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Custode palazzo storico arrestato, 'truffe anche in hotel'

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 16 Novembre, 2023, 18:17:07 di Maurizio Barra

Interrogato dopo l’arresto a metà
ottobre aveva raccontato che, dopo quei “due anni da cretino” di
truffe in serie, prima di finire in carcere stava lavorando
“regolarmente” come fattorino in un albergo sul lago d’Orta.

   
Successive indagini della Procura di Milano, però, avrebbero
accertato che Mario Frigerio, ex portiere dello storico palazzo
Casa della Fontana in centro a Milano, il quale aveva tentato di
vendere, all’insaputa dei proprietari, due immobili all’interno
dello stabile, avrebbe anche raggirato almeno un giovane barista
dell’hotel, facendogli credere che gli avrebbe trovato “un
lavoro a Manhattan” e intascando da lui oltre 400 euro.

   
Con le presunte truffe su un appartamento e un box
dell’edificio di pregio in zona Porta Venezia, dove aveva
vissuto anche lo scrittore e giornalista Dino Buzzati, il
60enne, che da anni lavorava lì come custode, aveva incassato,
come emerso un mese fa, più di 180mila euro dai potenziali
acquirenti, ai quali diceva di essere stato delegato dai padroni
di casa per la compravendita. Quasi una ventina le vittime in
tutto, tra ristoratori, manager, professionisti e giornalisti,
del maxi raggiro, portato avanti sempre con lo stesso schema
incassando caparre e intermediazioni, come risulta dall’avviso
di conclusione delle indagini della Polizia e del pool guidato
dall’aggiunto Eugenio Fusco.

   
Inchiesta da cui, però, è venuto a galla, dopo l’ordinanza di
custodia in carcere firmata dal gip Guido Salvini, che Frigerio
(i soldi delle truffe se li sarebbe giocati in parte al casinò,
come da lui messo a verbale) anche dopo essere stato licenziato
dal condominio avrebbe truffato altre persone sul nuovo luogo di
lavoro. Tra luglio e agosto scorso, ha spiegato un barista
dell’hotel in Piemonte, “iniziava a proporre a me e ad altri
colleghi la prospettiva di una carriera in America”, a
Manhattan, dove “a suo dire era in costruzione un hotel”.

   
Da quel giovane, stando alla 21esima imputazione a suo
carico, avrebbe incassato 430 euro per “una ‘assicurazione
medica'” che, come gli aveva raccontato, era “necessaria per
l’assunzione e l’ingresso negli Usa”. Per ora solo il barista ha
depositato denuncia.

   

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