Ultimo aggiornamento 8 Gennaio, 2024, 16:34:45 di Maurizio Barra
“Non posso in questa sede non ribadire la mia preoccupazione per quanto sta avvenendo in Israele e Palestina. Tutti siamo rimasti scioccati dall’attacco terroristico del 7 ottobre scorso contro la popolazione in Israele, dove sono stati feriti, torturati e uccisi in maniera atroce tanti innocenti e molti sono stati presi in ostaggio”, queste le parole con cui è stato aperto l’incontro.
“Ripeto la mia condanna per tale azione e per ogni forma di terrorismo ed estremismo in questo modo non si risolvono le questioni tra i popoli, anzi esse diventano più difficili, causando sofferenza per tutti. Infatti, ciò ha provocato una forte risposta militare israeliana a Gaza che ha portato la morte di decine di migliaia di palestinesi, in maggioranza civili, tra cui tanti bambini, ragazzi e giovani, e ha causato una situazione umanitaria gravissima con sofferenze inimmaginabili”.
“Ribadisco il mio appello a tutte le parti coinvolte per un cessate il fuoco su tutti i fronti, incluso il Libano, e per l’immediata liberazione di tutti gli ostaggi a Gaza. Chiedo che la popolazione palestinese – ha rimarcato il Pontefice – riceva gli aiuti umanitari e che gli ospedali, le scuole e i luoghi di culto abbiano tutta la protezione necessaria”.
“La soluzione di due Stati con Statuto speciale per Gerusalemme” e l’attenzione anche per il popolo siriano
“Auspico che la Comunità internazionale percorra con determinazione la soluzione di due Stati, uno israeliano e uno palestinese, come pure di uno statuto speciale internazionalmente garantito per la Città di Gerusalemme, affinché israeliani e palestinesi possano finalmente vivere in pace e sicurezza”. Lo ha ribadito Papa Francesco ricevendo in udienza il Corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede per la presentazione degli auguri per il nuovo anno.
Quindi parole per il popolo siriano: “Il conflitto in corso a Gaza destabilizza ulteriormente una regione fragile e carica di tensioni. In particolare, non si può dimenticare il popolo siriano, che vive nell’instabilità economica e politica, aggravata dal terremoto del febbraio scorso” ha continuato il Pontefice.
“La Comunità internazionale – ha sottolineato – incoraggi le Parti coinvolte a intraprendere un dialogo costruttivo e serio e a cercare soluzioni nuove, perché il popolo siriano non abbia più a soffrire a causa delle sanzioni internazionali. Inoltre, esprimo la mia sofferenza per i milioni di rifugiati siriani che ancora si trovano nei Paesi vicini, come la Giordania e il Libano“.
“Preoccupato dalla crescita di antisemitismo e discriminazione verso i cristiani”
“A quest’ultimo rivolgo un particolare pensiero, esprimendo preoccupazione per la situazione sociale ed economica in cui versa il caro popolo libanese, e auspico che lo stallo istituzionale che lo sta mettendo ancora più in ginocchio venga risolto e che il Paese dei Cedri abbia presto un Presidente”, ha aggiunto per poi concentrarsi sugli atti di antisemitismo per cui esprime profonda preoccupazione: “Ancora una volta sono a ribadire che questa piaga va sradicata dalla società, soprattutto con l’educazione alla fraternità e all’accoglienza dell’altro”.
Ma pone poi anche l’attenzione sulla “crescita della persecuzione e della discriminazione nei confronti dei cristiani, soprattutto negli ultimi dieci anni. Essa riguarda non di rado, seppure in modo incruento ma socialmente rilevante, quei fenomeni di lenta marginalizzazione ed esclusione dalla vita politica e sociale e dall’esercizio di certe professioni che avvengono anche in terre tradizionalmente cristiane. Nel complesso sono oltre 360 milioni i cristiani nel mondo – ha aggiunto il Pontefice – che sperimentano un livello alto di persecuzione e discriminazione a causa della propria fede, e sono sempre di più quelli costretti a fuggire dalle proprie terre d’origine”.
“Colpire i civili indiscriminatamente è un crimine di guerra”
“Colpire indiscriminatamente” i civili è un “crimine di guerra” che “viola il diritto internazionale umanitario”. Così Papa Francesco nel suo discorso. Il pontefice, nel suo tradizionale intervento “sullo stato del mondo”, pur citando i conflitti in Ucraina e Medio Oriente, ha sottolineato che il suo appello al “cessate il fuoco” deve essere inteso per “tutti i fronti” caldi del pianeta. Nel collegare i due principali conflitti nel mondo di oggi, Francesco ha affermato che la guerra moderna spesso non distingue tra obiettivi militari e civili.
“Non esiste conflitto che non finisca in qualche modo per colpire indiscriminatamente” la popolazione civile, ha affermato il pontefice secondo il quale “gli eventi in Ucraina e Gaza ne sono una prova evidente. Non dobbiamo dimenticare che le gravi violazioni del diritto internazionale umanitario sono crimini di guerra, e che non è sufficiente segnalarle, ma è necessario anche prevenirle”. Per Francesco è inoltre “necessario uno sforzo maggiore da parte della comunità internazionale per difendere e attuare il diritto umanitario, che sembra essere l’unico modo per garantire la difesa della dignità umana in situazioni di guerra”.
