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Petrolio, perché l’Opec+ anche stavolta non convince il mercato

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Ultimo aggiornamento 4 Marzo, 2024, 22:59:07 di Maurizio Barra

Tutto è partito, come di consueto, dall’Arabia Saudita che ha dato il la con un comunicato sibillino: una «fonte ufficiale del ministero dell’Energia» riferisce di una proroga fino a giugno del taglio extra da 1 milione di barili al giorno che Riad applica da luglio 2023, «in coordinamento con alcuni Paesi Opec+». L’obiettivo, si legge, è intensificare «gli sforzi precauzionali (della coalizione) al fine di sostenere la stabilità e l’equilibrio dei mercati petroliferi».

I sauditi con l’occasione ricordano anche l’altro taglio extra, da 500mila bg, che invece è in vigore da aprile 2023 ed è già stato confermato per tutto il 2024. E per la prima volta accennano esplicitamente a un’exit strategy: «I volumi addizionali tagliati saranno ripristinati gradualmente, in base alle condizioni del mercato».

La linea è stata appoggiata nelle ore successive da 7 Paesi dell’Opec+, ciascuno dei quali ha emesso comunicati autonomi quasi in fotocopia. Tagli addizionali fino a giugno, dunque, anche per altri 4 produttori Opec – Emirati arabi uniti, Kuwait, Iraq e Algeria, che insieme contribuiscono (sulla carta) per complessivi 569mila bg – e per 3 dei 10 Paesi non Opec alleati nella coalizione: il Kazakhstan, l’Oman e anche la Russia.

Almeno in apparenza è da Mosca che potrebbe arrivare l’unica stretta supplementare, per quanto teorica e molto difficile da verificare. La Federazione russa – autorizzata dall’Opec+ a suddividere a piacere i tagli tra greggio, condensati e prodotti raffinati, considerando non solo la produzione ma anche le esportazioni – nel prossimo trimestre interverrà soprattutto per frenare l’offerta di greggio, ha dichiarato il vicepremier Alexander Novak.

Lo schema condiviso con l’Opec+ è dettagliato, forse per compiacere i sauditi, innervositi dalla mancanza di chiarezza e dallo scarso rispetto degli impegni finora dimostrato da Mosca. La Russia nel mese di aprile promette di tagliare 350mila bg di produzione e 121mila di esportazioni, a maggio la riduzione sarà di 400mila e 71mila bg rispettivamente, mentre a giugno l’obiettivo è tagliare 500mila bg interamente dalla produzione.

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