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Electrolux, Uilm: previsti 373 esuberi negli stabilimenti italiani

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Ultimo aggiornamento 17 Gennaio, 2024, 21:13:27 di Maurizio Barra


Electrolux, Uilm: previsti 373 esuberi negli stabilimenti italiani - foto 2

Tgcom24




Metà eccedenze Electrolux è nel quartier generale

 La maggior parte delle eccedenze annunciate da Electrolux lavora nello stabilimento di Porcia (Pordenone) che produce lavatrici: si tratta di 73 esuberi tra gli impiegati, oltre a ulteriori 13 che prestano servizio nella vicina Pordenone e 10 che si occupano dell’ufficio Sales; in quest’ultimo settore, alcune posizioni prestano servizio ad Assago (Milano).

 

Per gli operai, sono state confermate le 95 eccedenze annunciate già a settembre e che sono ancora coinvolte nel contratto di solidarietà che scadrà a giugno.

 

Per quanto riguarda la restante parte del piano complessivo degli esuberi in Italia, a Cerreto d’Esi (Ancona), dove si producono cappe aspiranti, sono stati individuati in esubero 5 impiegati e 13 operai; a Forlì (forni e piani cottura) 38 impiegati e 70 operai; a Susegana (Treviso), dove si producono frigoriferi, 30 impiegati e 16 operai; a Solaro (Milano), specializzata nelle lavastoviglie, 5 impiegati e 5 operai.

 

In totale, dalla multinazionale svedese è stato dichiarato in esubero l’8% della forza occupazionale in Italia.

 

Electrolux in perdita nel IV trimestre (-284mln)

 Il quarto trimestre chiude per Electrolux con un Risultato operativo del Gruppo in perdita di 284 milioni di euro (-3,2 mld di corone svedesi; -2,0%) in sensibile aumento rispetto ai 168 milioni dello stesso periodo del 2022 (+68,4%). E’ soprattutto la flessione nel mercato del Nord America a pesare sui conti della multinazionale svedese, che in Italia ha vari stabilimenti, con quartier generale a Porcia (Pordenone), dove si producono lavatrici.

 

In generale, nel quarto trimestre le vendite nette sono stimate a 3,2 miliardi di euro, con un calo organico di circa l’1%. In Nord America si è registrata una flebile domanda per il Black Friday, così come per il resto dell’anno, con un calo nei prezzi, in particolare nella refrigerazione, categoria chiave per quell’area geografica. Inoltre, la chiusura di uno stabilimento e l’apertura di uno nuovo, di produzione di cucine, a Springfield ha avuto un impatto negativo sia in termini di costi aggiuntivi che di disponibilità dei prodotti. Pesa infine una svalutazione di crediti d’imposta statunitensi per 107 milioni di euro.

 

L’annuncio dei risultati dell’ultimo quarto di anno, come segnalano i quotidiani del Fvg, ha fatto crollare di quasi il 5% le azioni alla Borsa di Stoccolma. Ora, si attende il 2 febbraio quando il gruppo svedese pubblicherà i risultati annuali.

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