua importanza. A Cesare, cioè alla politica, alle istituzioni civili, ai processi sociali ed economici, appartiene la cura dell’ordine terreno; e noi, che in questa realtà siamo immersi, dobbiamo restituire alla società quanto ci offre attraverso il nostro contributo di cittadini responsabili, avendo attenzione a quanto ci viene affidato, promuovendo il diritto e la giustizia nel mondo del lavoro, pagando onestamente le tasse, impegnandoci per il bene comune, e così via”.
    “Allo stesso tempo, però, Gesù afferma la realtà fondamentale: che a Dio appartiene l’uomo, tutto l’uomo e ogni essere umano. Ciò significa che noi non apparteniamo a nessuna realtà terrena, a nessun Cesare di turno. Siamo del Signore e non dobbiamo essere schiavi di nessun potere mondano”, ha sottolineato il Papa. “Oggi più che mai l’umanità, ferita da tante ingiustizie, divisioni e guerre, ha bisogno della Buona Notizia della pace e della salvezza in Cristo”. Poi Francesco aggiunge: “Esprimo la mia vicinanza in Cristo a tutti i missionari e le missionarie nel mondo, in particolare a coloro che attraversano un momento difficile: il Signore risorto, carissimi, è sempre con voi e vede la vostra generosità e i vostri sacrifici”. La fede deve avere a che fare anche con la politica e le sfide sociali ed è “schizofrenia” pensare il contrario. Lo ha detto il Papa all’Angelus commentando il passo del Vangelo di oggi nel quale Gesù dice: “Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio”.

“Queste parole di Gesù – ha commentato – sono diventate di uso comune, ma a volte sono state utilizzate in modo sbagliato, o almeno riduttivo, per parlare dei rapporti tra Chiesa e Stato, tra cristiani e politica; spesso vengono intese come se Gesù volesse separare Cesare e Dio, cioè la realtà terrena e quella spirituale. A volte anche noi pensiamo così: una cosa è la fede con le sue pratiche e un’altra cosa la vita di tutti i giorni”. Per Papa Francesco questa invece “è una schizofrenia, come se la fede non avesse nulla a che fare con la vita concreta, con le sfide della società, con la giustizia sociale, con la politica e così via”. I cristiani debbono vivere la realtà in cui vivono dando il loro contributo di “cittadini responsabili”, per esempio “pagando onestamente le tasse. Gesù vuole aiutarci a collocare Cesare e Dio ciascuno nella sua importanza. A Cesare, cioè alla politica, alle istituzioni civili, ai processi sociali ed economici, appartiene la cura dell’ordine terreno; e noi, che in questa realtà siamo immersi, dobbiamo restituire alla società – ha indicato Papa Francesco – quanto ci offre attraverso il nostro contributo di cittadini responsabili, avendo attenzione a quanto ci viene affidato, promuovendo il diritto e la giustizia nel mondo del lavoro, pagando onestamente le tasse, impegnandoci per il bene comune, e così via”. “Allo stesso tempo, però, Gesù afferma la realtà fondamentale: che a Dio appartiene l’uomo, tutto l’uomo e ogni essere umano. Ciò significa che noi non apparteniamo a nessuna realtà terrena, a nessun Cesare di turno. Siamo del Signore e non dobbiamo essere schiavi di nessun potere mondano”, ha sottolineato il Papa.

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