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Mutilato e ucciso, presunto killer sviene davanti a pm Genova

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Ultimo aggiornamento 17 Febbraio, 2024, 20:45:47 di Maurizio Barra

Momenti di paura ieri pomeriggio al
nono piano di palazzo di giustizia di Genova. Kamel Abdelwahab
detto Tito, l’uomo di 27 anni indagato e in cella per l’omicidio
di Mahmoud Abdallah, l’egiziano di 19 anni trovato senza testa e
mani la scorsa estate al largo di Santa Margherita, è svenuto
davanti al pm Daniela Pischetola che lo stava interrogando.

   
Tito, difeso dall’avvocato Carlo Manti, aveva chiesto di
essere sentito per respingere alcune accuse. L’interrogatorio
era già stato sospeso ieri mattina per l’allarme bomba. Ripreso
nel pomeriggio è stato però bloccato di nuovo per il malore. Sul
posto sono intervenuti i medici del 118 che lo hanno poi
trasferito all’ospedale San Martino.

   
Kamel era stato arrestato insieme ad Abdelghani Ali detto
Bob, 26 anni. Nei giorni scorsi sono state depositate le perizie
sui telefoni dei due. Dall’analisi sarebbe emerso che Mohamed
Alì, detto Aly, il titolare della barberia di via Merano a
Genova Sestri Ponente e mai indagato, avrebbe detto a Tito poche
ore dopo il delitto di cancellare le chat. Il titolare della
barberia era andato in Egitto il 26 giugno, dopo che il 19 la
guardia di finanza aveva compiuto un’ispezione nel suo salone,
durante la quale la vittima aveva denunciato irregolarità nella
gestione dei lavoratori. Dalla perizia emerge che effettivamente
tutti i messaggi, immediatamente prima e dopo il delitto, sono
stati eliminati. Gli inquirenti avevano già scoperto che la
mattina del 23 luglio, poche ore prima di essere ucciso, Mahmoud
aveva ricevuto diverse telefonate da Aly e Bob.

   
In una di queste, il titolare aveva detto alla vittima di
andare a Sestri, dove gli avrebbero dato i soldi che gli
spettavano come liquidazione visto che voleva andare a lavorare
per un barbiere concorrente. Nell’appartamento dormitorio,
secondo l’accusa, Tito e Bob lo avrebbero invece ucciso con un
coltello e poi fatto a pezzi con una mannaia comprati poche ore
prima in un negozio. Avrebbero poi messo il corpo in un trolley
e lo avrebbero portato a Santa Margherita dove avrebbero buttato
in mare la testa e le mani per non farlo riconoscere.

   

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