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Partite Iva, novità sugli acconti: tasse pagate ogni mese

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Ultimo aggiornamento 19 Febbraio, 2024, 13:42:07 di Maurizio Barra

 


Partite Iva, novità sugli acconti: tasse pagate ogni mese - foto 1

Tgcom24




 

Come riporta Il Messaggero, l’intervento statale è a costo zero. L’obiettivo del governo è duplice: andare incontro alle esigenze dei contribuenti e garantire all’Erario un gettito regolare. Contiamo di intervenire con un decreto nei prossimi tre mesi. L’operazione non comporta costi per lo Stato e assicura maggiore liquidità a professionisti e imprese, che in futuro avranno a che fare con un Fisco più equo“, ha spiegato il fautore della riforma Alberto Gusmeroli, presidente della commissione Attività produttive della Camera e responsabile per le materie fiscali della Lega.

 

 

La riforma fiscale voluta dal governo Meloni

 La riforma del sistema fiscale è un punto principe del programma del centrodestra. Fratelli d’Italia e Forza Italia stanno ad esempio ragionando sulla possibilità di permettere ai contribuenti di pagare le tasse con la carta di credito. In futuro anche i contributi previdenziali Inps relativi al secondo acconto potrebbero essere modificati seguendo la medesima linea: attualmente vanno versati a novembre in un’unica soluzione, potrebbero cioè essere spalmati su più mesi.

 

Come cambia il pagamento delle tasse per le partite Iva

 L’intento dell’esecutivo è dunque di estendere all’intera platea delle partite Iva (oltre 5 milioni di contribuenti) la rateizzazione finora prevista per 3,5 milioni di autonomi relativa al maxi acconto di novembre. Se la norma riceverà l’ok definitivo, a partire da quest’anno gli autonomi non dovranno più pagare metà delle tasse in anticipo, ma a consuntivo, cioè alla fine dell’anno fiscale e col reddito dichiarato effettivamente in tasca. Sempre a Il Messaggero, Gusmeroli ha specificato: “Vogliamo rendere la misura strutturale estendendola a tutti, compresi dipendenti e pensionati con altri redditi, con l’obiettivo anche di abolire la ritenuta d’acconto per un milione di professionisti che, a questo punto, con il pagamento delle tasse in 12 mesi, non avrebbe più ragione d’essere mantenuta”.

 

 

I numeri delle partite Iva in Italia

 Dagli oltre sei milioni di inizi Duemila, le partite Iva hanno registrato un sensibile calo negli anni successivi, ma ora stanno di nuovo aumentando di numero. A diminuire ancora oggi sono gli autonomi “classici” (artigiani, piccoli commercianti e agricoltori scesi di quasi mezzo milione di unità tra 2014 e 2022), iscritti ad albi od ordini professionali, mentre crescono categorie come web designer, social media manager, formatori e consulenti aziendali e informatici.

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