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'Germania e Italia collaborino, l'Europa sia unita'

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Ultimo aggiornamento 23 Novembre, 2023, 11:29:18 di Maurizio Barra

Fiducia su “un compromesso” tra i Paesi europei sul patto di stabilità e sul fatto che Italia e Germania “collaborino per trovare soluzioni sui problemi di bilancio”. L’appello affinché la Ue sia animata da “uno spirito di squadra” senza il quale è destinata ad essere risucchiata nella competizione globale. E l’usuale fermezza sui tassi, “vicini” al picco ma su cui non si possono escludere ritocchi in caso di “sussulti” dell’inflazione. Parla per più di un’ora Joachim Nagel, il governatore della Bundesbank, prima intervistato dalla giornalista Maria Latella, poi destinatario delle domande di oltre 450 studenti, nella prima tappa della nuova edizione di Young Factor, progetto di educazione finanziaria promosso dall’Osservatorio giovani editori di Andrea Ceccherini. “L’Europa è forte solo se siamo uniti, anche la Germania che è un grande Paese non basta più, bisogna collaborare: l’Unione Europea deve avere questo spirito di squadra”, è il messaggio che il banchiere centrale ripete a più riprese. “Fuori dall’Europa abbiamo attori molto forti e noi dobbiamo essere molto forti”. Serve compattezza e capacità di trovare soluzione condivise, come ha fatto la Bce in questi 21 mesi di stretta monetaria. Anche perché servono ogni anno tra i 500 e i 700 miliardi di euro per finanziare la transizione energetica e le risorse pubbliche non possono bastare. “Gli investitori mi dicono che l’Unione è troppo eterogena” e investire nell’Unione “costa troppo” rispetto a Regno Unito o Usa. “I Paesi europei devono restare fianco a fianco perché abbiamo di fronte dei problemi molto complicati” ed “è importante che l’Italia e la Germania collaborino per trovare soluzioni sui problemi di bilancio. Credo che la strada sia accidentata ma alla fine una soluzione sarà trovata”, afferma Nagel. Sul patto di stabilità “abbiamo bisogno di regole più trasparenti, non basate sulla discrezione individuale per cui ogni Paese può negoziare individualmente con la Commissione, ci deve essere parità per tutti e regole simili per tutti sul debito pubblico”. Un debito che, rimarca Nagel, tutti devono “ridurre” in modo che le “piazze finanziarie” capiscano che i Paesi europei “hanno politiche fiscali robuste”. Per quanto riguarda i tassi sono “davvero vicini” al picco anche perché “l’inflazione sta scendendo” e “nei prossimi 12-15 mesi raggiungerà il nostro target” del 2%, anche se non si possono escludere “sussulti” legati al costo dell’energia e ai salari. “Non so” se verranno ritoccati ancora ma “quello che è certo è che resteranno lì per un po’ di tempo”.

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