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Regionali '24: i Progressisti rilanciano su 'mini primarie'

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Ultimo aggiornamento 27 Ottobre, 2023, 15:48:40 di Maurizio Barra

Una sorta di ‘mini primarie’, in presenza e online, per la scelta del candidato della coalizione di centrosinistra in vista delle prossime regionali, un sondaggio su una ristretta rosa di nomi, alcuni già in campo: Graziano Milia, Renato Soru e Alessandra Todde. Mentre il Pd attende di riunire la direzione, martedì 31 ottobre a Oristano, i Progressisti sparigliano le carte e tornano sull’idea della consultazione popolare “dei cittadini elettori per scegliere tra queste personalità e su altre, istituendo postazioni consultive, articolate per territori, almeno in ogni comune superiore a 15mila abitanti e con più postazioni nei grandi comuni capoluogo”, scrivono in una nota-appello. Tutto, integrato con una procedura online trasparente ed efficiente, ipotizzano, strizzando l’occhio al M5s che da sempre usa Internet per le sue scelte.

I Progressisti incalzano: “Non serve perdere tempo, facendo finta di non vedere l’evoluzione del dibattito politico in Sardegna – scrivono nella nota -, appare inutile tergiversare, anzi dannoso”. Francesco Agus, Massimo Zedda e i colleghi pendono atto “dell’impegno per la Sardegna di tre autorevolissime personalità politiche che hanno cominciato a mobilitare i cittadini: Graziano Milia, Renato Soru e Alessandra Todde”. “Nonostante l’unica personalità dichiaratamente disponibile ad affrontare la campagna elettorale a oggi sia quella di Renato Soru – puntualizzano riguardo alle dichiarazioni di intenti ribadite più volte dall’ex governatore -, ritentiamo che non si possa fare più finta che non esistano anche altre possibili candidature a presidente della Regione”.

“Nonostante la nostra posizione chiara a favore delle primarie – sottolineano -, altri hanno escluso di ricorrere a questo strumento democratico. Si proceda, allora, con un’ampia consultazione dei cittadini elettori”. Si muovono così i Progressisti, evitando di esplicitare le contraddizioni interne ai Democratici e ammiccando ai metodi cari al M5s, e arrivano alla conclusione che “la scelta non può essere limitata ai gruppi dirigenti dei movimenti e dei partiti della coalizione, ma deve vedere coinvolto direttamente il popolo sardo, perché la scelta è importante, decisiva per il destino dei sardi e della Sardegna”. 
   

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