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Lecce-Juventus 0-3 – Vlahovic il migliore, l'unico insufficiente è Miretti

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Ultimo aggiornamento 21 Gennaio, 2024, 23:53:43 di Maurizio Barra

SZCZESNY 6 – Come spesso gli succede, Tek è spettatore non pagante al ‘Via del Mare’ e si sporca i guantoni in sole due occasioni: sulla conclusione di Oudin del primo tempo e quella della ripresa in cui si tuffa anche un po’ per scaldarsi.


GATTI 6 – Costante ed esente da sbavature, gioca un match importante seppur lo si noti un po’ di meno dei compagni di reparto.


BREMER 6.5 – Annulla Krstovic e impreziosisce la sua performance con un gol. What else?


DANILO 6 – Sicuro e attento, lavora bene di reparto e non si fa mai sorprendere.


CAMBIASO 6.5 – Lo si vede spingere di più sulla destra, è da quella zona che partono i pericoli più grandi del primo tempo. E’ assistman in occasione del gol di Vlahovic, poi chiude come mezz’ala e quasi nessuno si accorge che non lo aveva mai fatto (nella Juve).


Dal 79′ ALEX SANDRO sv


MCKENNIE 6.5 – Sa come far agitare i tifosi bianconeri quando parla di “finale da giocare” ad inizio gara, poi nel corso del match è onnipresente in fase offensiva e difensiva. Potrebbe finire sul taccuino dei marcatori, ma Vlahovic non è pienamente d’accordo.


LOCATELLI 6 – Le geometrie mancanti vengono compensate dalla gran sostanza, a centrocampo lotta e fa un lavoro importante per i compagni.


MIRETTI 5.5 – Paga un primo tempo in cui è poco lucido e perde molti palloni. E’ un po’ più caparbio nella ripresa, ma questo non è sufficiente a convincere Allegri a sostituirlo.


Dal 57′ WEAH 6 – Mostra qualche giocata delle sue, ma non lascia troppo il segno.


KOSTIC 6 – Non è un fattore sulla sinistra, sfonda poco e i suoi cross trovano poco i compagni in area di rigore. Si fa perdonare, però, in occasione del secondo gol, quando pennella sulla testa di McKennie il traversone del 2-0 poi siglato da Vlahovic. Fa un buon lavoro difensivo.


Dal 73′ ILING JR sv


YILDIZ 6 – Intermittente, ma la luce c’è quando la lampadina si accende. E’ bravo in occasione del gol, perché è con una sua giocata che costringe Falcone ad una presa non perfetta. E poi non sbaglia mai uno stop, ma questo lo sapevate già.


Dal 73′ MILIK sv


VLAHOVIC 7 – Ha imparato a gestire l’ansia, ha capito che il gol può arrivare in qualsiasi momento. Nel primo tempo fa a sportellate e lavora dei buoni palloni, nella ripresa cala la doppietta sfruttando prima il cross di Cambiaso e poi quello “involontario” di McKennie. E con un Vlahovic così, la Juventus può dire davvero la sua nella corsa scudetto.

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