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Cei, serve un lavoro dignitoso per tutti e più sicurezza

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Ultimo aggiornamento 28 Febbraio, 2024, 20:21:43 di Maurizio Barra

“Le istituzioni devono
assicurare condizioni di lavoro dignitoso per tutti, affinché
sia riconosciuta la dignità di ogni persona, si permetta alle
famiglie di formarsi e di vivere serenamente, si creino le
condizioni perché tutti i territori nazionali godano delle
medesime possibilità di sviluppo, soprattutto le aree dove
persistono elevati tassi di disoccupazione e di emigrazione”. Lo
sottolinea la Conferenza episcopale italiana nel Messaggio per
il Primo Maggio.

   
“Tra le condizioni di lavoro quelle che prevengono situazioni
di insicurezza si rivelano ancora le più urgenti da
attenzionare, dato l’elevato numero di incidenti – sottolineano
i vescovi – che non accenna a diminuire”. Inoltre, “quando la
persona perde il suo lavoro o ha bisogno di riqualificare le sue
competenze, occorre attivare tutte le risorse affinché sia
scongiurato ogni rischio di esclusione sociale, soprattutto di
chi appartiene ai nuclei familiari economicamente più fragili,
perché non dipenda esclusivamente dai pur necessari sussidi
statali”.

   
Per la Cei “un lavoro dignitoso esige anche un giusto salario
e un adeguato sistema previdenziale, che sono i concreti segnali
di giustizia di tutto il sistema socioeconomico”. Inoltre
“bisogna colmare i divari economici fra le generazioni e i
generi, senza dimenticare le gravi questioni del precariato e
dello sfruttamento dei lavoratori immigrati. Fino a quando non
saranno riconosciuti i diritti di tutti i lavoratori, non si
potrà parlare di una democrazia compiuta nel nostro Paese”.

   
La Conferenza episcopale italiana sottolinea ancora che “a
questo compito di giustizia sono chiamati anche gli
imprenditori, che hanno la specifica responsabilità di generare
occupazione e di assicurare contratti equi e condizioni di
impiego sicuro e dignitoso”. Ma anche “i lavoratori, consapevoli
dei propri doveri, si sentano corresponsabili del buon andamento
dell’attività produttiva e della crescita del Paese,
partecipando con tutti gli strumenti propri della democrazia ad
assicurare, non solo per sé ma anche per la collettività e per
le future generazioni, migliori condizioni di vita”.

   

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