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Operazione Scico-Sisco a Genova, sei misure cautelari

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Ultimo aggiornamento 27 Ottobre, 2023, 13:03:34 di Maurizio Barra

I militari del comando provinciale di Genova e dello Scico della Guardia di Finanza e personale della Squadra Mobile e del Sisco della Polizia di Stato hanno eseguito un’ordinanza di applicazione della misura della custodia cautelare emessa dal gip presso il Tribunale di Genova su richiesta della Direzione distrettuale antimafia e antiterrorismo, nei confronti di sei persone di origine campana domiciliate a Genova, sottoposte a indagini perché sospettate di trasferimento fraudolento di valori originariamente contestato con l’aggravante di aver voluto agevolare la camorra. Gli indagati sono accusati di aver rilevato un esercizio commerciale a Pegli, e di averlo intestato a prestanome per nasconderne la riconducibilità al reale proprietario, residente a Napoli e in carcere per traffico di sostanze stupefacenti. L’uomo era stato arrestato a Genova nel 2019, nel corso di un’operazione antidroga condotta dalla Procura della Repubblica di Napoli perché facente parte di una rete di narcotrafficanti con base nel capoluogo campano.

   L’operazione della finanza e della polizia, coordinata dal pm Federico Manotti della Dda genovese, ha portato alla notifica in carcere in carcere per Angelo Russo, ai domiciliari Francesco Cinquegranella, Mario Russo e Antonio Noveletti e all’obbligo di firma Liberato Soriente e Antonietta Russo, sorella di Angelo. Il bar Libeccio è stato sequestrato ma l’attività proseguirà sotto la gestione di un amministratore giudiziario. Secondo l’accusa, il bar era stato intestato fittiziamente a prestanome per non fare scoprire che il reale proprietario era Angelo Russo, originario del rione Traiano a Napoli, attualmente detenuto, condannato dalla Corte d’Appello di Napoli nel 2011 per traffico di droga e arrestato a Genova nel 2019, nel corso di un’operazione antidroga della Procura della Repubblica di Napoli, perché parte di una rete di narcotrafficanti con base nel capoluogo campano. È inoltre emerso che Russo ha acquisito la titolarità di fatto del “Libeccio” attraverso l’intestazione di comodo a Liberato Soriente, originario di Torre Annunziata, ma da tempo residente a Genova dove ha sempre svolto l’attività di barista. Russo avrebbe usato soldi di dubbia provenienza per gestire il locale provvedendo anche alla ristrutturazione dopo un incendio doloso nel 2016. Ad aiutare il padre anche il figlio Mario arrivato appositamente da Napoli, e rimasto recentemente ferito in un agguato nel Rione Traiano. Tra gli altri coinvolti Francesco Cinquegranella, figlio di un esponente di spicco della camorra, latitante dal 2002, Antonio Noveletti e una sorella dello stesso Angelo Russo, Antonietta.
   

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