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Meloni: 'No di Schlein ad Atreju? Era meglio Bertinotti'

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Ultimo aggiornamento 18 Novembre, 2023, 01:24:30 di Maurizio Barra

Contro il governo, lo sciopero e le piazze di Cgil e Uil. E poi le battaglie in Parlamento delle opposizioni, sul salario minimo e sul Bilancio: la prima condotta in sintonia, la seconda insomma. Martedì scade il termine per gli emendamenti alla Finanziaria: il Pd ha già annunciato una contromanovra e anche il M5s è al lavoro su un pacchetto di misure da contrapporre a quelle del centrodestra.
E resta sul tavolo lo scontro sul salario minimo. Che ha fatto irruzione anche nel botta e risposta fra la presidente del consiglio Giorgia Meloni ed Elly Schlein: oggetto, il no della segretaria Pd all’invito informale a partecipare alla festa di FdI: Atreju. “Un tempo Fausto Bertinotti non aveva timore a presentarsi e a dialogare, con l’orgoglio della diversità delle posizioni – ha commentato la premier – Prendo atto che le cose sono cambiate. Io mi sono sempre presentata quando sono stata invitata. Sarebbe la prima volta, una delle pochissime volte che qualcuno dice di no, ma non mi sento di giudicare, la manifestazione si svolge lo stesso, supereremo”.

E’ circolata anche la voce di un possibile invito al leader della Cgil Maurizio Landini ma, col passare delle ore, l’ipotesi ha perso vigore. Schlein ha comunque rispedito la palla nell’altro campo: “Dopo mesi di rinvii, Meloni vuole sfilare definitivamente al Parlamento la discussione sul salario minimo.
È lì che vi aspettiamo per confrontarci e votarlo, se ne avete il coraggio”.
Il salario minimo mette in scena la guerra fra le opposizioni, con la richiesta unitaria di una paga oraria non inferiore ai 9 euro, e la maggioranza, che vuol spostare la partita dal Parlamento al governo, affidando all’Esecutivo l’incarico di definire una norma sulla “equa retribuzione” che rafforzi la contrattazione collettiva. “Faremo un’opposizione durissima, usando tutti gli strumenti a nostra disposizione – ha annunciato il capogruppo del Pd in commissione Lavoro, Arturo Scotto – C’è stato un rovesciamento del tavolo: una legge di iniziativa parlamentare scritta dalle opposizioni diventa uno strumento nelle mani dell’esecutivo”. E anche Conte ha avuto parole durissime: “Il governo umilia il Parlamento e affossa l’obiettivo di dare dignità al lavoro”.

Video Schlein non partecipera’ ad Atreju, Meloni: ‘Lo supereremo’

 

Sulla manovra, invece, la sintonia è da trovare. La proposta di un coordinamento delle opposizioni ancora non è decollata. Pd e M5s non procedono insieme. Schlein e Conte hanno annunciato che presenteranno delle finanziarie alternative a quelle della destra. Ognuno farà proprie proposte, cercando dopo le convergenze su scuola, ambiente, lavoro. Mentre sulla sanità, le forze di minoranza hanno da tempo aperto un tavolo: il lavoro su emendamenti concordati dovrebbe chiudersi a breve.
I rapporti fra i componenti del campo largo e delle realtà che si oppongono al governo restano comunque complessi. Nelle piazze, con Cgil e Uil c’erano esponenti del M5s e delegazioni del Pd, ma non c’era Conte e non c’era Schlein. Mentre a Roma, con Landini si sono fatti vedere il co-portavoce dei Verdi, Angelo Bonelli, e il segretario di Sinistra italiana, Nicola Fratoianni. Che, con garbo, hanno rilevato le assenze: “La piazza era bellissima. E noi di Alleanza Verdi-Sinistra c’eravamo”. 

 

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