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Martedì mozione Pd alla Camera,cessate fuoco a Gaza e diplomazia

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Ultimo aggiornamento 12 Febbraio, 2024, 01:59:26 di Maurizio Barra

 “Un immediato cessate il fuoco umanitario a Gaza” associato alla “liberazione incondizionata degli ostaggi israeliani”, agli aiuti umanitari nella Striscia e a un’azione per una Conferenza internazionale di pace. Sono i punti principali degli impegni chiesti al governo nella mozione proposta dal Pd, prima firmataria Elly Schlein, e discussa martedì nell’aula della Camera.
   

Il documento conta in tutto 28 premesse, partendo dal riconoscimento delle responsabilità di Hamas negli attacchi del 7 ottobre 2023 (“provocando non solo morte ma anche uno shock collettivo nella società israeliana – si legge nel testo – per quello che è stato definito come l’attacco più letale dopo la Shoah”) e dalla risposta del governo israeliano “autorizzando la più grande mobilitazione militare del Paese dalla guerra dello Yom Kippur del 1973 e chiedendo l’evacuazione verso Sud dei palestinesi che vivevano nella città di Gaza e nel nord della Striscia di Gaza”.
    Corposi anche gli impegni chiesti all’esecutivo: dalla fine delle ostilità all’azione diplomatica “in particolare in seno all’Unione europea, per promuovere iniziative di de-escalation della tensione in Medio Oriente e con l’obiettivo di celebrare – come proposto nelle conclusioni del Consiglio europeo del 27 ottobre 2023 – una Conferenza internazionale di pace che ponga fine al conflitto israelo-palestinese, attraverso la soluzione politica dei ‘due popoli, due Stati’, in linea con le risoluzioni dell’Onu”. I Dem chiedono inoltre di “attivarsi per promuovere, in tutte le sedi multilaterali, una missione internazionale di interposizione a Gaza, sotto l’egida delle Nazioni unite, che coinvolga i Paesi arabi che possono assumersi la responsabilità della ricostruzione della Striscia”, di “sostenere l’Unione europea nell’attuazione in tempi rapidi delle sanzioni già deliberate contro Hamas” e di sollecitare la Ue perché “appronti un pacchetto di sanzioni contro i coloni”.
    Non manca la richiesta di “ripristinare i fondi per le ong italiane che operano in Palestina e in Israele” e di “sostenere, all’interno di una cornice europea le iniziative volte a garantire la sicurezza marittima nel Mar Rosso”. 
   

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