Ultimo aggiornamento 12 Dicembre, 2023, 12:06:38 di Maurizio Barra
Tgcom24
Superbonus, tagliola a fine anno (ma resterà fino al 2025)
È stato il relatore della Manovra e capogruppo di Forza Italia in commissione Bilancio, Dario Damiani, a riaccendere le speranze di chi ha avviato i lavori ma l’anno prossimo vedrà calare l’agevolazione (che rimarrà fino a 2025). “Penso che qualcosa per chiudere qualche stato di avanzamento di cantieri in maniera non onerosa” possa esserci, “vediamo cosa dice il governo”, ha detto Damiani. Toccare il Superbonus è complesso, perché qualunque apertura rischia di coinvolgere risorse che il governo non ha alcuna intenzione di spendere. Ma Forza Italia aveva già tentato di prorogare i termini del 110% per i condomini con emendamenti al dl anticipi, che poi aveva ritirato, e ora ha provato a trovare la soluzione in Manovra.
Si parte dal Senato, ma l’opposizione abbandona di nuovo i lavori
Dopo la seduta infruttuosa di lunedì, la commissione Bilancio del Senato aggiorna l’avvio dell’esame della legge, ma l’opposizione denuncia che il governo “è nel caos” e abbandona di nuovo i lavori. “Ci rifiutiamo – spiega la Dem Beatrice Lorenzin – di fare una discussione generale su cose che devono ancora arrivare: hanno annunciato degli emendamenti che non arrivano, vogliamo sapere se alcuni argomenti saranno assorbiti o meno, il governo ha avuto più di un mese di tempo e ora ci troviamo a pochi giorni dal Natale in questa situazione in cui non abbiamo un quadro chiaro”. Anche lunedì il capogruppo del Pd Francesco Boccia, quello di M5s Stefano Patuanelli e Tino Magni di Avs, lunedì, avevano lasciato i lavori, spiegando che non ci sono le condizioni per avviare alcun esame e chiedendo al ministro dell’Economia Giorgetti di andare in Parlamento. “Non è arrivato l’altro emendamento annunciato dal governo – aveva sottolineato Boccia – e non ci sono i pareri sui nostri, così il governo non è in grado di rispettare i tempi”. “Rischiamo di andare all’esercizio provvisorio”, aveva paventato Patuanelli.
Le rassicurazioni della maggioranza
Intanto, però, la maggioranza prova a placare gli animi confermando che il tesoretto per le modifiche parlamentari resta di 100 milioni, nonostante i fondi drenati alla sicurezza. Il confronto tra governo e Parlamento va avanti intanto sul fronte del fisco.
Fisco e “cervelli in fuga”
Sulla contestata stretta sull’agevolazione fiscale per i cervelli che vogliono rimpatriare, le Camere chiedono al governo di correggere il tiro, allargando di nuovo le maglie. La richiesta arriva con un parere delle commissioni Finanze di Camera e Senato, quindi per sua natura non vincolante ma destinato a riaccendere i riflettori dell’esecutivo su un tema molto sentito sia dalla maggioranza che dall’opposizione. Le commissioni chiedono di mitigare la stretta prevedendo, da esempio, “un regime di maggior favore” per chi si trasferisce in Italia con un figlio minore e per chi fa figli anche “durante il periodo di fruizione”, con un rafforzamento degli aiuti crescenti con il numero di bambini a carico. Per le famiglie si chiede anche di “riesaminare l’istituto del ricongiungimento familiare”, con incentivi all’occupazione “di donne e/o vittime di violenza”.
Vantaggi fiscali agli impatriati che hanno acquistato una casa in Italia
Il Parlamento vorrebbe anche estendere il vantaggio fiscale di tre anni a quegli impatriati che hanno acquistato una casa in Italia entro il 31 dicembre 2023, e chiede di ammettere al regime chi continua a lavorare per lo stesso soggetto o lo stesso gruppo per il quale lavorava prima del trasferimento.
Nel parere di Camera e Senato rispuntano anche i calciatori, cancellati dall’agevolazione con il decreto di ottobre. Ora il Parlamento chiede al governo di rivedere lo stop.
