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Fnsi si mobilita 'contro il bavaglio, Meloni spieghi'

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Ultimo aggiornamento 29 Dicembre, 2023, 01:17:12 di Maurizio Barra

Con una passeggiata “contro ogni
bavaglio” ha preso il via la mobilitazione della Fnsi per la
dignità della professione e per il diritto dei cittadini ad
essere informati. Si è aperta così, con una prima protesta
simbolica, la mobilitazione della Federazione nazionale della
stampa proclamata all’indomani del via libera della Camera dei
deputati all’emendamento presentato da Enrico Costa che vuole
vietare la pubblicazione, integrale o per stralci, delle
ordinanze di custodia cautelare.

   
“L’emendamento Costa è solo l’ultimo atto di un percorso che
vuol far perdere dignità alla nostra professione: dalla riforma
Cartabia alla stretta sulle intercettazioni alla riforma della
diffamazione in discussione in Senato è lampante la volontà di
restringere il perimetro del diritto-dovere di informare”, ha
detto Alessandra Costante, segretaria generale della
Federazione, nel corso della riunione di Giunta esecutiva che ha
preceduto il flash mob.

   
L’iniziativa era stata organizzata in concomitanza con la
conferenza stampa di fine anno della premier Giorgia Meloni,
prevista per il 28 dicembre e poi rinviata al 4 gennaio 2024.

   
“Chiediamo alle colleghe e ai colleghi che per lavoro
parteciperanno alla conferenza stampa di chiedere conto alla
presidente Meloni di questa volontà del suo governo e della sua
maggioranza di limitare il diritto dei cittadini a conoscere”
l’esortazione della segretaria Costante.

   
“Servono più domande, non meno. Più informazione, non meno.

   
In questi giorni qualcuno ha abusato di un valore: il
garantismo. Dobbiamo spiegare che i veri garantisti vogliono più
trasparenza, non meno”, ha rilevato il presidente della Fnsi,
Vittorio di Trapani, nel corso del dibattito in sala Tobagi
prima che i rappresentanti del sindacato dei giornalisti
uscissero, bavaglio sulla bocca, per le strade di Roma.

   
Quindi il flash mob, con le foto davanti al Senato, a
Montecitorio e sotto Palazzo Chigi. E l’appuntamento alla
prossima tappa della mobilitazione: il 3 gennaio, giorno in cui
si riunirà la Conferenza dei fiduciari e Comitati di redazione
per decidere i prossimi passi della protesta contro ogni
bavaglio e per la dignità della professione giornalistica.

   

   

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