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Apre a Napoli il cantiere nell'area ex Taverna del Ferro

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 2 Febbraio, 2024, 17:07:55 di Maurizio Barra

Attesa ma anche commozione tra i
residenti che oggi si sono radunati per assistere all’apertura
del cantiere. Entra infatti nella fase attuativa a Napoli il
programma di rigenerazione urbana del quartiere di ‘Taverna del
Ferro’ voluto dall’Amministrazione guidata dal sindaco Gaetano
Manfredi. Questa mattina, nell’area adiacente le case popolari
di San Giovanni a Teduccio, si è insediato il cantiere per la
realizzazione dei 360 nuovi alloggi che ospiteranno le famiglie
che vivono nelle due “stecche” (così chiamati i due palazzoni
della zona) costruite per far fronte all’emergenza abitativa
seguita al terremoto del 23 novembre 1980.
La prima fase dell’intervento interessa l’area a Nord
dell’attuale insediamento dove verranno demoliti 84 box per fare
spazio a nuovi edifici bassi, autosostenibili energeticamente,
con orti urbani, nuovi servizi di prossimità e spazi attrezzati
per il gioco e lo sport. Successivamente, completato il primo
gruppo di nuove case, ci sarà il trasferimento delle famiglie
che vivono nel fabbricato lato mare. Quest’ultimo sarà anch’esso
demolito per far posto ad altri 180 alloggi nei quali andranno
ad abitare quanti vivono nel fabbricato lato Vesuvio. Completati
gli insediamenti abitativi, sarà demolito anche l’ultimo
fabbricato nella cui area di sedime verranno realizzate opere a
servizio del quartiere.

   
Il programma di rigenerazione urbana è realizzato grazie alle
risorse dei Piani urbani integrati, che rientrano nella missione
“Inclusione e coesione” del PNRR, del Fondo Complementare che
integra le risorse del PNRR e del Fondo PON Metro Plus per
complessivi 106 milioni e 483mila euro. I nuovi alloggi saranno
destinati alle famiglie che vivono nell’attuale insediamento e
che risultano assegnatarie o occupanti che si sono registrate
nel corso del censimento condotto dal Comune.

   
“Oggi – ha commentato la vicesindaco Lieto – c’è emozione perché
questo momento arriva a valle di due anni di lavoro molto
intenso, anche se è solo l’inizio di quel percorso di
riqualificazione per cui gli abitanti hanno lottato. C’è tutto
il senso del lavoro per noi che operiamo nelle istituzioni:
andare incontro ad una domanda complessa”.

   

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