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Sud:esperta, ok 'IA' ma giovani possono perdere memoria e futuro

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Ultimo aggiornamento 8 Gennaio, 2024, 16:33:55 di Maurizio Barra

(di Angelo Cerulo) Esiste una ‘questione meridionale’ anche per le conseguenze determinate dalle applicazioni dell’Intelligenza Artificiale in contesti di povertà economica ed educativa e i giovani di molti territori del Sud rischiano di essere penalizzati, condannati a essere ‘senza memoria e senza futuro’. In “territori intelligenti ma con vuoti progettuali”.
    E’ la tesi della professoressa Annamaria Rufino, docente di Sociologia del Diritto, della Devianza e del Mutamento Sociale nell’Università della Campania ‘Luigi Vanvitelli’. La docente ne parlerà in occasione di un incontro promosso dall’Ande di Caserta (Associazione nazionale donne elettrici), presieduta dalla professoressa Lillina Cicatelli Nuzzi, che si terrà giovedì 18 gennaio, nell’Istituto dei Salesiani (ore 17), sul tema “IA: la rivoluzione intelligente” insieme con il professor Stefano Marrone del Dipartimento di Matematica della ‘Vanvitelli’.
    “Nessuna demonizzazione dell’Intelligenza Artificiale, anzi: essa è un motore nuovo da sfruttare. Tuttavia vi sono da fare alcune considerazioni” dice la docente all’ANSA anticipando alcuni contenuti della sua relazione. “Le tecniche analitiche della Rete internazionale di Intelligenza Territoriale mi consentirono, qualche anno fa, di ‘esplorare’ il nostro territorio, per evidenziarne potenzialità e problemi, avanzando ipotesi risolutive. Il dato macroscopico più evidente era, all’epoca, la presenza di popolazione giovanile, punto di forza rispetto al resto del Paese” sottolinea la professoressa Rufino. “A distanza di non molti anni, purtroppo, è emerso il progressivo invecchiamento della popolazione e un dilagante abbandono dei giovani. Quel punto di forza non esiste più”. La docente fa riferimento, poi, alla ‘protesta delle tende’: “In pochissimi la ricordano… Ma ricordare costituisce uno strumento imprescindibile per interagire con il territorio in cui si vive. Non solo abbiamo dimenticato quella protesta, ma, ancor più, abbiamo rimosso i problemi ben più gravi degli studenti del Sud”. Loro, quelli del Sud, “non ci hanno nemmeno provato ad occupare il territorio con le tende, la sconnessione con il territorio si concretizza, sempre più, con l’abbandono dei loro territori” è la considerazione dell’esperta la quale evidenzia: “Tutti, ormai, con rassegnazione, concordano sulla decisione dei giovani ad andarsene per cercare fortuna altrove”. Da più parti si ipotizza che l’intelligenza artificiale potrebbe farsi carico della soluzione di tanti problemi, forse anche del contrasto all’abbandono? Dice Annamaria Rufino: “La memoria dei luoghi è stata un’àncora di salvezza, e i nostri luoghi di àncore ne avrebbero tante: il patrimonio artistico-architettonico, il paesaggio, la cultura dei luoghi. Il problema, però, è capire quanto sia connesso questo ‘pacchetto memorativo’ con i giovani e cosa potrebbe fare l’Intelligenza Artificiale, che sembra delegata ad intervenire in ogni dove, in assenza di altri sistemi decisori. L’IA è uno strumento di simulazione. E, teoricamente, potrebbe fare tutto. Simulazione di cosa, ci sarebbe da chiedersi, a proposito di un territorio, forse anche della sua memoria?”. In Italia si promettono in questo periodo interventi, esclusivamente strutturali. “Riguardano il costruito, il patrimonio artistico/architettonico – rileva la docente – ma non si leggono risvolti di tipo sociale per riattivare fiducia, condivisione. Un linguaggio ‘strutturale’ che non sa riconoscere la funzionalità del territorio e del suo patrimonio per la crescita sociale”. Secondo la professoressa Rufino “i giovani della Campania e di molte aree del Sud hanno già perso la memoria dei luoghi. Non li riconoscono, non ne conoscono la valenza sociale e storica. Un patrimonio affidato alla memoria di generazioni, potremmo dire âgé. I giovani, da lontano, forse si guarderanno indietro, una volta partiti”. Se lo faranno, “si dovranno confrontare con un passato che non appartiene loro e con un futuro costruito da una simulazione relazionale e memorativa, oltre che emotiva che li renderà ancora più estranei, al tempo e allo spazio della loro dimenticata memoria. L’IA sta costruendo, per loro, la fine della Storia. Eppure i giovani sono la Storia”.
   
   

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