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Molinari (Lega): 'Fdi non vuol darci il terzo mandato'

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Ultimo aggiornamento 14 Febbraio, 2024, 19:37:19 di Maurizio Barra

Il no al terzo mandato per il premierato “credo sia più una mossa di chi non vuole il terzo mandato: c’è un gioco di Fdi a non volerci dare il terzo mandato per i governatori. Questa è la spiegazione”. Lo ha detto il capogruppo della Lega alla Camera, Riccardo Molinari, a Start su SkyTg24. “Noi – ha osservato – abbiamo già ottenuto un risultato importante” con l’approvazione di “una norma a cui lavoravamo da tempo che toglie il limite dei mandati nei comuni sotto i 5mila abitanti e lo estende a 3 fino a 15 mila. È chiaro che lo stesso principio lo vorremmo applicare anche ai comuni più grandi e alle regioni”.

“Noi – ha proseguito Molinari – riteniamo che anche i sindaci di città più importanti e i presidenti di regione possano avere tre mandati. Anche perché tutti incensano il sistema di elezione diretta del sindaco, perché è il rapporto più diretto tra il voto e il cittadino, c’è un controllo democratico della base elettorale sul lavoro del sindaco e sono i cittadini a decidere se qualcuno ha lavorato bene o ha lavorato male. Il fatto che ci siano tre mandati – conclude – non mette a repentaglio la sicurezza delle istituzioni”.

“Noi non siamo favorevoli al prolungamento del mandato ai governatori che hanno già avuto due mandati. Riteniamo giusto” che ci siano “due mandati” e “non è una questione che riguarda la Lega” ma è “per la tutela della democrazia e una garanzia di alternanza”, ha detto il leader di FI Antonio Tajani interpellato su un emendamento della Lega al dl elezioni. 

“L’emendamento della Lega al dl elettorale sul terzo mandato? Faccio notare che si tratta di un dl – spiega il capogruppo Fdi alla Camera, Tommaso Foti, a Ping Pong su Radio1Rai -. Gli emendamenti dovrebbero riferirsi al caso di necessità e urgenza per i quali il decreto viene adottato ai sensi della Costituzione. Ritengo che, allo stato attuale, non sia possibile riconoscere i requisiti di necessità e urgenza che dovrebbero portare la politica a pronunciarsi in un senso o nell’altro. Se il Governo avesse ritenuto di dover adottare il provvedimento d’urgenza l’avrebbe inserito direttamente nel dl. Il Senato lo valuterà e si esprimerà”.

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