Ultimo aggiornamento 23 Gennaio, 2024, 01:20:38 di Maurizio Barra
L’associazione ambientalista in una nota sintetizza che “non è vero che andare a 30 km/h o a 50 km/h è la stessa cosa in termini di sicurezza stradale, la scienza ci dice ben altro. Non è vero che con la città 30 ‘i problemi, soprattutto per i lavoratori, rischiano di essere superiori ai benefici per la sicurezza stradale’. Non è vero che a 30 km/h si impiega più tempo a spostarsi e che si inquina di più. Non è vero che per salvare vite basta inasprire pene per chi abusa di sostanze e alcool. È staticamente accertato che nei casi di incidenti mortali una delle cause è dovuta all’elevata velocità”.
“Le polemiche di questi giorni accompagnate anche da tante fake news – dichiara Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente – sono del tutto sterili. Sulle strade italiane si registra un morto ogni tre ore e un ferito ogni 2,5 minuti e il 50% delle vittime sono pedoni e ciclisti, un’emergenza da codice rosso su cui bisogna al più presto intervenire. Il modello delle Città 30 è una rivoluzione importante che mette al centro la riduzione della velocità e che deve essere accompagnata da campagne di informazione e sensibilizzazione. Al ministro Matteo Salvini chiediamo di non fare campagna elettorale su un tema così importante”, conclude Ciafani chiedendo che il modello città 30 trovi ampia diffusione e di approvare il nuovo Codice della strada e stanziare maggiori risorse per il fondo nazionale per il trasporto pubblico locale.
Ciafani ricorda che “diverse città europee hanno scelto di moderare la velocità registrando dati rilevanti a breve termine: a Londra dall’introduzione dei 20 km si sono abbassate del 25% le morti e del 63% gli investimenti di pedoni, mentre a Bruxelles dopo un anno dall’ingresso del provvedimento, nel gennaio 2021, sono diminuiti del 28% gli incidenti e del 50% i morti e feriti gravi”.
Nel focus sulle fake news sulle Città 30, Legambiente afferma che è falso che andare a 30 km/h o a 50 km/h è la stessa cosa in termini di sicurezza stradale. A livello scientifico, spiega la ong, è stata stabilita come regola quella dei 30 km/h perché è un limite che, senza rallentare la circolazione, diminuisce drasticamente le percentuali di rischio di mortalità: avviene in meno del 10% dei casi, mentre già a 50 km/h la probabilità di un incidente mortale supera il 50%. Inoltre, a 30 km/h la distanza di arresto è di 13 metri, mentre a 50 km/h si attesta intorno ai 28 metri. A 30 km/h l’angolo visuale del conducente raddoppia rispetto ai 50 km/h.
E’ falso che a 30 km/h si impiega più tempo a spostarsi. La velocità media di spostamento in città già oggi non supera mai i 30 km/h, spiega Legambiente. In Europa si va dai 19 km/h di Londra e Berlino ai 26 km/h di Varsavia. In Italia, dove c’è il più elevato numero di auto pro-capite d’Europa, i centri urbani sono intasati e le medie di percorrenza sono tra le più basse e comunque ben al di sotto di 30 km/h. A Bologna, in particolare, secondo TomTom traffic index, la velocità media nelle ore di punta (2023) si attestava già a 32 km/h, per un totale di 63 ore/anno passate nel traffico (+4,17 ore rispetto al 2022). Nel 2023 si andava più lenti che nel 2022″.
Con la città 30, “sostiene il Ministro Salvini, i problemi (soprattutto per i lavoratori) rischiano di essere superiori ai benefici per la sicurezza stradale”. Falso, dice l’associazione, ricordando che “le strade sono pericolose, tanto che nel 2022 l’Inail ha accertato 12.361 incidenti in itinere, di cui ben 9 mortali”. Il Piano Nazionale Sicurezza Stradale del Mit sostiene che “dove ci possono essere impatti che coinvolgono veicoli e pedoni, la velocità dovrebbe essere limitata a 30 km/h”, lasciando il limite di 50 km/h alle strade a scorrimento veloce.
Non è vero, poi, che a 30 km/h si inquina di più. I motori benzina e diesel consumano di più e inquinano molto di più in fase di accelerazione e decelerazione, oppure a velocità elevate (resistenza dell’aria).
Falso che per salvare vite basta inasprire pene per chi abusa di sostanze e alcool. Se è statisticamente accertato che nel 55% dei casi mortali nelle città, teatro del 73% degli incidenti, le cause sono l’eccesso di velocità, la mancata precedenza ai pedoni sugli attraversamenti e la guida distratta, per ridurre questo rischio è necessario un provvedimento generale che abbassi il limite generale di velocità. Inoltre, sarebbe più efficace inasprire le pene minime.
L’associazione ambientalista, che fa parte da tempo della piattaforma #Città30subito che riunisce diverse associazioni chiede maggiore attenzione alla moderazione della velocità in città e ha chiesto un ddl su Città 30 presentato in Parlamento a giugno 2023, per istituire il limite dei 30 km/h nei centri urbani.
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