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Pakistan, in testa a sorpresa i candidati indipendenti orfani di Imran Khan

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Ultimo aggiornamento 23 Febbraio, 2024, 14:35:53 di Maurizio Barra

Elezioni

Gli indipendenti vicini al leader in carcere da mesi sono in vantaggio rispetto ai grandi favoriti della Pakistan Muslim League del tre volte premier Nawaz Sharif

dal nostro corrispondente Marco Masciaga

Gli indipendenti vicini al leader in carcere da mesi sono in vantaggio rispetto ai grandi favoriti della Pakistan Muslim League del tre volte premier Nawaz Sharif

I punti chiave

  • Imran Khan e il Pti sono in vantaggio per senza aver potuto fare campagna elettorale
  • Nawaz Sharif si è già detto pronto a partecipare a un governo di coalizione
  • Il Ppp di Bilawal Bhutto Zardari è il terzo partito e potrebbe essere l’ago della bilancia

NEW DELHI – I risultati – incredibilmente ancora parziali – di quella che si annunciava come l’elezione più pilotata della storia del Pakistan stanno delineando uno scenario sorprendente, destinato a portare ulteriore instabilità nel quinto Paese più popoloso della Terra.

Quando devono essere ancora assegnati 29 seggi, gli eletti Indipendenti sono 91, in larga maggioranza affiliati al Pakistan Tehreek-e-Insaf (Pti) di Imran Khan; seguono i 66 della Pakistan Muslim League (Pml-N) di Nawaz Sharif e i 51 del Pakistan Peoples Party(Ppp), il partito di Bilawal Bhutto Zardari, rampollo della dinastia politica di Karachi.

Un risultato clamoroso che sconfessa le manovre orchestrate sottobanco dall’establishment militare e dalla magistratura per trasformare il voto in un plebiscito a favore di Nawaz Sharif e nella cancellazione per via giudiziaria del partito populista dell’ex primo ministro Imran Khan.

L’ex premier pachistano Nawaz Sharif (a destra), con la figlia Maryam Nawaz EPA/RAHAT DAR

Il risultato a sorpresa – e l’evidente supporto popolare per l’ex premier da mesi in carcere – hanno convinto, benché tardivamente, Regno Unito e Stati Uniti a stigmatizzare le discriminazioni subite dal Pti in campagna elettorale.

Fin qui le certezze e i riposizionamenti diplomatici. Cosa discenderà da queste premesse resta però un mistero.

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