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Barachini: 'La Commissione AI va avanti, impatto cruciale'

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Ultimo aggiornamento 5 Gennaio, 2024, 14:54:11 di Maurizio Barra

“Prendiamo atto delle dimissioni del Presidente emerito della Corte Costituzionale Giuliano Amato dalla Commissione AI per l’Informazione e andiamo avanti con rinnovata determinazione nel lavoro intrapreso, consapevoli di quanto sia cruciale il settore dell’informazione e della necessità di indagare l’impatto dell’intelligenza artificiale su ogni suo aspetto portando alla luce opportunità, rischi, delineando perimetri etici e possibili sinergie a tutela dell’occupazione e del diritto d’autore”. Lo dichiara in una nota il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’informazione e all’editoria, Alberto Barachini.

“Rinnovo la mia stima e la mia fiducia nei commissari – prosegue – che già da martedì prossimo, 9 gennaio, cominceranno a stendere la prima relazione da consegnare al premier Meloni che ha individuato nell’intelligenza artificiale una delle priorità della Presidenza italiana del G7”.

Amato: ‘La mia nomina non dalla premier, lascio la commissione’

La Commissione algoritmi, presieduta da Giuliano Amato, “è una commissione della presidenza del Consiglio, e visto che la mia nomina non risulta essere un’iniziativa della presidente del Consiglio lascio senz’altro l’incarico”. Lo annuncia, in un colloquio con il Corriere della sera, l’ex premier, aggiungendo una battuta: “Peccato, ci perdono qualcosa… Ma a me semplificherà la vita”. “Io non ho assolutamente parlato dell’elezione dei giudici della Corte – aggiunge Amato, commentando le parole di Giorgia Meloni su di lui -. Ho evidenziato un altro problema, come sa chi ha letto davvero l’intervista. Ho parlato dell’accoglienza delle decisioni della Corte, chiunque l’abbia eletta, e ad oggi in Italia non è mai stata la presidente del Consiglio a porre questa questione. Hanno cominciato altri esponenti della sua maggioranza, ma non lei”.

Amato nell’intervista commentata dalla premier aveva anche parlato del rischio che le Corti Costituzionali siano additate come nemiche della collettività, citando il caso della Polonia, e “ho pure detto che da noi quello che è accaduto lì ora è inconcepibile – sottolinea -. Certo potrebbe accadere perché non c’è nulla che lo impedisca, ma ora è ritenuto inconcepibile”.

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